Italo Nessi
Futuro di Como e don Giusto
«L’editoriale del bollettino parrocchiale di Rebbio-Camerlata Il Focolare è stato proposto alla cittadinanza e trasformato dal sig. Rapinese nel quesito don Giusto sì, don Giusto no.
I termini della questione sono mal posti, perché non tocca al sig. Rapinese decidere dove deve stare don Giusto, e neppure dove devono stare gli altri sacerdoti della città, impegnati per il bene delle loro comunità.
Toccherà invece ai cittadini tra due anni decidere, votando, dove dovrà stare il sig. Rapinese.
Il Vescovo peraltro si è espresso ribadendo i valori evangelici e i richiami etici proposti dallo stesso don
Giusto. Più volte in passato il Cardinal Cantoni si era appellato alle istituzioni cittadine e alla cittadinanza in una visione di comunità comasca aperta ai valori della pace, della giustizia e della solidarietà.
Il quesito quindi non è don Giusto sì, don Giusto no, ma il vero quesito è che città di Como immaginiamo e vogliamo costruire nel presente e nel futuro. Tenendo conto anche della demografia (città anziana) e della geografia (città di confine).
I temi posti dall’editoriale riguardo alle politiche di pace, di giustizia, sociali e solidali sono assolutamente
pertinenti ed attuali. Il richiamo evangelico ed etico al ritrovare la nostra umanità da parte di un Parroco è
legittimo.
Le risposte le devono dare le istituzioni, la politica, ma anche il mondo cattolico, il mondo laico, il volontariato in tutte le sue espressioni, le fasce produttive (commercianti, imprenditori), i singoli cittadini.
Vogliamo una città inclusiva – che cerca dei compromessi tenendo conto dei bisogni di tutti – o una città
esclusiva, che vuole solo chi ha potere economico e sociale?
Non mi sembra ci sia la fila né nell’accoglienza ai minori, né nell’accoglienza ai migranti, né nell’accoglienza agli emarginati. Che vengono persino multati, esaltando il ridicolo.
Il sig. Rapinese e gli altri rappresentanti istituzionali dovrebbero presentare alla cittadinanza cosa hanno
tangibilmente proposto e sviluppato riguardo a queste tematiche. E riguardo al tema della Pace e della
Giustizia Sociale. Evitando di nascondersi dietro al paravento delle pecche del volontariato e dell’ingaggio
delle cooperative di educatori o al “ci penso io”.
Ho trovato molto interessante l’intervento del Sig. Flavio Bogani (su ComoZero), che coglie l’umano ed i valori più profondi di cui ognuno di noi è portatore ritrovando, appunto, la propria umanità.
Intervento che si appella ad un dialogo tra Istituzioni e cittadini rispettoso di tutti. Rilancio quindi l’appello di Bogani per un dialogo, a tutti i livelli, costruttivo e non ostentativo e divisivo.
Ne va del bene e del futuro della nostra città. [Italo Nessi, medico chirurgo]

