Mese: Febbraio 2015

13 febbraio/ La cosa inaudita

cosa inaudita 130215Un itinerario poetico e religioso negli scritti di Davide Rondoni (Sbway Edizioni) presentazione del volume di Elisabetta Motta, che dialogherà con Davide Rondoni, introduce Laura Garavaglia, venerdì 13 febbraio alle 20.45 nella Biblioteca dell’Associazione Carducci in viale Cavallotti 7 a Como, organizzata da La casa della poesia di Como. Per informazioni Internet www.lacasadellapoesiadicomo.it.

Germogli recisi con una donazione diventa cortometraggio animato

Kossi Komla-EbriGermogli recisi. La terribile storia di un bambino soldato in Uganda [tratto dall’omonimo racconto di Kossi Komla-Ebri tratto dal libro Vita e Sogni -Racconti in concerto- Edizioni dell’Arco 2007] è un cortometraggio animato che ha la pretesa di non far dimenticare tutti i bambini che nel mondo sono coinvolti loro malgrado nei conflitti armati.
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11 febbraio/ 1918-1921: la guerra vinta, la pace persa; dopoguerra e guerra civile in Italia

isc veroIncontro con Giuseppe Calzati, presidente Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, mercoledì 11 febbraio alle 21 alla Biblioteca comunale di Lezzeno. Per informazioni tel. 031.306970, e-mail isc-como@isc-como.org.

Una storia spezzata/ Il confine orientale

una storia spezzataComo si è dimostrata capace di offrire orizzonti culturali, su un pezzo di storia “spezzata” come quella del confine orientale, attraverso il dialogo con due storici d’eccezione nella sala della Biblioteca comunale. Contemporaneamente, in una piazza non distante, l’associazione di estrema destra Militia manifestava, mettendo in scena la solita mostra fotografica. La cittadinanza ha così potuto scegliere tra il dialogo della ricerca e il sentimentalismo delle immagini. L’Anpi provinciale di Como e l’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta”, con il patrocinio del Comune di Como, sono stati il motore della conferenza Una storia spezzata. Il confine orientale tra storia, ideologia, memoria e rimozione. Protagonisti del dibattito Giorgio Conetti, professore emerito di Diritto Internazionale all’Università dell’Insubria, co-presidente per la parte italiana della commissione degli storici italo-sloveni per lo studio delle relazioni tra i due paesi; ed Eric Gobetti, ricercatore indipendente, studioso della seconda guerra mondiale e della Jugoslavia nel Novecento. Hanno aperto il pomeriggio Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’Anpi, e Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea, che hanno inserito il dibattito in un progetto che dura da alcuni anni, come testimoniano i passati incontri con Roberto Spazzali e Alessandra Kersevan. L’obiettivo è quello di fornire materiali su cui riflettere e ragionare con rigore scientifico, escludendo dunque una visione pregiudiziale per un tema delicato e discusso.
Conetti, con grande diplomazia, si è addentrato nel descrivere come i confini, in alcuni casi, portino necessariamente ferite che possono rimanere aperte e irrisolte. Questo è il caso del confine orientale che, a differenza di altri confini, ancora oggi non trova una condivisione dei fatti. Lo testimonia la relazione, di grande valore, della commissione mista italo-slovena, redatta nel 2000 e subito archiviata a seguito delle polemiche suscitate dal suo contenuto. Il Giorno del ricordo, che è stato inserito nel cosiddetto “calendario civile” nel 2004,non parla unicamente dei tragici eventi delle foibe, ma anche dell’esodo: un periodo storico ampio, che va dall’8 settembre del 1943 fino al 1956. Conetti, infatti, ha iniziato la trattazione concentrandosi sulle specificità che l’esodo ha comportato. Ha parlato di una frattura antropologica, che ha significato l’interruzione di un ciclo storico per una popolazione che si è vista costretta ad abbandonare antiche terre. Non è stato un esodo ufficialmente imposto, si parla di esodo volontario, seppur obbligato dalla situazione che si andava creando, soprattutto a causa delle discriminazioni. Questa offerta dell’opzione ha determinato un esodo spontaneo di circa 250.000 persone. La storia dell’esodo ha sicuramente radici ideologiche e l’avversione anti-italiana, manifestatasi con l’allontanamento degli stessi, era molto forte, anche se in ambiente rurale si temeva per la perdita di forza lavoro. Una vicenda da valutare negativamente, perché l’esodo rimane il risultato dell’oppressione di un regime totalitario.
Eric Gobetti, con piglio accademico, ma capace di arrivare a tutti, ha mostrato i cambiamenti che quella striscia di territorio ha subito dall’impero austro-ungarico fino all’assetto definitivo. Una realtà geografica mista, dalla forte impronta localista: infatti, ancora oggi, l’Istria non si considera pienamente Croazia. Le ragioni dell’esodo, oltre che ideologiche, sono di natura economica e politica, ma è da ricordare che non è stata il risultato di un’espulsione per legge, a differenza di quanto avvenuto per i tedeschi, che nella stessa epoca sono stati espulsi dalla Jugoslavia in 500.000. L’esodo sembra essere un fenomeno ricorrente nelle zone di confine, per i paesi che hanno perso la guerra. E l’Italia aveva perso la guerra. Da non dimenticare che è proprio durante la guerra che l’esodo accade, e il contesto serve per comprendere il clima di violenza che era diffuso: una resistenza armata che intreccia conflitti diversi, una guerra civile e una guerra contro i civili, una guerra di resistenza contro gli occupanti. E gli italiani erano coinvolti in tutti questi passaggi. Al termine della guerra, l’amministrazione civile partigiana prende il sopravvento, e iniziano le violenze private e i processi sommari, che causano la morte di centinaia di persone, la maggior parte delle quali fucilate o internate, e in parte minore infoibate.
Le conseguenze della contrapposizione aprioristica si sono palesate durante il dibattito con il pubblico, dove vecchi temi come la marginalità data nei libri di storia alla questione e la faziosità dei documenti ufficiali sono emerse con toni anche aspri. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Nicoletta Grillo sul Ring: grigi extraterrestri telecomandano Hitler

zl-ring-nicoletta-gantsSi è conclusa la sfida letteraria sul Ring di Berlino tra un’italiana (la comasca Nicoletta Grillo), un belga, un francese, un tedesco che si sono affrontati/e il 7 febbraio,  assieme ad altri scrittori di diverse nazionalità, per ventiquattr’ore di scrittura in diretta on line (sono concesse solo pause fisiologiche) sul treno urbano che circonda la capitale tedesca. Leggi la vera storia di Hitler, dei lettori di Bild e dei grigi berlinesi sul blog della sfida.

 

13 febbraio/ Reggae Night al Gloria

reggaenightgloriaVenerdì 13 febbraio dalle 22, lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, festeggia Bob Marley con una notte reggae. Ospite speciale della serata Bunna, voce degli Africa Unide, gruppo musicale rocksteady-dub nato a Pinerolo nel 1981 e considerato il primo gruppo del panorama reggae italiano e basso dei Bluebeaters, l’artista è un personaggio da oltre trentanni anni sulla scena reggae, un’autorità nel campo. Suoneranno inoltre dal vivo i Manu e Mama’s Anthem, un progetto reggae roots soul nato dalla collaborazione fra Manu (voce lead) proveniente dalla famiglia musicale dei Rootical Foundation e diversi musicisti della scena reggae (Franziska family,Irie Roof Band, Vibes Point Band, Beska Roots Foundation). Parteciperanno infine anche i comaschi Rising Hope con la loro miscela esplosiva di roots reggae. Ingresso 10 euro riservato ai soci Arci. Info www.spaziogloria.it

Il Pd europeo contro l’assoluzione incivile di Calderoli

jscalderoliLa scandalosa assoluzione di Roberto Calderoli anima la protesta anche nelle sedi europee del Partito democratico. Il fisico comasco Stefano Vaccaro, segretario del Pd del Lussemburgo ha sottoscritto, insieme ai segretari del Pd di Berlino e di Bruxelles, il documento del segretario del Pd di Londra e Regno Unito ai senatori del Partito democratico che hanno votato nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del 4 febbraio contro la ministra Kyenge non comprendendo il tenore razzista e incivile degli insulti a lei rivolti dall’esponente del partito di estrema destra Lega Nord. Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Gentili Senatore Moscardelli e Senatore Cucca,

Mi chiamo Roberto Stasi e sono il segretario del Circolo PD Londra & UK.

Vi scrivo questa mia, a nome di tutti gli iscritti ed amici del Circolo PD Londra & UK e di altri circoli PD in Europa, per esprimervi il nostro rammarico, disappunto e vergogna per la decisione che la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari ha adottato, in data 4 febbraio 2015, in merito alle “opinioni” espresse dal Senatore Roberto Calderoli nei confronti dell’allora Ministro On. Kyenge.

Sapere, che all’interno dell’organo di decisione, si sono pronunciati senza esprimere una posizione di dissenso, alcuni senatori eletti nelle file del nostro partito, quel Partito Democratico che anche noi, qui da Londra, rappresentiamo, ci amareggia non poco.

E ancor più ci amareggia, leggendo i resoconti della seduta, che di quelle espressioni, considerate ovunque offensive e razziste, non sia stata menzionata nessuna parola di condanna o di stigmatizzazione.

Mi permetto di aggiungere inoltre che questo fatto assume connotazione maggiormente negativa se si pensa che a pronunciale sia stato un senatore, un uomo delle istituzioni, prima che un cittadino.

Entrambi voi, Senatori, difendete le “opinioni” del Senatore Calderoli, giustificandole come “presenti all’interno di un contesto politico”. A quale contesto politico fate riferimento? Non e’ forse quello di attacchi razzisti, di minacce che un Ministro, nel pieno delle sue funzioni, ha ricevuto dal primo giorno del suo mandato?

Vorrei ricordarvi che a seguito di altre simili minacce, l’allora Ministro Kyenge e’ stata sottoposta a delle misure di protezione, ha intrapreso cause legali a titolo personale (senza il sostegno legale del PD), per chiedere la condanna soprattutto di coloro che, come rappresentanti di Istituzioni nazionali e locali in tutta Italia, si sono scagliati contro di lei con epiteti e frasi violenti e razziste. La stampa del Regno Unito in quei giorni stigmatizzava il comportamento e le dichiarazioni del Senatore Calderoli verso un membro del Governo: per l’Europa intera leggere quelle parole è stato un vero schock.

Quando parlate di contesto politico, dovreste ricordare la storia, cari Senatori! Erano forse “opinioni” quelle espresse da parte di partiti e movimenti antisemiti prima della seconda guerra mondiale nei confronti degli ebrei, definiti e raffigurati come ratti, oppure caricature, non molto dissimili da quelle di cui anche la nostra On. Kyenge e’ stata vittima? Pensate, Senatori, gli anni dell’apartheid del Sud Africa e negli Stati Uniti, oppure alla più vicina propaganda fascista verso i territori africani colonizzati. Anche quelle erano “opinioni” dunque, alla luce dei recenti fatti.

Ogni qualvolta intervenite in aula, cari Senatori, vorrei che pensaste a quello che la storia ci ha insegnato e lasciato. Vorrei che capiste che non potete permettervi di essere come la pancia molle della società, come dei goliardici al bar. Piuttosto dovreste dare l’esempio. A noi tutti.

Come Senatori e come senatori del PD voi avete il dovere di fare la differenza; lo dovete anche in base al codice etico del PD, la carta dei valori di questa nostra comunita’, dove diciamo che “Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. […] Si impegnano perché […]  i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale. Il contributo delle donne e degli uomini immigrati è caratteristica propria dell’identità del Partito Democratico, che con loro si propone come un’esperienza politica aperta ed interculturale. “

Come vi sentireste se i cittadini o altri politici si rivolgessero a voi con epiteti simili, e i vostri colleghi lo giustificassero? Non dovreste sentirvi offesi, visto che queste sono opinioni giustificate dal contesto politico, no? Che brutto precedente, che occasione mancata per mostrare la nostra diversita’.

Spero che tutto il Partito Democratico, che tutto il gruppo PD al Senato, decidano di ritornare su questa decisione, per il rispetto alle tante donne e uomini immigrati nel nostro Paese e per il rispetto a tutta la comunita’ del Partito Democratico in Italia e all’estero.  

Vi ringrazio per la vostra attenzione».

[Roberto Stasi, Segretario Circolo Pd Londra & Regno Unito, Francesco Cerasani Segretario Circolo PdBruxelles, Federico Quadrelli, Segretario Circolo Pd Berlino, Stefano Vaccaro, segretario del Circolo Pd Lussemburgo].

9 febbraio/ Dalle zucchine agli elettroni

energia-verde-645Incontro formativo per fare un Gruppo di acquisto solidale (Gas) «sulla fornitura elettrica 100% verde e non solo…» con Francesco Tampellini, CO-energia, e rappresentanti di Gas della provincia di Como, lunedì 9 febbraio alle 20.45 nella Sala civica in piazza Zampiero a Cadorago, organizzano l’associazione Scelte possibili con l’associazione CO-energia e L’isola che c’è e il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Per informazioni tel. 380.6970752, e-mail luca_tornadu@hotmail.com.

Arci/ Basta spazi pubblici ai neofascisti

arcicomoAnche l’Arci di Como, come altre realtà antifasciste della città, è contro la concessione dello spazio pubblico di via Boldoni sabato 7 febbraio all’associazione di estrema destra Militia. «Non basta più solo monitorare. Como, città messaggera di Pace e sede del Monumento alla Resistenza Europea non può tollerare presenze pubbliche neofasciste in città. Militia ha più volte dimostrato di essere in pieno contrasto con i valori costituzionali dell’antifascismo e dell’antirazzismo. L’Arci di Como chiede alle Istituzioni preposte di non concedere ora e nel futuro spazi pubblici a movimenti di estrema destra.» [Arci Como]

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