bilancio

Consiglio provinciale di lunedì 9 maggio 2011

 12 emendamenti e qualche schermaglia tra Autonomia comasca e Pdl. Così è cominciata lunedì 9 maggio la discussione del bilancio di Villa Saporiti. Bocciati un piano provinciale per le energie rinnovabili e una serie di interventi a favore dei disoccupati. (altro…)

Il Consiglio comunale di Como di mercoledì 6 aprile

Approvato all’unanimità il prolungamento della linea 6 fino al novo ospedale S. Anna e nuovi indirizzi sul Trasporto pubblico locale tra cui il blocco degli aumenti. Inizia la discussione sul Bilancio (altro…)

Consiglio provinciale di martedì 22 febbraio 2011

No al nucleare in provincia di Como. Lo ha sancito Villa Saporiti nella seduta di lunedì 22 febbraio, a seguito di una mozione presentata dall’opposizione. All’ordine del giorno anche gli indirizzi alla Giunta provinciale per la predisposizione degli atti di programmazione finanziaria annuale e pluriennale, con le diverse “ricette” dei gruppi politici. Per Autonomia comasca «il bilancio esprime il senso dell’istituzione», mentre la Lega si concentra sui «soldi che sono finiti»; più concreta la proposta del Pd per risparmiare: meno assessori. (altro…)

Il consiglio comunale di martedì 29 aprile

È finita la discussione sul Bilancio comunale mancano solo le dichiarazioni di voto finali ed il voto conclusivo per chiudere il lungo iter di approvazione. La maggioranza fa anche l’opposizione con An contro FI. Corengia soddisfatto di essere stato chiamato fascista da Arcellaschi.

Dopo la dichiarazione preliminare di Marcello Intorno, Pd, che ha denunciato l’illegalità e la pericolosità della dichiarazione di Umberto bossi sui 300 mila uomini armati Palazzo Cernezzi ha deciso, con un ordine del giorno proposto da Luca Gaffuri, capogruppo Pd, l’intervento per recuperare e valorizzare le sezioni della Linea Cadorna, il sistema difensivo approntato durante la prima guerra mondiale, poste sulle colline della città. I consiglieri di maggioranza e minoranza si sono trovati d’accordo, su una proposta di Mario Lucini, Pd, anche sulla definizione di beni alienabili e inalienabili, ritenuti strategici, prima di procedere ad eventuali cessioni patrimoniali. Unanimità d’intenti anche sulla proposta di Marco Butti, capogruppo di An, per la messa in opera di isole ecologiche, con contenitori interrati, per la raccolta dei rifiuti e per un ordine del giorno per l’acquisizione completa del teatro Politeama, oltre che per un potenziamento della sicurezza cittadina. Una proposta del capogruppo Udc Luigi Bottone per un potenziamento dei pattugliamenti notturni, distaccamenti della polizia locale nei quartieri, avvio di accordi fra le diverse forze dell’ordine con anche il coinvolgimento «della protezione civile, del volontariato e delle guardie ecologiche». Un progetto che prevede anche «nuovi corsi educativi sulla legalità, sul rispetto del bene pubblico e sul senso civico». Approvata anche la proposta di Gianluca Lombardi, capogruppo FI, di indire una borsa di studio per gli studenti delle superiori del capoluogo più meritevoli e quella di Giampiero Ajani, Lega Nord, per attivare delle adozioni a distanza. Una proposta che era già stata approvata per il bilancio comunale dello scorso anno ma, come denunciato dal consigliere leghista, «non se ne è fatto nulla. È stato totalmente disatteso un emendamento approvato dal Consiglio comunale».
Maggiori difficoltà ha invece incontrato l’approvazione della proposta di Emanuele Lionetti, per la destinazione del dieci per cento delle assegnazioni delle case popolari alle giovani coppie italiane residenti in città, «quelle regolari», ha chiarito il capogruppo della Lega Nord. Dei vincoli essenziali per Claudio Corengia, An, per cui «queste case sono state costruite con i soldi degli italiani e devono andare agli italiani, non facciamoci portare via le case da chi è appena arrivato in questo paese». Perplessi gli esponenti del Pd: per Marcello Iantorno «la legislazione nazionale parifica sotto tutti i profili le persone svantaggiate a prescindere dalla nazionalità» e Mario Lucini ha ricordato che «ci sono già normative regionali e nazionali in proposito».
Un intermezzo fuori programma è stato il saluto al Consiglio da parte del presidente del Calcio Como Vincenzo Angiuoni, per la promozione della squadra comasca in C2, che non ha esitato ad attaccare il suo socio Antonio Di Bari, invitando tutti domenica allo stadio per «l’inizio di una nuova era». Un momento gratificante per i consiglieri che hanno ricevuto in dono il libro Como 1907-2007 Cent’anni in azzurro sulla storia del team sportivo lariano.
Dopo l’intervento di Angiuoni è scoppiata la fronda all’interno della maggioranza che si è nuovamente prodotta nel tentativo di essere contemporaneamente opposizione di se stessa. Alleanza nazionale ha sollevato dei forti distinguo sull’operato della Giunta. La proposta di allargamento di viale Geno, poi accolta come studio sulla risoluzione dei problemi viabilistici della stessa, è stata definita da Corengia provocatoria, dato che «non si sono sinora trovate soluzioni e quelle dell’amministrazione comunale sono state fallimentari e deficitarie».
Lo scontro si è acuito poi sulla proposta di Stefano Rudilosso, FI, di diminuire gli sprechi della macchina comunale, una formulazione troppo generica, definita “aria fritta” dai rappresentanti di An che hanno votato contro determinando malumori in FI.
Un duro confronto su un altro ordine del giorno proposto da Rudilosso per «limitare le nuove assunzioni all’equazione di un nuovo assunto, a tempo indeterminato o determinato, a fronte di dieci cessazioni di rapporto», un rapporto giudicato dallo stesso capogruppo dei berlusconiani troppo modesto e quindi portato a due nuovi assunti ogni dieci cessazioni. Per Corengia in questo modo si dimostra che l’80-90 per cento dei dipendenti comunali sono inutili, una deduzione che ha fatto alterare Arturo Arcellaschi, FI, che l’ha apostrofato: «Provocatore, lo stampo fascista ti è rimasto nelle vene». Soddisfatto Corengia che ha affermato di aver ricevuto «il migliore complimento del mandato».
Anche Pierangelo Gervasoni, Gruppo misto, ha difeso la proposta ricordando come nella Finanziaria si parli di un rapporto di uno a quattro e come già in passato il Comune sia riuscito a “rottamare” molti dirigenti. Decisamente contrari i consiglieri dell’opposizione: per Lucini si cerca di fare gli apprendisti stregoni, data l’impossibilità di definire in quali servizi fare tagli. Allibiti per i termini utilizzati Mario Molteni, Per Como, e Bruno Saladino, Pd, che si sono dissociati dalla scelta di “rottamare”.
Ha preso la parola il sindaco Stefano Bruni che ha ricordato come il Comune di Como abbia già lavorato per una diminuzione del personale, passando da 1007 dipendenti del 1998 agli attuali 856. «La prospettiva non può essere quella di operare con l’accetta – ha chiarito il primo cittadino – con il numero dei dirigenti che abbiamo al momento facciamo fatica ad andare avanti». Se si volesse diminuire il personale seriamente ha proseguito Bruni «il consiglio comunale deve avere il coraggio di dire che alcuni servizi vanno esternalizzati, come è stato per le farmacie. O come realizzabile ad esempio per le mense dato che nella maggior parte dei Comuni sono affidate a ditte esterne». Questa è per il sindaco «una battaglia sociale importante. Ogni riduzione assoluta del personale genera tendenzialmente una riduzione del servizio che noi non vogliamo». Il parere di Giunta è stato quindi sfavorevole all’ordine del giorno proposto dal capogruppo di Forza Italia. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 15 aprile 2008

Arrivano in Consiglio comunale le dimissioni di Giorgio Carcano già candidato sindaco di Area 2010. Terminata la discussione generale sul Bilancio nella seduta del 15 aprile è incominciato il dibattito sugli emendamenti. La Giunta è intenzionata a riqualificare i bagni pubblici di piazza Vittoria e a attrezzare un campo da rugby in via Belevedere.

Le elezioni entrano anche in consiglio comunale e dopo le dichiarazioni di appeasement del leader del Pd Walter Veltroni persino Roberto Rallo, Fi, ha auspicato per il futuro «la possibilità di un lavoro diverso con le opposizioni», mentre per Emanuele Lionetti, capogruppo Lega Nord, i risultati elettorali non modificano i rapporti all’interno della maggioranza comunale.
Una disfunzione della macchina elettorale è stata invece segnalata da Marcello Iantorno, Pd, che ha denunciato come un’elettrice comasca abbia incontrato serie difficoltà per poter votare. Una segnalazione a cui ha prontamente risposto l’assessore Cenetiempo che non potendo al questione essere esaurientemente trattata in aula si è reso disponibile per ogni chiarimento da parte dei consiglieri.
Alla fine delle preliminari Giorgio Carcano ha confermato il passaggio di testimone ad Alessandro Rapinese spiegando che la sua scelta è dovuta al «trasferimento ad un incarico più operativo, di vertice, nella società che si occuperà del polo tecnologico di Lomazzo», una nuova mansione «più utile all’interesse pubblico con un incarico più operativo e meno politico».
Sono quindi ripresi i quesiti all’assessore Colombo sul Bilancio e Silvia Magni, Pd, si è chiesta come si possa parlare di Como città turistica quando nel documento di bilancio solo lo 0,54 per cento è destinato alla promozione della città. La consigliera ha definito poi «molto vaghe e indefinite» le proposte della maggioranza per combattere l’inquinamento, così come quelle sulla raccolta dei rifiuti, soprattutto dell’umido. L’esponente Pd ha chiesto anche «come si possa già progettare una società di gestione del servizio idrico quando la Corte costituzionale non si è ancora espressa sulla legge regionale che permetterebbe la vendita degli acquedotti comunali».
Roberto Rallo ha proposto un piano di case popolari «per il futuro delle nostre genti, come lo fu il Piano Fanfani» e ha sottolineato le «eccedenze di materiale umano del nostro ente locale».
Francesco Pettignano, An, ha difeso il «nido pubblico come sinonimo di qualità, efficienza e buon servizio» riconoscendo la possibilità di rivedere i criteri per il calcolo delle tariffe. Per il suo capogruppo Marco Butti «può esserci la disponibilità al dialogo con le minoranze» e, dopo un certo scetticismo iniziale, ha sostenuto l’utilità del Progetto comunic@.
Lassessore Colombo replicando alle domande degli ultimi consigli ha ribadito più volte, a chi aveva chiesto chiarezza sulla vendita della ex Ticosa, la veridicità contabile del bilancio e a proposito della revisione delle tariffe ha espresso la filosofia della Giunta: «Non far pagare a tutti ciò di cui usufruiscono pochi». L’assessore ha cercato di fugare i dubbi sul Progetto comunic@ che «sarà istituzionale e il consiglio dovrà controllarlo». Anche le osservazioni sul rispetto pedissequo di riferimenti normativi di indirizzo di spesa, per oneri di urbanizzazione e tariffe dei servizi a domanda individuale, rientrano nel solco di una «sana e buona amministrazione». Colombo ha concluso ribaltando l’affermazione di chi ha definito il Bilancio “senz’anima” ritenendolo invece «con un’anima pragmatica».
È quindi incominciata la discussione del primo dei 28 emendamenti, con 9 ordini del giorno, che saranno al centro del dibattito comunale nelle prossime sedute. Sempre l’assessore al bilancio ha spiegato questo emendamento presentato dalla maggioranza che prevede una ridistribuzione di fondi dalla sistemazione dell’impianto sportivo di via Spartaco al campo sportivo di rugby in via Belvedere, all’acquisizione delle quote non comunali dell’ex Cinema Politeama e ad altri interventi minori tra cui la sistemazione dei bagni di piazza Vittoria e un incarico per calcolare l’indotto delle mostre a Villa Olmo. Dopo un inizio di discussione, data l’ora tarda, i lavori sono stati spostati al consiglio di lunedì 21 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 8 aprile 2008

Ancora polemiche sugli asili nido con Ezia Molinari, Fi, che vuole togliere fondi ai bambini per darli agli anziani mentre per la Lega nord devono essere aumentate le tariffe minime. Non si è esaurito neppure nella seduta del Consiglio di martedì 8 aprile il dibattito sul bilancio comunale che prevede la nascita di un nuovo giornale, Il cittadino, una sorta di Prava lariana, voce della giunta comunale diffuso come alternativa alla libera informazione ritenuta non adeguata.

Dopo un minuto di silenzio per commemorare Antonio Tagliaferri, economo comunale e poi capo di Gabinetto di ben quattro sindaci, oltre che ex segretario e membro del consiglio della Cà d’Industria, si è aperto il Consiglio comunale di martedì 8 aprile continuando la discussione sul Bilancio comunale. Per prima ha preso la parola Ezia Molinari che dopo aver sottolineato – senza tuttavia citare la fonte dei dati – come Como sia la città lombarda con il maggior numero di dipendenti per abitante e con il più alto assenteismo, ha insistito sul problema della sicurezza. La consigliera di Forza Italia si è poi concentrata sugli asili nido che «contano 480 bambini, di cui il 50 per cento nelle fasce più basse e di questi il 70 per cento extracomunitari», un costo a suo giudizio eccessivo dato che «è un dovere civico guardare alle nuove emergenze sociali di una popolazione che conta 14 mila anziani». Mario Molteni ha riconosciuto la presenza di «operazioni lodevoli in questo bilancio», come il rating con agenzie internazionali. Tuttavia per il Consigliere di Per Como un documento che prevede investimenti per 26 milioni di euro, possibili grazie ai 14 milioni derivanti dalla vendita della Ticosa e a 6 milioni di oneri di urbanizzazione dà «l’impressione della vendita dei gioielli di famiglia» senza una prospettiva per il futuro. Una posizione concorde con l’opinione di Vincenzo Sapere, Gruppo misto, per cui «stiamo vendendo le ricchezze accumulate negli anni dal buongoverno del passato». Molteni ha chiesto chiarezza sul progetto Comunic@ che, come recita la Relazione revisionale e programmatica 2008-2010, «nasce dall’esigenza di poter fornire ai cittadini del capoluogo in breve tempo e in modo completo le informazioni sulle principali attività ed iniziative della pubblica amministrazione direttamente impegnata a gestire i temi della vita quotidiana, esigenza difficile da soddisfare utilizzando la sola mediazione degli organi di informazione locale per le loro libere scelte editoriali non orientate alla diffusione specifica e completa di informazioni di servizio». L’ambiziosa iniziativa editoriale del centrodestra intende sviluppare informazioni “specifiche e complete”, passate col placet comunale, che verranno date ai cittadini attraverso un serie di canali: il periodico cartaceo, Il cittadino che avrà dieci numeri annui, e-mail giornaliere e sms. Sull’argomento è intervenuto anche Bruno Saladino, Pd per denunciare come «non ci sarà nessuna possibilità di controllo, visto che l’Ufficio stampa del Comune è inteso solo come strumento di diffusione degli atti della giunta». Roberta Marzorati ha prima di tutto dato il benvenuto alla ventina di genitori di bimbi di asili nido, scuole materne ed elementari presenti fra il pubblico del Consiglio, poi ha attaccato il bilancio proposto chiedendo come mai si faccia riferimento ad un recupero, con le rette, dei costi del 36 per cento quando questo «è previsto dalla legge solo per enti locali in dissesto finanziario o strutturalmente deficitari». Per la consigliera di Per Como: «Se non si riesce a mantenere le strutture comunali che si dichiari il dissesto, altrimenti fare riferimento a questa legge è del tutto arbitrario». Per Vittorio Mottola, Pd, il differimento dell’aumento tariffario del 5 per cento da ottobre a gennaio è stato solo un elemento di facciata in conseguenza della raccolta firme fra i genitori. Bruno Magatti rifiutando la logica della contrapposizione bambini-anziani si è rivolto alla Molinari dichiarando provocatoriamente: «la mamma del bambino dell’asilo fa la badante a tuo padre» e, entrando nel merito della questione economica, ha ricordato che le spese per gli asili nido nel complesso del bilancio non arrivano al 2 per cento. Il consigliere di Paco si è poi scagliato contro una serie di progetti, come lo studio di prefattibilità di un posteggio sublacuale a S. Agostino, che non vengono mai attuati e riproposti tutti gli anni. Donato Supino, Prc, ha ricordato come le periferie, che «danno il maggior gettito fiscale, avendo più abitanti, abbiano il minor riscontro dal bilancio, con interventi poco significativi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega nord, ha definito tutte le proposte dei consiglieri di minoranza «la classica logica del no», e ha ribadito che vanno alzate le tariffe minime dei servizi a domanda individuale. Il suo compagno di partito Gianpiero Ajani, dopo aver rimproverato «il malvezzo di approvare un bilancio ben oltre un quadrimestre da quando dovrebbe essere per logica approvato», ha spiegato come dei 15 milioni di fondi che arrivano dalla stato al Comune quattro tornino indietro e ha messo in evidenzia come la sola voce di bilancio Adeguamento sicurezza delle strutture scolastiche per 3 milioni annui venga continuamente riproposta senza trovare una reale applicazione. La continuazione della discussione è stata rimandata a dopo le lezioni, il 15 aprile o addirittura più in là. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 3 aprile 2008

Surrogato il dimissionario Giuseppe Santangelo con Pierangelo Gervasoni è iniziato il dibattito sul bilancio nel consiglio comunale di giovedì 3 aprile. Al centro del dibattito asili nido e adeguamenti tariffari sui servizi a domanda individuale.

Il primo atto del consiglio comunale di giovedì 3 aprile è stato la surroga del consigliere Giuseppe Santangelo, Udc, da parte di Pierangelo Gervasoni che ha subito dichiarato di aderire al Gruppo misto, pur restando nella maggioranza con cui ha condiviso e continua a condividere il programma. È stato anche superato il problema della sua incompatibilità, con la carica di consigliere d’amministrazione Spt, data la sua dichiarazione di avere già presentato le proprie dimissioni dall’organo dirigenziale della società di trasporti comasca.
Si è così discusso il bilancio, che viene approvato attraverso differenti delibere, di cui deve anche essere votata l’eseguibilità. È proprio sull’eseguibilità della prima delibera approvata si è arenato il consiglio. Visto il rarefarsi di presenze nei banchi della maggioranza, la minoranza in consiglio comunale ha protestato per la scarsa attenzione da parte di chi governa la città in un momento cruciale come quello del bilancio cittadino. Il presidente del consiglio ha così richiamato all’ordine i consiglieri comunali di maggioranza ricordando che «quando si vota si prega di rimanere in aula» e riconoscendo che «le minoranze hanno garantito più volte il numero legale, la maggioranza stia attenta per costruire una discussione costruttiva sul bilancio».
Sulla delibera riguardante il bilancio di previsione Donato Supino, Prc, ha posto in primo piano il problema della casa e degli alloggi popolari, oltre che la definizione di una priorità degli interventi comunali che rischiano altrimenti di essere posticipati di anno in anno una volta finiti i fondi. Per il consigliere di Rifondazione i soldi ricavati dalla vendita della Ticosa devono essere destinati «in buona parte alla questione abitativa, ai giovani ed agli anziani».
Proprio le entrate provenienti dalla vendita dell’area della ex Tintoria comense sono state al centro del discorso di Bruno Magatti, Paco, per cui «nessuno sa se questi fondi potranno essere acquisiti quest’anno. A parole sarebbero dovuti entrare nelle casse comunali già l’anno scorso. Inoltre i 14 milioni e mezzo fanno riferimento ad un contratto di due anni fa, una cifra che viene erosa dall’inflazione perdendo di valore continuamente». «Il bilancio regge solo grazie alla vendita di parte del territorio» ha aggiunto il consigliere di Paco, che ha rincarato la dose ricordando come i servizi a domanda individuale vedranno una crescita delle tariffe del 10 per cento. I livelli di copertura dei costi per questi servizi sono del 46 per cento, un dato che crolla al 7 per cento per gli impianti sportivi: «Una contraddizione evidente quando si approva la costruzione del nuovo villaggio dello sport e tenendo presente che le strutture vengono date in gestione a società che hanno i loro interessi economici» ha aggiunto Magatti che ha concluso facendo una battuta «Speriamo in Sant’Expo 2015!».
Il consigliere Pd Marcello Iantorno si è invece detto amareggiato da «un aspetto di mercanteggiamento non da poco» sul bilancio, per cui «siamo costretti a patire per cercare di ottenere piccole concessioni». Ha poi riportato l’attenzione sul problema degli adeguamenti tariffari per i servizi a domanda individuale che vedranno un «aumento dell’uno per cento al mese». Un argomento questo che ha destato l’interesse anche di altri consiglieri. Carlo Ghiri, Gruppo misto, ha spiegato nord, sull’argomento ha voluto esplicitare che le tariffe vanno adeguate anche perché «non esiste una città in Lombardia in come le fasce più deboli negli asili nido siano in maggioranza rappresentate da cittadini extracomunitari «sono stati fatti degli errori nel permettere l’immigrazione di persone non in grado di mantenersi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega cui vi siano tariffe da 9 euro». Per Pasquale Buono, Fi, «l’aumento delle tariffe dobbiamo farlo, dato che non sono state aumentate dal 2003». Per Dario Valli, Area 2010, invece il costo di 5 mila euro l’anno per i circa 500 bambini deve far riflettere sulle priorità comunali «è civicamente giusto privilegiare questo settore, quando invece tanti anziani hanno bisogno di assistenza?». Ha concluso la serata Franco Fragolino, Pd, per cui il sistema tariffario va rivisto in un’ottica di ridefinizione complessiva delle tariffe dato che «il sistema è supportato e sopportato da circa 180 famiglie della fascia media e c’è ancora chi paga in base all’Irpef e non all’Isee». Le risposte dell’assessore Alessandro Colombo e il dibattito riprenderanno martedì 8 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di martedì 1 aprile

Esaminati gli emendamenti di maggioranza e opposizione al bilancio nel consiglio provinciale di martedì 1 aprile: l’università avrà altri tre stabili, solo 200 mila euro per la variante alla Tremezzina, mentre resta nel Piano triennale delle opere pubbliche la Garibaldina bis.

È iniziato con quaranta minuti di ritardo il consiglio provinciale di martedì 1 aprile, in cui si sono discussi e votati gli emendamenti proposti da maggioranza e opposizione.
Ivano Bianchi, capogruppo Lega Nord, ha aperto la seduta illustrando i due emendamenti che portano la sua firma. Il primo prevede il recepimento dei contributi per l’ampliamento del Polo Universitario di Como, che saranno utilizzati per la costruzione degli ultimi tre lotti mancanti, mentre il secondo emendamento mirava ad incassare dai Comuni interessati dalla variante alla Tremezzina la somma di 50 mila euro per completare la fase di progettazione dell’opera.
Se la prima proposta ha incontrato il voto favorevole di tutto il consiglio, alcuni dubbi sono sorti sulla legittimità della seconda.
«L’accordo di programma definitivo sull’opera non è ancora stato firmato! – ha tuonato Mauro Guerra (Pd) – Si vuole incassare una cifra per cui nessun Comune della Tremezzina ha ancora dato il via libera!». Il consigliere ha poi ricordato l’impegno preso dal consiglio, con una mozione votata all’unanimità, in cui la Provincia avrebbe dovuto prevedere nel bilancio la quota per completare la progettazione della Tremezzina. Somma che però non compare nel documento finanziario 2008.
Visto l’imbarazzo dell’assessore alla viabilità Pietro Cinquesanti, il compagno di partito e firmatario dell’emendamento ha deciso di ritirare la proposta.
Stessa sorte per il terzo emendamento, proposto dalle minoranze, che mirava al potenziamento dell’ufficio legale interno rendendolo qualificato a rappresentare la Provincia in giudizio. La giunta, come comunicato del presidente Leonardo Carioni, sta già lavorando ad un progetto simile e ciò ha indotto il primo firmatario Mauro Guerra a ritirare l’emendamento per trasformarlo in un ordine del giorno.
Oggetto del quarto emendamento invece il futuro ruolo della Provincia. «Se vogliamo creare un’istituzione leggera – ha spiegato Mauro Guerra – che sappia coordinare e programmare le realtà locali, dobbiamo incentivare l’associazionismo e la cooperazione intercomunale. Non con misure una tantum, ma tramite un quadro complessivo di servizi di assistenza, come proponiamo con questo emendamento». I 90 mila euro per l’operazione sarebbero stati sottratti alle voci di spesa per la rappresentanza istituzionale e per i grandi eventi, ma l’emendamento è stato bocciato con 21 voti contrari e 6 favorevoli.
Salta anche l’emendamento sulla tessera unica intermodale per i residenti in provincia, dopo l’annuncio di un progetto simile a cui starebbe lavorando la giunta. Se ne discuterà nella seduta di mercoledì quando le minoranze presenteranno un ordine del giorno sul tema.
Respinto invece l’emendamento che eliminava dal Piano triennale delle opere pubbliche la Garibaldina bis, che incide sul bilancio per oltre 5 milioni. Le ragioni dell’emendamento, per la minoranza, stanno nella contrarietà al progetto espressa dalle comunità locali e delle amministrazioni, che difficilmente accetteranno di firmare l’accordo di programma per l’opera.
Stesso esito per la proposta di recupero dei fondi per la variante alla Tremezzina tramite un taglio orizzontale dell’uno per cento su tutte i capitoli di spesa sulla prestazione di beni e servizi. «Ho presentato quest’emendamento provocatoriamente – ha spiegato Mauro Guerra – perché non è possibile che dopo l’impegno preso con la mozione non si siano trovati i 400 mila euro che servono a concludere la fase di progettazione. È impensabile che queste risorse siano messe dai Comuni».
I fondi per la variante sono infine arrivati con l’approvazione del nono emendamento, che però prevede solo la spesa di 200 mila euro per concludere la fase di progettazione.
Con la concessione di una nuova discarica a un privato la Provincia suppone poi di incassare nel 2008 300 mila euro, che grazie ad un emendamento di Giancarlo Galli saranno destinati ai Comuni come contributi per dare consulenza sulla progettazione delle V.a.s. e la redazione dei propri Piani energetici ai comuni che ne facciano richiesta.
Sempre Giancarlo Galli con il suo ultimo emendamento ha voluto rimarcare la sua idea di Provincia moderna, che per meglio organizzare i servizi pubblici di sua competenza dovrebbe sfilarsi dalla gestione delle partecipate. «L’interesse pubblico coincide con il libero competere delle imprese e non con la proprietà provinciale. Anche l’opinione pubblica chiede che le istituzioni escano dalle partecipate per esercitare meglio il loro ruolo di controllo e progettazione». L’emendamento approvato spinge per una riflessione sulla partecipazione alle società di servizi pubblici, lasciando intendere la possibilità di vendere le proprie quote. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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