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Il bilancio provinciale 2008, l’opposizione propone 5 emendamenti e 7 ordini del giorno

L’opposizione si compatta dopo la presentazione del bilancio 2008 e fa le sue proposte: cinque emendamenti e sette ordini del giorno simbolici su mobilità, lavoro ed energia.
«Un bilancio difficile, che segnala una situazione di grande difficoltà» così il capogruppo provinciale del Partito democratico Mauro Guerra descrive il bilancio proposto dall’amministrazione per il 2008. Le minoranze si ritrovano compatte nella critica alle previsioni di spesa e puntano il dito sulle spese correnti, diminuite del 20 per cento rispetto al 2007, ma in continua crescita negli ultimi 5 anni.
E ancora denunciano – sempre per bocca di Guerra – un costante calo delle spese in conto capitale, gli investimenti, a fronte dell’innalzamento delle aliquote sui tributi provinciali: la tassa sul consumo di energia elettrica per usi non domestici così come l’imposta provinciale di trascrizione, che grava sulla compravendita di automobili, sono rincarate del 30 per cento.
«Questo adeguamento delle aliquote – ha spiegato Mauro Guerra – sancisce un incremento dell’11 per cento del gettito fiscale, facendo incassare alla provincia quattro milioni di euro in più rispetto allo scorso anno. Nonostante ciò, se confrontiamo il bilancio 2008 con quello dello scorso anno troviamo molti segni negativi: meno 30 per cento a cultura e beni culturali, meno 37 per cento alla pubblica istruzione, meno 20 per cento ai servizi sociali».
In vista del dibattito sul bilancio, iniziato lunedì 31 marzo, le minoranze hanno preparato cinque emendamenti e sette ordini del giorno «che non stravolgono il bilancio, ma segnalano simbolicamente alcuni temi». Si parte dalla viabilità. Il primo emendamento chiede che rimangano in cassa i cinque milioni di euro previsti per la Garibaldina – bis, considerata dai firmatari inutile e prematura, e concludere la progettazione della Tremezzina, variante della Regina, per cui occorrono 400 mila euro. «Lo scorso anno era stato approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si sollecitava la giunta a trovare le risorse per questo progetto. Progetto purtroppo assente nel bilancio a noi presentato». Sempre nel campo dei trasporti, avanzata la proposta di stanziare 20 mila euro per la creazione di una tessera unica di circolazione, che permetta ai cittadini comaschi di usufruire di tutti i servizi di trasporto pubblico, dalla funicolare all’aliscafo.
Le minoranze chiedono poi il taglio delle spese per incarichi e consulenze esterne, investendo le risorse risparmiate per il potenziamento dell’ufficio legale provinciale, accreditandolo per gestire i contenziosi anche in sede di giudizio. È stata avanzata anche la proposta di convenzionare l’ufficio con quei Comuni della provincia che potrebbero aver bisogno di assistenza legale a tariffe agevolate.
Ancora sul mondo del lavoro, le minoranze propongono la rapida risoluzione di quelle vertenze sindacali ancora aperte con l’amministrazione e la stabilizzazione dei precari negli uffici provinciali. Emblematico l’esempio dei dipendenti del centro per l’impiego, lavoratori a tempo determinato da ormai otto anni.
In ultimo è stato presentato un ordine del giorno che invita alla stesura di un piano quinquennale per la riconversione energetica degli edifici pubblici e del patrimonio. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 31 marzo 2008

Il bilancio 2008 nelle parole dei consiglieri provinciali: il centro destra punta il dito contro uno Stato troppo avaro di risorse e invoca il federalismo fiscale, la minoranza accoglie la proposta ma ricorda le responsabilità di chi ha governato la Provincia negli ultimi 5 anni.

È toccato al presidente Leonardo Carioni aprire la seduta consiliare di lunedì 31 marzo con il consueto attacco a quello che ha definito l’aberrante federalismo inverso. «Il sistema fiscale vigente che impone alla Provincia di restituire allo Stato 8 milioni di euro l’anno ci ha costretto ad alzare le aliquote su trapassi ed energia elettrica. Abbiamo dovuto anche eliminare importanti investimenti sulle opere pubbliche già previsti. Per questo mi auguro che il consiglio riesca a stilare un documento unitario per sollecitare il futuro governo ad istituire un reale federalismo fiscale».
Il presidente ha poi ricordato alcuni degli impegni monetizzati con il bilancio 2008: la costruzione delle strade d’accesso al nuovo Sant’Anna, i fondi a sostegno della disabilità e la conferma del Sistema turistico del lago di Como, che superati gli scandali di fine 2007 ripartirà con una nuova organizzazione in cui i finanziamenti saranno erogati dagli enti pubblici e non dai privati.
La risposta della minoranza è arrivata per bocca di Mauro Guerra, pronto a discutere e ragionare con il consiglio su un documento pro federalismo fiscale da inviare a Roma. Il capogruppo del Pd ha poi ricordato che le responsabilità di questo «bilancio dal fiato corto» vanno cercate tra chi ha governato la Provincia nei cinque anni passati, gli stessi che ora incolpano lo Stato per la difficile situazione economica.
«Oggi sono anche i conti – ha proseguito Guerra – a chiederci di ripensare alla nostra funzione. Occorre un programma destrutturante per noi e incentivante per i Comuni, nell’ottica di una Provincia che lavori come coordinatrice tra i Comuni. Certo bisognerebbe riscrivere il bilancio, noi non ne abbiamo avuto la possibilità, e presentiamo quindi solo alcuni emendamenti simbolici». Emendamenti che verranno discussi nelle sedute di martedì 1 e mercoledì 2 aprile.
Un’altra la soluzione proposta da Giancarlo Galli che vede nella liberalizzazione dell’acqua, dei trasporti e della gestione dei rifiuti la ricetta ideale per snellire le competenze provinciali. «Dobbiamo abbandonare il vecchio modello di partecipazione – ha spiegato Galli – per lasciare alla Provincia il ruolo di programmatore e controllore dei servizi, assolvendola dai compiti di gestione».
Concluso l’intervento ha preso la parola Ferdinando Marzara, presidente del consiglio, per una comunicazione: «L’Expo 2015 è stato assegnato a Milano!». Euforia tra i consiglieri, che si concedono un breve ma intenso applauso. Solo Fabio Moltrasio (Pse) e Cornelia Borsoi (Lista civica) rimangono imperturbabili, mentre Rosangela Arrighi (Pd) si esalta in un «Viva Prodi!» urlato tanto forte da risaltare tra gli applausi.
Terminata l’euforia per la vittoria meneghina si riprende a discutere di bilancio. La parola a Serafino Grassi, capogruppo di Forza Italia, che individua nei finanziamenti statali troppo bassi (circa 3 euro per abitante) la causa di questo «bilancio di sofferenza».
A chiudere il dibatto è intervenuta Rosangela Arrighi che ha ricordato con deciso piglio polemico la discussione del bilancio 2007. «Lo scorso anno a parità di contributi da versare allo Stato, l’assessore al bilancio rassicurava il consiglio sull’esistenza di risorse per ogni progetto. Ora siamo alla resa dei conti, ma i veri problemi saranno nel futuro. E le responsabilità non sono da cercare altrove ma hanno nomi e cognomi ben precisi». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di martedì 25 marzo 2008

Presentata la bozza di bilancio provinciale 2008 nella seduta di martedì 25 marzo. L’assessore al bilancio Patrizio Tambini: «Aprire un dialogo con Roma per ridefinire i criteri del federalismo fiscale».

Una piccola polemica ha aperto il consiglio provinciale di martedì 25 marzo. I capigruppo dell’opposizione hanno lamentato livelli di approssimazione troppo alti nella bozza di bilancio presentata ai consiglieri. «Ci sono voci di bilancio della portata di uno o più milioni, composte a loro volta da più capitoli di spesa, che non sono però specificati» ha dichiarato Mauro Guerra (Pd), «già in commissione bilancio – ha rincarato Renato Tettamanti (Prc) – erano stati richiesti dei documenti più approfonditi, ma quelli a noi consegnati non aiutano ad entrare nello specifico degli ambiti di spesa, quindi chiedo un rinvio del termine per la presentazione degli emendamenti». Richiesta che non è stata accolta nella breve riunione dei capigruppo.
L’assessore Patrizio Tambini ha però così motivato la scelta di fornire ai consiglieri un documento poco approfondito: «il consiglio è libero di emendare il bilancio spostando risorse da un settore all’altro, saranno poi gli assessori interessati a decidere dove tagliare o cosa incentivare», spiegazione che non ha convinto Mauro Guerra (Pd), che ha ricordato come «il bilancio autorizzi precisi impegni di spesa, sarebbe quindi importante sapere nel dettaglio come spenderemo le risorse».
L’assessore nel presentare il bilancio si è poi soffermato a riflettere sulla questione del federalismo fiscale, sottolineando che la Provincia già lavora in quest’ottica, essendo esattrice di molte imposte indirette. «Nonostante il nostro ruolo di esattori non possiamo ridistribuire le risorse. Anche quest’anno infatti torneranno a Roma circa 9 milioni di euro sui 54 che incassiamo. E questa cifra non è legata ai nostri introiti, ma è un importo fisso che ogni anno torna allo Stato. Occorrerà aprire un dialogo con il nuovo governo per ridefinire i criteri di questo federalismo fiscale, introducendo uno strumento oggettivo per calcolare quanto le province debbano versare allo Stato».
Tra le voci a capitolo nel bilancio 2008, 300 mila euro saranno spesi per la caserma dei Vigili del fuoco a Dongo che servirà tutta la zona dell’alto lago ad oggi sprovvista di questo servizio. Saranno anche acquistate le cucine del centro di via Del Doss.
In risposta all’interpellanza presentata dalla minoranza durante la scorsa seduta consiliare riguardante i Bpt sottoscritti dalla provincia mediante strumenti finanziari derivati, l’assessore ha ricordato che i buoni hanno fruttato alla provincia nei primi tre anni 2 milioni 400 mila euro. «Con la situazione economica globale non so se sarà conveniente mantenere questi buoni, gli uffici tecnici studieranno la questione e relazioneranno in commissione bilancio. Di certo prima di venderli dovremo aspettare che questi titoli vadano bene, come per le azioni, per non perdere altri soldi».
Per l’approvazione del bilancio occorrerà aspettare la seduta di lunedì 31, o più probabilmente di martedì 1 aprile, quando verranno esaminati e votati gli emendamenti dell’opposizione. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il bilancio di Acsm

«Quello del 2007 è il miglior bilancio della storia di Acsm dalla quotazione in borsa», questo il commento sui dati dell’anno passato espresso dal presidente del gruppo Giorgio Pozzi.

Martedì 18 marzo alla sede dell’Acsm il presidente Giorgio Pozzi e il direttore generale Enrico Poliero hanno commentato i dati del bilancio 2007 dell’azienda. Il presidente ha posto l’accento sull’andamento più che positivo dei risultati raggiunti che non solo hanno superato gli obiettivi raggiunti nel 2006, ma anche gli scenari previsti dal piano industriale 2007-2010. In cifre vi è stato un aumento del margine operativo lordo del 27,9 per cento rispetto al 2006, pari a ventuno milioni di euro. Questo risultato è stato raggiunto, ha sottolineato il dirigente, nonostante il 2007 sia stato un anno in cui si sono verificati tre episodi a sfavore per l’attività dell’Acsm. Innanzitutto l’andamento climatico sfavorevole ha portato ad una diminuzione del consumo di gas, poi sono state accentuate gli interventi decisi dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ed infine è aumentata la concorrenza. Il gruppo continuerà a prestare attenzione all’ambiente, come già sta facendo, ha aggiunto Giorgio Pozzi che ha concluso dichiarando che «le discariche verranno sempre più spesso chiuse a causa dei costi economici e ambientali superiori agli impianti di termovalorizzazione. I rifiuti invece verranno sempre prodotti, altrimenti il mondo si fermerebbe».
Enrico Poliero è entrato maggiormente nello specifico analizzando i dati del bilancio 2007 e i propositi per il futuro. Per quanto riguarda la distribuzione e vendita di gas vi è stato un aumento delle vendite sia verso i privati che i pubblici. Il dirigente ha espresso soddisfazione per l’impianto di termovalorizzazione che verrà potenziato per aumentarne la produttività e portarne la capacità a 300 tonnellate al giorno dal febbraio 2009. Il piano dei rifiuti recentemente approvato in Provincia sostiene l’utilizzo dell’impianto dell’Acsm come strumento di smaltimento dei rifiuti. L’impianto di teleriscaldamento andrà potenziato per aumentarne gli utenti, che oggi sono 130, connettendo all’impianto delle “isole”, cioè dei gruppi di abitazioni, e stendendo nuove reti. Il progetto è ambizioso, ha ammesso Enrico Poliero, poiché tutta la città di Como è ad oggi riscaldata a metano. Il settore dell’acqua è quello più in crisi poiché richiede degli investimenti importanti per la manutenzione dell’impianto e perché il costo dell’acqua sottostà ad un blocco del sistema tariffario. Anche se l’Ato porterà ad un graduale aumento delle tariffe. L’Acsm, ha concluso il direttore generale, ha da sempre prodotto ricchezza per il territorio comasco e ha sempre investito e investirà sempre di più nella sicurezza e nella salvaguardia ambientale. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

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