Approvati i posteggi rosa

cernezziVia libera da Palazzo Cernezzi per i posti riservate alle neomamme in abbonamento. Con un po’ di ritardo rispetto al panorama politico nazionale anche a Palazzo Cernezzi si è sciolto il gruppo del Pdl ed è rinato quello di Forza Italia. Di quest’ultimo fanno ora parte Sergio Gaddi e Anna Veronelli, mentre Enrico Cenetiempo, aggregato inizialmente d’ufficio al gruppo, ha chiesto, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 19 dicembre, di essere trasferito al Gruppo misto, il più numeroso ora dell’opposizione con altri tre componenti: Laura Bordoli, Marco Butti e Francesco Scopelliti. Sempre prima dell’inizio della seduta Luca Ceruti, M5S, ha chiesto di verificare la presenza dei biglietti giornalieri, a 3 euro, nelle rivendite cittadine: «Non si trovano da nessuna parte tranne che a S. Agostino». «Io ho provato vergogna» ha detto invece Luigi Nessi, Paco-Sel, a proposito di quanto accaduto a Lampedusa chiedendo la chiusura dei centri di identificazione e di rivedere la legge Bossi-Fini, anche per quanto riguarda il reato di clandestinità. «In via Spartaco abbiamo disatteso il capitolato» ha denuciato Alessandro Rapinese, Adesso Como, con presenti aula una ventina di residente della case comunali. «Il Comune non ha chiesto nulla a giugno e ottobre e ora ha chiesto tutta la rata annuale entro fine mese» ha aggiunto denunciando la disattesa dell’impegno a riutilizzare parte delle entrate, vincolate apposta, per la manutenzione e la ristrutturazione della struttura.

Posti rosa

La discussione è quindi ripresa sui Posteggi rosa e il primo emendamento di maggioranza a cui Ceruti ha cercato di fare 8 subendamenti, per cercare di garantire la gratuità per le prime due ore di sosta, che non sono stati accolti. L’emendamento è stato quindi votato dalla sola maggioranza. Il secondo emendamento è stato presentato da Rapinese ed era inteso a rendere fruibili i posti auto all’interno del Municipio alle neomamme. Una presentazione nata male, dato il ritardo del presentatore, ancora impegnato fuori dall’aula con i residenti di via Spartaco, mandato a chiamare con un usciere comunale fra i borbottii della maggioranza; qualcuno nell’attesa ha anche detto: «E un caffè glielo portiamo?»

Con un subemendamento presentato da Molteni con la richiesta di eliminare del tutto i posti riservati per gli amministratori: «Vedremo se esiste un privilegio o reputiate non lo sia». «È un benfit» ha concordato Rapinese. «È demagogia, perdiamo solo tempo» ha replicato dalla maggioranza Vito De Feudi, Pd, «siamo uguali a qualsiasi cittadino che lavora in centro» ha controbattuto Ceruti, a cui ha replicato Marco Servettimi. Amo la mia città, «io ho il mio lavoro, non sono un dipendente del Comune, quando vengo qui vengo per servizio». E come populista e pretestuosa è stata definita da Mario Forlano, Como civica, mentre Scopelliti ha attaccato frontalmente la maggioranza definendola incapace di fare proposte. Subemendamento e emendamento sono quindi stati bocciati dalla maggioranza.

Nelle dichiarazioni di voto, in un clima teso, le minoranze hanno parlato di stravolgimento della proposta di deliberazione, una accusa minimizzata da Stefano Legnani: «Il nostro emendamento non ha stravolto il documento, l’unico cambiamento è la gratuità». Al voto comunque maggioranza e minoranza, salvo Rapinese contrario, hanno approvato la delibera.

Interrogazioni

Avendo a disposizione ancora del tempo prima della mezzanotte sono state affrontante delle interrogazioni delle cui risposte scritte i proponenti non si sono sentiti soddisfatti. Due di Rapinese. Una sul lungolago per sapere, tra l’altro, come sarà, quanto costerà, chi pagherà? A cui il sindaco Mario Lucini ha risposto di guardare lo studio di fattibilità disponibili negli uffici, mentre i lavori finiranno entro due anni dalla ripresa dei lavori. Una risposta piccata in cui ha voluto sottolineare «che alcune delle interrogazioni del consigliere Rapinese non sono fatte per ottenere una risposta» e «su alcune non ritengo ci sia l’utilità e l’opportunità di rispondere». A Rapinese è stata data risposta anche sull’utilizzo dei posteggi del Politeama ora regolamentati dal nuovo amministratore unico del Politeama. All’interrogazione di Ceruti sulla rete wi-fi in centro ha risposto l’assessore Lorenzo Spallino che ha riepilogato lo svolgersi dell’iniziativa e l’impossibilità di lasciare libero l’accesso «anche se l’ultima versione del decreto del fare lo permetterebbe» a causa delle utenze anonime che alcuni stranieri possono ancora avere.

Poco prima delle undici e mezza è così finita la seduta con un piccolo rinfresco per le feste natalizie e di fine anno. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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