Consiglio comunale

Consiglio bloccato sui writers

comuneUna intera serata a discutere della mozione presentata dal Movimento 5 stelle senza riuscire ad arrivare al voto.

Un plauso alla comasca Anna Cappellini, vincitrice agli europei di pattinaggio di figura, è stato fatto, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 20 gennaio, da Diego Peverelli, Lega Nord, mentre Mario Molteni, Per Como, ha chiesto nuovamente di intervenire per l’apertura della nuova struttura del cimitero di Monte Olimpino, «almeno il piano terra che soddisferebbe le oltre 30 richieste in lista di attesa», per cui dovrebbero servire 20mila euro, l’importo dell’adesione al Coordinamento comasco per la Pace da altAhWp2N282LUCG_GbHksFDLg7mMAi_mMUTe0UMu5SlIkRcui potrebbero essere presi, ha rilevato il consigliere. Molteni ha poi segnalato la situazione di grave degrado della palestra della scuola media Massina con muri scrostati e infiltrazioni di acqua. «Il tetto della palestra della scuola di via Interlegno è da rifare – ha risposto il Notiziario comunale il giorno seguente –. La guaina risulta rotta in più punti e nonostante ripetuti interventi di manutenzione sarà necessario rifare completamente la copertura. L’intervento sarà a carico dell’impresa che sul tetto della scuola ha posizionato un impianto di pannelli fotovoltaici».

Centro raccolta rifiuti

Iniziata la seduta, dopo un minuto di silenzio per Enrico Cantoni, ex consigliere e assessore della Giunta Gelpi, Maggioranza e Lega si sono trovate d’accordo, astenuta il resto del’opposizione, per la scelta del nuovo centro di raccolta dei rifiuti in via Stazzi. «Compito della ditta appaltatrice –, Aprica, spiega l’assessore aall’ambiente Bruno Magatti – è quello di realizzare completamente la struttura che al termine dei nove anni diventerà comunale».

Anti-writer

L’aula ha quindi affrontato la mozione di Luca Ceruti, M5S, sui writer che ha voluto precisare: «Un conto è l’arte urbana, un fenomeno che non deve essere confuso con gli atti vandalici». Il consigliere pentastellato ha parlato del rispetto del Codice penale contro l’imbrattamento dei muri e di cercare di aiutare l’associazione Per Como più pulita: «Che cerca di tamponare le mancanze dell’Amministrazione».

Tutti d’accordo sul fare qualcosa per contenere il fenomeno, meno sulla mozione stessa, «così come è impostata non mi trova assolutamente favorevole» ha detto Marco Butti, Gruppo misto, che ha parlato della propria esperienza come amministratore e di come l’educazione di strada abbia grosse difficoltà a coinvolgere i ragazzi sopra i 13 anni. Di «proposta più repressiva che educativa» ha parlato Luigi Nessi, Paco-Sel, pur riconoscendo l’importanza del rispetto delle cose altrui proponendo una «sopportazione intelligente, anche se so che è una cosa lunga». «È più facile organizzare la repressione che fare prevenzione» gli ha fatto eco Italo Nessi, Como civica, mentre Laura Bordoli, Gruppo misto, ha chiesto di «metterli a pulire e pagare i danni».

Sulla stessa onda del proponente la mozione il primo cittadino Mario Lucini «un conto sono i writer un conto quelli che riempiono di tag la città», che ha ricordato il sostegno dato all’associazione da parte del Comune stipulando una convenzione che prevede un contributo, su tre anni, e un magazzino dove mettere le attrezzature e i materiali per la pulizia. Il sindaco ha chiesto alla stampa di trovare un equilibrio fra l’esigenza della rappresentazione della città e la trasmissione di messaggi che possano fungere da stimolo agli imbrattatori, sottolineando poi come la repressione del fenomeno «non vale la vita di un ragazzo», facendo riferimento al gruppo della polizia locale anti-writer istituito dalla Giunta Bruni, tristemente famoso dopo che un suo membro nel 2006 sparò alla testa a Rumesh Rajgama Achrige.

Una citazione che ha spostato il discorso indietro nel tempo e Francesco Scopelliti, allora assessore alla sicurezza e alla polizia locale, ha quindi difeso il proprio operato e l’istituzione di quel reparto speciale, «tutti i writer erano stati denunciati» e con quel nucleo non ci sono più stati per diverso tempo writer per la città. Nessuno ha colpa per il passato e il presente è un’altra cosa per Alessandro Rapinese, Adesso Como, «il poliziotto era un povero cristo, così come il ragazzo era un povero cristo ed è stato uno di quei drammi che la sfiga fa capitare». «È stata una fatalità» ha aggiunto Peverelli.

Ritornati sulla mozione proposta Molteni, facendo distinzione fra writer e imbrattatori, ha citato gli articoli del Codice penale con le condanne per chi sporca le proprietà altrui e i monumenti storici, con anche mesi di galera.

Di «fenomeno complesso che da 30-40 anni interessa tutte le città» ha parlato Marcello Iantorno auspicando un intervento della Procura «che dovrebbe un po’ prendere in mano la questione». Una problematica che per l’assessore alla Sicurezza civica dovrebbe toccare anche aspetti educativi con anche l’utilizzo di lavori socialmente utili.

In parte favorevole alla proposta il capogruppo del Pd Stefano Legnani, che ha chiesto una votazione per punti date le perplessità su alcuni di essi, come quello per la corresponsione di un ulteriore contributo annuale o il costituirsi parte civile da parte dell’Amministrazione, che non può avvenire con minorenni. Un punto questo emendato da Rapinese e accolto dall’assemblea, contrari solo Paco-Sel e Italo Nessi, Como civica, in una forma più allargata, il testo originale lo prevedeva solo in flagranza di reato, ora è esteso a tutti i casi possibili.

A dieci minuti dalla mezzanotte mancavano solo le dichiarazioni di voto e pareva che nessuno volesse prendere la parola per chiudere velocemente con le votazioni, ma la richiesta di parlare di Scopelliti ha portato il presidente del Consiglio Franco Fragolino a rinviare tutto a lunedì 27 gennaio quando verrà votata la mozione. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

Per Como contrariata per il rinvio sull’Unesco

patrimonio unescoLa lista civica comasca all’opposizione si lamenta per il rinvio della discussione della propria mozione per inserire il Razionalismo comasco nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

 

«Ma per carità, più tardi… C’è tempo – scrivono indispettiti contro la decisione presa dall’ultima riunione dei capigruppo a Palazzo Cernezzi sulla propria newsletter gli esponenti della lista civica Per Como –. Non è certo un discorso da affrontare in tempi brevi per il presidente del Consiglio».

«Questa maggioranza lancia proclami del tipo vogliamo acquisire la Casa del fascio [Palazzo Terragni], rilanciamo la nostra città… Solo parole… E i fatti? – concludono in un affondo contro l’Amministrazione Lucini –. In altre realtà la nostra proposta sarebbe stata accolta e sostenuta con ben altro spirito, ma da questa maggioranza non potevamo aspettarci qualcosa di diverso». (la mozione) [md – ecoinformazioni]

No alle pubblicità offensive, sì alla Commissione pari opportunità

sala consiliare comoTutti d’accordo a Palazzo Cernezzi anche se, dall’opposizione, qualche lamentela per la presentazione di documenti zeppi di errori.

Riprendono le sedute del Consiglio comunale comasco dopo la pausa natalizia e lunedì 13 gennaio nelle preliminari Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la marcia per la Pace fra Sagnino e Cernobbio, «molto partecipata», e la drammatica situazione in Siria, oltre a esprimere solidarietà ai dipendenti della Sisme di Olgiate Comasco. Marco Butti, Gruppo misto, ha invece rilevato come il bollettino per il pagamento della Tares non sia arrivato a tutti i cittadini, oltre a segnalare il fatto che le finestre al piano terreno della Circoscrizione 8 di Sagnino, in ristrutturazione, sono rimaste aperte, «speriamo che non succeda quello che è successo al’ex centro di accoglienza dove dei vandali hanno distrutto quello che era rimasto all’interno». Diego Peverelli, Lega, ha presentato un ennesimo dossier sulla condizione precaria delle strade e dei marciapiedi, oltre che delle discariche abusive, con 65 foto per il sindaco, mentre Mario Molteni, Per Como, è tornato a chiedere nuovamente l’apertura almeno del piano terra della nuova struttura del cimitero di Monte Olimpino.

Commissione pari opportunità

Dopo un minuto di silenzio in ricordo dello scomparso don Titino Levi l’Assemblea ha affrontato la prima deliberazione sull’introduzione di una Commissione pari opportunità: «Non una delle Commissioni permanenti del Comune – ha detto la prima firmataria della proposta Andrée Cesareo, Pd –, ma che sarà comunque un organismo permanente».

Saranno 17 i membri del nuovo organismo, tutte le consigliere comunali di Palazzo Cernezzi, più 12 esponenti esterni, esperti, rappresentanti delle categorie e del mondo imprenditoriale, di quello sindacale, della scuola e della cultura, del sociale e della cooperazione, delle associazioni e organizzazioni femminili, non solo del capoluogo.

Un luogo di incontro che vuole essere aperto «non stiamo creando un ghetto per le questioni femminili, sono tematiche che vanno affrontate da uomini e donne assieme» ha detto Marco Servettini, Amo la mia città; «Queste politiche non sono né di destra, né di sinistra» ha aggiunto dai banchi delle minoranze, esprimendo sostegno all’iniziativa, Anna Veronelli, Fi.

Pubblicità offensive

Il Consiglio ha affrontato poi l’adesione «alla risoluzione comunitaria (N. 2038 del 3 settembre 2008) che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso le donne» oltre che alla campagna Città libere dalla pubblicità offensiva dell’Unione donne in Italia, perché «nessun materiale pubblicitario collegato ad iniziative promosse o patrocinate dal Comune sia veicolo degli stereotipi lesivi per la dignità delle donne». Inoltre Palazzo Cernezzi dovrà attuare «iniziative e campagne di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne e più in generale sul fenomeno della pubblicità sessista offensiva della dignità della donna, con particolare riguardo alle nuove generazioni», promuovere «l’uso di un linguaggio non sessista e rispettoso delle donne sia per la redazione di ogni atto amministrativo che sui mezzi di comunicazione e informazione», proibire «la diffusione di pubblicità discriminatoria e lesiva della dignità soprattutto delle donne». «Come fa a essere una delibera a costo zero?» ha chiesto Laura Bordoli, gruppo misto, «non sappiamo ancora di preciso quali saranno le singole iniziative» la replica del sindaco Mario Lucini.

Entrambe le proposte sono state approvate all’unanimità, senza neanche un’astensione con il pieno sostegno delle minoranze, nonostante qualche protesta dall’opposizione per i documento presentati con diversi errori formali, infatti corretti da emendamenti di maggioranza e per cui si è scusato il primo cittadino. Una adesione formale di tutta l’aula per un tema condiviso, ma forse non sentito pienamente da tutti o accolto con sfumature diverse. Per Alessandro Rapinese, Adesso Como, non si deve più parlare di violenza sulle donne, ma di condanna della violenza in generale verso tutti, Bordoli ha chiesto di riflettere sull’influenza che i social network hanno sui giovani, rilevando come la mercificazione dei corpi non sia solo femminile, mentre l’ex assessora Veronelli ha proposto di fare un incontro con Lorella Zanardo sul suo ultimo progetto con le scuole sulla televisione.

A mezz’ora dalla mezzanotte il presidente ha quindi sciolto l’assemblea, aggiornandola per lunedì 20 gennaio. [Michele Donegana,  ecoinformazioni]

Consulta giovanile a Como

facciatapalazzocernezziUna proposta che per Magni è una: «Occasione e opportunità per dare rappresentanza e creare una rete».

 

«Noi l’abbiamo immaginata come uno spazio di confronto e di condivisione – precisa la vicesindaca di Como e assessora alle Politiche giovanili Silvia Magni sulla proposta adottata dalla Giunta comunale che passerà ora al vaglio del Consiglio – dove i più giovani rappresentanti delle associazioni cittadine e i singoli potranno contribuire attivamente al progresso della coesione sociale giovanile e alla creazione di una rete sociale di grande valore per il Comune di Como».

«La Consulta giovanile sarà un organismo consultivo del consiglio comunale al quale potrà presentare proposte sulle deliberazioni che riguardano le tematiche giovanili o su altri temi comunque attinenti – spiega una nota dell’Amministrazione comunale comasca –. La Consulta si propone, inoltre, come punto di riferimento e di informazione per i gruppi e i singoli interessati alle diverse tematiche giovanili, tra cui scuola, università, mondo del lavoro, cultura, tempo libero, politiche sociali; raccoglierà informazioni rispetto a tali realtà, o direttamente, o attraverso gli uffici comunali; promuoverà dibattiti e incontri, coadiuverà le diverse realtà associative che la compongono, nell’organizzazione e nella promozione di eventi. La sede della Consulta giovanile, che non comporterà incarichi retribuiti, sarà il Comune di Como». [md – ecoinformazioni]

Un documento contro i writers

como a 5 stelleIl M5S chiede di trattare urgentemente la propria Mozione anti-imbrattatori presentata tre mesi fa. Il consigliere comunale del Movimento 5 stelle comasco Luca Ceruti ha presentato richiesta di urgenza per la mozione presentata contro i writers per «contrastare fenomeni di questo tipo, che oltre a danneggiare importanti monumenti da preservare, rovinano l’immagine della Città in cui viviamo». Una fretta nell’affrontare l’argomento dettata dal fatto che «la situazione cittadina si sta aggravando giorno dopo giorno» e «nei giorni scorsi sono apparse scritte che contengono ingiurie e minacce di rilevante gravità rivolte ai volontari dell’Associazione [Como più pulita], la cui colpa consiste nell’essersi prodigati per il bene della propria Città e quindi li espone personalmente ad un rischio assolutamente non tollerabile».

Per questo il movimento penta stellato espone «la presente problematica all’attenzione del Prefetto di Como», auspicando una collaborazione con il Comune, e «all’attenzione del Procuratore di Como affinché si avanzino indagini ispettive volte a perseguire e contrastare tali fenomeni minatori che mettono a rischio l’incolumità dei volontari» (la richiesta di urgenza, la mozione). [md – ecoinformazioni]

Per Como fa un bilancio del 2013

per como marzorati-molteniLa lista civica comasca tira le somme dell’anno appena trascorso in cui è passata all’opposizione: «Fuori da una maggioranza che non ascolta!». «Il 2013 è stato per noi un anno “particolare”, come sempre molto intenso – spiegano i promotori della lista civica comasca, nella presentazione dell’attività svolta nell’anno appena trascorso –. Grazie alla vicinanza di tanti amici siamo riusciti a portare avanti iniziative, ad effettuare segnalazioni di situazioni da sistemare, abbiamo preparato dossier. Senza l’impegno di tante persone che ci seguono ciò non sarebbe stato possibile».

«Ci eravamo lasciati un anno fa con la nostra Lista Per Como in maggioranza, mentre ora siamo convintamente all’opposizione – precisano gli esponenti del gruppo per cui siede fra i banchi del Consiglio comunale comasco Mario Molteni e che chiariscono l’uscita dalla maggioranza –. Come abbiamo sempre dichiarato, noi siamo al di fuori di logiche partitocratiche e cerchiamo di lavorare per il bene della nostra città. Dal momento che non siamo stati d’accordo su diversi punti portati avanti dalla Giunta e dai vari gruppi di maggioranza, sempre manifestando in anticipo a chi di dovere il nostro punto di vista e, se in disaccordo, senza mai essere ascoltati e poiché la risposta ottenuta da parte loro è sempre stata: ”Discutiamo pure ma poi ci si deve allineare al voto altrimenti si è fuori dalla maggioranza”, ecco spiegato il motivo della nostra posizione» (la relazione sul 2013). [md – ecoinformazioni]

Approvati i posteggi rosa

cernezziVia libera da Palazzo Cernezzi per i posti riservate alle neomamme in abbonamento. Con un po’ di ritardo rispetto al panorama politico nazionale anche a Palazzo Cernezzi si è sciolto il gruppo del Pdl ed è rinato quello di Forza Italia. Di quest’ultimo fanno ora parte Sergio Gaddi e Anna Veronelli, mentre Enrico Cenetiempo, aggregato inizialmente d’ufficio al gruppo, ha chiesto, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 19 dicembre, di essere trasferito al Gruppo misto, il più numeroso ora dell’opposizione con altri tre componenti: Laura Bordoli, Marco Butti e Francesco Scopelliti. Sempre prima dell’inizio della seduta Luca Ceruti, M5S, ha chiesto di verificare la presenza dei biglietti giornalieri, a 3 euro, nelle rivendite cittadine: «Non si trovano da nessuna parte tranne che a S. Agostino». «Io ho provato vergogna» ha detto invece Luigi Nessi, Paco-Sel, a proposito di quanto accaduto a Lampedusa chiedendo la chiusura dei centri di identificazione e di rivedere la legge Bossi-Fini, anche per quanto riguarda il reato di clandestinità. «In via Spartaco abbiamo disatteso il capitolato» ha denuciato Alessandro Rapinese, Adesso Como, con presenti aula una ventina di residente della case comunali. «Il Comune non ha chiesto nulla a giugno e ottobre e ora ha chiesto tutta la rata annuale entro fine mese» ha aggiunto denunciando la disattesa dell’impegno a riutilizzare parte delle entrate, vincolate apposta, per la manutenzione e la ristrutturazione della struttura.

Posti rosa

La discussione è quindi ripresa sui Posteggi rosa e il primo emendamento di maggioranza a cui Ceruti ha cercato di fare 8 subendamenti, per cercare di garantire la gratuità per le prime due ore di sosta, che non sono stati accolti. L’emendamento è stato quindi votato dalla sola maggioranza. Il secondo emendamento è stato presentato da Rapinese ed era inteso a rendere fruibili i posti auto all’interno del Municipio alle neomamme. Una presentazione nata male, dato il ritardo del presentatore, ancora impegnato fuori dall’aula con i residenti di via Spartaco, mandato a chiamare con un usciere comunale fra i borbottii della maggioranza; qualcuno nell’attesa ha anche detto: «E un caffè glielo portiamo?»

Con un subemendamento presentato da Molteni con la richiesta di eliminare del tutto i posti riservati per gli amministratori: «Vedremo se esiste un privilegio o reputiate non lo sia». «È un benfit» ha concordato Rapinese. «È demagogia, perdiamo solo tempo» ha replicato dalla maggioranza Vito De Feudi, Pd, «siamo uguali a qualsiasi cittadino che lavora in centro» ha controbattuto Ceruti, a cui ha replicato Marco Servettimi. Amo la mia città, «io ho il mio lavoro, non sono un dipendente del Comune, quando vengo qui vengo per servizio». E come populista e pretestuosa è stata definita da Mario Forlano, Como civica, mentre Scopelliti ha attaccato frontalmente la maggioranza definendola incapace di fare proposte. Subemendamento e emendamento sono quindi stati bocciati dalla maggioranza.

Nelle dichiarazioni di voto, in un clima teso, le minoranze hanno parlato di stravolgimento della proposta di deliberazione, una accusa minimizzata da Stefano Legnani: «Il nostro emendamento non ha stravolto il documento, l’unico cambiamento è la gratuità». Al voto comunque maggioranza e minoranza, salvo Rapinese contrario, hanno approvato la delibera.

Interrogazioni

Avendo a disposizione ancora del tempo prima della mezzanotte sono state affrontante delle interrogazioni delle cui risposte scritte i proponenti non si sono sentiti soddisfatti. Due di Rapinese. Una sul lungolago per sapere, tra l’altro, come sarà, quanto costerà, chi pagherà? A cui il sindaco Mario Lucini ha risposto di guardare lo studio di fattibilità disponibili negli uffici, mentre i lavori finiranno entro due anni dalla ripresa dei lavori. Una risposta piccata in cui ha voluto sottolineare «che alcune delle interrogazioni del consigliere Rapinese non sono fatte per ottenere una risposta» e «su alcune non ritengo ci sia l’utilità e l’opportunità di rispondere». A Rapinese è stata data risposta anche sull’utilizzo dei posteggi del Politeama ora regolamentati dal nuovo amministratore unico del Politeama. All’interrogazione di Ceruti sulla rete wi-fi in centro ha risposto l’assessore Lorenzo Spallino che ha riepilogato lo svolgersi dell’iniziativa e l’impossibilità di lasciare libero l’accesso «anche se l’ultima versione del decreto del fare lo permetterebbe» a causa delle utenze anonime che alcuni stranieri possono ancora avere.

Poco prima delle undici e mezza è così finita la seduta con un piccolo rinfresco per le feste natalizie e di fine anno. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

Parcheggi rosa? Sì, ma in abbonamento

comuneTutti d’accordo a Palazzo Cernezzi per l’introduzione di posti riservati alle neomamme proposta dall’opposizione, primo firmatario Ceruti, ma probabilmente non saranno gratuiti bensì in abbonamento. Il voto finale giovedì 19 dicembre. (altro…)

Seduta aperta su parcheggi e piano della sosta

cernezziA Palazzo Cernezzi giovedì 12 dicembre dalle 19.30, a cui interverranno anche alcuni cittadini, su richiesta dei consiglieri di opposizione Luca Ceruti, M5S, Mario Molteni, Per Como, Marco Butti e Laura Bordoli, Gruppo misto, Diego Peverelli e Alberto Mascetti, Lega Nord, e Ada Mantovani, Adesso Como

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