Mese: Marzo 2014

8 marzo/ Giornata internazionale di lotta per la liberazione delle donne

virginia wolfIn memoria di Clara Zetkin, il Centro di ricerca per la Pace e i Diritti umani di Viterbo suggerisce tre riflessioni. Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«Un giorno di lotta, non di festa. L’8 marzo non è la festa consumista e narcotica cui pretende ridurlo la società dello spettacolo. L’8 marzo è la giornata internazionale che convoca l’umanità alla lotta per la liberazione delle donne.
L’8 marzo è la giornata internazionale che convoca l’umanità alla lotta contro la violenza maschilista e patriarcale. E quindi l’8 marzo non è il piccolo carnevale che per un giorno all’anno rovescia i rapporti di forza del mondo capovolto e conferma che tutti gli altri giorni vige ancora la violenza dei poteri dominanti, la violenza maschilista e patriarcale, la violenza del potere autoritario, gerarchico, militarista, sfruttatore, segregatore, assassino.

No. L’8 marzo è la giornata internazionale che convoca l’umanità alla lotta per la liberazione delle donne. E quindi l’8 marzo non è il momentaneo sollievo ed il falso risarcimento che il potere maschile concede tra uno stupro e un femminicidio, il giorno di vacanza dei carnefici. No. L’8 marzo è la giornata internazionale che convoca l’umanità alla lotta contro la violenza maschilista e patriarcale. Senza la liberazione delle donne in tutto il mondo, l’intera umanità resta schiava. * 1. La prima radice La prima radice di ogni altra violenza e oppressione è la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l’umanità in due e nega piena dignità e uguaglianza di diritti a metà del genere umano e cosi’ disumanizza l’umanità intera. Solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo’ sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l’umanità. Solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l’umanità puo’ essere libera e solidale.

Non solo l’8 marzo è l’8 marzo (una meditazione del 2013)

Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare contro il femminicidio e la violenza sessuale. Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare contro il maschilismo e il patriarcato. Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani. Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare contro tutte le violenze e tutte le complicità con la violenza e tutte le ideologie della violenza. Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre che siano l’8 marzo. Vi è questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne è la prima radice di ogni altra violenza. Vi è questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne è il primo nemico dell’umanità. Vi è questa ineludibile evidenza: ne discende il tuo primo dovere. La lotta delle donne per la liberazione dell’umanità è la corrente calda della nonviolenza in cammino. Questo significa l’8 marzo. Sostenere la lotta delle donne per la liberazione dell’umanità è il primo dovere di ogni persona decente. Questo significa l’8 marzo. Ogni volta che fai la cosa giusta per contrastare la violenza maschilista, quel giorno è l’8 marzo. Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre che siano l’8 marzo.

Dal femminismo molti doni (una meditazione del 2011)

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi è una sola umanità, composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da sè. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell’incontro con l’altro. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che è la nascita, l’esperienza e la categoria che fonda l’umana convivenza, l’umano sapere. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralità, e quindi la relazione, è la modalità di esistenza propria dell’umanità. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca già la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell’organizzazione sociale e della trama relazionale violenta è nel maschilismo e nel patriarcato. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l’amore si oppone alla morte, che solo l’ascolto consente la parola. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune è generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune è opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanità, ad ogni devastazione della biosfera. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l’arte della compassione fonda la lotta di liberazione. Il femminismo che è il massimo inveramento storico della nonviolenza. Il femminismo che è la corrente calda della nonviolenza. Il femminismo che è il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell’umanità. E diciamo femminismo e sappiamo che dovremmo dire femminismi, che dovremmo dire pensiero delle donne e movimenti delle donne. Ma diciamo femminismo e pensiamo a una tradizione che lega infinite donne che hanno praticato l’etica della responsabilità e della liberazione, da Saffo a Vandana Shiva, da Simone Weil (nella foto di copertina) a Virginia Woolf (nella foto), da Edith Stein a Milena Jesenska, da Etty Hillesum a Ginetta Sagan, da Rosa Luxemburg ad Hannah Arendt, da Germaine Tillion ad Anna Politkovskaja, da Simone de Beauvoir a Franca Ongaro Basaglia, da Olympe de Gouges a Luce Fabbri. Dal femminismo molti doni tutte e tutti abbiamo ricevuto. In questo otto marzo di ascolto, di memoria, di lotta, diciamo anche la nostra gratitudine.

E quindi Occorre opporsi al maschilismo e al patriarcato, ed opponendosi al maschilismo e al patriarcato ci si oppone anche al razzismo, alla guerra, alla devastazione dell’ecosistema, a tutti i poteri criminali, a tutte le forme di sfruttamento ed oppressione. Occorre riconoscere, difendere e promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani. E quindi: occorre sostenere i centri antiviolenza e le case delle donne. E quindi: occorre la parità di rappresentanza di genere ovunque si decide cio’ che tutte e tutti riguarda. E quindi: occorre applicare subito pienamente la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Vi è una sola umanità».  [Centro di ricerca per la Pace e i Diritti umani di Viterbo]

L’Altra Europa con Tsipras/ Attivo il blog comasco

logoufficiale_laltraeuropa400Per avere tutte le informazioni sull’avventura di L’altra Europa con Tsipras c’è anche il sito comasco. All’indirizzo http://altraeuropacomo.wordpress.com/ gli attivisti lariani concentrano tutte le notizie sul progetto politico e tutte le informazioni utili. A partire da quelle relative alla campagna per la raccolta delle firme con l’indicazione del dove e quando sono allestiti i banchetti. Per info: comopertsipras@gmail.com. Per andare al blog clicca qui.

Congresso della Cgil di Como

1035196-bandiere_20cgilTerminati i congressi delle categorie, giovedì 6 e venerdì 7 marzo si svolgerà il Congresso della Camera del Lavoro di Como. Appuntamento alle 9 nell’Aula magna del Politecnico in via Castelnuovo 7; alle 9.30 il segretario uscente Alessandro Tarpini terrà la relazione introduttiva. Il Congresso terminerà venerdì 7 marzo alle 17.30 con l’elezione del nuovo segretario. Leggi il programma

L’altra Europa con Tsipras/ Spinelli: nessuna vocazione minoritaria, in Europa per cambiarla

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Sono stati presentati a Roma il 5 marzo il simbolo e le liste de L’Altra Europa con Tsipras, la lista voluta dai sei garanti (Barbara Spinelli, Paolo Flores D’Arcais e Luciano Gallino, Marco Revelli e Guido Viale) sotto l’egida di Alexis Tsipras, leader della sinistra radicale di Syriza in Grecia. 

 Li ha chiamati «i tartufi dell’Europa» Barbara Spinelli, alludendo alle forze politiche, alle lobby e ai poteri forti che la stanno creando «ingiusta», quest’Europa, e creano una «insofferenza maggioritaria» in Paesi come l’Italia. Per provare a rispondere all’insofferenza di chi subisce le politiche europee, il 5 marzo, è stata presentata a Roma la lista L’Altra Europa con Tsipras, con relativo simbolo (rosso il colore dominante, nessun simbolo, il nome del leader di Syriza in evidenza). Alla conferenza stampa è intervenuta Barbara Spinelli a nome dei sei garanti che hanno dato vita al progetto della lista, raccogliendo consensi tra le forze della sinistra, della società civile, dei movimenti. Il settimo garante, come noto, è il giovane (39 anni, dipende dai punti di vista) e rampante leader della sinistra radicale greca, Alexis Tsipras, possibile futuro premier greco, stando ai sondaggi che lo vedono in costante ascesa. Come sarà l’altra Europa in cui credono i garanti e i sostenitori della lista con Tsipras? «Bisogna tornare alle sovranità nazionali di ieri perché volere l’Europa così com’è significa tornare indietro – ha dichiarato Spinelli – serve tornare alle radici di chi è stato fondatore dell’europeismo, quell’europeismo che si basava su due principi: lotta alle dittature e lotta alle povertà».

La lista dei candidati alle europee del prossimo 25 maggio è composta, come ha spiegato Massimo Torelli, uno dei coordinatori del progetto, «37 uomini e 36 donne e la maggioranza dei capolista è al femminile».

Tra i nomi più noti, nella circoscrizione nord occidentale che comprende la Lombardia ci sono Curzio Maltese, Moni Ovadia, Loredana Lipperini, la giornalista Giuliana Sgrena e la No Tav Nicoletta Dosio; Paola Morandin, operaia Electrolux nel Nord Est, con Riccardo Petrella, tra gli altri e le altre; al centro correranno Lorella Zanardo, autrice de Il corpo delle donne, Luca Casarini, già leader delle tute bianche ai tempi del G8 di Genova, Fabio Amato, responsabile Esteri di Rifondazione e coordinatore della campagna di Tsipras in Europa per la Sinistra Europea, Raffaella Bolini dell’Arci, Tommaso Fattori, tra i principali animatori del Firenze social forum, Ermanno Rea e il più giovane candidato, Claudio Riccio, al Sud. Al centro, al Sud e nelle Isole sarà capolista Barbara Spinelli, un ruolo che, come ha spiegato, serve «per dare visibilità agli invisibili che hanno anche competenze che io non ho e che saranno combattenti per l’Europa».

A proposito della candidatura dello scrittore Andrea Camilleri, poi ritirata, il comitato dei garanti respinge al mittente ogni polemica: si è trattato di «troppo entusiasmo», motivo per il quale appunto la candidatura è stata annunciata prima che fosse tale e poi smentita. Idem sulla questione Casarini: «il comitato dei garanti non si è spaccato, abbiamo discusso come si fa in democrazia, ma sulla stragrande maggioranza delle questioni, a cominciare dall’idea di Europa e dalla natura della lista, l’unità resta piena», ha concluso Barbara Spinelli. L’obiettivo, ora, è quello di non perseguire «una vocazione minoritaria, non vogliamo stare in Europa per fare testimonianza ma per cambiarla, contro le larghe intese, che hanno voluto l’austerità».  [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

Le liste complete e tutte le altre informazioni sono su: www.listatsipras.eutwitter.com/altraeuropa efacebook.com/AltraEuropaConTsipras.

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7 marzo/ Emergenza umanitaria in Siria

siriarebbioIncontro dibattito Emergenza umanitaria in Siria:  quale futuro per questo popolo? Quale futuro per la solidarietà? venerdì 7 marzo alle  20,30 a Como-Rebbio nella parrocchia di via Lissi 11. Parleranno Shadi Fahle, di Informare x davvero e Gabriele Dal Grande (collegamento via skype) del blog Fortress europeDurante la serata sarà esposta una mostra fotografica sul tema. Promuovono l’incontro Il comitato Curo senza confini  Gaetano Pini Fatebenefratelli (Mi),  l’associazione Rose di Damasco, la parrocchia di Rebbio. Info: rosedidamasco@gmail.com 333.5706437.

Tarpini: Il lavoro torni a essere la priorità. Prima dell’estate, presenteremo il nostro piano del lavoro per Como

1622856_10202336313641637_55795167_nÈ cominciato il 6 mattina il congresso della Camera del Lavoro di Como. Nel suo discorso iniziale, Alessandro Tarpini ha deciso di partire dalla Sisme, raccontando cosa significasse, per un operaio metalmeccanico, lavorare alla catena di montaggio. Nella relazione il segretario uscente ha toccato alcuni argomenti cruciali per il territorio, annunciando la presentazione di un piano del Lavoro per la provincia di Como, previsto entro l’estate. Leggi il discorso

«Como, dal 2001 al 2011, ha perso nel settore manifatturiero circa 20.000 addetti, a cui se ne sommano altri 3.000 circa fino al 2013, mentre la perdita complessiva è stata di circa 11.500 su 166.000. Questi dati hanno portato il peso del settore manifatturiero, per quanto riguarda gli occupati, a passare dal 53,3% del 2001 al 45,5% del 2011, contro una media nazionale del 23,7%».
Il capitolo più doloroso è quello relativo all’occupazione: «dal 2008 il tasso di disoccupazione è sostanzialmente raddoppiato, viaggia oggi intorno all’8%, ma a ciò si aggiungono circa 10.000 persone, pari al 5,5% degli occupati, posti in cassa integrazione, per la maggior parte dei casi con poche possibilità di rientro. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali ha continuato, anche nel 2013, a far registrare numeri record». Cosa fare? «È anzitutto necessario intervenire per garantire la coesione sociale della comunità comasca – commenta Tarpini – A Como opera dal 2008 il Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo, che svolge un ruolo centrale per un progetto condiviso di sviluppo; bisogna prendere in considerazione l’idea di mutare la definizione di questo luogo di confronto, facendolo diventare” il tavolo per la competizione, lo sviluppo e la coesione sociale”». Poi, suggerisce il sindacalista, sarà fondamentale preservare le eccellenze e i distretti, come quello tessile e dell’arredo, semplificare la burocrazia e creare percorsi culturali, storici, artistici in grado di valorizzare il paesaggio.
In una fase come quella che stiamo vivendo, le fortune di un territorio vengono inevitabilmente segnate, in positivo come in negativo, dalla capacità di attrarre investimenti. Tale capacità di attrazione è ovviamente determinata dal contesto di riferimento, ed il fattore che è da considerarsi vincente nel futuro sarà quello della qualità del capitale umano: «A Como ci sono le condizioni potenziali perché si costruisca un sistema formativo che possa rispondere alle esigenze del territorio: esistono già scuole, enti, istituti, che si caratterizzano per la qualità dell’offerta formativa».
Secondo uno studio di Fondazione Cariplo del 2013, a Como vengono immessi in atmosfera 1000 tonnellate di Co2 al giorno: «Una situazione, come emerge, davvero problematica, ma su cui si potrebbe agire nell’immediato. Occorrerebbe innanzitutto dare corso all’attuazione del piano energetico provinciale, già realizzato da Punto Energia e mai realizzato».
Tarpini ha parlato anche della “questione frontalieri”: «La nostra principale fabbrica occupa 20.000 persone che, ogni giorno, varcano il confine per vivere e per portare in Svizzera professionalità e benessere. La vicenda ultima del referendum danno la cifra di una situazione che va definitivamente risolta. Ciò non è più accettabile, si trovi subito una soluzione, che partendo dallo statuto del lavoratore frontaliero, come abbiamo da tempo richiesto, normi la materia definitivamente, ridando a questi lavoratori la serenità che meritano».
Riguardo alla politica comasca, il segretario ricorda che la Camera del Lavoro ha espresso un giudizio favorevole sulla Ztl: «La vicenda sta provocando reazioni e proteste anche al di là di quanto ci si potesse aspettare; fa emergere in tutta la sua problematicità una vocazione diffusa alla conservazione dell’esistente, ad un’idea che rischia di portare all’immobilismo, al tirare a campare, si è più popolari, alla fine, se si lascia tutto così com’è, se non si mettono in discussione i vecchi equilibri consolidati e le rendite di posizione».
La crisi che stiamo vivendo, una crisi dai caratteri inediti, ha prodotto e sta producendo anche bisogni di tipo nuovo. «La nostra organizzazione questi bisogni inediti li ha conosciuti, li ha incontrati soprattutto attraverso le strutture a tutela individuale. E a suffragio di ciò che ho cercato di trasmettere i dati, l’Inca di Como ha elaborato nel corso del 2013, 32.961 pratiche, nel 2012 erano state 22.313, incrementando le attività in un solo anno del 30 %, il CAAF di Como ha elaborato nel 2013 ben 66.118 pratiche fiscali, inoltre, sempre nel 2013, circa 1.000 lavoratrici e lavoratori si sono rivolte al nostro ufficio vertenze legali per contenziosi o recuperi del credito che hanno permesso di recuperare somme di poco sotto i 5 milioni di euro per i nostri assistiti. Sono dati che impressionano, che ci dicono che realisticamente ben oltre 100.000 comaschi nel corso del 2013 hanno dalle nostre strutture, ricevuto un aiuto, una risposta concreta ai loro bisogni».
«70 anni fa, nelle stesse giornate si svolgevano a Como come nel resto del Paese gli scioperi del 44, un momento che segnò la vita democratica nel Paese, la coscienza civile di quelle lavoratrici e di quei lavoratori. Ricade su tutti noi un’eredità importante, che è quella della nostra memoria e della nostra storia – conclude Tarpini – ricordiamocelo, ricordiamocelo sempre mentre pensiamo e progettiamo il futuro». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

8 marzo/ Como-Bangui

080314 emergencyLe parole degli altri, spettacolo teatrale a cura di Arianna Nuzzo e Annalisa Falché, «incentrato sul confronto continuo di due donne alla ricerca della libertà», di seguito testimonianza di Francesca Maggi, operatrice di Emergency, e musica con Mauro Settegrani, sabato 8 marzo alle 21 nella Sala consiliare di Bulgarograsso in piazza Falcone, organizzano Comune e Gruppo Emergency di Como. Per informazioni emergencycomo@hotmail.it.

News di école/ Marzo 2014

ecolenews1Si chiama Nord Est West Sud la nuova edizione della Lettera di école, il periodico mensile che raccoglie le novità dello Spazio telematico della rivista comasca di Idee per l’educazione diretta da Celeste Grossi. Leggi on line News 1. Vai allo Spazio telematico di école.

Europee/ Giuliana Sgrena candidata a Como

sgrena-01Saranno comunicati ufficialmente mercoledì 5 marzo [Presto on line il servizio della nostra Barbara Battaglia sulla conferenza stampa di presentazione delle liste] i candidati e le candidate della lista L’altra Europa con Tsipras. Tra loro, nella Circoscrizione elettorale della quale fa parte anche la provincia di Como, ci sarà Giuliana Sgrena. La candidatura della giornalista de il manifesto, saggista,  da sempre impegnata per la Pace e Diritti ed esponente della presidenza nazionale di Sel,  è stata fortemente sostenuta anche con una raccolta di firme tra le attiviste e gli attivisti lariani della lista L’altra Europa con Tsipras. La fase forse più delicata dell’avventura  del nuovo progetto che unisce le sinistre politiche e sociali italiane con l’ambizione di andare anche  oltre esse inizierà dal 6 marzo con la raccolta delle firme (150mila) per la presentazione della lista. Già pronto un vademecum su come procedere. Presto su ecoinformazioni tutte le informazioni sui banchetti organizzati da Como per Tsipras.

Amleto Luraghi è stato rieletto segretario dei pensionati Cgil

amletoIl direttivo Spi provinciale lo ha rieletto per il secondo mandato

«Il 6 marzo di 70 anni fa, in piena occupazione nazista, gli operai di alcune fabbriche comasche scendevano in sciopero – ha detto Luraghi nella relazione introduttiva – Ho ricordato questo avvenimento perché non dobbiamo dimenticare che è nell’opposizione al fascismo che si risollevò la coscienza politica del paese». Dire che la spesa previdenziale costa troppo, significa affermare che gli anziani sono un peso per la società: «In realtà, la stragrande maggioranza delle pensioni ha importi bassi; in provincia di Como, meno del 15% supera i 1500 euro, 25% va dai 500 ai 1000 e il 41% sta tra i 100 e i 500».
Il nostro territorio diventa più “anziano”: «In provincia ci sono oltre 35 mila persone che hanno più di 80 anni e, nel 2020, saranno circa 47 mila: la prevenzione e la qualità del vivere dovranno diventare il principale impegno delle politiche sanitarie».
Il negoziato sociale con i comuni è un punto essenziale delle attività del sindacato pensionati: «I circa 40 verbali d’accordo che ogni anno sigilliamo con le amministrazioni significano che per noi, al centro delle politiche sociali, c’è il sostegno alla domiciliarità e i servizi di assistenza sociale. Allo stesso modo, il confronto con l’Asl e i Piani di Zona deve diventare un altro punto essenziale d’iniziativa».
«La scelta d’attivare degli sportelli sociali – conclude Luraghi – non vuole sostituirsi alla risposta che deve venire dalle istituzioni ma vuole servire a rendere esigibili diritti e aiutare le persone nell’espressione dei propri bisogni. Sugli aspetti della protezione e promozione sociale, il principale interlocutore e alleato è l’Auser». [aq, ecoinformazioni]

 

 

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