Cgil, Cisl, Uil Como/ Sanità privata e Rsa: mobilitazione sindacale per il rinnovo dei contratti

Fp Cgil Como, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fp Lario e Brianza lanciano la mobilitazione sindacale per il rinnovo dei contratti di chi lavora nel settore socio-sanitario privato: garantire un adeguamento contrattuale è fondamentale per continuare a garantire il diritto alla cura e all’assistenza.

Nelle prossime settimane striscioni, bandiere e materiali informativi compariranno davanti ad alcune delle principali strutture sanitarie e sociosanitarie del territorio comasco, tra cui gli Istituti Clinici Villa Aprica del Gruppo San Donato, l’Ospedale di Erba, l’Ospedale Valduce di Como, l’Ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona di proprietà di Italia Hospital Spa, Villa San Giuseppe del gruppo KOS Care, l’Associazione La Nostra Famiglia e le strutture del Gruppo
Korian, tra cui la RSA Vivaldi di Cantù, la RSA Karol Wojtyła di Ponte Lambro e la RSA Il Ronco.

L’iniziativa si inserisce nello stato di agitazione nazionale proclamato per il rinnovo dei contratti della sanità privata, scaduto da ben 8 anni arrivando fino alle RSA ARIS e AIOP, dove le lavoratrici e i lavoratori sono da 14 anni in attesa di rinnovo.  
Ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori garantiscono cure, assistenza, riabilitazione e servizi essenziali ai cittadini lombardi. Svolgono attività fondamentali per il sistema sanitario e sociosanitario regionale, assumendosi responsabilità crescenti e operando in contesti sempre più complessi.
Nonostante ciò, il settore continua a fare i conti con difficoltà crescenti nel reperire personale qualificato, con l’aumento dei carichi di lavoro e con retribuzioni che non rappresentano adeguatamente il valore professionale e sociale delle attività svolte.
A questo si aggiunge la diffusione di contratti sottoscritti da soggetti privi di una reale rappresentatività, utilizzati troppo spesso per abbassare salari, diritti e tutele, alimentando una concorrenza costruita sul risparmio ottenuto sulle condizioni di lavoro.

Oggi nelle strutture private accreditate e convenzionate con Regione Lombardia si svolgono le stesse attività, si curano gli stessi pazienti, si garantiscono gli stessi servizi e si esercitano le stesse responsabilità che esistono nel sistema pubblico.
Eppure non sempre vengono riconosciuti gli stessi trattamenti economici e professionali.
Chi lavora nella sanità e nel socio-sanitario convenzionato con Regione Lombardia non può continuare a essere considerato un lavoratore di serie B.

Per questo gli striscioni che compariranno davanti alle strutture del territorio porteranno un messaggio chiaro: ASSISTENZA A RISCHIO.

Perché senza il giusto riconoscimento del lavoro di chi cura, assiste e riabilita, il rischio non riguarda soltanto le lavoratrici e i lavoratori.
Riguarda il futuro dell’assistenza ai cittadini comaschi». [Fp Cgil Como, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fp Lario e Brianza]

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