Anno: 2009

Il Pd invita gli esponenti della maggioranza ad azioni concrete per far cadere Bruni

pdNel Comunicato che riportiamo integralmente il Pd di Como conferma la disponibilità ad ogni soluzione per determinare la caduta di Bruni e della sua Giunta.


«Il gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Como, concorda unanimemente sia sull’obiettivo politico da perseguire in questo delicatissimo passaggio della vita amministrativa di Como, sia sul netto e immodificabile giudizio di fallimento attribuito alla giunta Bruni. Le gravissime responsabilità appartengono al sindaco, all’assessore, alla giunta e alla maggioranza che hanno irrimediabilmente offeso la città, la sua storia, il suo sentire più profondo, il suo ambiente, la sua bellezza. Il problema di Como non sono l’Ulivo o il Pd, che tenacemente e coerentemente da sempre esprimono il loro dissenso nei confronti di un’opera – le paratie – ritenuta inutile, dispendiosa, sproporzionata, sbagliata. Il problema è questa giunta che da anni dà prova di un’incapacità di cui ormai dovrebbe prendere atto. Il gruppo del Pd è unanimemente disponibile a ogni soluzione utile alla caduta del governo cittadino e allo scioglimento del consiglio comunale. Si facciano avanti coloro che all’interno della maggioranza lo sono altrettanto, senza calcoli o ipocrisie. Gruppo consiliare Pd Como»

La bufala delle dimissioni

RondinePaco-SIn un comunicato che riportiamo integralmente il movimento della rondine spiega le ragioni delle proprie scelte.

Dopo le battaglie di 15 anni di opposizione Paco non ci sta a passare per una stampella della maggioranza. Leggiamo dalla stampa che Paco e il suo Consigliere Comunale, Bruno Magatti, sarebbero improvvisamente diventati una stampella per la maggioranza e trasaliamo!  Paco è stato il primo a sottoporre ai consiglieri di minoranza in una riunione giovedì scorso (1 ottobre) a margine del consiglio comunale una mozione di sfiducia al sindaco: come da comunicato stampa inviato mercoledì sera (30 settembre) agli organi di informazione.  Abbiamo dichiarato successivamente che preferivamo questo strumento all’ipotesi delle dimissioni di massa perché vorremmo inchiodare politicamente in aula i responsabili dello sfacelo delle paratie e gli esponenti della maggioranza che si sono dichiarati improvvisamente contrari. Stiamo tuttora facendo fatica a raccogliere le 16 firme necessarie per presentare la mozione di sfiducia al sindaco: si tratta quindi di una Bufala la possibilità di raccogliere 21 impegni formali per una dimissione di massa  Il gruppo di PACO era presente ieri sera in consiglio comunale tra il pubblico che gridava vergogna al sindaco e gli chiedeva di dimettersi. • Non accettiamo quindi che si costruiscano operazioni di diffamazione del nostro movimento dei suoi rappresentanti nelle istituzioni solo per pura esigenza di immagine di alcuni consiglieri comunali.  Paco ha sempre svolto con coerenza il mandato dei cittadini dichiarandosi contrario alle paratie fin dal 1996 con manifestazioni, convegni, atti, votazioni in tutte le sedi pubbliche e istituzionali. Paco non ha quindi assolutamente salvato la sedia del sindaco, è anzi impegnato per far sì che venga sfiduciato dal Consiglio comunale per le gravi responsabilità in merito alla costruzione del muro sul lungolago che riteniamo essere un insulto ai cittadini comaschi, oltre agli altri ben noti misfatti perpetrati ai danni della città. Ma ciò senza improvvisati, maldestri e inconcludenti colpi di teatro. Paco Progetto per Amministrare Como I portavoce: Ermanno Pizzotti, Luigino Nessi, Paolo Sinigaglia Il consigliere comunale: Bruno Magatti»

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 5 ottobre 2009

cernezziOccasione televisiva per il Consiglio comunale di Como lunedì 5 ottobre. Il pubblico che voleva seguire la seduta è stato bloccato da un ampio schieramento di forze dell’ordine impegnate a tenere libero dalla folla il set. Per i cittadini è stata allestita Sala Stemmi dove hanno potuto seguire le riprese del Consiglio di Etv compresi stacchi pubblicitari e telegiornale. Inciontentabili molti si sono rifiutati di star buoni davanti alla tv e alcuni di loro hanno persino urlato contro Bruni e la sua Giunta. I diritti democratici non sono però argomenti interessanti per chi governa a Palazzo Cernezzi.

«Anche questa estate il problema delle zanzare e delle zanzare tigre è stato segnalato da diversi cittadini» ha esordito nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 5 ottobre Luca Gaffuri, Pd, chiedendo quindi al Comune di segnalare le zone maggiormente interessate dal fenomeno all’Asl.
Donato Supino, Prc, ha chiesto e ottenuto di rispettare un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione in provincia di Messina a cui si è associato Francesco Pettignano, Pdl, una richiesta accolta dal presidente dell’assemblea.
Arturo Arcellaschi, Pdl, ha riferito della tradizionale trasferta a Marzabotto in rappresentanza del Comune da cui ha portato un pubblicazione data in omaggio a tutti i consiglieri.
Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto nuovamente di trovare una soluzione per l’area di via Quasimodo, cintata da un privato, e annunciato che «dopo le 800 firme raccolte per il ripristino di una linea dei bus che colleghi Ponte Chiasso con Sagnino e Tavernola, dovrebbe passare anche una mozione in tal proposito in Circoscrizione 8».
«I lavori del muro stanno continuando – così si è espresso Alessandro Rapinese, Area 2010, anticipando l’argomento della serata – guardando il contratto sembra che non si possano interrompere i lavori se non pagando una penale». Il consigliere ha poi proseguito «per supplire alle mancate dimissioni del sindaco ho cercato di organizzare le dimissioni di massa dei consiglieri» senza riuscirci perché avrebbe trovato resistenze nelle minoranze, che hanno prodotto «l’ennesima mozione che chiede le dimissioni del sindaco» per cui ha chiesto l’appoggio dei consiglieri di maggioranza Simone, Martinelli e Tenace, che avevano bocciato Bruni sulla stampa locale.
Data l’importanza dell’argomento il Consiglio comunale è stato trasmesso in diretta su Etv e per i 200 accorsi a Palazzo Cernezzi in Sala Stemmi con un megaschermo. Un modo per permettere ai cittadini di essere vicini allo svolgimento dei lavori senza disturbare il manovratore, salvo i 15 che sono riusciti a entrare per primi e ad accaparrarsi le poche sedie disponibili per il pubblico nella sala del Consiglio.
A difesa della sala e per mantenere l’ordine pubblico erano schierati poliziotti, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani, che hanno fatto un muro umano quest’ultimi per bloccare l’ingresso alla sala del Consiglio alla gente che, nell’atrio sopra lo scalone d’onore del cortile antico, premeva per assistere di persona allo svolgimento dell’assemblea e non voleva essere confinata davanti alla televisione nell’attigua Sala stemmi.
Il primo atto del Consiglio è stata la surroga del dimissionario Enrico Gelpi, Pdl, con Nadia Tettamanti, avvenuta all’unanimità.
Prima di incominciare il dibattito il presidente del Consiglio Pastore ha letto l’articolo 48 del Regolamento comunale sulle adunanze segrete che al primo comma recita: «L’adunanza del Consiglio comunale si tiene in forma segreta quando vengono trattati argomenti che comportano apprezzamento delle capacità, moralità, correttezza o vengono esaminati fatti e circostanze che richiedono valutazioni delle qualità morali e delle capacità professionali di persone».
Mario Lucini, Pd, ha preso così la parola per spiegare la mozione di cui è primo firmatario, subito sono partite e urla e fischi da parte del pubblico che voleva intervenie in aula, mentre Pastore face chiudere le finestre e le porte della sala per non far arrivare il baccano in aula.
Il presidente della Commissione urbanistica ha riepilogato la nascita del progetto delle paratie e le modifiche intercorse fino all’attuale cantiere aiutandosi anche con la proiezione di alcune immagini. «Il primo lotto doveva essere finito in 14 mesi e siamo già a 23!» ha sottolineato entrando nello specifico del progetto rilevando alcune incongruenze nelle quote, differenti su alcune tavole di 30 centimetri. Lucini ha concluso chiedendo di segnare la quota di 130 centimetri per vedere effettivamente come sarà alto il muro e auspicato la possibilità di utilizzare delle simulazioni in legno per vedere l’impatto che avranno sul paesaggio i futuri interventi, ricordando che si passerà in piazza Matteotti dove verranno costruiti altri muri.
Applausi sono arrivati dall’esterno e Gaffuri è intervenuto chiedendo di lasciar passare i cittadini «come è già successo in altre serate», raccogliendo il diniego di Pastore.
Presa la parola Marcello Iantorno, Pd, dopo cinque minuti, si è avuto il primo stacco pubblicitario di Etv, che ha provocato le urla di protesta delle persone accorse in Sala stemmi che si sono precipitate contro l’ingresso della sala del Consiglio difesa dai vigili. Il consigliere democratico ha addossato la responsabilità del muro all’ingegnere Viola e a Caradonna ed ha concluso esortando i consiglieri tutti «per rispetto alla città a censurare Bruni».
Donato Supino, Prc, ha presentato la propria mozione che chiede, al primo punto, l’abbattimento del muro, ma non ha potuto affrontare i due seguenti, il licenziamento del direttore dei lavori e dell’assessore competente e la verifica di eventuali presupposti per risarcimento danni perché suscettibili di incorrere nelle more del famoso articolo 48 del Regolamento.
Il consigliere comunista ha ricordato la sua appartenenza a Territorio precario e la manifestazione contro il muro che la rete aveva fatto nel marzo 2008 e ha chiesto le dimissioni di Caradonna per aver detto che i cittadini si devono occupare dei muri di casa loro. Una stilettata anche alla Lega «il partito del’ordine che non rispetta le leggi attaccando manifesti abusivi», che gli hanno fatto raccogliere applausi, in sordina, da parte del pubblico.
Alle mozioni delle minoranze ha risposto il primo cittadino che ha lodato lo svolgimento dei lavori del cantiere, ha ricordato la presentazione del progetto in più sedi, ha rimarcato la bontà dello stesso ma ha ammesso la sua «modalità di difficile rappresentazione», insistendo che «si deve tenere conto del risultato a fine cantiere quando tutti i livelli saranno a posto» paragonando la situazione attuale a quella di una persona che vede il muro da dentro una buca. Sotto i fischi e gli inviti ad andare a casa del pubblico fuori dalla sala ha definito poi come terrorismo quanto apparso sulla stampa locale, mentre Pastore incitava a chiudere le finestre sul cortile antico, che qualcuno per il caldo aveva aperto.
Sono così iniziati gli interventi dei consiglieri, per primo Bruno Saladino, Pd, che ha ricordato come ci siano precise responsabilità e citato muri famosi e una poesia di Kavafis, poi Luigi Bottone, Gruppo misto, a chiesto che le modifiche e l’abbattimento non vengano dati alla stesa ditta costruttrice ma venga fatto un nuovo appalto, mentre su Etv veniva eclissato dal telegiornale e la folla esterna, anche per questo, rumoreggiava.
Mario Molteni, per Como, ha chiesto l’abbattimento del muro e fatto un excursus dei fallimenti della attuale Giunta dal Campus universitario, alla fusione Acsm-Agam, che non ha portato alla riduzione delle bollette, alla Ticosa.
Emanuele Lionetti, Lega, ha chiesto «una dichiarazione di responsabilità di colpa», oltre alla rimozione di Caradonna, riconoscendo gli errori fatti per poter camminare a testa alta per la città.
Rapinese ha fatto un discorso più in generale sulle promesse elettorali del centrodestra, efficientismo, buona gestione dei fondi pubblici, e la sua disillusione a Como come elettore, cominciando una serie di affondi contro la Giunta e i suoi esponenti, fino ad arrivare all’’ex assessore ora presidente di Acsm-Agam D’Alessandro, sul quale è stato fermato da Pastore sempre in base all’articolo 48 e alla pertinenza all’argomento trattato.
Per ultimo è intervenuto Gianluca Lombardi, Pdl, che ha magnificato il «progetto per la riqualificazione del lungolago, che darà lustro alla nostra città – ha proseguito – si fa un errore e non si vede più l bene fatto». Per il consigliere tutti i presenti hanno operato per il bene della città mentre è dubbio che possano intervenire «i peregrini che non sanno dov’è il lago, che vivono in periferia», scatenando le proteste delle minoranze.
Data l’ora il Consiglio è stato aggiornato a giovedì prossimo e l’assemblea è stata sciolta, mentre il pubblico ha atteso, invano, il sindaco all’uscita della sala. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Un incontro per dimettersi: a Como le opposizioni divise sulla strategia contro Bruni

muro e io pagoDuecento persone per la seconda manifestazione contro il muro a lago edificato dalla giunta Bruni hanno fatto da sfondo ad una sorta di riunione aperta nella quale i molti esponenti delle minoranze in consiglio comunale presenti si sono confrontati sulle prospettive per mandare a casa il sindaco e la sua giunta. Forse decisivo tra dimissioni e sfiducia l’incontro di domenica 4 alle 21.

Si terrà tra poche ore, domenica 4 ottobre alle 21, una riunione fortemente voluta da Luca Corvi, segretario provinciale del Pd di Como, e da Luca Gaffuri, già candidato sindaco del centro sinistra opposto a Bruni, che si dicono convinti dell’esistenza di una possibilità che un numero di consiglieri sufficienti sottoscriva le proprie dimissioni rendendo automatico lo scioglimento del Consiglio e della Giunta di centro destra.
Ma su tale proposta oltre che gravare i dubbi sulla reale disponibilità di esponenti della maggioranza alla fronda pesano anche seri dubbi sulla convergenza dei consiglieri di minoranza. Infatti Bruno Magatti, capogruppo di Paco ed esponente storico della lotta che da anni si svolge contro l’ecomostro delle paratie a lago, ritiene lo strumento delle dimissioni un modo inadatto a raggiungere lo scopo voluto e ribadisce la possibilità invece di usare la già proposta mozione in Consiglio comunale di sfiducia sulla quale chiede l’adesione di tutti coloro ritengono necessario mandare a casa Bruni. Per Paco inoltre sarebbe opportuno che ci fossero prese di posizione più chiare anche nelle minoranze sul dopo muro, sull’intera questione delle paratie e su come liberarsene definitivamente. Perplessità vengono d’altra parte espresse anche da altri consiglieri di minoranza preoccupati come Iantorno di consegnare ad un commissario il governo della città e convinti che tocchi all’opposizione svolgere il suo compito indicando le vie concrete per risolvere i diversi problemi e misfatti compiuti dalla Giunta Bruni.
Intanto ali Giardini a lago nella manifestazione sono intervenuti diversi esponenti politici che hanno ribadito le molteplici ragioni non solo della necessità dell’abbattimento del muro quanto della complessiva follia e pericolosità ambientale dell’intero affare paratie imposto dalle amministrazioni di centrodestra alla città.
Tra gli interventi un richiamo alla laicità che è venuto da Giulia Parini Bruno che ha ricordato che essere di centro sinistra non vuol dire non cogliere i tanti danni fatti dalla legge Bassanini e che ha ricordato che proprio leggi che mortificano il ruolo delle minoranze insieme alla scelta dei cittadini di dare alle destre maggioranze bulgare hanno reso possibili provvedimenti amministrativi contrari all’interesse della città.
E alla descrizione di tanti altri scempi che accompagnano l’ecomostro delle paratie il consigliere provinciale Renato Tettamanti, eletto nelle liste del Prc, ha aggiunto la denuncia dell’intenzione di realizzare a Villa Erba un porto per 150 barche che rovinerà ancora il paesaggio lacustre nello specchio d’acqua particolarmente pregevole tra Villa Erba e la sponda di Villa Geno.

Meglio sfiduciare Bruni che dimettersi

RondinePaco-SMeglio la Mozione di sfiducia delle dimissioni di massa. Nella nota, che riportiamo integralmente, la presa di posizione di Paco che conferma l’intenzione  di sostenere la mozione di sfiducia al sindaco Stefano Bruni.

«Apprendiamo a mezzo stampa dell’intenzione dei consiglieri di minoranza a Palazzo Cernezzi di dimettersi in massa con l’obiettivo di arrivare allo scioglimento del consiglio comunale e di conseguenza a nuove elezioni in primavera. Paco ritiene di preferire a questa prospettiva quella della Mozione di sfiducia al Sindaco, già annunciata alla stampa, si spera possano confluire le firme dei consiglieri di minoranza e su cui si dovrebbero incalzare i consiglieri di maggioranza che si sono pubblicamente dichiarati contrari al cantiere delle paratie, in primis gli esponenti della Lega. L’opposizione ha il dovere politico di dichiarare il fallimento di questa amministrazione nel gestire e portare a compimento parti importanti del suo programma (Ticosa, Ospedale, Fisac, cinema multisala, appalto rifiuti, muro e paratie a lago) e di farlo nel Consiglio comunale. La mozione di sfiducia permette di inchiodare la maggioranza davanti alle proprie responsabilità, permette lo svolgimento in Consiglio comunale, davanti ai cittadini, di un dibattito sull’operato della Giunta e delle opposizioni che hanno osteggiato fin dal 1996 l’assurdo progetto delle paratie a lago, permette di consolidare la minoranza come possibile alternativa al governo della città, permette infine di innescare dinamiche politiche nella maggioranza che potranno portare alcuni consiglieri a sfilarsi e a sfiduciare il Sindaco. L’operazione delle dimissioni di massa non consente di realizzare nessuno di questi obiettivi e quand’anche dovesse funzionare lascerebbe i cittadini disorientati, senza aver capito la manovra di palazzo e dando probabilmente il merito della caduta della giunta ai pochi consiglieri di maggioranza determinanti. Per questi motivi Paco ritiene di dover percorrere la strada della mozione di sfiducia e non quella delle dimissioni di massa dei consiglieri comunali per mandare a casa l’attuale amministrazione».

Più di quattrocento a Porta Torre a Como per la libertà di stampa

STAMPA MAN 3Centinaia di persone hanno partecipato dalle 15,30 alla manifestazione La stampa serve, non serva, indetta in contemporanea con quella di Roma per difendere la libertà di stampa sabato 3 ottobre a Porta Torre a Como. Centinaia di cappelli fatti con fogli di giornale hanno simbolicamente dimostrato l’attenzione dei comaschi ad uno dei pilastri della nostra democrazia.
Quattrocento firme per l’appello sulla libertà di stampa in più raccolte solo nel pomeriggio di oggi.

Più di quattrocento persone presenti, un successo molto al di là di qualsiasi previsione danno la misura della sensibilità delle cittadine e dei cittadini comaschi che hanno sottoscritto l’appello del Comitato promotore, nato dall’indignazione di Bruno Saladino, Alessandro Tarpini, Marcello Molteni per gli inverecondi attacchi in corso alla libera espressione e ormai forte anche dell’adesione di venticinque organizzazioni (associazioni, sindacati, movimenti, partiti).
In una via Cesare Cantù animata dalla presenza del popolo dell’art. 21 della Costituzione italiana il banchetto allestito dagli organizzatori ha dovuto subire la pressione di centinaia di persone che volevano mettere anche la propria firma sotto l’appello. Circa 400 le firme raccolte solo nelle tre ore della presenza in piazza che si vanno ad aggiungere a quelle già arrivate prima della manifestazione. Esiste quindi anche nel nostro territorio la volontà e la capacità di mobilitarsi su temi di grande valore ideale e civile, lontani da modesti interessi personalistici. E sull’universalità dei valori in gioco si sono espressi tutti gli interventi svolti in piazza che hanno ribadito l’estrema gravità della situazione italiana caratterizzata dall’anomalia della concentrazione di buona parte dell’informazione sotto il controllo di un’unica persona e la necessità di difendere e sostenere la stampa che se non è libera non è stampa. Come nello slogan della manifestazione: La stampa serve, non serva.

Domenica 4 ottobre alle 17 manifestazione contro il muro

murosoloDomenica 4 ottobre dalle 17 i comaschi nuovamente in piazza ai Giardini a lago contro il muro.

La manifestazione è organizzata e promossa da Arci Como, la Città Possibile, i Verdi di Como, il Comitato Autorganizzato Pandora, l’Associazione per la Sinistra di Como, l’On. Chiara Braga, la Federazione Provinciale del Partito Democratico, i circoli PD della città di Como, Rifondazione Comunista Federazione di Como, il Partito dei Comunisti Italiani Federazione di Como, Paco, il gruppo consiliare del PD, il gruppo consiliare della Lista per Como, i consiglieri comunali Alessandro Rapinese, Vincenzo Sapere e Donato Supino.
I promotori della manifestazione hanno deciso di non portare le bandiere dei propri partiti per sottolineare la portata trasversale della protesta. A essere invitati in piazza non sono solo coloro che aderiscono ai singoli partiti e associazioni, ma tutti i cittadini che con la costruzione del muro ritengono sia stato fatto un danno alla città di Como, di cui chi amministra dovrebbe assumersi la responsabilità. I partiti e le associazioni promotori hanno sottoscritto un comunicato in cui vengono spiegate le motivazioni per cui, a una settimana dalla prima manifestazione contro il muro, hanno deciso nuovamente di scendere in piazza, a fianco dei cittadini.
Il testo del Comunicato:
«L’annuncio del proposito di abbattere il muro, sorto davanti al Lungo Lario Trento, non cancella le responsabilità di una amministrazione che ha costruito, per sua stessa ammissione, un “ecomostro”. Prima fu chiesto di aspettare la fine dei lavori per giudicare, successivamente fu promesso che il muro sarebbe stato abbassato di un’altezza variabile dal mezzo metro al metro e mezzo, a seconda di chi veniva interpellato. Infine lunedì mattina il sindaco in una dichiarazione di poche righe ha proclamato che il muro sarà abbattuto, affermando che i costi della demolizione e del nuovo progetto verranno sostenuti insieme  a Regione Lombardia, mentre l’assessore alla partita rimetteva le deleghe ma non il mandato, rimanendo in Giunta. I media nazionali insieme a quelli locali si sono interessati alla questione: per una settimana la città di Como è stata sotto i riflettori in quanto città del muro che nasconde il lago. Se vengono giudicati rilevanti i danni economici e di immagine causati alla città, deve essere considerato ancora più grave il danno ambientale, vista anche la manifesta inutilità dell’opera. Ancora una volta l’amministrazione non è stata capace di assumersi le responsabilità delle proprie azioni. A queste responsabilità intendiamo richiamare gli amministratori attuali, chiedendone le dimissioni, ed anche gli amministratori che in passato hanno deciso quest’opera: non si tratta solo di responsabilità politiche e morali, ma anche di scandaloso sperpero di denaro pubblico per un’opera sulla quale fin dall’inizio forte e qualificata era stata l’opposizione di molte forze politiche, di tecnici, di semplici cittadini: tutto ciò esige un risarcimento. Il sindaco ha asserito di ascoltare i cittadini, sconfessato i propri assessori senza prendere decisioni definitive ed è passato al secondo rimpasto di giunta in un anno. La città intanto langue: dal colosso vuoto dell’ex Trevitex, al cassetto dove è tenuta chiusa l’ultima lettera dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto sul terreno, ancora da bonificare, dove per oltre venti anni è sorto lo scheletro della tintostamperia Ticosa. Per questo insieme di motivi invitiamo tutti i cittadini a partecipare a una nuova manifestazione che si terrà domenica 4 ottobre, a partire dalle 17.00. presso i Giardini a lago (di fronte al cantiere)». Per ulteriori informazioni: 031260311.

Libera stampa crescono ancora le adesioni

servenonservaLa stampa serve, non serva. Sabato 3 ottobre alle 15,30. Crescono continuamente le adesioni. L’elenco aggiornato alle 13 del 3 ottobre.

Alla manifestazione indetta a Como sabato 3 ottobre alle15,30 a Porta Torre hanno già aderito:

Sonia Manighetti, Marina Consonno, Matteo Cavalleri, Serena Scionti, Enzo Arrighi, Lorenza Aguadra, Giuditta Paganoni, Fiorella Salviato, Marco Mazzoleni, Edoardo Mantegazza, Maurizio Dellorto, Chiara Taiana, Angela Sandini, Irma Moli, Martina Miscioscia, Sabrina, Minosi, Ambrogio Crippa, Stefano Villa, Dario Fumagalli, Piergiorgio Pozzi, Pierangelo Torriconi, Antonella Mazzino, PAsovalina Brandi, Luigia Maino, Serena Piumatti, Fabio Piumatti, Mauro Beshi, Francesca Messina, Cesare Figini, Daniela Volonté, Paola De Filippis, Sergio Crippa, Paola Maule, Isa Grossetti, Claudia Basilico, Mauro Volonté, Carla Scaccia, Federica Viganò, Donata Favaro, Lucia Boriani, Fabrizio Zecchini, Pierluigi Dellanoce, Pierina Cannizzaro, Rita Longoni, Emilio Frassi, Tiziana Isella, Alessandro Tornadù, Andrea Della Monica, Francesco Peretta, Fausta Bicchierai, Paola Padovese, Elena Casalini, Chiara Giaccardi, Mauro Rottoli, Jacopo Spinelli, Iaia Piumati, Simona Compostella, Eliana Scaramuzza, Natalia, Bratoni, Luca Pavanetto, Estyer castelnuovo, Giovanni Foglia Manzillo, Claudio Bruschi, Daniela Livio, Elena Zulli, Irene Molteni, Silvia Bonanomi, Emanuela Colombo, Giuseppe Rigamonti, Paolo Dell’olio, Elisa Zoppei, Arianna Dell’Olio, Carlo Pedraglio, Vanda Uguadro, Erminio Lissi, Patrizia Lissi, Mauro Minotti, Erika Brenna, Roberta Cereda, Lorenzo Zampetti, Angelo Nessi, Luigi Nessi, Marco Corrieri, Rossana Batò, Giovanna De Filippi, Marco Righi, Mariangela Lupieri, Marino Lupieri, Federico Campagna, Veronica Viganò, Paola Bernard, Antonello Gaignobne, Lucia Villani, Giovanna Fumagalli, Mariarosa Marinaccio, Isabella Riva, Fabio Magatti, Marina Bianco, Luca Ballabio, Giuseppe Romeo, Cinzia Romeo, Silvia Altieri, Davide mella, Antonella Stival, Luigi celio, Giuseppa fragolino, Franco camporini, Ciro Capasso, Luisa Seveso, Francesco Iaquinta, Eugenio Girola, Elena Buongiorno, Daniele Lusardi, Rossanna Radice, Giulia Mandagno, Vincenzo Mastrolilli, Mariarosa Rampolli, Massaer Thiam, Mauro Oricchio, Monica Mordente, Gregorio Marrazzo, Emanuela Mattiroli, Paola Giovannoni, Chiara Iannone, Pamela Brunetti, Paolo Conte, Claudia Previti, Marinella Corti, Franco Freri, Giuseppe Cortina, Daniela Dozio, Gianni merazzi, Maura Sala, Valter Merazzi, Silvia Fontana, Aurelio Brentegani, Gisemam razioli, Vito Borrello, Rossana Chiappa, Anna Pimenta, Adriano Bor, Lucia carretti, Giuseppe Borelli, MAristella Camparin, Mairiangela Serra, Rosario Caspani, Fiorella Mauri, Fabrizio Molteni, Sara Mantovani, Laura Prayer, Deniscs Zatibri, Antonella Beretta, Matteo Cavalleri, Gabiele Spagniuolo, Uberto Bozzoli, Alessandra Frigerio, Pischedda Rosalia, Hristos Banis, Stefano Martinelli, Gianbattista Pozzi, Graziella Cotta, Andrea Rivera, Stefano Caronni, Maura Gerosa, Irma Botta, Raffaella Rigamonti, Valentina Rilletti. Antonietta Agola, Francesco Alagna, Franca Anzani, Livia Auguadro, Licia Badesi, Antonia Barone, Pier Carlo Battè, Rosalba Benzoni, Mario Berardino, Pietro Berra, Federico Bianchi, Mirko Boerchi, Edi Borgianni, Emilio Botta, Chiara Braga, Marco Brenna, Alessandro Briccola, Nicola Brunetti, Giulia Bruno Parini, Domenico Caccavari, Guido Capizzi, Rosario Carlig, Lucia Cassina, Luigi Cavadini, Claudio Cavattoni, Tonino Chiodo, Erminia Colombo, Maria Luisa Cribioli, Elena Daddi, Filippo Di Gregorio, Francesca Di Mari, Ida Faggiano, Franco Fragolino, Sandra Franchi, Lidia Franzoso, Paolo Furgoni, Gianfranco Garganigo, Eliana Gatti, Maria Grazia Gispi, Celeste Grossi, Marcello Iantorno, Gianni Imperiali, Guglielmo Invernizzi, Giuseppe Leoni, Danilo Lillia, Giorgio Livio, Mario Lucini, Emiliana Maga, Michele Marciano, Ornella Marelli, Claudio Merlo, Maurizio Michelini, Luca Michelini, Marcello Molteni, Maria Antonietta Monti, Nicoletta Moro, Gilberto Orsenigo, Paolo Panizzolo, Nicoletta Pirotta, Ermanno Pizzotti, Gianfranco Procopio, Emilio Ragazzo, Giorgio Riccardi, Aniello Rinaldi, Stefano Rognoni, Mariagrazia Roncoroni, Antonio Rossetto, Gianpaolo Rosso, Ida Sala, Bruno Saladino, Corrada Salemi, Antonio Silva, Rossella Siporso, Idapaola Sozzani, Giancarlo Stasi, Donato Supino, Alessandro Tarpini, Maddalena Terpin, Renato Tettamanti, Grazia Villa.

Acli, Aged, Anpi, Arci, Associazione per la sinistra, Auser, Cgil, Comitato Pandora, Comitato per la difesa della Costituzione, Comunisti italiani, Comunità cristiane di base Nord-Milano, Donne in nero, ecoinformazioni, école, Emergency, Fondazione Avvenire, Geniodonna (mensile de Il senato delle donne), Giovani comunisti, Giovani democratici, Movimento per la decrescita felice, Paco, Pd, Prc, Rosa bianca, Verdi
Per aderire a titolo personale o in rappresentanza di un’organizzazione http://www.ecoinformazioni.it, ecoinformazioni@tin.it
Info: 338.6004019

Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa

Cosa resterà dei nostri torrenti?

CAOAEU06CADW2KOHCAJPXVHFCAJPI1ILCA0BUOW4CA6CQR77CA5VRZUDCA9BBTMVCAJQ7FM9CAXDDU2YCAHZTTPZCAG9COLACAPXKDT5CAZVJS97CAOP92DACAY570K6CAL9A81VCAIDU3MWIl Comitato acque comasche, in un comunicato che pubblichiamo integralmente, denuncia i rischi gravissimi per il opatrimonio idrico della provincia di Como.

«Il Comitato acque comnasche  rende noto che alle numerosissime richieste precedenti, si sono aggiunte  nel 2009, pubblicate da parte della provincia di Como, sul Burl le seguenti richieste di captazioni idroelettriche ( non sappiamo quante siano quelle sopraggiunte alla provincia e ancora da pubblicare) :

– torrente Cuccio di Cavargna
nei comuni di S.Nazzaro Val Cavargna e S.Bartolomeo Val Cavargna portata massima derivabile di 3500 l/s corrispondente ad un volume di prelievo annuo di 36.646,409 mc;

– fiume Adda
comuni di Gera Lario e Colico; portata massima derivata 150.000 l/s – prelievo annuo di acqua di 2.749.308.480 mc;

– torrente Rezzo
 comune di Corrido portata massima derivata 1.035 l/s – prelievo annuo di acqua di 9.492.336 mc;

– torrente Modedina
comune di Garzeno portata massima derivata 300 l/s – prelievo annuo di acqua di 2.081.376 mc
(la richiesta è della medesima ditta che sta attualmente lavorando in Valle Albano. Perché la precedente Comunità Montana Alto Lario Occidentale ha dato alla ditta parere favorevole?);

– vasca di raccolta acquedotto comunale – località Pizzone – società E.VA Energie Valsabbia
 comune di Peglio portata massima derivata 16 l/s – prelievo annuo di acqua di 462.633 mc;

– Valle di Nosè
 Comune di Nesso, portata massima derivata 1271,04 l/s – prelievo annuo di acqua di 12.773.466 mc;

– Comuni di:
  Consiglio di Rumo
  Domaso
  Dosso del Liro
  Gravedona
  Livo
  Peglio
  Vercana
variante non sostanziale richiesta dalla società Edipower sui torrenti:
– per il torrente Liro: portata media 750 l/s; portata massima 2620 l/s;
– per il torrente San Iorio: portata media 551 l/s; portata massima 1590 l/s;
– per il torrente Ronzone: portata media 228 l/s; portata massima 750 l/s;
– per la presa sussidiaria: portata media 0,000 l/s; portata massima 0,000 l/s;
– per il torrente Livo: portata media 654 l/s; portata massima 2160 l/s;
– per il torrente Bares: portata media 174 l/s; portata massima 305/s;
– per il torrente Dangri: portata media 154 l/s; portata massima 445 l/s;
– per il rio Bugiallo 1: portata media 43 l/s; portata massima 65 l/s;
– per il rio Bugiallo 2: portata media 9 l/s; portata massima 15 l/s;
– per il torrente Pilota: portata media 15 l/s; portata massima 50 l/s;

In corso l’istruttoria per una variante sostanziale (quella non sostanziale è già stata chiesta e ottenuta precedentemente) sempre della ditta Edipower sui torrenti:
Cuccio di Cavargna, Cuccio di S. Bartolomeo, Rio Corbatt nella valle Osteria,
nei comuni di CUSINO, CARLAZZO, CORRIDO, S.BARTOLOMEO VALCAVARGNA
Il progetto prevede un aumento della portata massima derivabile con il passaggio dagli attuali 1260 l/s a 3500 l/s.

Ci permettiamo di fare alcune considerazioni:
-sono coinvolti oramai tutti i comuni montani del nostro territorio;
-la contropartita captazione – strada fino a che punto può essere conveniente per un comune che si ritroverà senz’acqua e con una strada da sistemare (con quali soldi?);
-le captazioni usando l’acqua dell’acquedotto che cosa portano al comune che aderisce all’A.T.O.?
-siamo sicuri che in fase di progettazione definitiva tutte le ditte rispetteranno la convenzione?
-quale sarà l’impegno della nuova Comunità Montana  di fronte a questa enorme ondata di richieste che non lascerà integra alcuna asta fluviale del suo territorio?
-che cosa dovranno subire ancora i nostri torrenti già oggetto di captazione?»

Per il Comitato Acque Comasche
Mira Rossi
Oreste Ciappessoni
info@acquecomasche.com

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