Mese: Marzo 2014

Silenzio contro la Ztl

2014-03-10 20.45.46Per la quarta volta la protesta contro l’allargamento della Zona a traffico limitato tocca Palazzo Cernezzi, dopo i fogli bianchi, i lumini e i fischietti, questa volta l’ha fatta da padrone la musica.

2014-03-10 20.46.52All’inizio del Consiglio comunale di lunedì 10 marzo in si sono trovati in molti davanti al Municipio, quasi 300, per protestare, guidati dal consigliere di Adesso Como Alessandro Rapinese, seguendo l’appello del comitato Como di tutti. Girando attorno a Palazzo Cernezzi i manifestanti si sono portati dietro l’abside della chiesa di S. Fedele, dove sono stati accolti 2014-03-10 20.45.37da alcuni musicisti, che dopo avere suonato con la tromba il Silenzio (guarda il video) hanno fatto un piccolo concerto, molto applaudito. Fischi e urla «A casa! a casa!!» sono quindi stati rivolti all’indirizzo dell’Aula consiliare, dove però la protesta, essendo chiuse le finestre, si sentiva ben poco. I manifestanti si sono quindi spostati verso piazza Volta. Nella piazza che verrà coinvolta dall’allargamento della Ztl nei prossimi giorni la manifestazione è proseguita con una raccolta di schede di un referendum, “auto organizzato”, sulla Ztl. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Questo mostro amore/ Dopo di me il nulla

dopo di me il nullaAll’auditorium Don Guanella,  in occasione della Giornata internazionale della Donna, è stato portato in scena, attraverso un monologo, lo strazio che toglie il respiro ( e non solo) a moltissime donne: la violenza fisica e psicologica, spesso perpetuata da chi millanta amore. Dopo di me il nulla ha chiuso il cerchio al progetto Questo mostro amore, percorso rivolto ai giovani per un’educazione all’affettività, e per comprendere e contrastare i meccanismi di violenza e di prevaricazione che si possono verificare all’interno della coppia. Il progetto è quello che può essere definito un successo, per quel che riguarda la partecipazione e l’interesse dimostrato per il tema. Sono stati coinvolti il Liceo scientifico Giovio e il Setificio Carcano, seguiti dal teatroterapeuta Jacopo Boschini e dalla psicopedagogista Valerie Moretti. Oltre alle scuole, si è pensato di estendere il progetto a tutti i ragazzi, promuovendo tre serate, tenutesi in biblioteca a Como, sul tema delle emozioni. Il numero dei giovani partecipanti è cresciuto fino a coinvolgere 250 ragazze/i, curiosi e interessati a parlare di quello che intimamente vivono. Anche per il monologo teatrale, si è pensato ad una doppia fruizione: la mattina per gli studenti e la sera per tutti. Un debutto che aspettava già da alcuni anni nel cassetto del regista e autore Jacopo Boschini, che prima dello spettacolo ha tenuto ad inquadrare il progetto ed ha ringraziato i partner sostenitori. Il dramma è stato pensato per le donne, utilizzando più elementi tratti da varie esperienze, affinché potesse risultare il più universale possibile, e parlare attraverso  piccoli dettagli a ciascuno dei presenti. Sul palco Alessia Melfi, nei panni di Dalila, una giovane avvocatessa penalista, vestita con una sottoveste bianca, si muove all’interno di una stanza senza pareti, al limite tra una prigione ed una reggia borghese. Si è sposata con Federico, un facoltoso chirurgo estetico, che le regalerà la corona di regina del suo cuore. Ancora una volta, le fiabe rappresentano un segnale di pericolo, che confondono realtà e finzione, accettazione e sopraffazione. Nel monologo, il marito perseguiterà la protagonista solo attraverso la voce fuori campo, intonata da Stefano Dragone. Nel nome di Dalila quasi un destino, un nome di origine ebraica che significa debole ma anche amorosa. La protagonista inizia la sua introspezione ammettendo che non si rendeva conto dei piccoli cambiamenti che minavano la sua persona. Era lui a scegliere i film, era lui a scegliere cosa mangiare, quale musica ascoltare. Poi il famigerato vuoto attorno: chi è bene frequentare e chi allontanare, e come per magia, lei frequenterà solo gli amici di lui. Poi uno schiaffo, l’immediato pentimento e il conseguente perdono: è stato solo un incidente, ma gli incidenti avverranno sempre più spesso e con maggior violenza. Dalila verrà costretta a restare immobile per ore, fino al ritorno del marito, una tortura che assurdamente penserà di dover meritare. Sarà l’amicizia insospettabile con un’ ultrasessantenne a farle sussultare la coscienza e a spingerla a rifiutare questo rapporto tra vittima e carnefice. I circa 75 minuti di monologo scorrono davanti a un pubblico numeroso, prevalentemente femminile. L’impostazione lo rende quasi strumento didattico per le scuole, e meriterebbe maggior diffusione. Ciò che emerge è che negli esseri umani la violenza non ha un solo volto, si manifesta nel carnefice con la sopraffazione, e nella vittima che perde il rispetto di sé. Secondo la ricerca mondiale condotta da FRA, sono 62 milioni le cittadine europee che hanno dichiarato di aver subito violenza fisica e/o sessuale dai 15 anni in su. Ricordiamoci che non è un “affare di famiglia” e che l’amore cantato dai poeti non si presenta mai con forza violenta. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Imparare dagli agricoltori, al mercato coperto di Como

OrtoLa Provincia di Como, settore agricoltura, in collaborazione con il Consorzio mercato degli agricoltori comaschi, organizza cinque incontri nel mercato coperto di Como per insegnare come coltivare, raccogliere e preparare in casa i prodotti che portiamo sulle nostre tavole: Coltiva, prepara e…gusta. Dal tuo orto alla tua tavola. Il Calendario prevede i seguenti appuntamenti: sabato 15 marzo Come fare l’orto in città; sabato 22 marzo Cogli la frutta sul tuo balcone; sabato 29 marzo Fai da te….i formaggi caprini; sabato 5 aprile Come consumare gli ortaggi con tutte le loro proprietà nutritive e sabato 12 aprile, Il misterioso mondo delle api. Gli incontri si svolgono sempre dalle 14:30 alle 16, la partecipazione è libera e gratuita. Per informazioni www.lakecomo.it, tel 031.269712. Leggi il volantino dell’iniziativa.

ecoinformazioni 436/ settimanale

436tuttoÈ on line il numero 436 di ecoinformazioni. In primo piano: Partecipa, la campagna per ecoinformazioni (si partecipa associandosi a Arci-ecoinformazioni e si ricevono le nostre edizioni); Como on air, Inverno, Tsipras? L’Europa e la Nazione, Como ultima nella trasparenza sanitaria, Medici con l’Africa. Seguono le pagine delle cronache, della cultura e il video della settimana: Diritti e dolcezze marocchine contro ilrazzismo per la sinistra. Per sfogliare on line la rivista clicca qui.

Europee/ Sel con Tsipras sostiene Sgrena e Somoza

sel comoMarco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel Como, riafferma il sostegno alla lista L’altra Europa con Tsipras e annuncia che «tra i venti candidati, 10 uomini e 10 donne: tutti e tutte di grande profilo per esperienze e competenze» sceglierà la giornalista Giuliana Sgrena e dell’esperto di cooperazione internazionale Alfredo Somoza. Leggi il comunicato. 

«Sabato 8 marzo, durante la Giornata della donna, è iniziata la raccolta delle firme per la presentazione della lista L’altra Europa con Tsipras alle elezioni europee di maggio 2014. Sinistra Ecologia Libertà ha contribuito alla formazione dei comitati territoriali che nel mese di marzo raccoglieranno le firme e da aprile animeranno la campagna elettorale. La nostra circoscrizione, Collegio Nord Ovest raccoglie Lombardia, Piemonte, Liguria, Val d’Aosta ed è strategica per contribuire alla vittoria della lista. Ogni persona avrà a disposizione tre prefenze e potrà scegliere tra i venti candidati, 10 uomini e 10 donne: tutti e tutte di grande profilo per esperienze e competenze. Noi sosterremo Giuliana Sgrena, giornalista esperta di temi internazionali, e Alfredo Somoza esperto in cooperazione internazionale. La partecipazione e il voto alle elezioni è fondamentale perché un’Europa sociale e al servizio dei cittadini è un antidoto contro i populismi che diffondono paura e vogliono chiudersi nel recinto degli stati nazionali. Un’Europa dei diritti è garanzia anche per i lavoratori e il loro salario, contro un’Europa che penalizza i poveri, a beneficio dei soliti privilegiati, e al servizio degli interessi delle banche. Noi vogliamo la fine immediata dell’austerità, un programma di ricostruzione economica, finanziato direttamente dall’Europa tramite i prestiti a basso tasso d’interesse, e centrato sulla creazione di posti di lavoro, sullo sviluppo di tecnologia e infrastrutture; la sospensione del patto di bilancio europeo (Fiscal Compact), che attualmente impone il pareggio di bilancio anche ai paesi in gravi difficoltà economiche, e che deve invece consentire gli investimenti pubblici per risanare l’economia e uscire dalla crisi; una vera banca europea, che in caso di necessità possa prestare denaro anche agli stati e non solo alle banche; una legislazione europea che renda possibile tassare i guadagni che derivano dalle operazioni finanziarie, oggi fiscalmente colpite molto meno del lavoro. In tutto il territorio provinciale vi saranno gazebo e banchetti per la raccolta delle firme e per informare i cittadini e le cittadine sul programma della lista L’altra Europa con Tsipras».[Marco Lorenzini,coordinatore provinciale Sel Como]

L’Arci di Como Spazio aperto per la democrazia/ Si firma al Gloria

arciFacendo proprio l’auspicio della presidenza nazionale, il direttivo provinciale comasco dell’Arci mette a disposizione, come già avvenuto in altre occasioni come i referendum per l’acqua pubblica e contro la follia nucleare,  le sedi dell’associazione per garantire il diritto democratico della lista L’altra Europa con Tsipras a essere presente alle elezioni europee di maggio. Naturalmente tale disponibilità, anche se rafforzata dalla partecipazione di molti attivisti e dirigenti dell’associazione al movimento per L’altra Europa, non prefigura uno schieramento partitico dell’Arci che ha nel pluralismo uno dei suo elementi identitari. Sarà in particolare lo Spaio Gloria del Circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como a ospitare a partire da lunedì 10 marzo dalle 20,30 alle 23,30 e per tutti i lunedì successivi i banchetti per la raccolta delle firme necessarie per raggiungere il quorum di 150mila sottoscrizioni prescritto per la presentazione della lista.

22 marzo/ Il suono e il senso: un’origine comune

europa in versi 2014Europa in versi – IV edizione, sabato 22 marzo dalle 14.15 alla Villa del Grumello a Como, festival di poesia organizzato da La casa della poesia di Como.

«Questa edizione di Europa in versi intende offrire al pubblico la possibilità di recuperare, capire e apprezzare le analogie e le differenze che da sempre caratterizzano questi due ambiti dell’arte – spiegano  Tugrul Tanyoli promotori dell’evento organizzato da Laura Garavaglia e Camilla Malfanti –. Come ogni anno, saranno invitati a leggere le loro poesie alcuni tra i maggiori poeti contemporanei italiani, tra cui Giuseppe Conte, Ida Travi, e Mario Santagostini. Ad essi si aggiungeranno i poeti stranieri: Luisa Castro, José María Micó, con il recital Caleidoscopio (poesie musicate dall’autore e interpretate dalla cantante Marta Boldú), Juan Vicente Piqueras che reciterà le sue poesie accompagnato dal violino del famoso e versatile musicista Jamal Ouassini e il poeta João Carlos Nunes Abreu dalla Penisola Iberica; Doris Kareva dall’Estonia; Tuğrul Tanyol dalla Turchia; Andrey Alyakin e il grande poeta, traduttore e critico letterario Evgenij Solonovich dalla Russia. Nella sezione dedicata ai giovani poeti saranno presenti Anna Belozorovich e Laura Di Corcia».

Anna Belozorovich_B«Il Festival sarà introdotto da personaggi di spicco del mondo della cultura italiana tra cui Giovanni Tesio, filologo e critico letterario e Maurizio Cucchi, poeta – precisa la nota –. Interverrà Vincenzo Guarracino, critico letterario. Inoltre, anche quest’anno, Mario Santagostini terrà una Bottega di poesia, offrendo un parere gratuito e preziosi consigli a tutti coloro che scrivono versi».

«Europa in versi raggiungerà anche il pubblico dei più giovani, facendo leva sulla sensibilità nei confronti di due linguaggi che per le loro caratteristiche suscitano emozioni e stimolano curiosità intellettuale – termina il comunicato –. Questa edizione, infatti, coinvolgerà anche i Docenti e gli allievi del Conservatorio “G. Verdi” di Como: gli studenti del Dipartimento di Musica Elettronica riprodurranno brani SANTAGOSTINIacusmatici composti sul timbro della voce di ciascun poeta, mentre quelli dei corsi di Musica Classica eseguiranno brani liederistici. Ci sarà un intervento del coro diretto dal giovane Direttore d’Orchestra e compositore Alessandro Cadario e brani di musica lirica interpretati dal soprano Consuelo Gilardoni. Non mancheranno poi i cicli di lezioni sulla poesia e sulla musica dedicati agli alunni delle scuole superiori della città, che termineranno con il consueto incontro tra gli studenti e i poeti che partecipano al Festival. Infine, gli studenti dell’Università dell’Insubria saranno coinvolti nell’organizzazione dell’evento e avranno anche il compito di accogliere i poeti e il pubblico» (il programma).

Per informazioni tel. 344.0309088 (da lunedì a venerdì dalle 13.30 alle 14.30 e dalle 20.30 alle 22), e-mail lacasadellapoesiadicomo@gmail.com, Internet www.lacasadellapoesiadicomo.it. [md – ecoinformazioni]

Alessandro Tarpini segretario della Cgil di Como

Tarpini-CongressoIl direttivo provinciale della Camera del Lavoro lo ha rieletto per il secondo mandato: «Dobbiamo uscire dalla trincea, ce lo impone la nostra storia»

«Troppo spesso siamo stati in trincea – ha detto Tarpini – e questa non può essere la nostra prospettiva, stare troppo a lungo in trincea fa perdere di senso, impigrisce, allontana dalla realtà. Una realtà che cambia, lo fa velocemente e spesso a prescindere da noi. La nostra prospettiva deve diventare la frontiera dell’innovazione e del cambiamento, ce lo impone la nostra funzione, il nostro ruolo e anche la nostra storia di cui giustamente andiamo orgogliosi».
«Ringrazio – ha concluso Tarpini – chi lavora nelle categorie per il difficilissimo lavoro di questi anni difficili, nelle strutture a tutela individuale messe ogni giorno a dura prova da carichi di lavoro crescenti, nel Clas, un approdo riconosciuto per i migranti del nostro territorio, in Sunia e Federconsumatori, le volontarie ed i volontari di Auser Como che hanno da poco festeggiati i 20 anni di attività e che inaugureranno in aprile la nuova sede provinciale. Ringrazio le persone che in Camera del Lavoro ogni giorno svolgono attività tecniche preziose e fondamentali, i nostri giovani che danno ogni giorno prova di competenza, e grazie alle centinaia di delegate e di delegati, per il prezioso e difficile lavoro che svolgono ogni giorno, spesso in condizioni difficilissime. Grazie a tutte e tutti voi, che permettete ogni giorno il funzionamento di una macchina tanto complessa quanto indispensabile per le persone che rappresentiamo». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Europee/ Firme per L’altra Europa

logoufficiale_laltraeuropa400Parte sabato 8 marzo a Como la raccolta delle firme per L’altra Europa con Tsipras. Trattandosi infatti di una formazione politica nuova per la presentazione alla europee è necessario che la lista venga sottoscritta da 150mila elettori. Questo primo passo è quindi decisivo e impegnativo. Il Comitato operativo comasco della lista invita tutte e tutti a firmare nei banchetti di Como sabato 8 marzo dalle 10 alle 16 nel largo antistante il liceo Volta [in via Carlo Cattaeno, intitolata, negli anni bui del potere delle destre comasche, all’ideologo della Lega Miglio]   e di lunedì 10 marzo dalle 20,30 alle 23,30 allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72. Info:comopertsipras@gmail.com. Per andare al blog L’altra Europa – Como clicca qui. Per leggere la lista clicca qui.

8 marzo/ Donne in nero/ Sotto lo stesso cielo. Sopra la stessa terra

maninaSotto lo stesso cielo. Sopra la stessa terra. Presenza silenziosa delle Donne in nero a fianco delle donne ucraine e siriane in piazza San Fedele a Como, sabato 8 marzo dalle 17 alle 18. Leggi nel seguito il Comunicato che illustra l’iniziativa.  

«8 marzo Giornata internazionale della donna. Presenza silenziosa delle Donne in nero l’8 marzo dalle 17 alle 18 in piazza San fedele a Como insieme alle donne ucraine, siriane. Sotto lo stesso cielo. Sopra la stessa terra. Cambiamo l’Italia e il mondo insieme alle donne che lottano senz’armi per la vita, per la pace, per la giustizia, per i diritti. 

«La guerra è entrata nel quotidiano, eppure bisogna continuare a pensare alla pace, e da donne». [Virginia Woolf]

«Tenendo la tua mano e sapendo che tu mi hai dato una nuova forza… con questa forza e questa solidarietà sono stata presa da questa follia di cambiare il mondo». [Malalai Joya]

«Non abbiamo né la forza dell’esercito israeliano né il potere delle tradizioni che ci tengono confinate in certi ruoli. Comunque sia, noi sappiamo che una donna in piedi di fianco ad un altra donna, in una linea di solidarietà, è una forza più potente di entrambi». [Kifah Addara, Cooperativa delle donne di At- Tuwani, Palestina]

Noi Donne in nero, oggi 8 marzo vogliamo, dare simbolicamente, almeno per un giorno, cittadinanza in questo Paese a tutte le donne che cercano di raggiungerlo nella speranza di una vita migliore. Dei loro nomi non sappiamo, delle loro storie nemmeno; sappiamo che vorrebbero abitare insieme a noi. Vogliamo vivere con loro in un paese accogliente. Siamo tutte sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra.

L’Ucraina è lontana. L’Ucraina è vicina. È nelle «nostre tiepide case»

È a Como. Ogni domenica si ritrovano, da tempo da anni, sempre più numerose, ancora più addolorate, lontane da Kiev in fiamme, le donne ucraine che assistono i nostri nonni, le nostre mamme, i nostri figli, le nostre figlie. Si riconoscono dal viso tirato, stanco dopo una nottata passata tra scambi di sms ed e-mail con chi è a Kiev o in un villaggio (la gran parte di loro non arriva dalla capitale). Lì ci sono amiche amici, fratelli e sorelle, vittime della nuova ondata di repressione o magari ospiti di persone in fuga dalla violenza di piazza. Parlano tra “loro”, ma vogliono raccontare anche a “noi” della loro terra, dei loro affetti, delle loro speranze. Facciamo in modo che nessuna si senta sola e straniera.

Lavorano come colf, assistenti personali, qualcuna è traduttrice

Mariana racconta «Passiamo notti insonni, siamo vicine ai nostri familiari che soffrono in Ucraina. E lottiamo anche da qui». Descrive una comunità addolorata e impaurita che lotta e che si adopera per rendere partecipi anche gli italiani. «Ognuna ha attivato i suoi contatti», questo è stato possibile anche perché «nelle famiglie in cui lavoriamo c’è comprensione».

Ludmilla ha una figlia di 23 anni che studia a Kiev. Racconta «i giovani studenti sono stati invitati a restare chiusi in casa ma, dopo i primi giorni di smarrimento, sono scesi in campo per portare aiuti, viveri, medicinali a chi era a Maidan». «Sono felice per la liberazione di Julia, simbolo della rivoluzione arancione»

 

Olga, 73 anni, è una donna distinta colta, un’ex insegnante, con pensione statale di 100 euro mensili, costretta a lasciare i suoi tre figli disoccupati e i suoi quattro nipoti per contribuire alla sopravvivenza della sua famiglia. È addolorata per la situazione e anche preoccupata per l’estremismo dei disordini. «La vera tragedia dell’Ucraina – afferma – è nella povertà di valori mentre è ricca di tutte quelle materie che fanno gola alle economie spregiudicate». «È questa ragione che ha portato al governo il “delegato” di Putin, che si è comperato le elezioni con i soldi russi. Spera in un Parlamento riformato dove i giovani, molto più acculturati degli uomini di regime, possano dare nuova dignità a questa terra».

Maria, con gli occhi gonfi di lacrime, racconta della telefonata con il fratello, ex poliziotto, ora nelle formazioni partigiane attive a difesa del Parlamento e nella rimozione delle barricate. Lei gli ha consigliato di tornare a casa, da sua moglie incinta e da suo figlio di due anni. Ma lui è convinto che il suo impegno sia soprattutto di garantire a loro un futuro giusto e libero.

Tutte sono fiere di Stefan Bandera il paladino di un’ Ucraina unita ed indipendente, «famoso in Ucraina, quanto Garibaldi in Italia», affermano.

Sono grate al popolo italiano, che le ha accolte e rispettate, e che in questo tragico momento non ha fatto mancare concreta solidarietà (con medicine e altri generi di conforto).

Sono convinte che quanto sta avvenendo in Ucraina non sia una questione interna alla nazione e chiedono che i crimini commessi siano giudicati da una corte internazionale, come è avvenuto per i fatti di Bosnia, Serbia, Kossovo.

Non vogliono che l’Ucraina diventi come Berlino: una parte in Europa e l’altra alla Russia. L’unità nazionale è l’unica strada per la riappacificazione. Sono solidali con il popolo russo che soffre le stesse condizioni di vita critica, condannano tutti i regimi, e inviano alle donne un messaggio: «’Svegliatevi donne russe’. Solo dalla nostra presenza e azione si può costruire un mondo migliore per tutti, per tutte»

La Siria è anche qui.

Degna accoglienza per profughe/i e richiedenti asilo.  “Le voci delle donne devono essere incluse nel processo di pace, non solo perché sono vittime di guerra, ma anche, cosa più importante, perché le donne sono i costruttori di pace più efficaci. Nel conflitto gli uomini hanno preso le armi, mentre le donne hanno tenuto insieme le comunità. Le donne sono diventate più forti e meglio attrezzate a svolgere un ruolo chiave nel garantire la pace vera. [Mouna Ghanem, Forum delle Donne siriane per la Pace].

In Siria è iniziato il quarto anno di guerra. Il rumore delle armi ha coperto ogni voce di aspirazione a libertà e democrazia. Bombardamenti violenze, repressioni. Almeno 120 mila i morti da marzo del 2011 a dicembre 2013, anno in cui sono stati uccisi più di 41.000 civili tra cui un numerosissimi bambini e bambine. Molte di più i feriti e le vittime di fame, freddo, mancanza di cure, stupri usati per seminare terrore e infliggere castigo e offesa al nemico. Corpi di donne come campo di battaglia per tutti gli attori armati delle diverse guerre che si combattono in Siria.

Continuano ad aumentare milioni gli sfollati, sono più di 8 milioni − per la maggior parte donne, bambini, bambine, anziani − ammassati in tende esposte al freddo intenso, in luoghi isolati, difficili da raggiungere con aiuti umanitari. Secondo stime del 2013 dell’Alto Commissario Onu dei rifugiati (Unhcr), 3 milioni i profughi: il 50% sono bambini e bambine e il 30% donne.

Un disastro umanitario senza fine che ci indigna.

E ci indigna ancor di più per le situazioni disumane che trovano i profughi nel nostro paese. L’Italia che ne ha visti e ne vede arrivare tante e tanti nei barconi diretti a Lampedusa, alla tragedia che tocca tutte e tutti coloro che fuggono dalle guerre, aggiunge l’indegna accoglienza che ricevono nei Cie e anche nei Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo) dove sono stati documentati episodi criminali di corruzione, sfruttamento della prostituzione, e costanti azioni di umiliazione e violazione della dignità.

I morti in mare, le profughe e i profughi siriani invocano una nuova politica dell’immigrazione e per cambiare le leggi che puzzano di morte. Qui come a Bruxelles.

Chiediamo di rivedere la legislazione italiana in materia di migrazioni e asilo, con l’apertura di canali costanti di regolarizzazione che sottraggano gli esseri umani ai trafficanti e consentano l’ingresso regolare nel nostro Paese.

Chiediamo l’immediata abolizione del reato di immigrazione clandestina introdotto dalla legge 94/2009, la modifica urgente del T.U. sull’Immigrazione (Dlgs 286/1998) con la revisione dei meccanismi di ingresso e l’abolizione delle norme previste dalla legge 189/2002 (Bossi/Fini).

Pensiamo che l’Italia sia migliore di chi la rappresenta e abbia già scelto da che parte stare, proprio come noi. Quella dei diritti umani.

Né indifesa. Né indivisa

Essere donne non basta. Per fare la differenza bisogna essere differenti, nella testa e nel cuore, e non solo nel corpo. La presenza di cinque ministre della Difesa (Italia, Norvegia, Albania, Germania e Olanda) alla recente riunione Nato, non ci soddisfa e non ci inorgoglisce. Certo è la prima volta, in assoluto, che così tante donne ricoprono questo ruolo in Europa. Le donne di cui siamo orgogliose, dice Monica Lanfranco, e noi con lei, sono quelle che «non si vogliono uniformare al sistema, e che accettano ruoli istituzionali pubblici ma non rinnegano ideali e valori alternativi rispetto a quelli del dominio». «Forse la novità di quella foto è che oggi posso criticare una ministra della Difesa, invece che un ministro, grazie anche al contributo di attiviste come Lidia Menapace che hanno lottato perché le più giovani sedessero in Parlamento e poi diventassero titolari di dicasteri. Però non chiedetemi di essere contenta per questo». Ci sentiremmo molto più appagate se tra quelle donne insieme alle ministre della Difesa ci fosse Megan Rice, la suora di 83 anni condannata a 5 anni di carcere per avere manifestato contro una struttura militare dove si producono aerei da combattimento, assai simili a quelli che la neo ministra della Difesa italiana, Roberta Pinotti, vuole finanziare.

«Le donne, non previste dalla storia plasmata, narrata e tramandata dagli uomini, in politica sono sempre state comunque ospiti, e nonostante le cariche acquisite sono facilmente depotenziabili, con l’insulto sessista». Così è accaduto recentemente in Italia alla presidente della camera Laura Boldrini. Abbiamo ancora molta strada da fare per una politica disarmata e disarmante nella sostanza e nella forma. Linguaggio compreso». [Donne in nero Como]

 

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