Aliquote a Palazzo Cernezzi

sala consiliare comoFinisce la discussione, dibattito in maggioranza su quanti e quali emendamenti accogliere, Lucini replica all’opposizione: «È sconcertante che chi ha creato queste questioni adesso venga a chiederci di risolverle in 2 minuti» .

 

Antifascismo

Contro la concessione di spazi pubblici a Militia ha preso la parola Luca Ceruti, M5s, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 14 luglio, leggendo una lettera di una cittadina che ha detto di vergognarsi della propria città: «Non capisco come il Comune abbia potuto dare il permesso ad una associazione che nel suo statuto vanta l’apologia al fascismo, il permesso di occupare il suolo pubblico». Tanto più che Como vanta la presenza del «Monumento alla Resistenza inaugurato il 28 Maggio 1983 dal Presidente della Repubblica Pertini, un grande uomo e partigiano italiano, osceno invece dare visibilità a chi fonda le proprie ideologie sull’odio, l’ignoranza e il razzismo». Una denuncia, a cui si somma la richiesta di non concedere più spazi a associazioni del genere, che si associa a quella dell’Anpi comasca, come ha ricordato lo stesso Ceruti in conclusione al proprio intervento.

 

Palestina e altro

«Per la Pace la giustizia e la libertà in Palestina e Israele» è intervenuto invece Luigi Nessi, Paco-Sel, che ha ricordato l’appuntamento a Cantù di mercoledì 16 maggio, mentre Laura Bordoli, Ncd, ha presentato una interrogazione sul bando per la futura gestione di Csu. Il forno inceneritore della Guzza è stato al centro dell’intervento di Alessandro Rapinese: «Ora che abbiamo fatto la differenziata, che ci è costata il 73 per cento in più, e conferiamo meno rifiuti all’inceneritore, con un conseguente miglioramento della qualità dell’aria, leggo su un giornale locale che Acsm, la ditta che lo gestisce cerca sul mercato altri rifiuti per problemi di fatturato». Per questo il consigliere di Adesso Como ha presentato una interrogazione in cui chiede: «Se l’amministrazione, per tutelare la salute dei comaschi, abbia intrapreso iniziative per evitare che il forno inceneritore reperisca rifiuti a destra e manca per pareggiare il fatturato perso» (l’interrogazione).

 

Aliquote

Insediatasi l’assemblea la discussione è ripresa sulle aliquote delle diverse tasse raggruppate nella Imposta unica comunale.

Diverse voci dall’opposizione si sono levate per il pagamento della Tasi da parte dei conduttori degli appartamenti e non dei proprietari, «è una sciatteria non capisco perché non si passa fare come in altri Comuni» ha detto Rapinese, «questa tassa si riferisce a servizi usufruiti da tutti i cittadini, non solo dai proprietari di case» ha aggiunto Bordoli.

«Chi più può, più deve contribuire» ha affermato Nessi, riferendosi all’emendamento presentato dal proprio gruppo per l’applicazione della Tasi alle case invendute, trovando sostanzialmente l’accordo di Ceruti e del collega di gruppo Vincenzo Sapere «non è corretto dire che noi vogliamo punire gli inprenditori». «A Lecco, Varese, Sondrio, Bergamo, Brescia, Milano è stata fatta sostanzialmente la stessa cosa e nessuno ha detto beh» ha aggiunto il consigliere, ricordando i circa 1.300 appartamenti vuoti in città e la cementificazione della città negli anni scorsi. Un processo rivendicato dall’ex assessore, ora consigliere di opposizione del Nuovo centrodestra, Enrico Cenetiempo: «Cementificare all’epoca voleva dire creare ricchezza e posti di lavoro».

La Lega per bocca dei suoi due consiglieri ha invece attaccato lo stato centrale «che, dall’87 – ha affermato Diego Peverelli – taglia fondi agli enti locali», mentre «la sinistra non fa altro che massacrare il ceto medio e l’imprenditoria – è intervenuto Giampiero Ajani –, come in tutti i paesi comunisti».

«Di tagli in questi due non ne abbiamo visti – è intervenuto Mario Molteni –, abbiamo sentito solo proclami». E il consigliere di Per Como ha chiesto di fare economie con l’eliminazione di Merci in centro, la chiusura dell’autosilo Valmulini e la revisione dell’adesione ad associazioni come il Coordinamento comasco per la Pace e ad Avviso pubblico: «Queste sono piccole cifre, ma da qualche parte bisogna iniziare».

Prima della replica maggioranza e opposizione hanno fatto una lunga sospensione per valutare i diversi emendamenti proposti e se presentarne altri, alla fine sono 13 e 2 ordini del giorno, ma se le minoranze sono rientrate in aula dopo una decina di minuti molto più tempo è stato necessario alla compagine che guida Palazzo Cernezzi per riprendere parte all’assemblea.

Nella replica il sindaco Mario Lucini non ha rinunciato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, rammaricandosi nuovamente per la scelta dei capigruppo di non affrontare in una unica soluzione le delibere prodromiche al Bilancio. A chi ha parlata di tagli mancati ha replicato che «dal 2011 ci sono 4 milioni in meno di spesa, che non sono dati solo dai pensionamenti del personale», ma non solo «è improprio da parte di molti richiamarsi a questioni non attinenti – ha attaccato – il Bilancio di Csu non ha riscontro con il Bilancio comunale». Sulla Tasi ha dichiarato «non c’è alcuna violazione della norma, alcuni Comuni hanno deciso in maniera differente, altri hanno deciso come la nostra amministrazione». Il sindaco ha poi parlato di una eredità lasciata dalla passata amministrazione: «Qualcuno porta la responsabilità di Piani attuativi assurdi e di sterminati appartamenti vuoti». «È sconcertante che chi ha creato queste questioni adesso venga a chiederci di risolverle in 2 minuti» ha aggiunto poi a proposito di paratie e Ticosa, un nervo scoperto che ha fatto subito saltare l’ex assessore Peverelli. «La Ticosa non l’ha comprata né Bruni, né Botta, né Bernasconi!» è sbottato facendo riferimento all’ex sindaco Spallino e iniziando una baruffa, solo verbale, con Gianni Imperia, Como civica, a cui si è aggiunto Marco Butti, Gruppo misto.

Ritornato l’ordine Lucini ha comunque assicurato che «gli emendamenti verranno, come sempre, valutati per la sostanza e non per la parte da dove provengono» e ha concluso con una frase sibillina: «Tutti gli interventi di razionalizzazione hanno dei costi che poi qualcuno deve affrontare». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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