Tarpini: Il lavoro torni a essere la priorità. Prima dell’estate, presenteremo il nostro piano del lavoro per Como

1622856_10202336313641637_55795167_nÈ cominciato il 6 mattina il congresso della Camera del Lavoro di Como. Nel suo discorso iniziale, Alessandro Tarpini ha deciso di partire dalla Sisme, raccontando cosa significasse, per un operaio metalmeccanico, lavorare alla catena di montaggio. Nella relazione il segretario uscente ha toccato alcuni argomenti cruciali per il territorio, annunciando la presentazione di un piano del Lavoro per la provincia di Como, previsto entro l’estate. Leggi il discorso

«Como, dal 2001 al 2011, ha perso nel settore manifatturiero circa 20.000 addetti, a cui se ne sommano altri 3.000 circa fino al 2013, mentre la perdita complessiva è stata di circa 11.500 su 166.000. Questi dati hanno portato il peso del settore manifatturiero, per quanto riguarda gli occupati, a passare dal 53,3% del 2001 al 45,5% del 2011, contro una media nazionale del 23,7%».
Il capitolo più doloroso è quello relativo all’occupazione: «dal 2008 il tasso di disoccupazione è sostanzialmente raddoppiato, viaggia oggi intorno all’8%, ma a ciò si aggiungono circa 10.000 persone, pari al 5,5% degli occupati, posti in cassa integrazione, per la maggior parte dei casi con poche possibilità di rientro. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali ha continuato, anche nel 2013, a far registrare numeri record». Cosa fare? «È anzitutto necessario intervenire per garantire la coesione sociale della comunità comasca – commenta Tarpini – A Como opera dal 2008 il Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo, che svolge un ruolo centrale per un progetto condiviso di sviluppo; bisogna prendere in considerazione l’idea di mutare la definizione di questo luogo di confronto, facendolo diventare” il tavolo per la competizione, lo sviluppo e la coesione sociale”». Poi, suggerisce il sindacalista, sarà fondamentale preservare le eccellenze e i distretti, come quello tessile e dell’arredo, semplificare la burocrazia e creare percorsi culturali, storici, artistici in grado di valorizzare il paesaggio.
In una fase come quella che stiamo vivendo, le fortune di un territorio vengono inevitabilmente segnate, in positivo come in negativo, dalla capacità di attrarre investimenti. Tale capacità di attrazione è ovviamente determinata dal contesto di riferimento, ed il fattore che è da considerarsi vincente nel futuro sarà quello della qualità del capitale umano: «A Como ci sono le condizioni potenziali perché si costruisca un sistema formativo che possa rispondere alle esigenze del territorio: esistono già scuole, enti, istituti, che si caratterizzano per la qualità dell’offerta formativa».
Secondo uno studio di Fondazione Cariplo del 2013, a Como vengono immessi in atmosfera 1000 tonnellate di Co2 al giorno: «Una situazione, come emerge, davvero problematica, ma su cui si potrebbe agire nell’immediato. Occorrerebbe innanzitutto dare corso all’attuazione del piano energetico provinciale, già realizzato da Punto Energia e mai realizzato».
Tarpini ha parlato anche della “questione frontalieri”: «La nostra principale fabbrica occupa 20.000 persone che, ogni giorno, varcano il confine per vivere e per portare in Svizzera professionalità e benessere. La vicenda ultima del referendum danno la cifra di una situazione che va definitivamente risolta. Ciò non è più accettabile, si trovi subito una soluzione, che partendo dallo statuto del lavoratore frontaliero, come abbiamo da tempo richiesto, normi la materia definitivamente, ridando a questi lavoratori la serenità che meritano».
Riguardo alla politica comasca, il segretario ricorda che la Camera del Lavoro ha espresso un giudizio favorevole sulla Ztl: «La vicenda sta provocando reazioni e proteste anche al di là di quanto ci si potesse aspettare; fa emergere in tutta la sua problematicità una vocazione diffusa alla conservazione dell’esistente, ad un’idea che rischia di portare all’immobilismo, al tirare a campare, si è più popolari, alla fine, se si lascia tutto così com’è, se non si mettono in discussione i vecchi equilibri consolidati e le rendite di posizione».
La crisi che stiamo vivendo, una crisi dai caratteri inediti, ha prodotto e sta producendo anche bisogni di tipo nuovo. «La nostra organizzazione questi bisogni inediti li ha conosciuti, li ha incontrati soprattutto attraverso le strutture a tutela individuale. E a suffragio di ciò che ho cercato di trasmettere i dati, l’Inca di Como ha elaborato nel corso del 2013, 32.961 pratiche, nel 2012 erano state 22.313, incrementando le attività in un solo anno del 30 %, il CAAF di Como ha elaborato nel 2013 ben 66.118 pratiche fiscali, inoltre, sempre nel 2013, circa 1.000 lavoratrici e lavoratori si sono rivolte al nostro ufficio vertenze legali per contenziosi o recuperi del credito che hanno permesso di recuperare somme di poco sotto i 5 milioni di euro per i nostri assistiti. Sono dati che impressionano, che ci dicono che realisticamente ben oltre 100.000 comaschi nel corso del 2013 hanno dalle nostre strutture, ricevuto un aiuto, una risposta concreta ai loro bisogni».
«70 anni fa, nelle stesse giornate si svolgevano a Como come nel resto del Paese gli scioperi del 44, un momento che segnò la vita democratica nel Paese, la coscienza civile di quelle lavoratrici e di quei lavoratori. Ricade su tutti noi un’eredità importante, che è quella della nostra memoria e della nostra storia – conclude Tarpini – ricordiamocelo, ricordiamocelo sempre mentre pensiamo e progettiamo il futuro». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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