Giorno: 12 Agosto 2026

ecoinformazioni 732

Grazie Maurizio. “Maurizio”. O anche “Aliffi” come lo chiamavamo a scuola, usando quella pessima abitudine di riassumere in un cognome tutta la relazione. Conosco Maurizio dagli anni Settanta. Stesso liceo, stessa sezione, lui una classe di meno, ma le porte delle classi nella sede “provvisoria” di via Mentana erano una di fila all’altra e le pareti di cartongesso si bucavano senza problemi. Stesso liceo, stessi amici, stessi impegni, anche politici. Bassa forza, si intende: i leader erano altri (il maschile è d’obbligo e non sovraesteso). Persino stessa musica. Sì, abbiamo persino suonato insieme, ma non c’era storia da questo punto di vista, io – noi – arrivavamo sì e no a un arpeggio, lui era già di una bravura sconcertante, però non si è mai tirato indietro e ha sempre suonato con noi, alzando il livello. Ma non siamo mai stati capaci di imparare davvero. 
E quella disponibilità di adolescente non l’ha mai smessa: se proprio non poteva partecipare se ne scusava. “Umile” qualcuno l’ha definito, ed era sicuramente così, ma era l’umiltà dei grandi, davvero. Di chi sa.
Mille volte ci siamo ripetuti, dopo averlo ascoltato, che avrebbe meritato ben altra fama e – persino – ben altro successo. Ma lui continuava ad essere, davvero, quello di sempre, capace di passare dagli accordi di una canzone “di lotta” (stonata da tutti gli altri), al rock,, allo stile manouche, al jazz, alle canzoni portoghesi e via così. Solo alcuni flash, che non posso dimenticare. Schifo di Peter Schneider, insieme alla voce di Stefano Bresciani e alle percussioni di Francesco D’Auria: un pugno nello stomaco, con tutta l’eleganza di tre grandi amici. E poi il ricordo in musica di un altro grande amico – Cesare Sibilia, in cui avevo voluto inserire anche la chitarra e le percussioni di Maurizio e di Francesco, perché Cesare amava Bill Frisell sopra ogni altro e a loro avevo chiesto proprio di suonare almeno un pezzo del grande chitarrista americano. E poi ancora il duetto con la musica di Django Reinhardt, insieme a Flavio Minardo, regalato più di una volta sul palco del Gloria proprio per ecoinformazioni.

Ma lo so, lo sappiamo bene, che Maurizio è molto di più. E che ogni ricordo è parziale (cioè personale). Ma lui no, non era parziale: si ricordava persino di aver suonato con un disastro come me, e lo ricordava senza sarcasmo.

Grazie Maurizio. Tu e la tua musica – la nostra musica – siete e sarete con noi. [Fabio Cani, ecoinformazioni] [Foto di copertina Gianpaolo Rosso, ecoinformazioniAdiemus, Song of Sanctuary in Santa Brigida il 31 maggio 2024. Nella foto Maurizio Aliffi con Francesco d’Auria].

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