Luca Gaffuri

Elisoccorso di Villa Guardia

elisoccorso villa guardiaPedemontana e eliporto incompatibili? Gaffuri chiede spiegazioni in Regione: «Non è tutta responsabilità di Enac, Infrastrutture Lombarde ha grosse responsabilità».

 

L’elisoccorso di Villa Guardia è troppo vicino al tracciato delle opere connesse alla Pedemontana e perciò andrà spostato di 100 metri con lavori per mezzo milione di euro. Una situazione paradossale, dato che entrambe le strutture sono costruite da Infrastrutture lombarde, su cui interviene il consigliere regionale comasco del Partito democratico Luca Gaffuri: «Non si scarichi tutta la colpa su Enac, anche Infrastrutture Lombarde ha grosse responsabilità».

«È vero che Enac ha cambiato il regolamento, ma Infrastrutture lombarde, che è il braccio operativo della Regione, era coinvolta sia nei lavori di costruzione del Sant’Anna, e del relativo eliporto, che della Pedemontana, attraverso la Concessionaria autostradale lombarda – prosegue Gaffuri –. Alla stessa ILSpa nel 2010 era stato affidato dalla Regione uno studio sull’implementazione del trasporto elicotteristico, con la precisa indicazione di tenere conto del fatto che Enac stava cambiando il regolamento per adeguarlo alle norme internazionali. È chiaro che non si possono scaricare tutte le responsabilità sull’ente per l’aviazione civile».

«Ora dall’assessorato vogliamo capire di più, a partire da chi, ora, dovrà pagare i costi conseguenti allo spostamento della piazzola – conclude il consigliere democratico –. Vorremmo anche sapere per quale ragione a nessuno in Infrastrutture lombarde né in Regione sia sorto un dubbio sulla compatibilità delle nuove norme, di cui c’erano già le bozze, con la localizzazione scelta per l’eliporto». [md, ecoinformazioni]

Tracciato Pedemontana

tratta b1 b2 pedemontanaCavalli incontra i sindaci del Basso Comasco, per Gaffuri: «Il progetto deve essere modificato».

 

«La disponibilità ad approfondire, come richiesto da alcuni degli enti locali interessati, un’ottimizzazione del tracciato della variante alle Sp33 e 133 (Trco 11), opera connessa alla Pedemontana nella bassa comasca» come spiega un comunicato di Regione Lombardia è stato «uno dei temi al centro dell’incontro fra l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità [Alberto Cavalli] e i sindaci e assessori dei Comuni di Rovello Porro, Rovellasca, Misinto, Lazzate, Cogliate, Ceriano Laghetto e Saronno, nonché i tecnici delle province di Como e Monza Brianza» tenutosi martedì 13 maggio Palazzo Lombardia. Un confronto tenutosi dopo gli accertamenti annunciati dal presidente lombardo Roberto Maroni e una interrogazione alla Camera, sulla sostenibilità finanziaria, della deputata comasca del Partito democratico Chiara Braga.

«Ben venga l’incontro il risultato non è per niente soddisfacente» dichiara però il consigliere regionale democratico comasco Luca Gaffuri, la stessa Regione spiega che: «I Comuni hanno anche avanzato la richiesta di sospendere le attività espropriative, che stanno procedendo con tempi molto ristretti per le valutazioni da parte dei cittadini interessati».

«Avevamo scritto alla Regione per chiedere una modifica del tracciato originale – prosegue Gaffuri – la soluzione alternativa presentata alla regione avrebbe minor impatto per le comunità vicine e prevedrebbe una considerevole diminuzione dei costi, una riduzione del consumo del suolo e la garanzia dell’attività agricola, e un percorso più lineare fatto di sole due rotonde invece delle cinque previste. La nostra proposta eviterebbe, inoltre, un’azione di esproprio in zone residenziali situate proprio lungo il tracciato».

«Settimana prossima sarà riunita la Segreteria tecnica dell’Accordo di programma, alla presenza dei Comuni, delle Province, del concessionario Autostrada Pedemontana lombarda Spa e del concedente Cal Spa – ha annunciato l’assessore – per approfondire tutti gli aspetti delle proposte di variante al tracciato avanzate dai Comuni».

Ma non è soddisfatto il consigliere Pd: «È chiaro dopo ieri che le intenzioni della Giunta rimangono immutate il tracciato rimane confermato nonostante questo comporti espropri e atti di occupazione. Nella segreteria tecnica convocata per settimana prossima saranno ribadite le ragioni del territorio. Urge un intervento da parte della Regione affinché sia valutata un’ipotesi più economica dell’opera prima che di adottino provvedimenti definitivi». [md, ecoinformazioni]

«Bene la nuova linea Como Stabio»

gaffuriMa per Gaffuri non basta: «Si pensi al collegamento diretto tra Milano e Lugano delle 7 del mattino».

 

«Apprendiamo con soddisfazione della decisione del Canton Ticino di far ripartire il collegamento ferroviario tra Albate Camerlata e Stabio, via Mendrisio – dichiara il consigliere regionale lombardo comasco del Partito democratico Luca Gaffuri –. È un importante passo avanti che va nella direzione di soddisfare le esigenze di tutti i pendolari, che quotidianamente si spostano per motivi di lavoro e studio dalla Lombardia verso la Svizzera, e di risolvere l’annoso problema dell’aumento delle auto in direzione Svizzera».

«Si tratta, anche, del primo step verso il collegamento ferroviario tra Como e Varese che partirà quando saranno completati i lavori di costituzione della linea tra Stabio e Arcisate, ora in corso – aggiunge il consigliere –. Inoltre le nuove corse sopperiscono alla soppressione del servizio presente tra Albate Camerlata e Como sino allo scorso anno e rendono ancora più significativo il ruolo che avrà il nuovo polo d’interscambio a Camerlata».

Rimane però il problema della diminuzione dei collegamenti internazionali verso la Svizzera: «Una decisione che penalizzerà i pendolari milanesi che si spostano verso il Canton Ticino con l’eurocity delle 7 del mattino, unico collegamento utile per essere a Lugano prima delle 9 che, per mancanza di materiale rotabile, non potrà essere sostituito. Auspichiamo che si trovi quanto prima una soluzione con lo sforzo congiunto di Regione Lombardia e del Canton Ticino». [md, ecoinformazioni]

Rete di imprese fra Lombardia e Canton Ticino


lombardia ticinoLa proposta di Gaffuri che chiede a Regione Lombardia di: «Attivarsi per rendere velocemente realizzabile e agevolare il progetto di reti di imprese e di interscambio».

 

«La Commissione speciale rapporti tra la Lombardia e la Confederazione elvetica ha audito oggi, giovedì 17 aprile 2014, la Camera di commercio italiana per la Svizzera in merito ai provvedimenti del Gran consiglio del Canton Ticino riguardo la libera circolazione dei lavoratori frontalieri e ai rapporti economici tra imprese a cavallo dei confini – precisa una nota del Partito democratico lombardo –. Erano presenti il presidente Vincenzo Di Pierri, il segretario generale Fabrizio Macrì e il consulente Giovanni Moretti».

«Gli interventi che abbiamo ascoltato sono stati davvero interessanti perché ci hanno dato una prospettiva nuova da cui guardare la questione – dichiara il consigliere regionale comasco Pd Luca Gaffuri –. La Camera di commercio e i suoi consulenti ci hanno parlato della grande necessità della Svizzera di tenere i rapporti con l’Italia da un punto di vista economico, anche perché quello elvetico è il quarto mercato di destinazione al mondo per le esportazioni italiane. Ma poiché il Canton Ticino pare aver quasi esaurito gli spazi per nuove attività, il suggerimento che ci è venuto da chi vive quella realtà è di fare rete di imprese, attivare collaborazioni, creare interscambi. Questo è vero, ci è stato detto, soprattutto per il settore meccanico, ma gli esempi portati erano riferiti anche ai produttori di componentistica idraulica e all’alta tecnologia. E non da ultimo il settore medicale».

«Attivare collaborazioni tra imprese di settore al di là e al di sopra dei confini potrebbe far superare la situazione critica e penalizzante verso lavoratori e aziende italiane, a causa delle scelte della politica ticinese, e d’altra parte potrebbe rispondere a quella esigenza di reciprocità che viene dallo stesso Cantone di lingua italiana, le cui imprese sarebbero interessate a lavorare in Italia, ma si scontrano con la nostra burocrazia – prosegue il consigliere democratico –. E d’altra parte, potremmo sostenerci a vicenda nell’allargamento dei mercati. Solo uniti si può andare oltre il Gottardo ed essere competitivi». [md, ecoinforazioni]

Disservizi sulla Como-Molteno-Lecco

ferrovia como-leccoGaffuri denuncia «27 treni soppressi in due mesi per mancanza di personale» e chiede un intervento della Giunta con una riunione del quadrante Nord.

 

Il consigliere regionale comasco del Pd Luca Gaffuri ha scritto una lettera all’assessore regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno: «Per chiedere di poter affrontare in maniera complessiva il problema in una riunione da convocare con urgenza del quadrante Nord della Lombardia alla presenza di Trenord, del comitato dei pendolari e degli enti locali interessati».

«È una richiesta questa che viene dal territorio, in primis dagli utenti, con l’obbiettivo di poter trovare una soluzione ad un problema che negli ultimi mesi si sta verificando un po’ troppo spesso – dichiara Gaffuri –. Diversi i casi di cancellazione treni segnalati dal Comitato pendolari Como-Lecco i quali denunciano un scarso preavviso da parte dell’azienda e un servizio sostitutivo dei bus totalmente inefficiente. La Giunta intervenga subito, è inaccettabile lasciare a terra utenti con regolare abbonamento Trenord».

«Le istanze rivolte alla Giunta sono mosse da uno spirito propositivo e utile a trovare le migliori soluzioni possibili. Resto convinto ancora una volta che le criticità presenti si possano affrontare e risolvere con responsabilità, collaborazione e impegno di tutti, partendo però da una disponibilità nell’accogliere le sollecitazioni che da tempo provengono anche dalla minoranza, richieste e non strumentalizzazioni, rivolte e tese a migliorare il servizio ferroviario a favore dei pendolari e della mobilità pubblica più in generale – conclude il consigliere regionale –. Credo che la convocazione urgente di un tavolo del quadrante Nord sarebbe il primo passo per un confronto sul tema». [md, ecoinformazioni]

Tpl: scaduti i termini per le agenzie di bacino

bussptLe province e i comuni di Como, Varese, Lecco e Sondrio saranno commissariate, per Gaffuri: «È il risultato dell’inerzia della Giunta lombarda».

 

«È scaduto ieri il termine ultimo per la costituzione delle agenzie di bacino per il trasporto pubblico localecosì come richiede la legge regionale 6/2012 che disciplina il settore dei trasporti – ricorda un comunicato stampa del Gruppo consiliare del Pd in Regione Lombardia –. Pertanto da oggi [martedì 1 aprile] le province e i comuni che non sono riuscite a istituire la propria agenzia verranno commissariate così come recita il testo di legge. Nello specifico tre bacini su cinque sono rimasti sulla carta ovvero quelli di Milano, Monza, Pavia e Lodi; Cremona e Mantova; Como, Varese, Lecco e Sondrio».

«È evidente che qualcosa non ha funzionato – afferma il consigliere regionale comasco del Pd Luca Gaffuri Gaffuri –. È da più di un anno che abbiamo messo in guardia la Regione su questo problema ma ad ogni richiamo ha sempre fatto orecchio da mercante. L’unico atto della Giunta è stato promuovere a dicembre una deroga ritardando di pochi mesi i tempi di costituzione dei bacini. Ma evidentemente ciò non ha risolto molto se siamo qui a discutere della mancata istituzione di tre agenzie su cinque. Siamo certi che con il commissariamento la situazione non cambierà di molto visto che se siamo a questo punto è per il disinteresse della Giunta su un tema fondamentale per i lombardi».

«Non più tardi di un mese fa il Pd aveva chiesto formalmente la convocazione delle singole potenziali agenzie in Commissione mobilità proprio per cercare una soluzione condivisa, anche se in zona cesarini. Ad opporsi l’assessore regionale Del Tenno e la sua maggioranza sorda ai nostri richiami – prosegue Gaffuri –. Anche in occasione della visita del Consiglio regionale a Como si era fatto presente al presidente Cattaneo e agli esponenti comaschi della maggioranza che il Comune di Como aveva già provveduto ad approvare lo statuto dell’Agenzia ma l’iter si era arenato nel silenzio della Giunta regionale».

«È opportuno ricordare che l’istituzione dei cinque bacini per il trasporto pubblico serviva per razionalizzare i servizi di trasporto per evolvere verso un sistema più efficiente, efficace ed integrato – conclude la nota –. E quindi semplificare e migliorare la governance dei servizi del trasporto pubblico locale sul territorio avendo un unico interlocutore per bacino, ottimizzare reti e orari di trasporto, evitando sovrapposizioni, integrare i servizi e superare la frammentazione dei sistemi tariffari». [md, ecoinformazioni]

Cittadella sanitaria a Camerlata

ospedalesantannaGaffuri: «Monitoreremo affinché gli impegni assunti vengano rispettati. Aspettiamo il cronoprogramma».

 

Dopo l’intenzione di mantenere l’impegno preso con i comaschi per la realizzazione della cittadella sanitari nell’area dell’ex ospedale Sant’Anna a Camerlata preso mercoledì 19 marzo nella competente Commissione regionale lombarda da parte dell’Assessore alla Sanità Mario Mantovani, «Ci aspettiamo ora che Regione Lombardia dia un segnale chiaro» ha dichiarato il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri.

«Gli impegni assunti dai contraenti dell’Accordo di Programma in relazione alla riqualificazione dell’area ex ospedaliera di Camerlata non risultavano, infatti, ancora adempiuti – precisa una nota del Partito democratico –, anche se nel frattempo qualcosa, anche per effetto delle richieste del Pd, si sta lentamente muovendo».

«Abbiamo rilevato dalla risposta dell’Assessore che l’Asl non ha compiuto passi sostanziali, dedicandosi alla sua attività ordinaria ma tralasciando di avviare il trasferimento in via Napoleona – ha detto Gaffuri –. Anche sul fronte delle alienazioni del patrimonio immobiliare ospedaliero, si è provveduto a vendere gli immobili sparsi per Como e la provincia mentre solo ora si sta provvedendo alla stima per la vendita degli immobili del vecchio ospedale non più destinati a servizi sanitari: di lì verranno risorse che potrebbero essere decisive se solo la Regione le volesse per dare le ali alla realizzazione della cittadella. Ci preoccupa quindi che si parli degli impegni della Regione senza però indicare una data obiettivo entro la quale arrivare al risultato. Attendiamo quindi un cronoprogramma preciso da parte della Regione e un intervento sulla dirigenza della Asl perché agisca, monitoreremo affinché gli impegni assunti vengano rispettati». [md, ecoinformazioni]

Interrogazione sul Tilo,

logo_tiloGaffuri: «Vagoni chiusi per mancanza di personale, pendolari stretti come sardine e continui malori. La Giunta intervenga»

«Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte dei pendolari della linea Milano-Como San Giovanni che lamentano la chiusura di diversi vagoni del treno. In molti ci hanno raccontato di treni stracolmi con gente stipata e di alcuni casi di malori dovuti alle cattive condizioni di viaggio – afferma il consigliere regionale lombardo del Pd Luca Gaffuri in una nota del 3 marzo –. Il problema era stato già segnalato a Trenord dal comitato pendolari per l’azienda era tutto rientrato, per i pendolari no visto che i treni continuano a viaggiare con carrozze inaccessibili all’utenza. Vorremmo conoscere dall’assessore regionale Del Tenno nel dettaglio i motivi di questo disservizio e in che modo la Regione intende risolverlo. A breve presenterò un’interrogazione ad hoc». [md, ecoinformazioni]

Modifiche al Piano cave
 comasco

cavaGaffuri: «È necessario ascoltare il comune di Cermenate. e servono dati più aggiornati sull’esportazione di materiale in svizzera».

Giovedì 20 febbraio la Commissione ambiente del Consiglio regionale lombardo ha affrontato il Piano cave comasco «Sono stati auditi i dirigenti della Direzione generale del territorio di Regione Lombardia – spiegano in un comunicato dal Partito democratico –, in particolare su una questione: l’Ate g8 di Cermenate, ovvero un progetto di cava che va a ridosso della linea ferroviaria che interessa il quadruplicamento della Chiasso-Monza, da realizzarsi in futuro, e che va a modificare, appunto, il Piano cave approvato dalla Provincia di Como».

«Ciò che temiamo è che la maggioranza che governa Regione Lombardia voglia comunque permettere la realizzazione della cava, magari stralciando la parte di essa che andrebbe a ridosso dell’opera ferroviaria – spiega il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri, che aggiunge –. prima di tutto, abbiamo chiesto alla Commissione di ascoltare in audizione il Comune di Cermenate. Subito dopo abbiamo sollecitato un approfondimento dei dati rispetto al tipo di utilizzo che viene fatto del materiale cavato. Pare, infatti, che il fabbisogno del piano della provincia di Como venga gonfiato perché in realtà viene esportato nella vicina Svizzera. Ci sono stati forniti dei primi numeri, ma risalgono al 2009 e solo qualcuno è più recente. Quindi, nelle prossime sedute dovremmo avere dei riferimenti più aggiornati».

La contrarietà alla nuova cava da parte del Partito democratico è determinata «proprio da una questione ambientale vera: quella è un’area di pregio, agricola, nel verde delle colline che dall’alta pianura si spostano verso Cantù e la Brianza», così come, rileva la nota, afferma la relazione illustrativa del Nucleo operativo Vas regionale: «Si rileva che il contesto in oggetto è caratterizzato da un paesaggio rurale tradizionale, in cui aree ad uso agricolo si presentano con un interessante livello di estensività e continuità interrotto da macchie boscate, in un contesto morfologico composto da aree pianeggianti, deboli rilievi collinari e scarpate di terrazzo». [md, ecoinformazioni]

Razzismo elvetico/ Gaffuri: la Lombardia alzi i toni

20140207_svizzeraCon la nota Frontalieri, discariche: la Lombardia alzi i toni. Siamo stufi dei soprusi della Confederazione il parlamentare regionale lombardo Luca Gaffuri interviene nel dibattito dopo il referendum razzista svizzero. «Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità, questa sera, una mozione urgente che impegna il presidente Maroni ad attivarsi con i Governi italiano, svizzero, del Canton Ticino e dei Grigioni per affrontare la questione frontalieri, dopo il risultato del referendum di domenica, istituire una sorta di ‘zona franca’ lombarda e tenere direttamente i rapporti tra la Regione la Confederazione.

Durante il dibattito in Aula, per il Gruppo regionale del Pd è intervenuto il consigliere Luca Gaffuri: “I rapporti tra gli Stati e l’Unione europea riguardano diversi argomenti. E quando si chiede di modificare alcuni di questi rapporti, vengono rimessi in gioco anche gli altri – ha detto subito Gaffuri –. Quindi, non è possibile per la Svizzera pensare di far circolare i capitali, le imprese, l’export e d’altra parte rifiutare i lavoratori”.

Secondo Gaffuri, gli esiti della votazione elvetica “non si sentiranno fra tre anni, ma subito: oggi si è già rotto l’accordo bilaterale sulla fornitura di energia elettrica”. Eppure, ha continuato il consigliere Pd, “la Confederazione elvetica aveva fatto un passo avanti rispetto l’isolazionismo del passato, ma ora le lancette sono tornate indietro. Comunque questo è un insegnamento per la Lombardia perché dimostra che c’è sempre qualcuno che sta più a nord di noi e c’è sempre qualcuno che viene discriminato. Ebbene, oggi quelli discriminati sono i lombardi”.

Quando, invece, per Gaffuri “i problemi del mercato del lavoro potevano e dovevano essere risolti all’interno della Confederazione elvetica, perché nessuno obbliga le imprese svizzere ad assumere i nostri lavoratori: se lo fanno è perché li apprezzano, per le loro capacità e preparazione, ottenute qui in Italia, nelle nostre scuole e università”.

Anche “la scelta di alcuni imprenditori di abbassare gli stipendi, creando dumping salariale, doveva essere risolta dagli stessi svizzeri, stabilendo, ad esempio, un tetto minimo di compenso più elevato”.

Dunque, questo è “il momento in cui la Lombardia deve essere meno remissiva nei confronti della Confederazione elvetica. Siamo stufi che ci mettano le discariche sul confine, siamo stufi che approvino referendum contro i nostri lavoratori che portano ricchezza alla Svizzera. Se non li vogliono, non li assumano, ma rifiutino anche i capitali esteri – ha incalzato Gaffuri –. Questa volta la Lombardia deve alzare i toni. In fondo, la nostra mozione va anche nell’interesse della stessa Confederazione elvetica che rischia di isolarsi rispetto al resto del mondo”». [Ufficio stampa Pd]

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