No Tav: solidarietà dell’Arci

Fermare le forze dell’ordine. Aprire il dialogo con chi si oppone alla Tav in Val di Susa. La solidarietà dell’Arci ai manifestanti feriti. Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci. «Quanto sta succedendo in Val di Susa in queste ore, dopo il blitz delle forze antisommossa,  è gravissimo e va immediatamente fermato.Alle 6 di stamattina [27 giugno 2011] è scattato  l’attacco simultaneo a Chiomonte, Giaglione e in autostrada. Lancio di lacrimogeni ad altezza uomo dai blindati e dagli elicotteri. I bulldozzer sfondano recinzioni e presidi. In quella terribile confusione solo un fuggi fuggi generale ha evitato il peggio. Si scappa nei boschi ma molti finiscono nella maglie delle forze dell’ordine. Fra loro, anche una quindicina di manifestanti pacifici dei circoli Arci di Torino. Indietreggiano lentamente, mani alzate, chiedendo un po’ di tempo per sgomberare ma vengono immediatamente attaccati. Ivo Ghignoli, dirigente di Arci Piemonte,  viene colpito prima da un lacrimogeno al braccio e poi gli viene spaccato il naso con una manganellata. Intanto il bombardamento dei lacrimogeni sparati dagli elicotteri continua anche nei boschi. Ugo Zamburro, medico e dirigente Arci di Torino, porta i primi soccorsi ai feriti, ma l’impresa è improba e si cerca di raggiungere l’ospedale di Susa e poi quelli di Torino. Tutto intorno è un disastro.

E’ una brutta giornata per la democrazia.  Alla pacifica protesta di cittadine e cittadini, intere famiglie da giorni in presidio  a Maddalena di Chiomonte, non si può rispondere con la violenza e una brutale repressione.

E’ inaccettabile che si tenti di imporre con la forza alla popolazione locale una scelta che stravolgerebbe gli assetti del territorio, imponendo la realizzazione di un’opera costosa e inutile, come è stato dimostrato con fondate argomentazioni scientifiche.

La vittoria ai referendum del 12 e 13 giugno ci dice  che gli italiani vogliono essere protagonisti delle scelte che riguardano il loro futuro, a partire dalle decisioni che incidono sull’ambiente e il territorio in cui si vive.

Quei Sì contengono  la  richiesta di un diverso modello di sviluppo, a partire dalla tutela dei beni comuni, ma alludono anche alla necessità di una democratizzazione dei rapporti tra istituzioni e cittadini, che chiedono con forza di essere partecipi dei  momenti decisionali.

Questa richiesta non può più essere ignorata, tanto meno messa a tacere con l’intervento violento delle forze dell’ordine, che vanno fermate, subito.

L’Arci è vicina ai manifestanti feriti, conferma il suo impegno a fianco della popolazione della Val di Susa e sarà presente alle mobilitazioni di solidarietà organizzate in varie città d’Italia». [Paolo Beni]

Leggi l’appello Fermatevi.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: