Cantù

‘ndrangheta a Cantù

Il 16 giugno al teatro San Teodoro si è tenuto un incontro per discutere della presenza della ‘ndrangheta in Lombardia e a Cantù in particolare. L’incontro, promosso dalla lista civica Unire Cantù, è stato moderato dalla redazione di FuoriFuoco e ha visto gli interventi di Mario Portanova (Il Fatto Quotidiano), Paolo Moretti (La Provincia) e Veronica Borghi (laureata in Comunicazione e Società).

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29 aprile/ Arciwebtv/ La liberazione di Campo solare

Dalle 17/ 25 aprile tutto l’anno: la rinascita, nel 2018, di Campo solare a Cantù. Il luogo, con una storia civile importante, fu profanato con la complicità insensata dell’amministrazione comunale di offrendola a sede di raduni nazisti e fascisti, ma il 25 aprile 2018 diverse associazioni tra cui Anpi, Arci e la parrocchia di Rebbio ne hanno fatto un centro di libertà e diritti migranti. Leggi l’articolo di Vincenzo Colelli e guarda tutti i video su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 29 aprile.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Filcams Cgil/ Più sicurezza anche per il personale Asa canturino

Per poter prestare assistenza sanitaria al meglio è necessario proteggere gli operatori del settore ed i loro pazienti, a prescindere dalla qualifica o dalla tipologia di contratto. La Filcams Cgil comasca si schiera a fianco anche del personale ausiliario socio-sanitario dell’ospedale di Cantù nella richiesta di tamponi, per una migliore prevenzione e gestione dei contagi da Covid-19.

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14 dicembre/ Arci Allunaetrentacinquecirca riapre i battenti

Lo storico locale del canturino riapre la sua stagione con una novità: da quest’anno sarà un circolo Arci. L’importanza di questo luogo per la diffusione di determinati generi musicali è ben nota tra gli appassionati, connotata da una direzione artistica sempre in prima fila per portare nella provincia brianzola i migliori artisti blues, rock e jazz della scena contemporanea e non. La prima serata di inaugurazione sarà a ingresso libero per i possessori di tessera Arci.

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Mostre/ La Triennale, il mobile e Cantù

Nell’ormai pluriennale opera di riappropriazione della storia dell’industria e dell’artigianato del mobile, condotta con intelligenza e tenacia da Tiziano Casartelli, Cantù è giunta quest’anno a riconsiderare il rapporto con la Triennale di Milano (e, prima, con l’originaria manifestazione di Monza).

Il rapporto dei produttori mobilieri canturini con l’importante manifestazione dedicata alla decorazione d’interni, all’arredo e all’architettura deve essere considerato per molti versi inevitabile e addirittura scontato, poiché quella era un naturale luogo non solo di promozione, ma anche di incontro e di confronto con quanto si andava contemporaneamente facendo in tutta Italia. Assai meno scontato è però indagare i modi concreti di questo rapporto: le partecipazioni, le sperimentazioni, i successi e le criticità, nonché le fondamentali relazioni avviate in previsioni e a seguito di quelle partecipazioni. Così la prima partecipazione alla “vetrina” di Monza, nel 1927, fu determinata dalla realizzazione da parte della ditta Paolo Lietti e Figli di un progetto di arredo “per il ceto medio” messo a punto da Gio Ponti ed Emilio Lancia per la Rinascente di Milano. Altrettanto importante fu, negli anni seguenti, la collaborazione con i progettisti d’avanguardia, non solo i razionalisti comaschi (Giuseppe Terragni, Gianni Mantero, Gabriele Giussani, Pietro Lingeri, Mario Cereghini), ma anche quelli milanesi (Mario Asnago, Claudio Vender), o altre personalità ai margini dell’avanguardia ma di sicuro mestiere (Agnoldomenico Pica, per esempio – o, appunto, Ponti e Lancia).

Tiziano Casartelli, curatore della mostra, all’inaugurazione

Nella mostra La Triennale, il mobile e Cantù – curata da Tiziano Casartelli -, aperta nell’ex chiesa di Sant’Ambrogio fino al 27 ottobre, questo pluridecennale rapporto viene indagato in modo approfondito e coinvolgente grazie alla presenza di numerosa documentazione, ma soprattutto di parecchi esemplari di mobili, alcuni originali (mai più presentati al pubblico dopo il loro passaggio alle varie Triennali) e altri fedeli riproduzioni. Poter vedere dal vivo questi modelli (e non solo percepirli attraverso la documentazione) è una questione fondamentale, poiché proprio su questo rapporto diretto con le persone (che avrebbero dovuto vivere con loro) sono fondati.

Si può così comprendere che i differenti mobili incarnano non solo differenti “stili” artistici,  ma veri e proprio modelli di vita, di cultura, di comportamento, così come si può apprezzare il ruolo, tutt’altro che marginale, avuto in questo sviluppo da Cantù e dalla sua produzione mobiliera, in un rapporto continuo e mai banale con una delle più importanti (e più antiche) manifestazioni del design italiano.

La sedia di Agnoldomenico Pica.
La scrivania di Gianni Albricci.

La Triennale, il mobile e Cantù

Un secolo di scambi e di confronti

Ex chiesa di Sant’Ambrogio, Cantù, fino al 27 ottobre

orari: fino al 6 ottobre lunedì-venerdì 16-19, sabato-domenica 10-12.30 16-19; dal 7 a 27 ottobre lunedì-venerdì 15.30-18.30, sabato-domenica 10-12.30 15.30-18.30

ingresso libero

30 giugno/ Ball-arci l’estate all’Arci Mirabello/ Assemblea circolo

Domenica 30 giugno a partire dalle 18 l’Arci Mirabello organizza nella piazzetta di Mirabello, in via Tiziano a Cantù, una serata nella quale si potrà ballare assieme ai signori e le signore di Concordanza Danze Popolari, accompagnati dalle canzoni dei Tacasbandà. Alle 19 ci sarà anche l’assemblea straordinaria dei soci del circolo Arci Mirabello. La serata proseguirà con una pizza tutti assieme alle 19,30.

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Comuali 2019 Cantù/ Quei tamarindi di Cantù Rugiada

PHOTO-2019-04-18-11-13-48.jpgCantù, 17 aprile, ore 21,30: la lista civica Cantù Rugiada si presenta alla cittadinanza durante un incontro che non lascia nulla a desiderare alla formalità richiesta da un momento simile, ma anche a quella sana informalità che sa rendere una lista civica come questa fresca e attraente. Giovani i candidati, giovani i presenti: una ventata di gioventù che, però, sa il fatto suo. (altro…)

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