No alle pubblicità offensive, sì alla Commissione pari opportunità

sala consiliare comoTutti d’accordo a Palazzo Cernezzi anche se, dall’opposizione, qualche lamentela per la presentazione di documenti zeppi di errori.

Riprendono le sedute del Consiglio comunale comasco dopo la pausa natalizia e lunedì 13 gennaio nelle preliminari Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la marcia per la Pace fra Sagnino e Cernobbio, «molto partecipata», e la drammatica situazione in Siria, oltre a esprimere solidarietà ai dipendenti della Sisme di Olgiate Comasco. Marco Butti, Gruppo misto, ha invece rilevato come il bollettino per il pagamento della Tares non sia arrivato a tutti i cittadini, oltre a segnalare il fatto che le finestre al piano terreno della Circoscrizione 8 di Sagnino, in ristrutturazione, sono rimaste aperte, «speriamo che non succeda quello che è successo al’ex centro di accoglienza dove dei vandali hanno distrutto quello che era rimasto all’interno». Diego Peverelli, Lega, ha presentato un ennesimo dossier sulla condizione precaria delle strade e dei marciapiedi, oltre che delle discariche abusive, con 65 foto per il sindaco, mentre Mario Molteni, Per Como, è tornato a chiedere nuovamente l’apertura almeno del piano terra della nuova struttura del cimitero di Monte Olimpino.

Commissione pari opportunità

Dopo un minuto di silenzio in ricordo dello scomparso don Titino Levi l’Assemblea ha affrontato la prima deliberazione sull’introduzione di una Commissione pari opportunità: «Non una delle Commissioni permanenti del Comune – ha detto la prima firmataria della proposta Andrée Cesareo, Pd –, ma che sarà comunque un organismo permanente».

Saranno 17 i membri del nuovo organismo, tutte le consigliere comunali di Palazzo Cernezzi, più 12 esponenti esterni, esperti, rappresentanti delle categorie e del mondo imprenditoriale, di quello sindacale, della scuola e della cultura, del sociale e della cooperazione, delle associazioni e organizzazioni femminili, non solo del capoluogo.

Un luogo di incontro che vuole essere aperto «non stiamo creando un ghetto per le questioni femminili, sono tematiche che vanno affrontate da uomini e donne assieme» ha detto Marco Servettini, Amo la mia città; «Queste politiche non sono né di destra, né di sinistra» ha aggiunto dai banchi delle minoranze, esprimendo sostegno all’iniziativa, Anna Veronelli, Fi.

Pubblicità offensive

Il Consiglio ha affrontato poi l’adesione «alla risoluzione comunitaria (N. 2038 del 3 settembre 2008) che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso le donne» oltre che alla campagna Città libere dalla pubblicità offensiva dell’Unione donne in Italia, perché «nessun materiale pubblicitario collegato ad iniziative promosse o patrocinate dal Comune sia veicolo degli stereotipi lesivi per la dignità delle donne». Inoltre Palazzo Cernezzi dovrà attuare «iniziative e campagne di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne e più in generale sul fenomeno della pubblicità sessista offensiva della dignità della donna, con particolare riguardo alle nuove generazioni», promuovere «l’uso di un linguaggio non sessista e rispettoso delle donne sia per la redazione di ogni atto amministrativo che sui mezzi di comunicazione e informazione», proibire «la diffusione di pubblicità discriminatoria e lesiva della dignità soprattutto delle donne». «Come fa a essere una delibera a costo zero?» ha chiesto Laura Bordoli, gruppo misto, «non sappiamo ancora di preciso quali saranno le singole iniziative» la replica del sindaco Mario Lucini.

Entrambe le proposte sono state approvate all’unanimità, senza neanche un’astensione con il pieno sostegno delle minoranze, nonostante qualche protesta dall’opposizione per i documento presentati con diversi errori formali, infatti corretti da emendamenti di maggioranza e per cui si è scusato il primo cittadino. Una adesione formale di tutta l’aula per un tema condiviso, ma forse non sentito pienamente da tutti o accolto con sfumature diverse. Per Alessandro Rapinese, Adesso Como, non si deve più parlare di violenza sulle donne, ma di condanna della violenza in generale verso tutti, Bordoli ha chiesto di riflettere sull’influenza che i social network hanno sui giovani, rilevando come la mercificazione dei corpi non sia solo femminile, mentre l’ex assessora Veronelli ha proposto di fare un incontro con Lorella Zanardo sul suo ultimo progetto con le scuole sulla televisione.

A mezz’ora dalla mezzanotte il presidente ha quindi sciolto l’assemblea, aggiornandola per lunedì 20 gennaio. [Michele Donegana,  ecoinformazioni]

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