Teatro sociale di Como

8 marzo/ Concerto per la giornata internazionale della donna

080315 teatro sociale«Musica al femminile nel segno del classicismo viennese con le musiche di Ludwig van Beethoven e Wolfgang Amadeus Mozart» dirige José Luis Gomez-Rios, domenica 8 marzo al Teatro sociale di Como, in piazza Verdi, organizza il Comitato imprenditoria femminile in collaborazione con il Teatro sociale per la Giornata internazionale della donna.

 

Programma:

In Sala Canonica del Teatro Sociale di Como, via Bellini (ingresso libero)

Alle 18.30, Anteprima Musica al femminile presentazione spettacolo;

Alle 18.45, saluto di Ornella Gambarotto. presidente del Comitato imprenditoria femminile, e Mina Pugliese, presidente Donne impresa Confartigianato Como: incontro con la scrittrice Licia Badesi;

Alle 19.30, aperitivo offerto dal Cfp di Como;

Alle 20.30, Concerto Mozart & Beethoven (solo con acquisto biglietto). [md, ecoinformazioni]

 

Il mio nome è Bach

Locandina BachArmonie di musica e immagini in 4 film d’autore rassegna organizzata dalla Provincia di Como, in collaborazione con Fondazione cineteca italiana, Università popolare di musica di Como, Teatro sociale di Como, Lunedì del cinema, a ingresso gratuito fra ottobre e novembre.

 

Programma:

Lunedì 20 ottobre alle 21 al Teatro sociale di Como, in piazza Verdi a Como, Solaris di AndreiJ Tarkovskij;

Giovedì 13 novembre alle 21 al Cinema Astra di Como, in viale Giulio Cesare a Como, Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini;

Giovedì 20 novembre alle 21 al Cinema Astra di Como, in viale Giulio Cesare, Il mio nome è Bach di Dominique de Rivaz;

Venerdì 21 novembre alle 21 alla Casa della musica di Como L’Offrande Musicale BWV 1079 di Andy Sommer, direttore musicale Jordi Savall. [md, ecoinformazioni]

Incontro con il ministro per il Teatro sociale

teatri tradizionaliCavadini a Roma con i rappresentanti delle città sedi dei teatri di tradizione perché: «il Decreto cultura esclude tali enti dalle misure previste per il rilancio delle fondazioni liriche-sinfoniche».

 

Palazzo Cernezzi ha preso parte giovedì 25 settembre all’incontro a sostegno dei teatri di tradizione con Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

«L’incontro è stato promosso dal comune di Cremona – ricorda il Comune di Como –, insieme alle città sedi dei teatri di tradizione, accompagnati oggi dal presidente dell’Atit (Associazione italiana teatri di tradizione), Giuseppe Gherpelli, in rappresentanza di tutti i teatri di tradizione, e dalla consigliera dell’associazione, Angela Cauzzi, sovrintendente del Teatro Ponchielli di Cremona».

«I Teatri di Tradizione sono 29, distribuiti in 14 regioni – precisa una nota –. Le città interessate sono Novara, Bergamo, Como, Cremona, Mantova, Pavia, Rovigo, Treviso, Bolzano, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Savona, Livorno, Lucca, Pisa, Jesi, Macerata, Chieti, Salerno, Lecce, Cosenza, Catania, Trapani, Sassari».

«Il Decreto cultura, recentemente approvato rappresenta una scelta importante e sostanziale in base alla quale sono state elaborate alcune misure significative per il rilancio delle fondazioni liriche-sinfoniche – hanno scritto i sindaci dei Comuni coinvolti nella lettera di richiesta dell’incontro con il ministro –. Alla luce di questo provvedimento, che non comprende i teatri di tradizione, e alla luce dell’importanza di queste istituzioni culturali per i nostri territori, abbiamo ritenuto necessario costruire sinergie tra le città sedi di questo tipo di teatri. I teatri di tradizione da anni sono accomunati da crescenti difficoltà relative alla sostenibilità economica, alla manutenzione, alla programmazione. Problematiche che vanno sanate per consentire a queste istituzioni culturali di continuare a svolgere il loro prezioso compito».

«Gli enti coinvolti hanno condiviso un documento, elaborato dall’Atit – prosegue l’Amministrazione del capoluogo comasco –, dove sono presenti alcune proposte sottoposte al ministro Dario Franceschini, come quella, ad esempio, di far rientrare le donazioni ai teatri di tradizione nell’ambito del regime fiscale agevolato».

«Oggi a Roma erano presenti 21 delle 29 città interessate, in rappresentanza di tutte le regioni – precisa Luigi Cavadini, assessore alla Cultura del Comune di Como –. Questa presenza ha certo reso evidente l’interesse e il bisogno di sostegno ai teatri come il nostro Sociale e la risposta del ministro è stata di grande disponibilità a considerare le problematiche a lui sottoposte. Abbiamo condiviso l’impegno a rinsaldare i rapporti con il Ministero e con le Regioni per un sostegno ai teatri di tradizione non solo legislativo ma anche economico-finanziario. Parliamo di un’attività culturale, fondamentale non solo per i territori di riferimento ma per tutto il paese». [md, ecoinformazioni]

Shopping con Mozart

teatro socialeFino al 27 settembre vetrine dei negozi ispirate al Don Giovanni di Mozart, grazie a una collaborazione con il Teatro sociale di Como.

 

Una iniziativa in vista del Don Giovanni di Mozart che andrà in scena venerdì 26 settembre: «Serata della prima dell’opera, con la regia di Graham Vick, uno dei registi più creativi e innovatori di oggi».

«Lungo le vie del centro storico e in città le attività commerciali associate a Confcommercio Como allestiranno le vetrine ispirandosi ai temi del Don Giovanni per rendere omaggio al grande compositore, durante la settimana in cui si svolge la serata inaugurale – spiega una nota dell’associazione di categoria comasca –. I negozi utilizzeranno materiali e oggetti messi a disposizione dal Sociale, contribuendo a far vivere e rendere partecipe tutta la città della prima del Don Giovanni».

È una seconda edizione, «dopo il successo del 2013 in cui i negozianti si sono ispirati all’Otello, in occasione del bicentenario del Sociale», il Teatro sociale «premierà la vetrina più bella e maggiormente rappresentativa regalando due biglietti per la prima del Don Giovanni del 26 settembre. Il vincitore sarà annunciato il 24 settembre. Tutte le foto delle vetrine addobbate a tema saranno comunque pubblicate sul sito www.teatrosocialecomo.it e nella Gallery fotografica di Confcommercio Como, sul portale www.confcommerciocomo.it».

Hanno aderito: «Agiemme Abbigliamento, via Indipendenza; Anna Gilardoni Abbigliamento, via Cesare Cantù; Brumana Abbigliamento, via Carcano; Croci/Vitrum Abbigliamento, piazza Duomo; Enoteca da Gigi, via Luini; Farmacia De Filippis, via V. Emanuele; Oreficeria Felice Gabaglio, piazza Duomo; Figli dei Fiori, fiorista, via Borgovico; F.lli Brenna Parrucchieri di Como; Erboristeria Isola Verde, via Diaz; Ristorante La Ghironda, Via Bellinzona; Marina Rinaldi Abbigliamento, via B.Luini; Maude Abbigliamento, via Carcano 12; Nanan Abbigliamento, via Manzoni; Pasticceria Monti, piazza Cavour; Oreficeria Roncoroni, via Diaz; Panificio Tina Beretta, via Rusconi. Inoltre: Ristorante Momi di Blevio e Fiorista Giuliana Giunta di Carimate». [md, ecoinformazioni]

17 luglio/ Harpscapes

harpscapesPresentazione dell’ultimo cd di Raoul Moretti, per Electroharp & Live Electronics con «i contributi di Beppe Dettori, Max Brigante, Fabrizio Modonese Palombo, Claudio Milano, Manuel Rossi Cabizza, registrato e mixati da Michele Rovelli e mastering di niente meno che Marti Jane Robertson», che uscirà il 15 luglio, «in un concerto nell’ambito del Lake Como Film Festival», giovedì 17 luglio alle 19.30 all’Arena del Teatro sociale di Como. Per informazioni Internet www.raoulmoretti.it.

Tijana Djerkovic/ Inclini all’amore

downloadAmpia partecipazione ieri alla presentazione del libro di Tijana M. Djerkovic Inclini all’amore [Playground Editore, 2013, 212 pagg, 15 euro], al Teatro Sociale di Como in occasione della rassegna i Giovedì della lettura.
Un libro che attraverso la storia di tre personaggi di diverse generazioni abbraccia l’intero Novecento e ci racconta un paese, il Montenegro, che non ha avuto il debito spazio nelle cronache letterarie.
L’autrice, scrittrice e traduttrice belgradese laureata in Lingua e Letteratura russa e italiana, affronta in questo suo primo romanzo la difficoltà di trasferire la propria autobiografia, mettendo in campo i sentimenti più segreti e le lezioni morali ricevute in dono dagli uomini della famiglia che lei più ha amato, suo nonno e suo padre.
Il primo protagonista è Milovan, un uomo di grande esperienza del mondo e dell’arte affabulatoria, che aveva la capacità di affascinare coi suoi racconti tutti coloro che gli sedevano intorno.
«Le parole non sono grano che, quando trabocca dal granaio, lo raccogli con la pala, per poi rimetterlo a posto. Le parole si accompagnano al rimpianto e alla perdita. Una volta dette non le recuperi più. È sempre meglio dire una parola in meno che una in più». Questo insegnava Milovan nel piccolo paesino di Bar, sulla costa del Montenegro, ai suoi figli. Le sue parole ebbero grande effetto soprattutto sull’ultimogenito, Vladimir nel romanzo, che divenne uno dei più grandi poeti jugoslavi. La stessa passione per le parole che l’autrice ha ereditato da quel padre poeta tanto amato e dei cui scritti si sente figlia. Ha deciso di scrivere la storia della sua famiglia in italiano, perché sente ormai che questa è la sua lingua (l’autrice vive in Italia dal 1987), ma anche perché scrivere in italiano e non in serbo pensava le avrebbe consentito di prendere le distanze da ricordi amati e dolorosi, invece si è trovata a confessare anche cose che non avrebbe mai scritto nella sua lingua madre. Racconta tutto infatti la scrittrice, la vita di un nonno viaggiatore di gran coraggio e tenacia, lavoratore instancabile che ha girato il mondo facendo i lavori più duri, anche in miniera in Alaska, per poi tornare in patria ed essere chiamato a combattere tre guerre, due balcaniche e quella del ’15-18. Ma anche le vicende di un padre ancora più coraggioso che a soli dodici anni è scappato di casa per seguire il fratello unitosi ai partigiani di Tito. Tornò dal fronte tre anni dopo con molte medaglie e senza un braccio. A diciannove anni, per una falsa denuncia, venne deportato in un gulag sull’isola dalmata di San Gregorio. Subì interrogatori, umiliazioni, torture e perse un occhio. Tutte queste sofferenze vengono riportate nel libro della Djerkovic, che dichiara la sua forte difficoltà nel riportare questi fatti, ma anche quella di dover raccontare in poche pagine la distruzione del proprio paese. L’autrice apprese la deportazione del padre leggendo le sue carte: non le aveva raccontato nulla con l’intento di preservarla, perché fermamente convinto che il rancore e l’odio si ereditano. La sua eredità invece è la forza della dignità e l’amore per la vita nonostante tutto. Vladimir non aveva paura alcuna della distruzione del corpo, ma ciò che realmente temeva era quella delle sue emozioni e della sua inclinazione al bene. Dopo la morte del padre e del fratello, l’unica testimone e depositaria di questo grande insegnamento è proprio Tijana, che con il suo libro tiene viva non solo la storia della sua famiglia ma anche quella di un luogo, i Balcani, devastato da guerre fratricide e ancora oggi visto come il buco nero dell’Europa, ma ricco di bellezza sia nel paesaggio che nello spirito della gente. [Federica Dell’Oca, ecoinformazioni]

The Rocky Horror Pictures Show

rocky horrorDi Jim Sharman (
Gb/Usa 1975, 100’) lunedì 3 febbraio, spettacolo unico alle 21 al Teatro Sociale in piazza Verdi a Como, «la proiezione sarà animata dallo spirito audace delle Nina’s Drag Queens, che animeranno il film chiedendo al pubblico la più scatenata partecipazione, tra boa di piume e nuvole di glitter», per  Il cinema va a teatro di Lunedì Cinema FilmStudio in collaborazione con il Teatro Sociale. Ingresso 7 euro, ridotto (studenti, over 65) 6, 
abbonamento LunediCinema 19 film 70 euro. Per informazioni Internet www.lunedicinema.com.

«Correva l’anno 1975 quando il regista Jim Sharman e il compositore, sceneggiatore, cantante e attore Richard O’Brien davano alla luce la versione cinematografica del musical britannico The Rocky Horror Show che avevano presentato con successo a teatro – raccontano gli organizzatori –. Partito male al botteghino, il film diviene presto un cult raccogliendo negli anni consensi ed un pubblico di veri e propri idolatri che si sarebbero riuniti regolarmente in piccoli cinema per ricreare le scene durante la proiezione. Cocktail di umorismo, provocazione ed eccesso da bere tutto di un fiato, The Rocky Horror Picture Show è l’apoteosi della cultura pop che cita ed esibisce tra un numero musicale e l’altro, un film talmente mitizzato, citato, rifatto e copiato che accostarsi al suo percorso visivo e musicale senza sovrastrutture è praticamente impossibile. Eppure, a quasi quarant’anni dalla sua uscita è un film ancora affascinante e di una bellezza dirompente. Una serie di canzoni entrate nel mito: orecchiabilissime e con una performance straordinaria di Tim Curry su Sweet transvestite, che trascinano lo spettatore e lo inchiodano alla poltrona fino alla fine. Ma al di là delle belle musiche e dell’aspetto grottesco e stravagante, il film è ancora oggi attualissimo per le sue tematiche. Si parla in modo molto libero di sesso e sessualità. Frank-N-Further è un bisessuale travestito, Janet, castissima all’inizio del film, fa l’amore con Frank e Rocky e tutti i rapporti sono rappresentati come giocosi, liberi e piacevoli per tutti. Una pellicola che inneggia all’amore libero, alla ricerca del piacere senza inibizioni e senza tabù». [md – ecoinformazioni]

Viaggio ad Auschwitz a/r

Spettacolo della compagnia teatrale Il Melarancio di Cuneo per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado (classi terze) giovedì 30 gennaio alle 10 al Teatro Sociale di Como in piazza Verdi. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via e-mail a ccozzi@teatrosocialecomo.it o fax al 031.271472 entro venerdì 24 gennaio con l’indicazione dell’insegnante di riferimento, della scuola, delle classi e del numero dei ragazzi partecipanti.

«È assai difficile mettere in scena, oggi, per l’ennesima volta, uno spettacolo davvero necessario per spiegare ai ragazzi cosa sia stato realmente l’orrore della Shoah. Narrare in modo inusuale la Shoah ai ragazzi deve essere sempre di più un impegno morale – precisa una nota –. Ecco perché Viaggio ad Auschwitz a/r è uno spettacolo assolutamente da considerare importante, proprio perché ha toccato queste corde che collegano oltretutto indissolubilmente il passato con il presente. Gimmi Basilotta, infatti, nel suo spettacolo parla di un suo viaggio molto particolare, compiuto insieme ad altri “pellegrini”, dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il medesimo doloroso viaggio di deportazione che, nel 1944, portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz. L’attore traduce in parole semplici il suo cammino, aiutato solo da poverissimi elementi di scena, pezzi di legno, fresche frasche, una betulla del tutto simile a quella che ha piantato là in quell’inferno alla fine del viaggio. In questo modo passato e presente si fondono in una specie di preghiera laica, una via crucis liberatoria e commovente che appassiona per più di un’ora l’attenzione degli spettatori a cui vengono donate parole di speranza per cercare tutti insieme di affrontare un futuro migliore» (la scheda didattica). [md – ecoinformazioni]

200 anni… di persone

200-anni-Sociale-816x530Mostra di immagini per i 200 anni del Teatro Sociale di Como a S. Pietro in Atrio in via Odescalchi a Como, organizzata dal Teatro Sociale con la Società dei palchettisti, in collaborazione con Amici di Como, inaugurazione sabato 12 ottobre alle 18, aperta fino al 27 ottobre mercoledì, sabato, domenica dalle 11 alle 19, martedì, giovedì, venerdì dalle 14 alle 19, chiusa lunedì (altro…)

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