Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta

19 e 27 gennaio/ La Shoah nelle testimonianze dei bambini e degli adolescenti

19-gennaio-iscIn occasione della giornata della Memoria, Cisl Scuola dei Laghi, FLC CGIL di Como, I stituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta”, Comitato Soci Coop di Como, Associazione Lissi e Anpi Provinciale Como promuovono un incontro  rivolto agli studenti delle scuole medie superiori giovedì 19 gennaio alle 9 all’aula magna dell’Università dell’Insubria in via Sant’Abbondio a Como: La Shoah nelle testimonianze dei bambini e degli adolescenti – Il diario di Masha Rolnikaite a cura di Elisabetta Lombi, insegnante di storia e filosofia e vice presidente dell’Istituto Perretta.

Il dramma dell’Olocausto raccontato a due voci, quella delle vittime e quella dei carnefici, quella di chi deve ricordare e quella di chi vuole negare, quella di chi ha vissuto il dramma della guerra, del ghetto e del campo di concentramento e quella di chi li ha ipotizzati, giustificati, progettati e realizzati.
L’Olocausto raccontato a partire dal programma del partito nazionalsocialista tedesco, prima ancora dell’avvento al potere di Hitler, per trovare l’origine di quanto acc27-gennaio-2017-lissiadde vent’anni dopo, la voce di una sopravvissuta al Lager e la voce di Priebke che a distanza di quasi 70 anni, e fino a pochi giorni dalla sua morte, nel 2013, ha dichiarato di non pentirsi di nulla.

A seguire recital del Teatro D’Acquadolce Nutri la Memoria con Arianna Di Nuzzo e Gabriele Penner. Musiche eseguite dal vivo dal gruppo 7Grani.

L’iniziativa è patrocinata dalla Fondazione A. Volta ed da Università dell’Insubria.

L’iniziativa sarà replicata per la cittadinanza alle ore 20.45 di venerdì 27 gennaio alla sala dell’Associazione Alfonso Lissi di via Ennodio 10 a Como-Rebbio.

4 novembre/ La guerra senza celebrazioni

inutile-strage-02

Inaugurata alla vigilia del 4 novembre, la mostra Un’inutile strage. L’Italia nella Grande Guerra, dedicata al primo conflitto mondiale resterà visitabile fino al 18 dicembre presso la Biblioteca Comunale di Como,in piazzetta Venosto Lucati.

L’esposizione, realizzata a cura dell’associazione Lettelariamente di Mandello del Lario, è proposta a Como a cura dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato provinciale di Como, dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como e della Biblioteca Comunale, che hanno voluto offrire alla cittadinanza, e in particolare alle scuole e ai giovani, un’occasione di riflessione su uno dei periodi più tragici del Novecento.

Non di celebrazione del centenario degli eventi bellici  si tratta, infatti, bensì, di un’analisi, per quanto semplificata, delle premesse, degli sviluppi e delle conseguenze di una guerra che ha cambiato l’Europa a prezzo di milioni di vittime, dove gli atti di eroismo e di umanità, che pure sicuramente vi furono, sono da considerare l’eccezione a una regola disumanizzante e distruttiva.

Sul pannello introduttivo della mostra, non a caso, si legge: “Questa mostra non celebra una vittoria, né tantomeno una guerra, ma intende proporre una riflessione basata su documenti e fatti che aiutino i visitatori a conoscere il contesto storico, politico e socio-economico in cui l’Italia ha partecipato alla prima guerra mondiale. Nello stesso tempo è occasione per fare memoria delle persone e in particolare dei giovani travolti nel tragico evento che ha prodotto uno sconvolgimento globale nei rapporti tra le nazioni”.

Una riflessione di carattere generale, certo, ma che investe con le sue drammatiche conseguenze anche nel territorio comasco (più di 9 mila furono i morti in provincia di Como, circa 5 mila nel Comasco e 4 mila nel Lecchese, 650 nel solo territorio comunale di Como).

L’esposizione affianca ai testi (con documenti e citazioni dai diari del periodo) molte immagini, e si propone quindi come un contributo di approccio abbastanza semplice per chiunque abbia voglia di non limitarsi alle superficiali commemorazioni patriottiche e di arrivare alla sostanza, tragica ma significativa, della storia. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

inutile-strage-01

 

inutile-strage-04

 

inutile-strage-03

9 giugno/ La responsabilità del futuro

La responsabilità del futuro

Il 9 giugno dalle 20.30 al Teatro Nuovo di Rebbio si parlerà di Res Publica e di sovranità del popolo nella Repubblica Italiana a 70 anni dalla sua proclamazione.

La responsabilità del futuro, incontro organizzato dal comitato Soci Coop in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta, vedrà come relatori Giuliano Turone, magistrato, giudice emerito della Suprema Corte di Cassazione e docente all’Università Cattolica di Milano, Rita Di Giovacchino, giornalista d’inchiesta e autrice de Il libro nero della prima Repubblica, Antonio Orecchia, storico, giornalista e docente di storia contemporanea all’Università dell’Insubria. Modererà Bruno Profazio, giornalista e vicedirettore de La Provincia di Como.

Ingresso gratuito, prenotazioni a com.socicoop.como@gmail.com

Dal pane nero al pane bianco/ una mostra di storia

La mostra Dal pane nero al pane bianco, inaugurata sabato 12 marzo 2016 alla sala mostre del comune di Menaggio, è una buona occasione per riflettere sull’importanza dell’alimentazione svincolata dalla mode e dal chiacchiericcio.

Nata in occasione di Expo Milano 2015, dedicata com’è noto proprio al tema del cibo, per iniziativa del Comune di Milano e del comitato provinciale milanese dell’Anpi, la mostra storica si propone di approfondire il ruolo del cibo negli anni cruciali prima e dopo la seconda guerra mondiale, la lotta di liberazione la ricostruzione. È una mostra articolata e accattivante al tempo stesso, ricca di materiali diversi (ritagli di giornale, documenti, statistiche, immagini pubblicitarie, fotografie), evidentemente pensata per un uso didattico, ma interessante per ogni tipo di pubblico.

Viene proposta per la prima volta nel Comasco da Anpi Dongo, Associazione Museo della Resistenza di Dongo, Istituto di Storia contemporanea di Como e Cittadini Insieme di Porlezza e Valli, come contributo alla conoscenza non superficiale di un periodo centrale nella recente storia nazionale, di cui la memoria della vita quotidiana è già, nonostante tutto. in gran parte perduta.

Una delle due curatrici, la storica Roberta Cairoli – l’altra è Debora Migliucci -, ha fornito durante l’inaugurazione di sabato una approfondita illustrazione della mostra: in cinque grandi capitoli, i materiali documentari sono organizzati intorno ai temi dell’autarchia alimentare, del ruolo dell’educazione scolastica per l’orientamento dei comportamenti alimentari, delle ristrettezze dei consumi negli anni della guerra e dell’occupazione tedesca, del ruolo della vita quotidiana nella lotta di liberazione e – finalmente – il ritorno alla normalità dopo il recupero della libertà. L’ampiezza delle indicazioni fornite è tale che tra una tabella alimentare, una pubblicità di una vecchia marca di surrogati di uova e un volantino degli scioperanti del 1944, non è difficile trovare una ricetta della marmellata di more o qualche suggerimento su come sfruttare gli avanzi. Della varietà di stimoli è testimone anche il titolo, ispirato da due libri scritti da due grandi protagoniste di quegli anni, Pane nero di Miriam Mafai, e Il pane bianco, autobiografia di Onorina Brambilla Pesce.

L’esposizione è visitabile fino al 25 marzo alla sala mostre di piazza Garibaldi il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, gli altri giorni su prenotazione (Cristina Redaelli 3289188743, Paola Rosiello 3396023781); poi dal 26 marzo all’8 aprile sarà a Musso e dal 9 al 25 aprile a Porlezza. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

L’allestimento della mostra a Menaggio.

Dal pane nero al pane bianco-02

 

Un momento dell’inaugurazione.

Dal pane nero al pane bianco-01

Il confine orientale e il Comasco: un giorno per ricordare davvero

GiornoRicordo2016-01

In vista del Giorno del ricordo, fissato al 10 febbraio dalla legge del 30 marzo 2004 che lo istituiva in memoria «delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale», si è svolto venerdì 5 febbraio nel salone della Biblioteca Comunale di Como il primo incontro di un breve ciclo organizzato dal sindacato Scuola della Cisl dei laghi, dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, dall’Associazione Giuliano-Dalmati di Como e dal Progetto San Francesco, con il patrocinio del Comune di Como e dell’Ufficio Scolastico provinciale.

È da molti anni, sostanzialmente dal momento dell’istituzione, che molti enti e mote associazioni si adoperano per sottrarre il Giorno del ricordo alla retorica nazionalista (quando non addirittura alla servitù ideologica anticomunista), per farne invece un momento di approfondimento di una fase storica particolarmente complessa e particolarmente drammatica, che coinvolse non solo una regione precisa (il cosiddetto confine orientale e le regioni balcaniche con presenze italiane) ma l’intera nazione e – in realtà – gran parte dell’Europa.

L’incontro di ieri pomeriggio è stato, in questo percorso, un momento molto importante, perché non solo ha riportato al “tavolo” degli organizzatori anche l’Associazione dei giuliano-dalmati, in passato spesso acriticamente contraria ai tentativi di approfondimento storico, ma anche e soprattutto perché ha portato l’attenzione sui riflessi della crisi nel territorio comasco. Nell’intervento di Marinella Fasani è stata infatti presentata la ricerca L’accoglienza nel Comasco dei profughi giuliano-dalmati, in corso a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea. Per la prima volta si è cercato di dare una risposta a quanti furono e come furono accolti i profughi che a più riprese, nel corso degli anni Quaranta (già durante gli anni di guerra) e Cinquanta, furono costretti a lasciare le terre dalmate e istriane. I problemi della ricerca sono numerosi (a partire dalla mancanza di documenti originali), ma già qualche precisazione è stata possibile darla, sui numeri (qualche centinaio di esuli vennero “accolti”, in diverse fasi, ed erano spesso famiglie già segnate dalla guerra) e sull’“accoglienza”, poco governata – almeno inizialmente – dalle istituzioni e quasi sempre delegata al “buon cuore” della cittadinanza e delle parrocchie. Per la prima volta, per esempio, sono stati individuati i luoghi dove in prima battuta si alloggiarono i profughi (alcuni alberghi, alcune scuole).

 

GiornoRicordo2016-02

Il successivo intervento di Roberto Spazzali, direttore dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia, che da anni si occupa a fondo delle deriverse questioni relative al confine orientale, è servito a mostrare quanto complessa sia la vicenda storica di quei territori, nei quali si aggrovigliano rivendicazioni ed esigenze di numerose nazioni e popolazioni. A partire dal trattato di Campoformio (1797), ma in realtà da prima ancora, e per tutto l’Ottocento, su quelle aree, caratterizzate da un strettissimo intreccio di culture diverse, da immigrazioni e spostamenti di ampi gruppi di popolazione, si concentrarono gli interessi di molti Stati, volti a “spostare” il baricentro dell’area in direzioni diverse.

Dal lungo, e appassionato (oltre che straordinariamente informato) intervento di Spazzali si può ricavare l’impressione che la rivendicazione delle “appartenenze” nazionali non possa far altro che complicare la comprensione dei fenomeni, e che – anche negli ultimi decenni – è difficile attribuire patenti di correttezza e purezza ai vari protagonisti.

Anche l’incontro di ieri non può quindi essere considerato che una tappa di un lungo percorso di approfondimento, per mantenere vivo il “ricordo” liberandolo dalle distorsioni.

Il percorso è proseguito nella stessa giornata di venerdì 5 febbraio con una serata nella sala consiliare di Lurago d’Erba, e con una mattinata dedicata alle scuole di secondo grado nell’Auditorium Don Guanella, sabato 6 febbraio.

Nella serata del 10 febbraio, alle ore 21,15 presso l’Auditorium dell’oratorio di Lipomo (ingresso libero), viene presentato lo spettacolo Nella pancia della balena. Canto per le vittime delle foibedi Gabriele Penner, con Arianna Di Nuzzo e Gabriele Penner, organizzato dall’Amministrazione comunale di Lipomo in collaborazione con Teatro d’acqua dolce e Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

L’armonia delle tenebre: Como ricorda Terezín

17 ottobre 1944, un treno trasferisce una schiera di musicisti e artisti ebrei dal ghetto-lager di Terezín al campo di Auschwitz-Birkenau, destinandoli allo sterminio.

È una data importante nella storia dei rapporti tra arte e potere, e la Casa della Musica di Como, in coordinamento con altre associazioni culturali in altre città italiane (e, in particolare, con la collaborazione dell’associazione She lives di Roma), ha deciso di ricordare questa data con un doppio appuntamento: sabato 17 ottobre, nel salone Enrico Musa dell’Associazione Carducci, un concerto del pianista Christophe Sirodeau ha ridato vita alle musiche di alcuni di questi musicisti, mentre domenica 18 ottobre, nella Casa della Musica di via Collegio dei Dottori, sono stati approfonditi gli aspetti storici e culturali con la proiezione di spezzoni del film propagandistico nazista dedicato appunto a Terezín / Theresienstadt, con l’esposizione della mostra dedicata a Terezín realizzata negli scorsi anni dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” e gli interventi di Nicola Montenz, Elisabetta Lombi e Marinella Fasani.

Il concerto di sabato [presto on line sul canale di ecoinformazioni i video] ha costituito un momento molto intenso, in cui è stato possibile riascoltare le musiche di Viktor Ullmann e Erwin Schulhoff, internati dal nazismo a Terezín e poi uccisi ad Auschwitz, e ascoltare per la prima volta in assoluto la suite dedicata, subito dopo la fine della guerra, a Theresienstadt da Hans Winterberg, altro musicista passato per Terezín e fortunosamente sopravvissuto a quella tragica esperienza. Sono tutte musiche di notevole valore, perfettamente inserite nel clima culturale di quell’epoca, aperta – prima della soppressione delle libertà artistiche da parte delle dittature – a molte sperimentazioni e sollecitazioni; così, a brani nella linea della musica tedesca “classica” si affiancano riletture “colte” del jazz afroamericano (ma più ancora del ragtime). Particolarmente interessante la suite Theresienstadt, animata da un richiamo emozionale veramente potente.

L’incontro di domenica è cominciato con la riproposizione degli spezzoni sopravvissuti del film di propaganda sul “ghetto modello” di Terezín, circa un terzo dell’originale (poco meno di 30 minuti su un totale di circa un’ora e mezza). Girato con la regia di Kurt Gerron, attore ebreo, famoso per aver partecipato alla prima messa in scena dell’Opera da tre soldi di Brecht e Weill, che sperava forse di riuscire a salvare la pelle con quest’opera e che invece fu anch’egli ucciso, il film inventa aspetti idilliaci per la segregazione degli ebrei nella fortezza asburgica della Boemia. Probabilmente mai proiettata all’epoca, la pellicola – a distanza di oltre settant’anni – risulta tragicamente assurda, soprattutto perché appare incredibile che si sia potuta falsificare in tal modo la realtà e che i deportati siano stati “capaci” di mettere in scena degli altri se stessi. Del resto, anche una delegazione internazionale della Croce Rossa, che visitò Terezín nel corso del 1944, cadde nella stessa tragica truffa, credendo all’illusione del ghetto modello.

A smontare pezzo a pezzo la vicenda di Terezín sono intervenuti i contributi di Nicola Montenz, che ha evidenziato i molti usi (e soprattutto abusi) della musica nel sistema concentrazionario nazista, di Elisabetta Lombi, che ha delineato la storia di Terezín, e di Marinella Fasani, che ha raccontato le vicende di bambini e bambine rinchiusi nella fortezza-lager e i cui disegni e scritti sono serviti di base per la mostra allestita dall’Istituto di Storia Contemporanea.

L’incontro si è chiuso sulle struggenti note della Ninna-nanna di Ilse Weber che, secondo alcune testimonianze, lei stessa intonò entrando nella camera a gas insieme ai bambini che aveva curato, e con una poesia di Alessandro Lukacs, sopravvissuto alle persecuzioni degli ebrei ungheresi.

Entrambi gli incontri, organizzati dalla Casa della Musica insieme all’Assessorato alla Cultura del Comune di Como nell’ambito di Como live, hanno visto la partecipazione di numerose persone, particolarmente attente ed emozionate.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Terezin-01

Un momento del concerto di Christophe Sirodeau.

 

Terezin-02

La proiezione del filmato su Terezín /Theresienstadt.

 

Terezin-03

Nicola Montenz.

Terezin-04

Elisabetta Lombi.

Terezin-05

Marinella Fasani con Alessandro Lukacs.

 

Terezin-06

La mostra dedicata a disegni e scritti dei bambini e delle bambine di Terezín.

Pier Amato Perretta: un intenso pomeriggio di studio

2015-10-02-Perretta-blog01

L’incontro di approfondimento sulla figura di Pier Amato Perretta, organizzato nel pomeriggio del 2 ottobre 2015 nell’aula magna dell’Università dell’Insubria di Como dall’Istituto di Storia Contemporanea che porta il suo nome, ha fornito alla cinquantina di persone presenti numerosi spunti di riflessione.

Quattro gli interventi dal palco: Matteo Dominioni ha ripercorso alcuni momenti della vita di pier Amato Perretta per mostrarne la multiforme personalità, anche oltre il suo ruolo riconosciuto di magistrato integerrimo e combattente antifascista, Elisabetta D’Amico e Raffaella Bianchi Riva hanno presentato gli aspetti maggiormente legati alla sua attività di magistrato e avvocato, ma con ampie aperture sul contesto politico e storico prima durante e dopo la lotta resistenziale, Giuseppe Calzati, da ultimo, ha seguito il lungo e complesso percorso fatto da Giusto Perretta, figlio di Pier Amato e fondatore dell’Istituto comasco, per ricostruire gli ultimi mesi di vita del padre, durante il periodo della clandestinità a Milano culminato con il tentativo d’arresto da parte dei fascisti e dei nazisti, il grave ferimento e infine la morte il 15 novembre 1944. Intercalati a questi approfondimenti, i testi dello stesso Perretta letti con molta partecipazione da Gabriele Penner e culminati con il commovente ricordo di Pier Amato Perretta pubblicato nel 1945 su “Il popolo comasco”, quotidiano del CLN di Como, e scritto da Pier Gastone Agostinelli, che collaborò alla Lega Insurrezionale Italia Libera fondata appunto per iniziativa di Perretta.

Oltre tre ore di racconti che hanno tenuto avvinto il pubblico e che hanno contribuito a mostrare la poliedricità di questa figura fondamentale della storia del Novecento, non solo comasco. Tanto che già alla fine dell’incontro qualche studioso avanzava la propria disponibilità a proseguire le ricerche. Un impegno che l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” non ha nessuna intenzione di lasciare cadere, nonostante le gravi carenze di risorse che da tempo lo affliggono. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

2 ottobre/ Pier Amato Perretta. Un magistrato per la libertà

Perretta2015-4Giornata di studi venerdì 2 ottobre dalle ore 15.30 alle 18 nell’Aula Magna del Dipartimento di diritto, economia e culture dell’Università dell’Insubria in via S. Abbondio 12 a Como, organizzata dall’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como con il patrocinio di Università dell’Insubria.

Interventi di Matteo Dominioni, La biografia di Pier Amato Perretta, Elisabetta D’Amico, Pier Amato Perretta: lo sguardo di un magistrato su diritto, politica e giustizia, Raffaella Bianchi Riva, Politica e magistratura dal fascismo alla repubblica. L’esperienza di Pier Amato Perretta, Giuseppe Calzati, Giusto Perretta sulle tracce del padre. Gli ultimi mesi di Pier Amato Perretta, letture a cura di Gabriele Penner. [md, ecoinformazioni]

12 settembre/ Europa+Resistenza memoria e progetto in 70 anni dalla Liberazione

ANPI-12set2015-ManifestoEuropa+Resistenza memoria e progetto in 70 anni dalla Liberazione è un importante convegno sui temi dell’antifascismo in rapporto alla contemporaneità europea, che si tiene per tutta la giornata di sabato nella Sala degli Stemmi di Palazzo Cernezzi a Como.

Organizzato dall’Anpi (Comitato provinciale di Como e Comitato regionale della Lombardia), in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, e con il patrocinio del Comune di Como, l’incontro intende approfondire e attualizzare gli ideali della Resistenza e della Liberazione, di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario e che sono incarnati a Como dal Monumento alla Resistenza Europea.

Il programma della mattina, che sarà presieduta da Tullio Montagna,  presidente regionale Anpi Lombardia, vedrà, a partire dalle 9.30,  l’intervento di: prof. Gianni Perona, dell’Università di Torino, già direttore scientifico Insmli sul tema La Resistenza in Europa: la storia e le idealità; prof. Filippo Giuffrida Rèpaci, della Federazione Internazione dei Resistentie presidente dell’ Anpi del Belgio sul tema L’Unione Europea dei Resistenti oggi: come renderla operativa; Luca Michelini, del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa sul tema Fascismo e liberismo. Precedenti storici e attualità;  dott.ssa Carlotta Gualco, direttrice del Centro in Europa di Genova sul tema I migranti: una risorsa e un’opportunità: quali obiettivi a breve, medio e lungo termine deve darsi l’Europa?

Dopo una pausa pranzo, i lavori del convegno proseguiranno nel pomeriggio alle 14.30 presieduti da Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di ComBlo-MonumentoResistenzaEuropeao, con gli interventi di: on. Renzo Pigni, Fabio Cani, dell’Istituto di Storia Contemporanea di Como, arch. Adachiara Zevi, storica dell’ arte, presidente Fondazione Zevi sul Monumento alla Resistenza Europea: gli ideali del Monumento, la sua storia, l’arte della memoria. Prima delle conclusioni che saranno affidate a Alessandro Pollio Salimberti, vice-presidente Anpi Nazionale, la dott.ssa Anna Colombo consigliere speciale del Gruppo S&D al PE per le relazioni con i partiti della Sinistra Europea interverrà sul tema Un cancro “assopito” si rifà virulento: nazionalismo/sciovinismo, razzismo. Scarica e diffondi il programma

30 agosto/ percorso sui luoghi della Resistenza a Como

Nell’ambito di Risonanze – Percorsi in musica attraverso la città, organizzati dalla Casa della Musica e dal Comune di Como per gli eventi estivi di Como Live, si terrà domenica 30 agosto 2015 il percorso dedicato ai luoghi della Resistenza a Como, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Dalla Tintoria Comense, una delle fabbriche dello sciopero del marzo 1944, ai luoghi del potere (Questura, Provincia, Casa del Fascio), ai luoghi della parola e dell’incontro (piazza Duomo, piazza Cavour) fino al Monumento alla Resistenza Europea, inaugurato nel 1984 alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini, già esponente di punta dell’Antifascismo e della Resistenza.
Il ritrovo per la partenza della visita è fissato alle ore 15.15 all’ex Ticosa (di fronte alla questura).
Interventi musicali del Canzoniere Popolare della Brianza.
Il percorso, guidato da Fabio Cani (Istituto di Storia Contemporanea), si concluderà alle 18.30 in piazza Martinelli con un concerto del Canzoniere Popolare della Brianza che presenterà il suo recente lavoroCosa importa se ci chiaman banditi, dedicato alle canzoni partigiane.
In collaborazione con: Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, Anpi, Arci.

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza