Cantù

Quadri di un’Expo per il Teatro San Teodoro di Cantù

Domenica 29 gennaio, alle ore 21, verrà inaugurata la Stagione Sinfonica del Teatro San Teodoro di Cantù, recentemente ristrutturato e riportato all’uso della comunità. Per la prima volta in tempi “moderni”, quindi, il teatro si aprirà alle note sinfoniche, con il primo di una serie di concerti eseguiti dall’Orchestra Sinfonica del Lario. Con la direzione di Pierangelo Gelmini l’orchestra, ormai da parecchi anni punto di referimento per l’attività musicale del territorio, eseguirà i Quadri di un’esposizione di Mussorgskij (nell’orchestrazione di Rimskij-Korsakov), l’Intermezzo di Madama Butterfly di Puccini e due piccole sorprese, il tutto legato all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, ovviamente pensando anche alla prossima Expo del 2015.

300 canturini non razzisti

Non bastano, sabato 25 ottobre,  37 associazioni aderenti all’iniziative per riempire la piazza XX settembre. Un presidio storico che ha dimostrato la capacità della società civile canturina di opporsi a provvedimenti razzisti e xenofobi, ma non riesce a coinvolgere l’intera città nella lotta contro la barbarie dei provvedimenti della Giunta Sala.

Una bella festa, con tutti i colori della solidarietà canturina, con i volti noti dell’impegno sociale del volontariato, dei sindacati e dei partiti dell’opposizione. Una festa civile con la presenza forte e significativa di cittadini immigrati impegnati nella difesa di diritti che sono alla base del vivere civile di tutti non solo degli “stranieri”.
Grande coesione tra gli organizzatori, creatività e competenza nel contestare i provvedimento assurdo e unico in Italia del telefono verde anti immigrati, attacco ai diritti e alla dignità della parte più debole della società.
Un momento importante capace di essere emblematico e simbolico di una Cantù non razzista nella quale l’incontro tra le culture ha avuto persino la concretizzazione in un piatto meticcio, polenta e cuscus, distribuito gratuitamente ai partecipanti.
Si sono susseguiti gli interventi tutti ugualmente applauditi dei vari promotori dell’iniziativa, ma tra le persone, insieme alla soddisfazione di essere riusciti per la prima volta a dire no in piazza a provvedimenti incivili, anche il rammarico di non riuscire a coinvolgere fino in fondo la maggioranza civile della città che invece è in buona parte risultata assente.

Un video sull’iniziativa sarà disponibile sul sito AltraComo.it 

Cambiare la delibera razzista e xenofoba di Cantù

Il direttivo del Coordinamento comasco per la Pace, alla vigilia della manifestazione di sabato 25 ottobre a Cantù, ha inviato una lettera aperta alla sindaco del Comune di Cantù chiedendo: «Una discussione critica sulla scelta fatta e di riprendere quindi il dialogo con le associazioni canturine al fine di arrivare ad una diversa e migliore modalità di intervento». Il testo della lettera a Tiziana Sala.

«Il direttivo del coordinamento comasco per la pace constata con rammarico il clima venutosi a creare in città soprattutto nei riguardi di alcune associazioni operanti sul territorio in conseguenza dell’iniziativa intrapresa dalla Giunta di Cantù nei confronti degli stranieri senza permesso di soggiorno.
Riteniamo anche che la modalità e la scelta di un’azione di questo tipo non siano realmente confacenti con gli intenti dichiarati.
La delibera assunta e le successive dichiarazioni alla stampa rischiano invece di accrescere la paura e il senso di insicurezza dei cittadini canturini, rimarcando il luogo comune del binomio immigrato (clandestino) = delinquente.
Pensiamo che se il Comune di Cantù vuole porsi contro lo sfruttamento, il degrado sociale e intraprendere iniziative di concreto aiuto alle persone può trovare molte altre strade per farlo e soprattutto in sintonia e attraverso un confronto con le associazioni che già agiscono in tal senso nel Comune5stesso.
Sappiamo bene quanto i ruoli dell’Amministrazione e quelli delle realtà associative siano differenti; tuttavia dato che il nostro Coordinamento da undici anni è impegnato a svilupparne le sinergie, siamo preoccupati per la piega presa dai fatti e, soprattutto, per il tipo di atteggiamento critico assunto dalla sua amministrazione nei confronti delle realtà associative che hanno manifestato il proprio dissenso sulla delibera.
Non abbiamo per esempio apprezzato il riferimento ai contributi erogati dal Comune alle associazioni, sia per il tono che poteva sembrare ricattatorio che per il merito in quanto non si tratta di elargizioni, ma di pagamenti di servizi molto utili per la comunità.
Riteniamo infine che una questione come quella dell’immigrazione per la sua delicatezza e complessità non si possa e non si debba affrontare solo con delibere e comunicati stampa. Meglio sarebbe intraprendere un lavoro di concerto tra l’amministrazione, le realtà associative e la cittadinanza al fine di contrastare non solo l’illegalità, ma anche la crescente marginalizzazione che stranieri, regolari e non, e italiani sono costretti a vivere.
Chiediamo a Lei e alla sua amministrazione di accettare una discussione critica sulla scelta fatta e di riprendere quindi il dialogo con le associazioni canturine al fine di arrivare ad una diversa e migliore modalità di intervento.
Come associazione per la pace e la convivenza dei popoli siamo da sempre impegnati contro ogni forma di razzismo e xenofobia e speriamo che anche la sua amministrazione non voglia che la sua iniziativa assuma un carattere di questo tipo.
Disponibili a darLe tutta la collaborazione possibile per favorire l’incontro e il confronto tra amministrazione e associazioni ci auguriamo che con questa modalità potrà adottare provvedimenti migliori e capaci di generare concordia e accoglienza nella comunità canturina».

Sono canturino non razzista

Presidio contro il telefono delatorio sabato 25 ottobre alle 15 in piazza XX settembre a Cantù.

Proseguiranno a Cantù le iniziative, dopo l’ottimo riscontro che ha avuto della raccolta firme Dico NO alla delibera della Giunta comunale di Cantù, che ha visto l’adesione di centinaia di cittadini seguendo lo slogan “Sono canturino NON razzista”, per “una chiara posizione contro il razzismo – come si legge nel testo comune redatto dalla trentina di associazioni aderenti alla campagna – Abbiamo deciso di esprimere la nostra contrarietà alla delibera del Comune di Cantù”.
“Nonostante ciò che dice il sindaco, buttare fuori di casa i migranti irregolari non favorisce “una opportuna regolarizzazione della loro situazione”” si legge nel comunicato diffuso che critica l’iniziativa del Comune perché “rischia di fomentare un’ondata di “razzismo” anonimo, alimentata dall’invito alla delazione e al sospetto reciproco” dato che “le problematiche legate all’immigrazione, al contrario di quanto dice la Giunta, non si risolvono denunciando, emarginando, reprimendo delle persone la cui unica “colpa” è quella di venire da un altro Paese, bensì permettendo loro di integrarsi all’interno della comunità locale e di costituire una risorsa per essa”.

Cantù civile dice no al razzismo e alla delazione

Pubblichiamo il documento comune alle associazioni che saranno nelle piazze di Cantù a raccogliere firme contro la proposta del telefono delatorio intitolato Dico NO alla delibera della Giunta comunale di Cantù.

«Quelle che si presentano oggi per le strade della città sono realtà non partitiche del canturino, accomunate da una chiara posizione contro il razzismo e, in alcuni casi, impegnate da anni a lavorare  a stretto contatto con gli immigrati. Abbiamo deciso di esprimere la nostra contrarietà alla delibera del Comune di Cantù “Provvedimenti finalizzati ad accrescere la sicurezza urbana ed a contrastare la permanenza di stranieri clandestini sul territorio” e di raccogliere le firme dei cittadini che come noi non la condividono. La delibera prevede che il comando di polizia locale istituisca un ufficio per raccogliere le segnalazioni di alloggi di immigrati clandestini, che si possono fare “in forma riservata” attraverso un numero verde. Le persone che lavoreranno in questo ufficio saranno investite del ruolo di “agenti anti immigrazione”, con tanto di formazione professionale prevista. Saranno garantite una o due “ronde”, a cadenza settimanale, di verifica delle segnalazioni. A livello formale, questo provvedimento dovrebbe colpire chi affitta illegalmente gli alloggi agli immigrati irregolari, ma in realtà sono questi ultimi ad essere le sole vittime della delibera: infatti, mentre chi viene scoperto affittare abusivamente appartamenti a clandestini di solito se la cava con una multa, gli occupanti si ritrovano senza casa e con il rischio di espulsione. Nonostante ciò che dice il sindaco, buttare fuori di casa i migranti irregolari non favorisce “una opportuna regolarizzazione della loro situazione” né li sottrae alla “mercé di persone disoneste e pronte ad approfittare”, ma semmai li rende “particolarmente esposti a situazioni di pericolosità e di degrado sociale”, ottenendo così l’effetto contrario rispetto a quello che la delibera formalmente si propone. Inoltre la trovata del numero verde rischia di fomentare un’ondata di “razzismo” anonimo, alimentata dall’invito alla delazione e al sospetto reciproco. E per quanto il comune si sia affrettato a spiegare che le forze dell’ordine “prenderanno i riferimenti di chi chiama, ma ne tuteleranno l’identità”, qualcosa continua a non tornare. La realtà è che si vuole coinvolgere il maggior numero di cittadini in una malata caccia alle streghe, mascherando tale operazione dietro il fine di “creare rapporti sinergici con l’intera cittadinanza affinché la coscienza civica aiuti le istituzioni ad affrontare problematiche difficili e di grande impatto sociale”. Tutto questo dimostra come il reale intento del provvedimento sia rendere impossibile la vita ai migranti, secondo una tendenza comune a diverse forze politiche. Queste stanno creando in tutta Italia un clima di paura nei cittadini al fine di ottenere il consenso per un’opera di repressione nei confronti delle categorie a loro meno gradite, nella fattispecie quella dei migranti: l’equazione migrante = criminale giustifica azioni xenofobe e razziste. Il clima di intolleranza venutosi a creare emerge dalla cronaca più recente, costellata di episodi di razzismo: a Parma i vigili urbani hanno insultato e malmenato uno studente ghanese, a Roma un gruppo di ragazzini ha picchiato selvaggiamente un cittadino cinese, a Milano un giovane italiano di colore è stato ucciso a sprangate. Le problematiche legate all’immigrazione, al contrario di quanto dice la giunta, non si risolvono denunciando, emarginando, reprimendo delle persone la cui unica “colpa” è quella di venire da un altro Paese, bensì permettendo loro di integrarsi all’interno della comunità locale e di costituire una risorsa per essa. Per realizzare tutto questo, la delibera comunale non deve essere applicata, i cittadini devono fare proprio il principio dell’accoglienza nei confronti dei migranti e le istituzioni devono garantire loro il diritto alla salute, alla casa e al lavoro».

I primi firmatari sono: 20 marzo (ass. dei tunisini), 3 febbraio (ass. multietnica); A.S.D.C. (cittadini congolesi) di Cantù; Anolf; Anteas; Arci Cantù; Arci Como; Aspem; Ass. Burkinabè (ass. del Burkina Faso); Ass. dei ghanesi che vivono in prov. CO; Ass. Grembo; Assalam (ass. marocchini Co); Auser Canturium; Associazione del volontariato comasco; Centro di ascolto (Caritas); Cgil; Cisl; Collettivo Iskra; Comunità del pellegrino; Alcuni giovani della comunità S. Vincenzo; Il Ponte; Incontri; La Soglia; Moldova Doina (ass. dei moldavi); N’golambandi (ass. angolani); Soci Coop; Spazio donna; Teranga (ass. senegalese); Uai Como (Unione delle associazioni degli immigrati).
I luoghi a Cantù e gli orari per firmare sono: sabato 19 ottobre l.go XX settembre 14,30-18,30; cimitero 14,30-18,30; domenica 20 ottobre l.go XX settembre 14,30-18,30, Cascina Amata (chiesa) 10-13; mercoledì 22 ottobre, parcheggio grande ospedale 9-12.

Senato: di quanto abbiamo sbagliato..

Le previsioni di ecoinformazioni per la città di Como
Pdl 37%
Lega Nord 20,5 %
Pd+Idv 31,5 %
Sinistra Arcobaleno 3 %
Udc 2 %
Altri 6 %

Risultati definitivi per la città di Como
Pdl 36,655 %
Lega nord 18,439 %
Pd+Idv 31,948 %
Sinistra Arcobaleno 2,886 %
Udc 4,581 %

Di quanto abbiamo sbagliato
Pdl + 0,345 %
Lega Nord + 2,061 %
Pd+Idv – 0,448 %
Sinistra Arcobaleno + 0,114 %
Udc – 2,581 %

Le previsioni di ecoinformazioni per la città di Cantù
Pdl 37 %
Lega Nord 27 %
Pd + Idv 26,5 %
Sinistra Arcobaleno 2,5 %
Udc 2,5 %
Altri 4,5 %

Risultati definitivi per la città di Cantù
Pdl 36,245 %
Lega 25,310 %
Pd+Idv 26,762 %
Sinistra Arcobaleno 1,975 %
Udc 4,424 %

Di quanto abbiamo sbagliato
Pdl + 0,755 %
Lega Nord + 1,69%
Pd+Idv – 0,262%
Sinistra Arcobaleno + 0,525 %
Udc – 1,924%


Le previsioni di ecoinformazioni per la provincia di Como
Pdl 36 %
Lega Nord 25 %
Pd + Italia dei Valori 29 %
Sinistra Arcobaleno 3 %
Udc 2 %
Altri 5 %

Risultati definitivi per la provincia di Como
Pdl 36,310 %
Lega Nord 25,460 %
Pd+Idv 26,076 %
Sinistra Arcobaleno 2,325 %
Udc 4,167 %

Di quanto abbiamo sbagliato
Pdl – 0,31 %
Lega Nord – 0,46 %
Pd+Idv + 2,924 %
Sinistra Arcobaleno + 0,675 %
Udc – 2,167 %

Fonte dei dati Ministero dell’Interno

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