Il Pd invita gli esponenti della maggioranza ad azioni concrete per far cadere Bruni
Nel Comunicato che riportiamo integralmente il Pd di Como conferma la disponibilità ad ogni soluzione per determinare la caduta di Bruni e della sua Giunta.
«Il gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Como, concorda unanimemente sia sull’obiettivo politico da perseguire in questo delicatissimo passaggio della vita amministrativa di Como, sia sul netto e immodificabile giudizio di fallimento attribuito alla giunta Bruni. Le gravissime responsabilità appartengono al sindaco, all’assessore, alla giunta e alla maggioranza che hanno irrimediabilmente offeso la città, la sua storia, il suo sentire più profondo, il suo ambiente, la sua bellezza. Il problema di Como non sono l’Ulivo o il Pd, che tenacemente e coerentemente da sempre esprimono il loro dissenso nei confronti di un’opera – le paratie – ritenuta inutile, dispendiosa, sproporzionata, sbagliata. Il problema è questa giunta che da anni dà prova di un’incapacità di cui ormai dovrebbe prendere atto. Il gruppo del Pd è unanimemente disponibile a ogni soluzione utile alla caduta del governo cittadino e allo scioglimento del consiglio comunale. Si facciano avanti coloro che all’interno della maggioranza lo sono altrettanto, senza calcoli o ipocrisie. Gruppo consiliare Pd Como»
In un comunicato che riportiamo integralmente il movimento della rondine spiega le ragioni delle proprie scelte.
Occasione televisiva per il Consiglio comunale di Como lunedì 5 ottobre. Il pubblico che voleva seguire la seduta è stato bloccato da un ampio schieramento di forze dell’ordine impegnate a tenere libero dalla folla il set. Per i cittadini è stata allestita Sala Stemmi dove hanno potuto seguire le riprese del Consiglio di Etv compresi stacchi pubblicitari e telegiornale. Inciontentabili molti si sono rifiutati di star buoni davanti alla tv e alcuni di loro hanno persino urlato contro Bruni e la sua Giunta. I diritti democratici non sono però argomenti interessanti per chi governa a Palazzo Cernezzi.
Duecento persone per la seconda manifestazione contro il muro a lago edificato dalla giunta Bruni hanno fatto da sfondo ad una sorta di riunione aperta nella quale i molti esponenti delle minoranze in consiglio comunale presenti si sono confrontati sulle prospettive per mandare a casa il sindaco e la sua giunta. Forse decisivo tra dimissioni e sfiducia l’incontro di domenica 4 alle 21.
Centinaia di persone hanno partecipato dalle 15,30 alla manifestazione La stampa serve, non serva, indetta in contemporanea con quella di Roma per difendere la libertà di stampa sabato 3 ottobre a Porta Torre a Como. Centinaia di cappelli fatti con fogli di giornale hanno simbolicamente dimostrato l’attenzione dei comaschi ad uno dei pilastri della nostra democrazia.
Domenica 4 ottobre dalle 17 i comaschi nuovamente in piazza ai Giardini a lago contro il muro.
La stampa serve, non serva. Sabato 3 ottobre alle 15,30. Crescono continuamente le adesioni. L’elenco aggiornato alle 13 del 3 ottobre.
Il Comitato acque comasche, in un comunicato che pubblichiamo integralmente, denuncia i rischi gravissimi per il opatrimonio idrico della provincia di Como.

