Scuola

ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 14 settembre/ Lettera a una professoressa

La scuola ricomincia e certamente non è esattamente quella di prima della pandemia che ancora si diffonde anche nel nostro territorio. Grande è il rischio però che alla fine si discuta solo di mascherine e banchi monoposto, di covid, di sicurezza e di tamponi . Può aiutare riaffermare che i problemi che c’erano nella scuola decenni fa ci sono oggi e lottare perché che non si incancreniscano ulteriormente. Sono in buona parte gli stessi riassunti nella Lettera a una professoressa. Ripensare a don Milani può essere utile a progettare un futuro degno per la scuola. Rifiutare la selezione, allora e oggi di classe, puntare sulla formazione che è promozione e sulla cultura è costruire la scuola vera.

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ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 13 settembre/ Il 14 a scuola

Lunedì 14 settembre anche nel nostro territorio si realizza l’impegno del governo che ha ritenuto fondamentale la scelta della riapertura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado assicurando misure di sicurezza ritenute sufficienti a limitare l’inevitabile incremento dei contagi. Alcuni video su come la stessa scelta è stata fatta in altri paesi europei possono essere utile.

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ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 2 settembre/ Pericolo seconda ondata

Consola l’importanza che finalmente viene data alla scuola nel dibattito degli ultimi giorni. Sembra che la pandemia abbia reso evidente che la scuola è democrazia, libertà, promozione individuale, socialità, gioia. Scuola come diritto finalmente, persino preminente rispetto alla sicurezza. Bene, ma sarà davvero così? L’edizione di oggi è dedicata a ricordare i tanti appelli per la scuola pubblica lasciati cadere nell’indifferenza generale e le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola contro mostruosità come la “Buona scuola” di Renzi, le privatizzazioni, la gerarchizzazione avvilente e mortificante. La pandemia privatista e aziendalista, il virus della competizione insensata tra istituti, tra studenti, tra famiglie ha duramente colpito la qualità e la bellezza della principale istituzione culturale impedendole di evolverversi. Uno sguardo al passato, con i video che proponiamo dagli archivi di ecoinformazioni, può aiutare a capire che il nodo non solo le rotelle dei banchi, né il tipo delle mascherina che giustamente vengono imposte per vitali ragioni. Il nodo è la Costituzione che alla scuola affida il compito di creare una società inclusiva e serena. Serve, come nella sanità, più scuola pubblica e una scuola privata esclusivamente “senza oneri per lo stato”. L’infezione dei terribili ultimi 20 anni può ancora darci una devastante seconda ondata, solo il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola può vaccinarci.

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Fff/ Garantire il diritto alla mobilità degli/ delle studenti

La notizia sconvolgente dell’incapacità del sistema di trasporti locale di garantire il movimento degli/ delle studenti all’apertura delle scuole è la dimostrazione che la cattiva politica delle pedemontane e delle tangenziali non può continuare. Fff ribadisce che è necessario un radicale cambiamento di rotta nelle politiche dei trasporti abbandonando interessi privati, clientele e l’anacronistica corsa a nuove (inutili e dannose) strade in uno dei territori più colpiti dai danni sociali e sanitari determinati dal trasporto individuale con automobili a combustione interna. Nel seguito il testo del comunicato.

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Lombardia contro il diritto all’istruzione

Mentre si svolge l’insensato dibattito sulla necessità di assiurare la sicurezza delle persone che saranno coinvolte nella riapertura delle scuole, ignorando che solo la conoscenza della situazione epidemiologica dopo il 10 settembre potrà dare dati sensati per le necessarie decisioni, e mentre non si assumo tutti gli insegnati necessari e non si requisiscono gli spazi necessari per migliorare la sicurezza, vengono completamente tralasciati gli altri persistenti problemi della scuola che non vive e non muore solo di covid. A questi si riferisce la presa di posizione di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd in Lombardia.

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A scuola per mare/ Vita in barca contro l’abbandono scolastico

«Alla fine del nostro viaggio le sole cose di valore che avremo con noi saranno i ricordi dei sogni che abbiamo realizzato e di quel che abbiamo fatto per rendere questo mondo un posto migliore». Le parole de Il delfino di Sergio Bambarèn ben descrivono lo spirito di Ragazzi in viaggio – cento giorni in mare contro l’abbandono scolastico, progetto che vede cinque regioni coinvolte e che ha come protagonisti adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni, di entrambi i sessi – anche del circuito penale minorile – che incontrano difficoltà a completare il ciclo di studi.

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Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl/ Esternalizzare l’educazione? No Grazie

In un comunicato unitario, Cgil, Cisl e Uil contestano la discutibile decisione dell’amministrazione di Lomazzo di non assumere un educatore per il nido comunale (a concorso già effettuato), preferendo cedere a terzi (privati) la gestione.

«La Fp Cgil, la Cisl Fp, la Uil Fpl e la rsu del nido comunale di Lomazzo contestano la decisione dell’attuale amministrazione comunale di non procedere con l’assunzione di un educatore per il servizio nido comunale, nonostante il concorso effettuato nella primavera del 2019.

L’attuale amministrazione ha invece scelto di esternalizzare totalmente il servizio, non sostituendo il personale che si avvicina al pensionamento, nonostante la richiesta delle organizzazioni sindacali e del personale del nido. Ancora più grave, poi, è aver attuato tale decisione in presenza di un bando pubblico indetto dallo stesso Comune che ha visto impegnati uffici e relativi dipendenti con evidente dispendio di risorse economiche e materiali e il dissolversi delle aspettative di assunzione delle vincitrici di concorso.

Il servizio, stando a tale decisione, sarà quindi totalmente appaltato a terzi, con conseguente applicazione di contratti di lavoro peggiorativi -basti pensare che la retribuzione media di un educatore potrebbe ridursi di 300 euro lordi mensili, con due ore di lavoro in più a settimana-, una maggiore discontinuità, considerata la più alta mobilità dei dipendenti nel settore privato, e la perdita di gestione diretta da parte dell’ente pubblico e quindi delle cittadine e dei cittadini.
Appare evidente che quella dell’amministrazione comunale di Lomazzo è una scelta di risparmio, senza particolare attenzione alla qualità del servizio in termini di gestione, di condizioni di lavoro del personale e prospettive future.

Il pubblico può garantire un servizio educativo di qualità in quanto la sua azione è tesa al benessere collettivo e non a logiche di profitto; per questo motivo, chiediamo all’amministrazione di procedere con l’assunzione di personale educativo e di ripensare il servizio asili nido nella prospettiva di una gestione interamente pubblica, come già prospettato in precedenza».
[Stefania Macrì, Fp Cgil; Nunzio Praticò, Cisl Fp; Vincenzo Falanga, Uil Fp]

Asili nido privatizzati/ Magatti: cresce la barbarie

La maggioranza fascio leghista al governo della città di Como ha approvato il nuovo regolamento degli asili nido comunale decretandone la privatizzazione, lo scadimento del servizio, l’aumento delle tariffe, la riduzione dei posti disponibili, il sacrificio di professionalità accumulate in anni di impegno delle lavoratrici del settore. Como, si sa, è periferia dell’impero e le forze più reazionarie affermano oggi idee abbandonate dalle destre liberali in tutto il mondo e particolarmente anacronistiche dopo la pandemia. La durissima dichiarazione di voto di Bruno Magatti (Civitas).

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ecoinformazioni on air/ Salvare i nidi

Il servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 15 luglio nell’edizione delle 19,45 di Metroregione di Radio Popolare. A Como gli asili nido comunali funzionano, personale qualificato, un servizio che da sempre è apprezzato dai genitori.

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Contro l’esternalizzazione degli asili pubblici di Como

Nella serata di lunedì 6 luglio, in concomitanza con la discussione in Consiglio comunale dell’ordine del giorno sulle modifiche del regolamento comunale degli asili nido, si è svolto un presidio delle categorie della Funzione pubblica dei sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil.

Il sistema educativo pedagogico comunale ha svolto negli ultimi decenni un importante ruolo non solo per la prima infanzia ma anche come supporto alle famiglie, la variazione del regolamento prevede ora una modifica sostanziale: la possibilità di affidare la gestione del servizio a un soggetto esterno, alterando la natura stessa del servizio. I sindacati hanno manifestato su questo argomento un profondo dissenso, centrato su alcune questioni: la gestione indiretta porterà a una disparità di trattamento tra operatori; nella gestione indiretta soggetti terzi esterni all’amministrazione assumeranno le decisioni, con evidenti risvolti sulla qualità del servizio erogato, che perderà in professionalità, competenze ed eccellenze costruite nel corso del tempo; la privatizzazione di alcuni nidi comporterà una modalità organizzativa diversa all’interno di un unico servizio, con una promiscuità pubblico/privato ingestibile (già nel 2018 sono stati esternalizzati parte dei servizi di ristorazione scolastica con evidenti effetti sulle condizioni di lavoro del personale).

Nell’intervento di Matteo Mandressi, della segreteria della Camera del lavoro di Como, sono anche state ricordate le molte situazioni di criticità su cui l’amministrazione di Como si dimostra incapace di agire fattivamente, tra cui quella relativa ai diritti delle persone senza fissa dimora (migranti e native) costrette a bivaccare in luoghi inadeguati come i portici dell’ex chiesa di San Francesco.

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