Stadio diffidato
Il Comitato civico per la tutela della zona Stadio di Como che resiste all’alienazione di una parte della città continua la sua azione legale, diffida il Comune di Como e chiede interventi urgenti della Soprintendenza per evitare che venga elusa la legge e compromesso, nell’interesse di un privato, il patrimonio pubblico. Nel seguito un estratto delle richieste elaborate dall’avvocata Veronica Dini e controfirmate dall’avvocata Mirella Quattrone e il pdf con l’intero atto.
«DIFFIDANO il Comune di Como 1) a intervenire, con urgenza, ponendo in essere l’attività di vigilanza e controllo sull’attività edilizia in corso presso lo stadio Sinigaglia e quella, conseguente, di carattere repressivo e sanzionatorio, ai sensi e per gli effetti degli artt. 27, 31 e 44 DPR 380/2001, disponendo altresì l’interruzione immediata dei lavori; 2) a inquadrare le istanze da ultimo avanzate dal Concessionario nell’ambito del più ampio procedimento amministrativo volto all’approvazione del progetto di riqualificazione dello stadio cittadino, tuttora in attesa di convocazione della Conferenza di Servizi Decisoria. La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese 1) verificare: la corrispondenza tra la documentazione trasmessa al proprio Ufficio e quella depositata presso gli uffici del Comune di Como; il termine e le modalità con cui la società e il Comune intendono rimuovere i manufatti asseritamente provvisori e le caratteristiche di temporaneità di questi ultimi; la necessità che le opere fossero previamente assentite dalla 20 Soprintendenza per i beni archeologici; l’assenza di un’autorizzazione di carattere paesaggistico; il rispetto delle condizioni poste nell’autorizzazione del 3/3/2026; 2) revocare in autotutela il parere allo stato emesso e trasmetta gli atti alle Autorità Giudiziarie competenti, al fine di garantire la tutela degli immobili vincolati e la legalità del procedimento in corso, anche in vista della necessità di inquadrare il progetto de quo nell’ambito della Conferenza di Servizi Decisoria non ancora convocata. Si resta in attesa di un un cortese e puntuale riscontro, entro e non oltre sette giorni dal ricevimento della presente. In caso contrario, si adiranno il Tar e le Procure competenti. Cordiali saluti.» [Per adesione Avv. Mirella Quattrone Avv. Veronica Dini]

