Anno: 2018

Olgiate Comasco: una mostra fotografica per i “bambini lavoratori”

IMG_20180219_191808Fino a domenica 25 febbraio è possibile visitare la mostra fotografica “Ninos/bambini” di Ivano Gabaglio, nella suggestiva cornice del centro espositivo Medioevo di Olgiate Comasco. Immagini che parlano. Visi di bambini. Bambini lavoratori. (altro…)

Ciclostilato in proprio/ Paulo maiora

Sembra di capire che non si possa fare a meno di parlare della campagna elettorale, della sua conclusione ormai imminente e di ciò che accadrà dopo il 4 marzo. Il rischio, oltre a quello della propaganda, è quello di smarrire il filo logico di una riflessione sulle radici dell’attuale stato delle cose, inseguendo la schermaglia alimentata dalla tempesta quotidiana delle dichiarazioni, dei comunicati, dei sondaggi, dei post sui social, in cui tutti – dico tutti – quelli che scrivono lo fanno ormai per confermare le loro scelte e per cercare di scavalcare gli avversari nella graduatoria dei like.

Gli spunti non mancherebbero, nemmeno se ci si limita a guardarci attorno. Nemmeno quelli che hanno a che fare con la galleria degli orrori, che solo l’abitudine al cattivo gusto e un residuo della buona educazione ricevuta da piccoli (nel mio caso) impediscono di sottolineare come meriterebbero. Come lo sbarco trionfale dei senza vergogna, quelli che hanno il record della peggiore esperienza amministrativa a Como (Comunione e Liberazione e i loro sodali) con Lupi e Vignali in testa, presente un ex sindaco che sarebbe bene consegnare alla damnatio memoriae. O come la simpatica candidata di FI che si raccomanda agli elettori vantando come merito una recente gravidanza. O come gli autogol di quelli che pubblicano le foto dei loro gazebo desolatamente disertati dall’interesse dei passanti e pieni dei manifesti con “quelle facce un po’ così, quell’espressione un po’ così” che di questi tempi hanno quelli del Pd.

Poi, però, in una delle tante iniziative con candidati e supporter, qualcuno interviene e dice una cosa che fa pensare (scusate la parolaccia). Osserva che, a tanti anni dalla nascita dello Stato virtualmente unitario di nome Italia, ci sono ancora almeno tre grandi questioni aperte. La questione meridionale, che sembra allargarsi a mano a mano che la globalizzazione lambisce le lande patrie. La questione del lavoro, che sembra farsi più problematica, in un crescente contrasto con le promesse e l’impegno della Repubblica “fondata sul lavoro”, intaccando il binomio cittadino/lavoratore nel momento in cui la dignità e il valore del lavoro vengono vilipesi da leggi, comportamenti, assuefazione (al “meglio precario che niente”, “meglio sottopagato che niente”, “meglio in nero che niente” ecc.) che feriscono non solo l’idea alta di un modo di intendere il lavoro come l’incrocio tra la realizzazione di sé e il contributo offerto da ciascuno alla società ma anche la stessa idea della cittadinanza democratica. La questione morale, che riguarda non solo la politica e le sue miserie (il familismo dei De Luca, dei Boschi e dei Renzi, per dire, o l’ipocrisia dei grillini presi con le mani nella marmellata proprio sotto le elezioni) ma anche, ad esempio, le liquidazioni milionarie dei banchieri falliti, il mordi e fuggi di imprenditori e banche che svendono Italo «come una start up qualsiasi» (parole di Gentiloni), dopo avere reclamato a gran voce la liberalizzazione delle ferrovie e avere imposto alla collettività costi economici e ambientali per le linee dell’alta velocità, o le inquietanti lottizzazioni della sanità lombarda. E si potrebbe continuare all’infinito.

Dopo oltre un secolo e mezzo, siamo ancora qui a dirci che il progetto di un’Italia sopportabilmente omogenea, capace di dare una prospettiva ai suoi figli e di valorizzare i talenti e le forze di chi lavora, e guidata da una classe dirigente affidabile, non si è ancora realizzato. Che c’è un problema di identità che non c’entra con l’immigrazione ma che ha a che fare con tare antiche che solo un rinnovamento profondo delle classi dirigenti (non solo, ma anche, del ceto politico) potrebbe affrontare. Che serve il coraggio di farsi carico del compito di costruire un blocco sociale (un blocco storico, diceva qualcuno) che sappia reggere l’impegno a un rinnovamento profondo della realtà nazionale in tutti i suoi aspetti. Che sia in grado di produrre e di diffondere una diversa cultura. Quello messo insieme da Berlusconi, che tenacemente riappare nei momenti topici della vita nazionale con la sua forza prepotente e brutale, rappresenta la continuità con il vecchio aggregato di particolarismi, egoismi, trasformismi e disprezzo per i valori civici che è responsabile dello stato di cose attuale. La forza principale che avrebbe potuto e dovuto farsi carico, almeno in parte, di questo progetto, ha scelto, con Renzi, di puntare invece al consenso di quello stesso blocco senza neppure essere in grado di disarticolarlo, come dimostra il suo perdurante declino elettorale. Il “partito della nazione”, in realtà, che prima Renzi si illudeva di costruire in proprio e poi prefigurando l’alleanza con Berlusconi, non è che il tentativo (fallito) di rappresentare quel blocco. Quello che ha lasciato aperte, anzi ha aggravato, le “questioni” di ieri e di oggi. A chi si chiede perché sia stata consumata una rottura nel campo del centrosinistra, in fondo, è facile rispondere che le ragioni di fondo stanno tutte qui. E anche, nel nostro piccolo, a chi ci chiede: “Perché non sostenete Gori?”. Quello che vuole “Fare, meglio” quello che hanno fatto gli altri.

A chi chiede che cosa fare, risponderei con una sfida: riattualizzare le parole di un grande maestro del passato: «Il moderno principe, il mito-principe, non può essere una persona reale, un individuo concreto; può essere solo un organismo; un elemento di società complesso nel quale già abbia inizio il concretarsi di una volontà collettiva riconosciuta e affermatasi parzialmente nell’azione. Questo organismo è già dato dallo sviluppo storico ed è il partito politico: la prima cellula di cui si riassumono dei germi di volontà collettiva che tendono a divenire universali e totali». Porre le basi, intanto, per un soggetto politico che si faccia banditore e protagonista di una rifondazione dei caratteri della nazione nel segno di un grande processo di cambiamento sociale. [Emilio Russo, dal blog di ecoinformazioni Ciclostilato in proprio]

Provocazione fascista durante la conferenza stampa di Massimo Gatti, Sinistra per la Lombardia

Avanti all’Ospedale Sant’Anna di Como, monumento allo sperpero di denaro pubblico dovuto alle amministrazioni di destra, a poca distanza dall’autosilo Val Mulini, emblema dell’incapacità delle ultime amministrazioni comunali di dare un senso ad un parcheggio vuoto e alla scelta dissennata della Giunta Landriscina che continua a sperperare denaro in inverosimili bonifiche dopo aver costruito un muro per evitare che i migranti utilizzassero la struttura,  Massimo Gatti, candidato presidente della lista Sinistra per la Lombardia, ha presentato alla stampa programma e candidati per il Consiglio regionale e, con la lista Potere al popolo, alla Camera e al Senato. (altro…)

L’Anpi di Como ricorda Perugino Perugini

A distanza di nove anni dalla sua scomparsa, l’Anpi di Como ha commemorato la figura di Perugino Perugini, partigiano e infaticabile promotore dell’associazionismo democratico e dell’Anpi in particolare.

Il ricordo, lungi dall’essere un rituale appuntamento, serve soprattutto a tenere viva la memoria delle persone che hanno contribuito a costruire la realtà democratica della nazione e del territorio comasco. Serve anche a ricordare che l’impegno antifascista e antirazzista non può essere abbandonato, a distanza di più di settant’anni dalla Liberazione, in una situazione che vede la diffusione non solo di organizzazioni esplicitamente ispirate al fascismo e al nazismo, ma anche di comportamenti indifferenti o, peggio, insofferenti rispetto alle tematiche sociali e politiche dell’attualità.

È quindi importante proseguire l’opera portata avanti per lunghi anni da figure come quelle di Perugino Perugini e della moglie Giordana Meregalli. Alla presenza della figlia Laura, la sezione di Como dell’Anpi hanno preso la parola, per brevi discorsi, Nicola Tirapelle e Marco Biraghi.

[FC, ecoinformazioni]

Diritti reclusi/ Voci dal campo

La visita, nel pomeriggio del 17 febbraio,  del parlamentare  di Sinistra italiana Daniele Farina, candidato di Liberi e Uguali  alla Camera a Como, Lecco e Sondrio è servita a sollevare almeno per una volta il velo di intollerabile segretezza che è stato imposto al Campo governativo, gestito dalla Cri a Como, già inaccettabile all’inizio,  oggi ancora più ingiustificato mentre rimane indefinita la natura del Campo stesso, classificato “ibrido” e quindi senza una chiara identità, nato per un’emergenza che tutti sanno e sapevano non sarebbe stata tale. La delegazione formata da Farina e da Kalongo Vicky Tshimanga, candidato di Liberi e Uguali  alla Camera a Como, Lecco e Sondrio,  ha raccontato all’uscita del Campo una situazione che è apparsa comunque migliore di tanti Cas affollati e abbandonati incontrollati al migrabusiness.

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Video/ Ispezione al Bassone

Daniele Farina, parlamentare uscente di Sinistra italiana e candidato di Leu alla Camera a Como, Lecco e Sondrio ha visitato il 17 febbraio, insieme altre e altri candidati di Leu (Elena Hileg Iannuzzi, Gianluca Leo, Aurora Longo, Marco Malinverno), il Carcere del Bassone. All’uscita abbiamo registrato le  considerazioni della delegazione,  che ha ricevuto un omaggio floreale realizzato dalle detenute.

 

Mense scolastiche: assemblea pubblica contro la privatizzazione

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Si terrà mercoledì 21 febbraio alle 20,30 presso l’Aula Magna della scuola Parini, in via Gramsci 6, l’assemblea organizzata dalle Funzione Pubblica di  CGIL CISL e UIL. I Sindacati, unitariamente, chiedono che la refezione scolastica rimanga a gestione diretta comunale. Sono invitati  lavoratrici, lavoratori e utenti del servizio. (altro…)

Mense scolastiche: There is no alternative?

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Parte la mobilitazione contro la privatizzazione del servizio di refezione scolastica, che seguiremo con attenzione a cominciare dall’assemblea in preparazione per mercoledì 21 febbraio. Prima ancora degli aspetti pratici (qualità del servizio, livelli occupazionali, costi) è opportuno uno sguardo di carattere generale: le alternative esistono, basta cercarle e praticarle. (altro…)

“Vieni al cinema!”/ la convenzione Arci-Agis 2018 per il cinema

Arci
Arci e Agis, insieme per sostenere il cinema italiano ed europea di grande qualità, presentano 
Vieni al cinema: la convenzione 2018, riservata ai soci Arci, che ti porta al cinema nei giorni feriali con sconti fino al 30 per cento.

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