giustizia

Anpi e Cgil/ Solidarieta a Cecco Bellosi

«L’Anpi provinciale di Como unitamente alla Cgil di Como, appresa la notizia della perquisizione domiciliare subita da Cecco Bellosi con l’accusa di danneggiamento della lapide di Mussolini posta sul muro di villa Belmonte a Giulino di Mezzegra, esprime la propria solidarietà.

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Le sinistre con Cecco

Ampio diffuso e convinto il sostegno a Cecco Bellosi delle sinistre a Como. Sui social si susseguono i post, tra questi anche quello della Consigliera comunale del Pd Patrizia Lissi e quello di Celeste Grossi che aggiunge alla solidarietà di Sinistra Italiana anche un suo personale abbraccio per Cecco. Sul piano nazionale i senatori di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi e Tino Magni si sono già messi in contatto con Bellosi per adottare nei tempi e modi opportuni ogni collaborazione. Nel comunicato del Prc che riportiamo integralmente la netta presa di posizione del Prc: «Sulla teca con le foto di Mussolini e Petacci è giusto indagare non sugli antifascisti! Solidarietà a Cecco Bellosi.

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Perquisito per antifascismo Cecco Bellosi

«L’11 maggio mattina, prima delle sette, cinque carabinieri (quattro uomini e una donna, due in borghese) si sono presentati presso l’abitazione di Cecco con un mandato di perquisizione firmato dal sostituto procuratore Simone Pizzotti di Como, con anche la disposizione di sequestrare il telefono cellulare. L’accusa è di danneggiamento aggravato alla lapide di Benito Mussolini, gesto compiuto la notte del 28.04.2023, data della fucilazione del dittatore. Vista la mole di libri presenti nella casa di Cecco, la perquisizione si è protratta per oltre due ore, con i carabinieri  colpiti dalla calma di Cecco e di Donatella, abituati a ben altro.

Alla fine è stato è stato chiesto a Cecco se voleva fare una dichiarazione e Cecco ha fatto mettere a verbale che rivendica il fatto di avere strappato i fiori che quella notte una squadraccia di fascisti aveva messo su quella lapide, che di suo rappresenta un’apologia del fascismo.

Per questo non intende avvalersi né dell’avvocato d’ufficio che gli è stato messo dalla procura né di un avvocato di fiducia ma intende difendersi da solo ma contestando al magistrato di non aver agito contro l’apologia del fascismo che quella lapide rappresenta. Come se ci fosse una la lapide dI Hitler sul bunker di Berlino.

Alla fine della perquisizione gli è stato sequestrato un quaderno di appunti con la data del 28 aprile, che non erano altro che gli appunti del capitolo dedicato a quella data in un capitolo del Libro “Sotto l’ombra di un bel fiore” e purtroppo il telefonino.

Per questo motivo chi lo cerca non lo trova.

Cecco ha fatto presente al maresciallo che il telefonino è uno strumento di lavoro, per di più non di sua proprietà, per cui ha chiesto di poterlo riavere al più presto: pensa però che ci vorrà qualche giorno. Alla fine della perquisizione, Cecco ha omaggiato i Carabinieri con una copia del libro “Sotto l’ombra di un bel fiore”». [La segreteria Associazione Comunità IL GABBIANO odv]

[Foto di copertina: Cecco Bellosi, al centro, alla presentazione del suo libro Sotto l’ombra di un bel fior]

Video/ Approfondimento antidoto al baratro fascista

[Apertura del Convegno Gianluca Giovinazzo, Anpi]

Tra le risposte che la città (una parte avveduta di essa) si sforza di dare alla violazione democratica insita nell’assoluzione del gruppo dei 13 esponenti del Veneto fronte skinheads che fecero irruzione in una sala comunale mentre vi si svolgeva una riunione di Csf, il Convegno sulla legge Mancino dell’Anpi ha offerto un’occasione di riflessione dibattito e confronto. Opportunamente, fin dall’intervento del coordinatore dell’inziativa Gianluca Giovinazzo e in tutti i contributi di relatori e relatrici, il presidente Anpi provinciale Manuel Guzzon, Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, i magistrati Maria Luisa Lo Gatto e Giuseppe Battarino, si è evitato, per quanto possibile, ogni eccesso di tecnicismo giuridico andando alla base dei problemi politici, sociologici e culturali che sono alla base dello sviluppo di comportamenti violenti, razzisti, escludenti e fascisti. Particoolare rilievo soprattutto nell’intervento di Lo gatto ja avuto il tema del come contrastare la deriva in corso verso comportamenti diffusi e poco sanzionati con interventi di giustizia riparativa in grado di modifcare la società. Ampio anche il dibattito, animato dalle tante persone che hanno quasi riempito il salone di Villa Gallia, nel pomeriggio del 6 maggio. Alta l’età media. I video di tutti gli interventi presto le foto.

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6 maggio/ No all’incitamento al razzismo e alla discriminazione

Sabato 6 maggio alle 15, a Villa Gallia, in via Borgovico 154, Como, l’Anpi provinciale organizza un incontro sull’attualità della legge Mancino (n. 205/93), che sanziona e condanna frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali, a trent’anni dall’emanazione.

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Fumus persecutionis

Si susseguono le inziative che tendono a criminalizzare le azioni degli ambientalisti impegnati nella difesa dei beni comuni e per contrastare gli effetti mortiferi delle scelte del liberismo imperante. Tocca ora a due attivisti del Coordinamento No canturina bis. Il testo del comunicato della rete ambientalista.

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Braga/ Pd: giudizio incomprensibile, solidarietà a Csf

Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera, ebbe un ruolo importante per rendere unitaria la manifestazione all’indomani dell’attacco squadrista a Csf. Afferma oggi la solidarietà alla Rete e ribadisce il dovere di tutte le forze democratiche di condannare e respingere ogni tentativo di violenza e intimidazione politica.

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AVS/ Un senso di giustizia non nostro

“A quale senso di giustizia fa rifermento questa sentenza? Di certo non il nostro”. Sinistra Italiana e Alleanza verdi e Sinistra nazionale, regionale e di Como contro la sentenza di assoluzione dei neofasciti del Veneto Fronte Skinheads.

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Assoluzione neofascisti/ Cgil/ Sentenza pro-aggressione

«La Cgil di Como esprime la propria perplessità di fronte ad una sentenza, come quella emessa oggi in appello dal Tribunale di Milano, che non trova continuità di giudizio rispetto a quanto emerso in primo grado.

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