Violenza di Stato/ Una testimonianza dopo la “liberazione” di Al-Masri
L’incredibile vicenda di Osama Najim ‘Al-Masri’ Habish, criminale torturatore ricercato dalla Corte penale internazionale, arrestato a Torino (dove si era recato per assistere alla partita di calcio Juventus-Milan!) e prontamente riconsegnato alla Libia dal governo italiana, non può essere archiviata come un malaugurato errore burocratico.
Accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, Al-Masri fa parte del sistema che su incarico dell’Italia e dell’Europa si occupa di “contrastare” a qualsiasi costo il flusso migratorio attraverso il Mar Mediterraneo, calpestando diritti e vite.
A riprova di questo, presentiamo la testimonianza di David Yambio, attivista di Sea-Watch e portavoce di Refugees in Libya, che abbiamo ascoltato in più occasioni durante i diversi incontri della Rete di Rebbio, all’Oratorio della parrocchia comasca.
La testimonianza di David è pubblicata da pressenza agenzia stampa internazionale per la pace, la nonviolenza, l’umanesimo e la nondiscriminazione, a cui anche ecoinformazioni partecipa.


