Luca Gaffuri

27 ottobre/ Europa, Province e le opportunità offerte dai fondi comunitari

271014olgiateIncontro con L’europarlamentare Alessia Mosca, i presidenti delle Province di Como, Maria Rita Livio, Varese, Nicola Gunnar Vincenzi, e Lecco, Flavio Polano, introduce Savina Marelli, segretaria provinciale Pd, lunedì 27 ottobre alle 21 al Centro MedioEvo di Olgiate Comasco.

 

Gli interventi: «Avranno modo di puntualizzare il nuovo ruolo dell’ente provinciale, le principali priorità dei territori di riferimento ed anche avanzare ipotesi di collaborazione interprovinciale su particolari tematiche e progetti – spiega una nota –. Porteranno il loro contributo alla discussione Samuele Astuti, segretario provinciale Pd Varese; e Fausto Crimella, segretario provinciale Pd Lecco. Saranno inoltre presenti gli on. Chiara Braga e Mauro Guerra, parlamentari comaschi del Pd, e Luca Gaffuri, consigliere regionale di Como del Pd lombardo. Al termine degli interventi è previsto un momento di confronto e dibattito con il pubblico in sala». [md, ecoinformazioni]

Razionalizzazione gestione parchi

montorfano_pLa Commissione regionale agricoltura approva la gestione della Riserva naturale del lago di Montorfano da parte del Parco regionale Valle del Lambro.

 

Mercoledì 10 settembre la VIII Commissione agricoltura del Consiglio regionale: «Ha approvato all’unanimità la proposta di atto amministrativo che prevede l’attribuzione della gestione della Riserva naturale del lago di Montorfano al Parco regionale della Valle del Lambro – annuncia una nota del Partito democratico regionale –. Il documento dovrebbe passare il vaglio dell’Aula entro settembre».

«Il consorzio che gestiva la riserva è stato soppresso in attuazione della legge del 2009 sul contenimento dei contributi statali e con due delibere del 2013 la Giunta regionale aveva assunto le funzioni necessarie al suo temporaneo funzionamento, in attesa della nomina di un nuovo ente gestore – rammenta il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri –. Ci sembra una soluzione che soddisfa tutte le parti coinvolte nella difesa di un’area di particolare pregio, e che razionalizza la gestione delle aree soggette a tutela, nel rispetto degli enti direttamente interessati. È stato prevista, infatti, anche una specifica convenzione tra i Comuni di Montorfano e Capiago Intimiano e il Parco Valle del Lambro, al fine di tenere in debita considerazione la volontà dei Comuni territorialmente competenti in merito alle funzioni generali di indirizzo e controllo sugli atti futuri». [md, ecoinformazioni]

Il Consiglio regionale approva la Zes

lombardia - svizzeraLa Lombardia chiede l’istituzione della Zona a economia speciale sul confine con la Svizzera, Maroni: «Sono molto soddisfatto». Mentre per il Pd si tratta di una proposta inefficace.

 

«Sono molto soddisfatto dell’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della nostra legge, che istituisce in Lombardia le Zes, Zone a economia speciale – afferma Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia –. Si tratta di uno strumento utilissimo per sostenere l’economia e le imprese lombarde e per contrastare la delocalizzazione: in questo modo, per la prima volta, si procede a una riduzione significativa della pressione fiscale per le imprese nelle zone di confine. Invierò subito il testo della legge al Parlamento, chiedendo al Governo e alle forze politiche di approvarla il più rapidamente possibile».

«Questo è il punto di partenza, l’obiettivo è estendere a tutta la Lombardia i benefici previsti dalle Zes, perché tutta la Lombardia merita di essere a una Regione a Statuto speciale – prosegue il presidente lombardo –. Questa legge conferma l’impegno concreto della Regione a sostegno del tessuto economico-produttivo, dell’occupazione e del lavoro».

«L’unico rammarico – ha attaccato Maroni – è che, ancora una volta, l’opposizione, con un atteggiamento puramente ideologico e autolesionista, abbia votato contro una legge che prevede che le tasse pagate dai Lombardi restino sul territorio lombardo».

Di «occasione persa» parla invece il Partito democratico, per cui si tratta di: «Un provvedimento che non servirà a contrastare efficacemente la delocalizzazione delle imprese dove è più conveniente produrre».

Per questo il consigliere democratico comasco Luca Gaffuri si è astenuto: «Buona l’idea, che risponde certamente ad una problematica importante, non solo lombarda, ossia il fenomeno dello spopolamento industriale di alcune aree della regione, particolarmente quelle di confine, attratte dalla convenienza retributiva e fiscale della Svizzera o di altri Paesi. Ma lo strumento non è adeguato: far coincidere l’istituzione delle zone speciali con aree geografiche invece che con aree a particolare criticità e, soprattutto, legarle al percorso della carta sconto benzina è un errore, che non ci convince. Restano così tagliati fuori Comuni che invece rischiano effettivamente lo spopolamento produttivo e lì si creeranno nuove fasce di desertificazione economica. Per questo avevamo proposto emendamenti funzionali a contrastare le criticità di questo provvedimento, come inserire nelle Zes quei Comuni il cui territorio sia compreso nella fascia di 20 km dalla linea di confine tra Italia e Svizzera e nei quali i frontalieri residenti abbiano rappresentato almeno il 4% della popolazione e quelle aree interessate dagli Accordi di competitività come previsti dalla legge sulla competitività recentemente approvata ma la maggioranza non li ha approvati. La fuga delle attività produttive non è solo un problema dei Comuni interessati dalla carta sconto benzina. E disegnare zone analoghe a quelle della Calabria non risolve il problema». [md, ecoinformazioni]

Como Camerlata senza ascensori

Foto Stazione Como Nord Camerlata«Impossibile per i disabili raggiungere il secondo binario» denuncia Gaffuri che ha presentato una interrogazione in Regione.

 

«La stazione di Como Camerlata non è a misura di disabile, ma nemmeno di mamme con bambini piccoli, di viaggiatori con bagagli impegnativi e di ciclisti abituati a caricare la bici sul treno» denuncia il consigliere regionale comasco del Partito democratico Luca Gaffuri, che ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Alberto Cavalli (l’interrogazione).

«Sul valore complessivo del progetto di accessibilità alla stazione di Como Camerlata, pari a 1,435 milioni, la Regione ha messo a disposizione 759mila euro di risorse proprie e 547mila euro da fondi europei dei quali risultano già erogati a Ferrovienord Spa 492mila euro – precisa un comunicato –; tuttavia gli ascensori non sono mai stati attivati, così che i viaggiatori disabili non possono raggiungere il secondo binario (da dove partono i treni per Milano) e quelli con carichi pesanti o ingombranti sono costretti a trasportarli su e giù per le scale». Per di più: «Gli ascensori sono stati posizionati all’estremità della banchina, fuori dalla copertura e dunque senza ripari dalle intemperie».

«Sembra un caso da Striscia la notizia. Ci è stato segnalato che pochi giorni fa una viaggiatrice con una valigia molto pesante ha preferito attraversare i binari piuttosto che fare le scale, e solo con l’intervento provvidenziale di altri viaggiatori è riuscita a risalire sulla banchina del binario 2 mentre il treno per Milano entrava in stazione – afferma Gaffuri –. Il problema è acuito dal fatto che la stazione è ormai senza personale, è impresidiata, e dunque non c’è nessuno che aiuti i viaggiatori in difficoltà. Chi ha problemi più o meno gravi di mobilità, le mamme con il passeggino e i turisti con grandi valigie sono obbligati a notevoli fatiche, se non del tutto impossibilitati a raggiungere il binario da cui partono i treni per Milano, nonostante gli ascensori siano stati realizzati. Chiediamo all’assessore Cavalli di intervenire, viste le risorse impegnate dalla Regione». [md, ecoinformazioni]

Treni per Expo

expo-2015-COPGaffuri: «Sarà pronto un collegamento diretto tra Como e il sito espositivo».

 

Giovedì 19 giugno: «In Commissione speciale rapporti tra la Lombardia e la Svizzera si è tenuta l’audizione dell’assessore regionale alle Infrastrutture Alberto Cavalli accompagnato dal dirigente della struttura il dott. Dell’Acqua. Diversi i punti sviluppati, innanzitutto il tema dei collegamenti ferroviari diretti tra Como e il sito dell’Expo – ricorda una nota del Partito democratico lombardo –. Ad una sollecitazione del consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri, che ricordava come i vicini elvetici stavano programmando una relazione ferroviaria diretta dal loro territorio con destinazione Rho-Fiera in occasione dell’Esposizione universale del prossimo anno, l’assessore ha dichiarato che è intenzione della Regione potenziare la linea ferroviaria suburbana regionale S11 che oggi collega Chiasso a Milano Porta Garibaldi».

«Il progetto prevede di potenziare le corse anche durante il giorno cercando di mantenere la frequenza di una corsa ogni mezz’ora – prosegue il comunicato –. La realizzazione operativa è attualmente allo studio di un tavolo che riunisce la Regione con Trenord, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria Rfi e la società Expo 2015».

«Il dirigente regionale ha parlato di allungare la linea un’operazione che verrà fatta una volta che saranno comunicati ufficialmente gli orari di chiusura serali dell’Expo e che sarà effettuata con il prolungamento dell’attuale percorso dei treni S11 dalla stazione di Porta Garibaldi a quella di Rho Fiera – dichiara Gaffuri –. Ci riteniamo soddisfatti vista l’importanza dell’avvenimento Como non può rimanere a guardare. La Regione deve mettere in condizione i turisti che accorreranno numerosi l’anno prossimodi poter raggiungere il capoluogo lariano facilmente». [md, ecoinformazioni]

Sant’Anna: solo 78 interventi in tre anni con il robot Da Vinci

santannaIl Pd ricorda che è costato 2,66 milioni; per Gaffuri: «È un problema di gestione, non dei medici».

 

«È costato 2,66 milioni di euro ma in tre anni è stato utilizzato solo 78 volte – dichiara una nota del Partito democratico regionale lombardo –. È il robot Da Vinci, sofisticata apparecchiatura in servizio dal 2010 all’ospedale Sant’Anna di Como e in altri 9 ospedali lombardi, acquistata perché in grado di assistere i chirurghi in delicate operazioni a fegato, pancreas e su tumori ginecologici e urologici, garantendo altissima precisione e minore invasività. Il Da Vinci rappresenta di fatto l’evoluzione della chirurgia laparoscopica e permette tempi di ripresa del paziente molto più rapidi, riducendo significativamente le complicazioni post operatorie».

Una apparecchiatura estremamente utile del cui sottoutilizzo: «Ha chiesto conto il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri, autore di un’interrogazione in commissione a cui ha risposto questa mattina [lunedì 16 giugno] l’assessore alla sanità Mario Mantovani».

«A quanto ha spiegato l’assessore, una parte delle complicazioni sarebbe data dal difficile addestramento dei medici e dal costo delle componenti “di consumo” del macchinario – precisa la nota –. Una spiegazione che non convince il Pd, che rimarca come si sia molto lontani dall’effettuare i tre interventi al giorno previsti per utilizzare l’apparecchiatura in modo efficiente».

«I numeri parlano da sé da tre interventi al giorno previsti per portare a regime l’apparecchiatura siamo giunti a 78 interventi in tre anni – afferma Gaffuri –. Non è pensabile addossare la responsabilità ai medici, evidentemente c’è stata incapacità programmatoria e gestionale, che si nasconde dietro carenze di budget. Nelle prossime settimane verificheremo se lo stesso problema riguardi anche negli altri nove ospedali in cui il Da Vinci è in funzione». [md, ecoinformazioni]

Le ragioni di Berlinguer

berlinguerNella serata di mercoledì 11 giugno il salone Bertolio ha ospitato Le ragioni di Berlinguer, l’incontro dedicato all’eredità politica e morale dello storico leader comunista nel trentennale della sua scomparsa.

Promosso da Rifondazione e dal Pdci comasco, l’evento ha visto la partecipazione di Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea Peretta, e del direttore del centro studi Cespi Vittorio Gioiello, coordinati nei loro interventi dal segretario lariano di Rifondazione Pierluigi Tavecchio e dal suo omologo del Pdci, Andrea Cazzato.

Gli ospiti hanno così affrontato la complessa figura del Segretario per antonomasia da un doppio punto di vista, storico ma anche più specificatamente politico: Calzati infatti ha ripercorso la traiettoria personale di Berlinguer, dai suoi esordi “romani” al fianco di Togliatti al compromesso storico, per arrivare alla questione morale e alle ultime battaglie prima della morte. Un contributo corposo, quello dello storico comasco, che è stato poi “completato” da Gioiello, incaricato di fare luce sulle ragioni ideali alla base del pensiero berlingueriano. L’eurocomunismo, lo spirito sinceramente democratico, la stessa questione morale per cui ultimamente è ricordato nel dibattito politico, contribuiscono per lo studioso milanese alla “specificità” del politico sardo, trovatosi ad operare in un periodo e in un luogo estremamente difficile come l’Italia degli anni ’70.

La particolarità di Berlinguer è stata confermata anche dalla seconda fase dell’incontro, dedicata agli interventi dal pubblico: se Marco Lorenzini ha portato i saluti di Sel, concentrandosi nel suo contributo sull’eredità tremendamente attuale del leader comunista nell’Italia di oggi, il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri ha invece ricordato la capacità di Berlinguer di attirare le simpatie e il rispetto di una platea molto più ampia di quella del Pci, conquistando consensi elettorali e non in segmenti sociali apparentemente lontani dal suo messaggio. Un “talento” che può essere visto come un invito all’unità delle forze progressiste e di Sinistra nell’Italia di oggi, come richiamato in altri interventi, come quello di Michele Marciano, presidente del circolo comasco di Legambiente.

Una serata intensa quindi, che ha visto anche l’esposizione nel salone di articoli di giornale, libri e cimeli dedicati all’esponente del Pci, messi a disposizione dai militanti del Prc e dei simpatizzanti del vecchio Partito Comunista. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

Persi i 5 milioni di finanziamento europeo per la stazione di Camerlata

nuova stazione camerlataGaffuri: «La Giunta assicura 7 milioni di fondi regionali ma comunque l’opera non sarà pronta per l’Expo».

 

«I 5 milioni di fondi europei assegnati dalla regione per realizzare la fermata di interscambio nella stazione di Camerlata decadono per mancato rispetto dei tempi – annuncia con un comunicato stampa il Pd regionale lombardo –. Entro il 31 maggio dovevano essere avviati i lavori ma per cause impreviste il progetto è slittato a data da destinarsi. Questa, in sintesi, la risposta del sottosegretario Sala, intervenuto in Aula in sostituzione dell’assessore alle Infrastrutture Alberto Cavalli, all’interrogazione presentata dal consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri in merito all’avanzamento dei lavori presso la stazione comasca».

«Il sottosegretario ha spiegato che il progetto presenta criticità nei tempi di realizzazione – prosegue la nota –: si è infatti riscontrata la presenza di numerosi canali di drenaggio nella piattaforma ferroviaria, la caratterizzazione geologica e idrogeologica dell’area di intervento ha rivelato la presenza di acqua nella falda a breve profondità, parte dell’area del parcheggio è interessata da una particolare pietra che necessita l’individuazione di tecniche per il drenaggio delle acque ed infine la viabilità del nuovo cantiere ferroviario impatta fortemente con quello del cantiere dei lavori di scavalco di Pedemontana».

«Questa è la dimostrazione palese dell’incapacità italiana, e anche lombarda, di rispettare i tempi per l’ottenimento dei finanziamenti europei e di predisporre per tempo i passaggi tecnici necessari – dichiara Gaffuri –. Per diverso tempo è stata scaricata la responsabilità sul Comune di Como che invece da parte sua ha fatto tutto ciò che gli competeva sia in termini urbanistici, con l’approvazione del Pgt sia la segnalazione per tempo che l’area interessata dall’opera è di proprietà dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e quindi di competenza regionale».

«La Regione ha dovuto provvedere alla decadenza del contributo di 5 milioni di euro – concludono dal Pd lombardo – ma riconoscendo la significatività dell’intervento il sottosegretario ha assicurato che la Giunta si è già attivata per reperire la somma necessaria per finanziare l’opera pari a 7 milioni di euro. Sono già in corso tra le strutture tecniche dell’assessorato, di Rfi e del comune di Como incontri per individuare la migliore soluzione operativa».

«Apprezziamo la volontà della Regione di trovare fondi nel bilancio, ritenendo l’opera prioritaria – termina il consigliere regionale comasco –, ma l’impasse che si è verificato rende difficile la realizzazione di quest’opera entro l’ avvio di Expo. Vogliamo quindi sapere dall’assessore regionale Cavalli qual è il nuovo cronoprogramma dell’opera e se il finanziamento europeo di 5 milioni di euro andranno persi interamente o verranno spostati su altri progetti». [md, ecoinformazioni]

Stazione di Como Camerlata tutto fermo

nuova stazione camerlataGaffuri: «I lavori dovevano partire entro il 31 maggio ma ad oggi ancora nulla. Che fine hanno fatto i 5 milioni di fondi europei? La Regione batta un colpo».

 

«I lavori per la fermata d’interscambio alla stazione di Camerlata dovevano iniziare entro il 31 maggio ma ad oggi ancora nulla. Che fine faranno i 5 milioni di fondi europei che servivano per il progetto? La Regione dia spiegazioni» chiede il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri all’assessore alle Infrastrutture Alberto Cavalli.

La partenza dei lavori, che prevedono la creazione di un ponte pedonale di collegamento fra le Ferrovie Nord e una nuova fermata sulla rete di Rfi, in sostituzione di quella di Albate Camerlata (con un nuovo parcheggio di interscambio) era stata annunciata per la fine di maggio.

«Il decreto, notificato da Regione Lombardia a Rfi e con il quale venivano erogati i 5 milioni di finanziamento – precisa il consigliere comasco, firmatario di una interrogazione che chiede chiarimenti sulle tempistiche –, prevedeva una serie di indicazioni sui tempi di realizzazione dei lavori, come richiesto dai finanziamenti europei Por/Fesr, pena la decadenza dei contributi stessi. Vista la situazione chiediamo alla Regione spiegazioni. Si andrà avanti con altri strumenti o persi i finanziamenti dobbiamo dire addio al progetto?» [md, ecoinformazioni]

Il Pd esulta per i risultati delle elezioni

voti pd 2014Il Partito democratico comasco festeggia i buoni risultati elettorali e la vittoria a Mariano Comense. Per Braga in futuro: «L’obiettivo è di fare squadra per il bene e la crescita di tutto il territorio».

 

«Oggi [lunedì 9 giungo] è una giornata particolarmente felice per il Partito democratico – afferma la parlamentare comasca del Pd Chiara Braga –. L’esserci affermati a Mariano Comense è il risultato finale di una consultazione elettorale che ci conferma come autorevole forza di governo nel territorio». «Il Partito democratico è un punto di riferimento per il territorio, cosa del resto emersa all’indomani del 25 maggio ovvero dopo il primo turno delle amministrative e delle elezioni europee – prosegue Braga –. La portata delle sfide e delle questioni locali che ogni Comune comasco troverà sul campo deve ora portare il Pd provinciale a lavorare insieme con i diversi sindaci così da giocare e vincere al meglio tutte le sfide che ci troviamo di fronte. In passato non abbiamo mai avuto l’onore e l’onere di guidare così tanti centri comaschi. L’obiettivo è quindi quello di fare squadra al fine di perseguire obiettivi comuni per il bene e la crescita di tutto il territorio. Complessivamente, dunque, questa tornata elettorale si chiude con un risultato netto a favore del nostro partito e con un’iniezione di fiducia che dovremo onorare in quanto il Pd è una forza di governo credibile».

«Oggi ci troviamo a commentare un nuovo risultato straordinario che segue i risultati ottenuti dal Pd alle elezioni europee nelle quali il Pd ha intercettato un elettorato di opinione che ha anche riconosciuto l’importante lavoro svolto dal Governo Renzi e che ci conferma come un’importante realtà solida alla quale affidare i destini della nostra provincia – dichiara il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri –. Bisogna rendersi conto che, nell’arco di quattro anni, la geografia politica della provincia di Como è cambiata radicalmente. Una situazione che carica di nuove responsabilità il Partito democratico per il futuro sviluppo del nostro territorio nel quale governiamo i principali centri. In ogni caso la nostra proposta politica vuole coinvolgere tutta la Provincia: dalla Brianza che confina con Milano ai centri del lago. A Mariano Comense, infine, Giovanni Marchisio è riuscito a creare un grande entusiasmo testimoniato dal fatto che al ballottaggio il numero di elettori a suo favore sono risultati in numero maggiore in questo secondo turno rispetto ai dati di due settimane fa».

«Il dato della città capoluogo è assolutamente importante, per certi versi anche insperato – aggiunge il segretario cittadino comasco Stefano Fanetti –. Siamo veramente soddisfatti di aver raccolto il 44% in Como: un dato che sicuramente funge da stimolo alla politica cittadina che deve assolutamente farne tesoro. Un risultato che conferma come il Pd non debba aver paura di contaminarsi con le forze più diverse in città, dai movimenti alle associazioni. Negli ultimi anni il centrosinistra ha cambiato profondamente il modo in cui porsi nei confronti della cittadinanza ed oggi dimostra di non aver alcuna remora ad avere il contatto con le persone di estrazione la più diverse per cercare di capire quali sono i problemi reali del territorio. Se saremo capaci di fare questo anche a Como sicuramente tutta la città potrà assolutamente beneficiarne».

«A Mariano Comense il Pd e le altre forze che appoggiavano la mia candidatura hanno vinto non solo, come si dice, perché abbiamo sfruttato il cosiddetto effetto Renzi ma soprattutto perché in questi ultimi mesi abbiamo raccontato con coraggio e determinazione le nostre idee, resistendo alla tentazione di rispondere alle diverse provocazioni che ci sono arrivate – conclude il neosindaco di Mariano Comense Giovanni Marchisio –. Ci piacerebbe che dopo la lunga esperienza della campagna elettorale la gente continui a pensare che è bello e appagante fare politica ed impegnarsi per la propria realtà. Il nostro sogni, quindi, è che chiunque abbia dato un contributo, a qualsiasi livello, nella nostra campagna elettorale, ci rimanga vicino e continui a fungere da stimolo la nuova amministrazione cittadina». [md, coinfomazioni]

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