Interpellanza Avs/ La Pace non può essere né divisiva, né sconveniente, né tema da ordine pubblico

«A Inverigo  è accaduto un fatto che ha lasciato attoniti studenti, famiglie e cittadini: la Polizia Locale, su disposizione del Sindaco, ha rimosso uno striscione con la scritta “Pace” realizzato dagli alunni di una scuola. Per fortuna gli insegnanti sono intervenuti affinché la polizia non strappasse in malo modo, ma è inevitabile lo sgomento e lo sconcerto dei bambini davanto all’arrivo delle uniformi. La rimozione, al di là della sua apparente semplicità, porta con sé un messaggio profondamente diseducativo e contrario ai valori costituzionali. Devis Dori e Luana Zanella deputati del gruppo AVS-Alleanza Verdi e Sinistra hanno presentato un’interpellanza.


Nell’interpellanza si chiede al Ministro dell’Istruzione e al Ministro dell’Interno:

  • se siano a conoscenza dell’episodio avvenuto a Inverigo;
  • se ritengano legittimo e proporzionato l’intervento della Polizia Locale per rimuovere uno striscione con un messaggio di pace;
  • quali azioni intendano intraprendere per tutelare la libertà di espressione dei bambini e delle scuole;
  • e se non ritengano opportuno inviare una nota di richiamo alle amministrazioni locali, affinché la parola Pace non venga mai più trattata come un problema d’ordine pubblico.

Ciò che colpisce, oltre al gesto in sé, è il messaggio trasmesso ai bambini: che la parola pace possa essere considerata “divisiva”, “sconveniente” o addirittura da censurare.

Un segnale gravissimo, perché mina il principio educativo su cui si fonda la scuola pubblica: formare cittadini consapevoli, aperti al dialogo, rispettosi dei diritti umani.

Far intervenire la polizia per rimuovere un simbolo di pace significa legittimare l’idea che la pace sia un concetto sospetto, un tabù politico, invece che il valore fondante della nostra Costituzione e della convivenza civile. In un contesto globale in cui i conflitti si moltiplicano e la violenza entra quotidianamente nei notiziari, educare alla pace non è un gesto ingenuo, ma un dovere morale. Chiediamo quindi che episodi come quello di Inverigo non si ripetano, e che le istituzioni — a tutti i livelli — si impegnino a proteggere e promuovere la cultura della pace come bene comune». [Avs]

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