bilancio

29 maggio/ Assemblea soci/e di Arci Xanadù

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L’assemblea dei/ delle soci/e del circolo Arci Xanadù, inizialmente prevista per la sera di martedì 15 maggio alle 20,30 allo Spazio Gloria, è stata posposta alla sera di martedì 29 maggio, nella stessa sede, allo stesso orario. (altro…)

Maggioranza scissa

COMO COMUNE 3Cresce la fronda contro la Giunta Lucini durante la discussione del Bilancio. Favara si candida alle primarie.

 

Molti gli interventi nella ripresa della fase di dibattito nelle due sedute di mercoledì e giovedì 11 e 12 maggio a Palazzo Cernezzi, soprattutto, come di consueto dell’opposizione, ma anche parte della maggioranza, con differenti sfumature, ha preso la parola per attaccare l’operato della Giunta.

«L’assessore Frisoni non ha messo in atto il percorso deciso l’anno scorso dal Consiglio comunale – ha attaccato Laura Bordoli, Ncd –, non siamo stati coinvolti nella formazione del Bilancio e anche il Bilancio partecipativo non è stato attuato». «La vendita delle farmacie ha portato a una riduzione delle entrate correnti di 250mila euro» ha aggiunto ricordando il trattamento delle dipendenti, licenziate e poi riassunte dal Comune. «Nel 2015 sono avanzati 33 milioni che non sono stati utilizzati?» ha chiesto Enrico Cenetiempo, Gruppo misto, in attesa della risposta nell’intervento di chiusura della discussione. «Avete sempre parlato de vincoli del Patto di stabilità e quest’anno non c’era, era l’anno jolly – ha incalzato Alessandro Rapinese, Adesso Como – non spendete perché siete degli incapaci». «Ma i dati sulle alienazioni sono attendibili? ha chiesto Diego Peverelli, Lega, ricordando il fallimento del programma di alienazioni. «Per fortuna c’è Fondazione Cariplo che interviene su Villa Olmo se no non ci sarebbe nessuna scelta strategica per la città» ha aggiunto Anna Veronelli, Fi. Sulla ex Ticosa ha preso invece la parola il leghista Giampiero Ajani «e sulla cella 3 quando si vedrà la fine? Sono quattro anni che ci stiamo baloccando». Roberta Marzorati, Per Como, ha ripercorso la genesi del progetto della casa alloggio di via Volta, che ha visto andare deserto il bando per l’assegnazione, esternando la propria tristezza e delusione per il fallimento del progetto con un appello all’abbassamento dei toni e al confronto. Citando il caso dei posteggi per moto in via Rubini Luca Ceruti, M5s, ha ricordato i litigi fra i dirigenti comunali e la mancata attuazione di una partecipazione dei cittadini al bilancio disattendendo «una mozione votata nel 2013 e un successivo ordine del giorno che ha cercato di reintrodurlo».

Ma attacchi sono venuti anche dalla maggioranza per prima Eva Cariboni, Amo la mia città, ha iniziato denunciando la «superficialità e frettolosità programmatica e progettuale» dell’Amministrazione. Il primo di una serie di affondi sui fallimenti come la creazione del Punto unico di cottura. «Sembra si sia concentrati sul mezzo, il progetto, e non sul fine, l’obiettivo» ha aggiunto chiedendo di sentire i cittadini per non farli sentire sudditi. Una stoccata anche sugli interventi in città «dietro i quali si fa veramente fatica a trovare un obiettivo di fondo». Unico punto positivo per la consigliera il tentativo di mantenere la spesa sociale e l’impegno per la ristrutturazione straordinaria delle strutture scolastiche comunali. Vito De Feudis, Pd, ha ammesso «a volte condivido le cose dette dalla minoranza» anche se poi ha citato alcuni interventi attuati dalla maggioranza, per prima l’introduzione delle assemblee di zona. A spada tratta è intervenuto Giacchino Favara, Pd, che, citando Dante, ha esordito rivolto al sindaco dicendogli di aver smarrito la retta via, ha parlato di «errori di gestione» del cantiere delle paratie, ha attaccato sulle scelte, fallite della Giunta: « Le proposi circa un mese fa un patto di fine legislatura, senza la svendita di Acsm o il Punto unico di cottura». Il consigliere democratico si è detto contrario anche al rifacimento delle piazze in città murate «forse non tutte erano da rifare» e sulla ex Ticosa ha aggiunto «si sono spesi 6 milioni di euro senza prospettiva». Una serie di critiche serrate, che non faranno comunque votare contro al documento al consigliere, che terminando il discorso ha rivendicato l’appartenenza al Partito democratico, «sono stato uno dei fondatori», e ha lanciato una sfida a Lucini invitandolo ad un confronto nell’ambito delle primarie per definire il prossimo candidato sindaco per il centrosinistra.

In difesa dell’operato dell’Amministrazione sono intervenuti il capogruppo del Pd Andrea Luppi denunciando l’inizio della campagna elettorale. Un elenco di cose fatte, anche gli asfalti, l’ammissione di «un eccesso di fiducia negli uffici», e una conclusione: «non così tanti sentono così lontani questo sindaco e questa Giunta». «Facciamo un giro per qualche giorno assieme e mi faccia vedere cosa avete fatto e incontrare questi cittadini così favorevoli» la sifa subito lanciata da Veronelli. Mario Forlano, Como civica, ha difeso l’operato del Coordinamento comasco per la Pace elencandone le attività, mentre Andrée Cesareo, Pd, ha stilato un altro elenco di cose fatte. Dal bike sharing agli interventi per la riduzione del traffico «a favore di ciclisti e pedoni», l’approvazione del Pgt e la sua variazione. «Costa molto mantenere il livello dei servizi sociali, ma l’abbiamo fatto» ha aggiunto la consigliera, con cui ha concordato Celeste Grossi, Paco-Sel, «è una scelta politica non cercare il pareggio di bilancio nei servizi a domanda individuale». «Alle persone non frega niente delle beghe interne e dei personalismi» ha concluso con un affondo Cesareo.

A tutti ha replicato l’assessore Frisoni che ha precisato, tre l’altro, come non ci siano effettive disponibilità di bilancio ma soldi accantonati per progetti che non si sono ancora realizzati «sono 8-10milioni in conto capitale ogni anno, quelle opere sono lì ci sono» e si è speso per il coordinamento comasco per la Pace «rispetto chi educa i giovani alla tolleranza, alla diversità, alla convivenza».

Dato il Regolamento la discussione sul Bilancio di previsione 2016 è stato accantonato avendo i consiglieri tempo fino al mezzogiorno del secondo giorno lavorativo per presentare emendamenti e alle 23 è cominciata, non senza qualche problema tecnico la sola presentazione, niente domande di chiarimento, come da accordi dei capigruppo, del Bilancio consuntivo 2015. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Non c’è Pace in consiglio

3 COMO COMUNEMinoranze contro il documento di Bilancio.

 

Preliminari

Sola, nelle preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 9 maggio, è intervenuta Laura Bordoli, Ncd, che dopo aver posto il problema della fila di tavolini fatta togliere agli esercenti in piazza duomo si è scagliata contro la scelta di chiudere l’asilo di Camerlata «per avere un risparmio di 80mila euro», una cifra risibile per la consigliera viste le varie progettazioni e interventi come «i poggia schiena per le panchine di viale Geno, avete capito solo ora che sono scomode».

 

Bilancio

Dopo una subitanea sospensione chiesta da Diego Peverelli, Lega, per confrontarsi con gli altri rappresentanti delle minoranze, è incominciato il dibattito sul documento di bilancio presentato dalla Giunta.

Scontata la contrarietà dell’opposizione ce ha elencato gli insuccessi dell’amministrazione. «Per governare serve aderenza alla realtà, non basta essere brave persone erudite» ha attaccato Roberta Marzorati, Per Como, schieratasi, anche lei, contro la chiusura dell’asilo di Camerlata: «È stato ristrutturato da poco e una volta chiuso sarà difficile riaprirlo». Sui tavolini in piazza duomo è intervenuto anche Enrico Centiempo, Gruppo misto, che ha fatto un affondo su piazza Volta, «siete intervenuti dove c’era meno bisogno», e ha concluso contestando la gestione del ripristino della ex polveriera di Albate. Francesco Scopelliti, Gruppo misto, ha invece ricordato le proteste sindacali aprodate in aula negli ultimi tempi, dai lavoratori Asf alle educatrici degli asili e ha incalzato «si risparmiano 80mila euro a Camerlata, quando, vado a memoria, la ristrutturazione è costata 380mila euro, e vengono spesi 13mila euro l’anno per l’adesione al Coordinamento comasco per la Pace».

Ha elencato una serie di problemi Marco Butti, Gruppo misto, «merci in centro non va certo bene, Villa Erba è stato ammesso non ha un piano industriale, l’illuminazione pubblica è un problema». Il consigliere di Fratelli d’Italia ha quindi ribadito la necessità si un controllo sulle fideiussioni e lanciato l’allarme per i controlli notturni della polizia locale «speriamo che rimangano almeno due giorni a settimana». «E il parco di Villa Giovio che doveva essere sistemato – ha aggiunto Peverelli – l’è lì tal qual [è lì uguale a prima] e la Ticosa? Si è visto ora anche cosa è successo al Santarella». Mentre per l’associazione al Coordinamento comasco per la Pace «hin danè butà via [sono soldi gettati via]». Ha ricordato il nido di Camerlata anche Ada Mantovani, Adesso Como, e il fallimento del Punto unico di cottura, oltre alle pochissime entrate dalle strutture sportive comunali e dai musei, e alla mancata organizzazione della mostra a Villa Olmo. Si poteva chiedere all’ex assessore e ora consigliere di opposizione di Forza Italia Sergio Gaddi un aiuto, il suo pensiero, «sono consapevole di quello che poi sarebbe uscito sui giornali, ma sarebbe stato per il bene della città». E fatta sua la proposta di Eva Cariboni, Amo la mia città, di utilizzare i proventi della tassa di soggiorno per ristrutturare il Politeama, ha lanciato un appello per il cantiere delle paratie. Riconoscendo quanto onestamente fatto dal’amministrazione ha chiesto un passo indietro per lasciare gestire la partita a Regione Lombardia, sperando così di trovare una soluzione.

Unico a favore Luigi Nessi, Paco-Sel, che ha ricordato la situazione economica non brillante e la necessità dell’integrazione degli immigrati da vedere come una risorsa per la città. Il consigliere ha ammesso poi un problema di comunicazione nella spiegazione della scelta di chiudere la struttura di Camerlata: «Bisognava scegliere fra Lora e Camerlata e si è pensato fosse più facile da Camerlata poter trasferirsi in via Giussani, che da Lora scendere in centro. Speriamo nella riapertura con l’attivazione della cittadella della salute e l’apertura del centro commerciale».

Sopesa la seduta poco prima della mezzanotte la discussione riprenderà mercoledì 11 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il bilancio di previsione presentato alla città

Il bilancio di previsione del Comune di Como per il 2014, ancora in fase di approvazione, è stato presentato pubblicamente dal sindaco, Mario Lucini, anche assessore al bilancio ad interim, in Biblioteca Comunale, nella serata di venerdì 18 luglio.

Complice sicuramente la stagione estiva, ma anche una certa disaffezione per i tempi lunghi dell’amministrazione locale, all’incontro non era presente un folto pubblico, anzi. Soprattutto, mancavano cittadine e cittadini quasiasi, essendo i presenti quasi tutti addetti ai lavori, interessati ad ascoltare una estesa spiegazione da parte del sindaco al di fuori della ritualità delle sedute consiliari.

In effetti la spiegazione di Lucini è stata ampia e articolata, e in generale piuttosto chiara, anche tenuto conto dei bizantinismi a cui la normativa della pubblica amministrazione costringe tutti coloro chi vi si cimentino.

In apertura il sindaco ha tenuto a sottolineare il momento particolarmente difficile per le amministrazioni locali, costrette dallo stato centrale a fare “da banca” in un momento in cui certo la liquidità non abbonda, e per di più costrette a tener dietro affannosamente ai continui cambiamenti di regole, tanto che Lucini ha dichiarato apertamente che è impossibile approvare il bilancio in tempi ragionevoli a fronte di continui rinnovamenti nei regolamenti tributari, tanto che il termine per approvare il bilancio preventivo 2014 è stato ulteriormente differito a settembre (!) anche se il Comune di Como conta di farcela entro fine luglio.

Nella selva di schemi, di tabelle, di cifre presentate (in più di un’ora di serrata spiegazione), Lucini ha sottolineato alcuni elementi: le difficoltà derivanti dal saldo negativo sul fondo di solidarietà (dovuto a “differenze imperscrutabili” – testuali parole – nel trattamento tra città e città) e ovviamente dal patto di stabilità, la costante diminuzione delle spese per il personale (non priva di effetti negativi sull’efficienza della macchina comunale) mentre si registra un aumento delle spese per prestazione di servizi, la decisione di incrementare comunque, per qualche settore. la quota degli investimenti (“non è possibile – ha detto Lucini – evitare di rispondere ad alcuni bisogni concreti della popolazione) il che si è riflesso in un aumento di 2 milioni di euro di spese per il settore sociale e di 500 mila euro per la viabilità e la manutenzione di strade e edifici pubblici. Ha quindi difeso la scelta della dismissione di parte del patrimonio pubblico (per circa 22 milioni di euro) per reperire una quota sostanziale dei fondi da investire (che ammontano complessivamente a circa 26 milioni di euro): a chi obiettava che si sono cedute e si cedono anche proprietà che garantirebbero un reddito, ha risposto “i gioielli di famiglia si vendono quando c’è bisogno, quando è l’unico modo per tirare avanti”.

Nel dibattito seguito all’esposizione, da alcuni interventi è venuto l’invito (un po’ di maniera, a tratti) a sfruttare le difficoltà per andare avanti e rinnovare radicalmente modi e metodi dell’amministrazione locale, ma più spesso si è scivolati su domande riguardo a ciò che si è o non si è fatto (inevitabili gli accenni alla ZTL…) lasciando le questioni del bilancio sullo sfondo.

Alla fine di una serata impegnativa, la sensazione è stata di uno sforzo di comunicazione tutt’altro che inutile, ma purtroppo poco sentito dalla città. La partecipazione, evidentemente, non è un costume per l’estate. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Mario Lucini durante la presentazione in Biblioteca.

BilancioComunale

Ancora sulle aliquote

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi affronta quasi tutti gli emendamenti, approvati solo un paio. Uno di parte della maggioranza, modificato, e due dell’opposizione.

 

Bocciate quasi tutte le proposte delle minoranze alla proposta di delibera presentata in aula nel Consiglio comunale di Como di martedì 15 luglio, ripreso sulle aliquote delle imposte comunali. Non sono passate, tra le altre, le proposte di Laura Bordoli, Ncd, per l’esenzione Imu per le seconde case date in comodato a parenti stretti, «come ha fatto il Comune di Albavilla» ha sottolineato Anna Veronelli, Fi, o di una contribuzione per la Tasi degli affittuari, troppo macchinoso per il sindaco Mario Lucini intraprendere una operazione che vedrebbe poi il singolo cittadino dover poi versare importi minimi. Bocciata anche la proposta di Marco Butti, Gruppo misto, per una aumento dell’Imu sulle seconde case il cui introito sarebbe stato propedeutico alla sistematizzazione di nuovi scaglioni Irpef, una proposta che ha raccolto il solo sostegno di Gioacchino Favara, Pd, e del Movimento 5 stelle, astenuti Paco-Sel, Lega e Veronelli, contrari il resto di maggioranza e opposizione. Bocciate le proposte della Lega per riduzioni della Tasi a chi venga ricoverato in casa di riposo, bocciatura che a fatto adirare Diego Peverelli, o si sia separato: «Rientrano già, una a norma di legge e l’altra perché l’abbiamo deciso noi, nell’esclusione del pagamento dell’Imu sulla prima casa – ha spiegato il sindaco –, non si capisce perché raddoppiare le agevolazioni a queste particolari fattispecie».

Sono passate invece le proposte di Butti per un aumento dell’aliquota per istituti di credito, banche e grandi supermercati (l’emendamento 3), di Ada Mantovani, Adesso Como, di sconto per quegli immobili ceduti con contratto di comodato a titolo gratuito al Comune di Como per nuclei familiari in difficoltà (l’emendamento 7), e quella di Vincenzo Sapere, Paco-Sel, per un aumento della Tasi sulle case invendute: «Che dovrà servire ad elevare l’esenzione all’Irpef per le fasce più deboli». Un emendamento che la maggioranza ha accolto solo dopo un subemendamento, presentato da Italo Nessi, Como civica, che ha ridotto l’importo della maggiorazione «dal 2,5 per mille a 1,5 per mille». Una proposta che ha fatto superare la titubanza iniziale del primo cittadino «ritengo si debba avere attenzione per quella fetta del mondo dell’economia, l’edilizia, che più di tutti è in sofferenza per la crisi» ha dichiarato aggiungendo poi che con la modifica al ribasso l’imposta ha un peso sostenibile (l’emendamento 8). Alla mezzanotte mancavano ancora da discutere un emendamento e un ordine del giorno che verranno trattati, con le dichiarazioni di voto e voto finale, giovedì 17 luglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Presentato il bilancio 2013 alla cittadinanza

BlogBilancio02Per la prima volta a Como una giunta ha presentato il bilancio preventivo in un incontro aperto alla cittadinanza. L’appuntamento arriva dopo un percorso cominciato sette mesi fa con il gruppo Economia, bilancio e partecipazione. Il documento di previsione,  nonostante la crisi e il taglio significativo dei finanziamenti da Roma, non prevederà un aumento delle tasse. (altro…)

Proteste e fallimenti: 2012 anno nero per il commercio comasco

camera commercioLa Camera di commercio di Como traccia un bilancio, purtroppo negativo, dell’anno 2012. Sono cresciuti i ritardi nei pagamenti: +10,29% di titoli protestati rispetto al 2011, e sono aumentati anche i fallimenti,  + 12,60 % rispetto al 2011 (altro…)

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