Oltre le sbarre/ Ancora

L’attuale segretario della Uil del Lario Dario Esposito undici anni fa pubblicava Oltre le sbarre, le carceri viste da un giovane agente penitenziario. Un libro che oggi è tragicamente ancora d’attualità e segna l’evidenza dell’assoluta mancanza di azione politica deguata a superare i drammi di una condizione carceraria dei detenuti e delle guardie insostenibile e estranea alla Costituzione italiana.

«Un racconto nato dal mio lavoro, ma soprattutto da una necessità: comprendere l’essere umano oltre il ruolo, oltre la divisa, oltre le etichette. Oggi quel libro torna ad avere senso non solo come testimonianza di un mondo spesso invisibile, ma anche come riflessione più ampia su un tema che riguarda tutti: il pregiudizio.

Il pregiudizio semplifica, riduce, incasella. Cancella la complessità delle persone e trasforma le identità in stereotipi. Ma ogni lavoratore, ogni individuo, ha diritto a essere riconosciuto prima di tutto come persona, nella sua interezza, senza la banalizzazione delle etichette.

Contrastare il pregiudizio non è solo un atto culturale: è una responsabilità quotidiana. È un impegno civile che passa dal modo in cui guardiamo gli altri, da come li raccontiamo e da come scegliamo di riconoscerne la dignità.

Quel libro, oggi come allora, non è soltanto una testimonianza personale, ma un invito a guardare oltre le superfici. Perché “oltre le sbarre”, spesso, ci siamo tutti noi, quando smettiamo di vedere la persona nella sua interezza, senza coglierne, per scelta, la complessità». [Dario Esposito, segretario Uil del Lario]

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