Testimonianze su Gaza

Serata molto partecipata quella del 25 settembre presso l’Auditorium della Scuola Secondaria di Fenegrò per l’incontro con Angelo Rusconi, operatore umanitario di Medici Senza Frontiere a Gaza. La serata organizzata da Cooperativa Garabombo Mondo Equo di Guanzate e Finis Agrorum con il patrocinio di Caritas del decanato di Appiano Gentile e del Comune di Fenegrò ha avuto il duplice scopo di ascoltare la testimonianza di una persona che a Gaza ha vissuto e mantiene contatti quotidiani e di raccogliere fondi per Padre Gabriel Romanelli che vive e opera nella Parrocchia Sacra Famiglia a Gaza.

A Gaza l’umanità muore sotto l’attacco di Israele, definito ormai genocidio da tutti gli organismi internazionali. La serata inizia con l’ascolto della registrazione del rumore dei droni che dà l’opportunità a Gianbattista Sordelli, presidente dell’Associazione Mondo Equo di Guanzate di introdurre i temi che si affronteranno e di come sia importante entrare in sintonia con la condizione che la gente di Gaza vive ogni giorno. Il drone, una minaccia che viene dal cielo e che rappresenta un attacco fisico e psicologico che sconvolge la vita di chi vuole ostinatamente resistere, di chi vuole far prevalere la vita alla condanna a morte. La testimonianza di Angelo al riguardo è precisa e continui sono i riferimenti a persone, situazioni e dichiarazioni che inneggiano alla vita. “ Resisto perché amo la vita” è la sintesi di un giovane medico palestinese che opera presso un ospedale di Gaza, ospedale che forse ad oggi è già stato abbattuto e reso inutilizzabile. Le immagini di distruzione scorrono davanti ai nostri occhi e completano il racconto che non lascia spazi di interpretazione. Il genocidio della popolazione palestinese è ormai giunto al culmine: popolazione costretta ad evacuare, a lasciare la propria casa in tempi brevissimi, anche pochi minuti, cercando rifugio in altre abitazioni che magari saranno colpite da ingiunzione di evacuazione a breve. A Gaza le persone muoiono, i bambini muoiono non solo per la guerra, ma per la mancanza di cibo, di acqua, di cure e di assistenza sanitaria. Non si può rimanere indifferenti a questo genocidio che giorno dopo giorno colpisce nuove vittime, persone indifese a cui viene negato il futuro, con la complicità delle potenze occidentali che stanno a guardare, per tutelare interessi economici, non esclusa la vendita di armi. Angelo accende una candela riferendo un aneddoto che racconta di un’altra guerra, come le tante che colpiscono il nostro mondo e la piccola fiamma rappresenta un invito rivolto a ciascuno di noi perché non ci lasciamo vincere dall’anestesia emotiva, ma continuiamo a rimanere umani, cioè sensibili al dolore degli altri, dei lontani come dei vicini. La serata termina con la visione di un breve video girato a Gaza dove Padre Romanelli ringrazia per l’attenzione e l’aiuto, invita ciascuno a rivolgere lo sguardo all’altro, agli altri, perché in ciascuno di loro è la presenza e la vicinanza di Dio. L’auditorio catalizzato dal racconto si interroga sul modo di far sentire la propria voce, la propria partecipazione e sensibilità: un primo passo è informarsi e informare perché non prevalgano il senso di impotenza, di indifferenza, di abbandono. Ciascuno può fare qualcosa nella propria realtà civile, parrocchiale, sul posto di lavoro e in tutte le occasioni di incontro conclude Angelo. Durante la serata sono stati raccolti 3560 euro destinati alla Parrocchia di Gaza attraverso il Patriarcato Latino di Gerusalemme, forse poca cosa rispetto alle necessità, ma comunque un piccolo gesto per tenere viva la fiamma della speranza. [Carlo Bogani

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