Terra viva/ Associazione ambientalista
L’associazione Terra viva impegnata da anni sui temi dell’ambientalismo, della libera aggregazione, dell’agricoltura e dell’azione politica dal basso chiarisce il senso del suo impegno.

«Chiamati in causa da un articolo pubblicato su La Provincia che riprendeva un post di Facebook, ci preme precisare che TerraViva è un’associazione ambientale e, ormai da cinque anni, si prende cura del campo di via Ostinelli, lavorando per trasformare un prato incolto, utile solo per fare fieno e portarci i cani, in un ambiente ricco di biodiversità e con finalità di utilità sociale e culturale.
Nel corso di questi anni, abbiamo piantato decine di alberi da frutto e migliaia di piante da orto; ci siamo presi cura del boschetto abbandonato, ripulendolo e controllando le specie invasive.
In questo terreno abbiamo realizzato un ricco frutteto misto, che produce varietà antiche di fichi, mele, cachi, mirtilli, e altri frutti; in totale, più di duecento alberi e arbusti. Un frutteto agroecologico offre numerosi influssi ambientali positivi, poiché si basa sulla gestione sostenibile degli ecosistemi, escludendo i prodotti chimici di sintesi e promuovendo la biodiversità. I benefici principali si riflettono sulla salute del suolo, dell’aria, dell’acqua e sulla fauna locale, vantaggi che continueranno per tutta la vita del frutteto.
Inoltre, abbiamo dato disponibilità alle famiglie del territorio di realizzare orti familiari dove famiglie di Sagnino e Monte Olimpino stanno coltivando le loro piante e raccogliendo i frutti del loro lavoro.
I nostri metodi agricoli sono rigenerativi del suolo e della biodiversità: da un prato da sfalcio, altamente omogeneo con circa 5 specie per metro quadro e neanche 50 in tutto il prato, siamo passati a un agroecosistema con 15 specie per metro quadro e 500 in totale, con grande beneficio anche per gli insetti impollinatori.
In questi cinque anni però non abbiamo solo fatto agricoltura. Abbiamo anche costruito un’attiva area sociale, con tanta creatività e anche un po’ di fatica.
Abbiamo curato un ricco programma con decine di attività ed eventi culturali, pensati per tutti da 0 a 99 anni. La maggior parte di questi sono stati laboratori per famiglie, dove gli ospiti più graditi e i protagonisti assoluti erano i bambini, inoltre organizziamo aperitivi dove si consumano i prodotti freschi dell’orto. Abbiamo anche ospitato eventi musicali spettacoli teatrali, incontri sulla letteratura con scambio di libri, lezioni di yoga e shiatzu; il tutto in sinergia con altre realtà del territorio lariano.
Una delle collaborazioni più proficue, ad oggi ancora attiva, è quella con l’Associazione Comunità “Il Gabbiano” odv, con cui abbiamo partecipato al bando di Fondazione Cariplo “Coltivare le periferie”.Grazie a questa collaborazione molte persone hanno settimanalmente frequentato il nostro campo, sperimentando l’agroecologia in un contesto di reinserimento sociale e di cura della marginalità.
Per rispondere nel merito ad alcune perplessità sollevate da taluni commentatori online:
Le “strutture e materiali disseminati un po’ ovunque” che si vedono nelle foto sono tutte utili al lavoro agricolo e sono utilizzate quotidianamente. I materiali, momentaneamente appoggiati, servono per la costruzione di nuove serre o per la manutenzione delle strutture esistenti. Ci teniamo a precisare che, in quanto associazione ambientale, abbiamo come valori fondandi il recupero, il riciclo ed il riuso di materiali utili.
I teli per terra non sono “buttati per terra” ma sono una tecnica ecologica per fermare le erbe infestanti e preparare il terreno per la piantumazione. Questa tecnica si chiama insufflaggio e sostituisce il diserbo chimico e l’invasiva lavorazione del terreno con mezzi a motore.
Capiamo inoltre che per molti l’erba alta possa sembrare un segno di incuria, in realtà nel, nostro caso, è una scelta consapevole per favorire la biodiversità
L’incendio della scorsa primavera ci ha inflitto un danno enorme, poichè è andata distrutta gran parte della zona sociale. La causa non è stata una bombola, ma un malfunzionamento del forno a legna per le pizze. In seguito, in collaborazione con le autorità, ci siamo impegnati a mettere ancora piu in sicurezza i nostri spazi, per scongiurare la possibilità che incidenti simili possano ripetersi.
Dal punto di vista estetico, infine, ci rendiamo conto che il campo possa apparire in certe parti disordinato. Prendiamo atto delle critiche e ci impegniamo a migliorare la sua presentazione. Ribadiamo, però, che il nostro campo è un luogo di lavoro, fatica e di biodiverità, non un giardino con finalità estetiche.
Per concludere, invitiamo tutti coloro i quali abbiano domande, curiosità o suggerimenti di venirci a trovare, anche per visitare il campo “da dentro”». [Terra Viva]

