Mese: Aprile 2017
Tu non sai le colline
Lo spettacolo di Arianna Di Nuzzo e Gabriele Penner, con l’accompagnamento musicale di Mauro e Fabrizio Settegrani, dedicato alla Resistenza è stato offerto il 21 aprile al mattino alle scuole al Gloria la sera del nel Salone Alfonso Lissi alla città. La serata è stata introdotta da Patrizia di Giuseppe.
Lo spettacolo, promosso da Anpi Provinciale, Associazione Nazionale di amicizia Italia – Cuba, Associazione Lissi, Circolo Sandro Pertini, Cisl Scuola, ComitatoSoci Coop, Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta in collaborazione con Biblioteca Comunale di Como, racconta la storia della «La Resistenza italiana raccontata attraverso gli autori italiani più amati, un percorso umano, privo di retorica tra la prosa di Cesare Pavese e la sua “casa in collina” e le poesie dello stesso Pavese, di Italo Calvino, di Gianni Rodari, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini e Pietro Calamandrei. Sullo sfondo la radio, unico mezzo di informazione, a proporre i discorsi del duce Mussolini, gli annunci del generale Badoglio i comunicati del Clnai».
La proposta, che rientra nel progetto “le memorie difficili” del Teatro D’Acqua Dolce, si inserisce nelle proposte didattiche dell’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta di Como.
Guarda sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.


25 aprile/ Al Gloria con gli occhi di Lidia Menapace
Martedì 25 aprile allo spazio Gloria una serata sui passi di Lidia Menapace, una donna eccezionale e coraggiosa, partigiana, senatrice della Repubblica Italiana, fondatrice del Manifesto, pacifista e femminista, con la proiezione del film “Non si può vivere senza una giacchetta lilla” di Novella Benedetti, Chiara Orempuller e Valentina Lovato.
Il film, presentato al Trento Film Festival nel 2016, racconta la vita intensa e appassionata di Lidia Menapace che, grazie al suo instancabile impegno quotidiano nell’educazione e nella promozione dei diritti civili, ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia repubblicana del nostro paese.
Dalle 21 l’introduzione della regista Chiara Orempuller e a seguire la proiezione; durante la serata è previsto un collegamento con Lidia Menapace.
La serata è organizzata da arci Xanadù, arci ecoinformazioni e TeatroGruppo popolare nell’ambito del progetto Connessioni controcorrente, con il contributo di Fondazione Cariplo e la collaborazione della sezione di Como dell’Anpi e dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta.
Ingresso libero e gratuito.
Mostre/ Italia da ri-conoscere
Sono passati cinquant’anni da quando, il 7 aprile 1967, venne inaugurata la mostra fotografica Italia da salvare, che intendeva portare – subito dopo i disastri del 1966 (Firenze e Venezia, tra le altre, devastate dall’acqua) – all’attenzione dell’opinione pubblica i rischi cui era sottoposto l’immenso patrimonio culturale, artistico e ambientale italiano.

Ora quelle immagini, nate dall’infaticabile opera di Renato Bazzoni, sono riproposte insieme ad altre in una nuova mostra, con un nuovo titolo Italia da conoscere e da amare. Il cambiamento di intitolazione può sembrare poca cosa, ma è invece sintomatico di un radicale mutamento di prospettiva; in quegli anni – nel pieno di un “miracolo economico” che sembrava inarrestabile, e che sembrava incompatibile con la preservazione dei valori profondi dell’eredità secolare di un Paese straordinario – l’imperativo era quello di un attivismo consapevole per salvaguardare i profondi valori culturali che dovevano costituire le basi stesse della democrazia italiana (allora appena appena maggiorenne); oggi, invece, quell’azione e quella partecipazione sembrano passare un po’ in secondo piano, dietro una più generica esigenza di conoscenza, davanti a un amore che rischia di scivolare in rimpianto senza poterci fare gran che.

Del resto conoscenza e amore sono ben presenti all’opera di Renato Bazzoni. Nato nel 1922, architetto di formazione, animato da una inesauribile curiosità per tutto quanto il patrimonio culturale italiano, a partire da quello più tradizionale (cui dedicò le sue prima “campagne” fotografiche, con immagini di una nitidezza eccezionale), trovò nell’opera di comunicazione e divulgazione dei rischi (ma anche degli obiettivi) dello sviluppo a tappe forzate degli anni del boom l’obiettivo di una vita. Lo strumento di quest’opera furono appunto le fotografie e le mostre, il processo fu attuato grazie al lavoro che la prima associazione “protezionistica” italiana a largo raggio: Italia Nostra.

Le immagini di Bazzoni non sono “fotografie di denuncia” in senso stretto; i suoi scatti, di fotografo “amatore” di eccezionale qualità, non cercano il disastro già avvenuto, non lo scandalo della speculazione edilizia e nemmeno il grido di pericolo della tragedia imminente, piuttosto raccontano la struttura profonda di un territorio ancora in buona parte sconosciuto e ricercano i sintomi di una trasformazione che, lungi dall’essere inevitabile, mette invece a repentaglio l’equilibrio possibile tra storia e attualità. I titoli delle mostre nate dalle sue iniziative sono, come si diceva, sintomatici: Italia da salvare, da una parte, a metà degli anni Sessanta, e Vivere in Lombardia, dall’altra, un decennio dopo. Ma la sua opera ovviamente non si fermò a questo, e si esplicò invece in un’azione quotidiana che rafforzò le iniziative di Italia Nostra per molti anni e poi si espresse nella fondazione, sul modello del National Trust inglese, del Fondo Ambiente Italiano, che doveva servire a mettere a disposizione risorse private per la salvaguardia attiva del patrimonio culturale “pubblico”.
Ora, l’esposizione promossa dal FAI, che fa tappa alla Villa Reale di Monza fino al 1° maggio (ingresso gratuito, ma bisogna ritirare l’ingresso in biglietteria), riporta all’attenzione il suo enorme contributo di conoscenza e racconto. La mostra è ben congegnata; sono presentate quasi trecento immagini dell’archivio di Renato Bazzoni, scattate tra l’inizio degli anni Sessanta e la fine dei Settanta, appartenenti ai diversi filoni che lo interessarono, e ripercorsa la sua vicenda fino alla sua improvvisa scomparsa nel 1996, provocata dall’eccesso di lavoro e di impegno. Dispiace solo che vengano esposti pochi originali: quasi tutte le immagini sono proposte riprodotte digitalmente su schermi di media grandezza, così che il ritmo di visione è obbligato e anche la qualità e la “materialità” delle opere un po’ sacrificata. Ma c’è comunque molto da imparare e non solo sui luoghi forograti… anche sugli obiettivi che li inquadrano.
[Fabio Cani, ecoinformazioni]
Conoscere e amare l’Italia
Le trasformazioni del paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del FAI
Monza, Villa reale
8 aprile – 1 maggio 2017
Orari: martedì-domenica ore 10-19; venerdì 10-22
Ingrasso libero
Informazioni: http://www.mostrabazzoni.it
26 aprile/ una maratona di teatro e musica al Gloria
Mercoledì 26 aprile l’appuntamento è allo Spazio Gloria per una maratona di teatro civile e musica a ingresso libero dalle 9.30 alle 24. Immigrazione e integrazione multietnica il filo conduttore della giornata, con l’obiettivo di mettere in contatto il pubblico con il concetto di cooperazione.
Alle 9.30 lo spettacolo “Pinocchio a colori”, per le scuole primarie, vedrà i bambini della scuola elementare di Argegno, una pluriclasse composta da alunni provenienti da diversi paesi del mondo, interpretare e mettere in scena il testo di Collodi adattato teatralmente per un gruppo attorale multietnico. Gli studenti spettatori saranno coinvolti durante lo spettacolo con il canto di una canzone e la gestualità che la accompagna.
Alle 11.30 con lo spettacolo “Storie di vite in cammino”, per scuole medie e superiori, attori del TeatroGruppo popolare e giovani stranieri richiedenti asilo a Como metteranno in scena sogni e aspettative di chi fugge dalla propria terra e approda in un paese straniero; con il testo e la regia di Giuseppe Adduci.
Alle 14.30 “Nel mio paese”, uno spettacolo per adulti e ragazzi, guarderà la realtà degli immigrati da un punto di vista nuovo: le paure e le diffidenze degli autoctoni vedranno il loro percorso evolversi fino a divenire amicizie. Con Gianpietro Liga e il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse del laboratorio teatrale.
Agli spettacoli seguirà, alle 18, il dibattito “Immigrazione teatro scuola” aperto a tutti, interessati e curiosi, docenti, e operatori del settore per un confronto di esperienze tra operatori del territorio che operano nell’ambito del teatro, della scuola e dell’accoglienza.
Dalle 21 “Musica civile” con la partecipazione dei Modena City Ramblers e Gian Battista Galli dei Sulutumana.
Per informazioni o prenotazioni: 348 3629564; info@teatrogruppopopolare.it
La giornata è organizzata da TeatroGruppo popolare in collaborazione con arci Xanadù e arci ecoinformazioni nell’ambito del progetto “Connessioni controcorrente”, con il contributo di Fondazione Cariplo e il patrocinio del Comune di Como e di Regione Lombardia.
23 Aprile/ Con l’Anpi, Maccio e Albate celebrano i caduti per la libertà
Si sono svolte nella mattinata di domenica 23 aprile le prime celebrazioni a cura della sezione di Como dell’Anpi in occasione del settantaduesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo e del settantesimo dall’approvazione della Carta costituzionale.
A Maccio di Villaguardia alle 9.30 si è tenuto il ricordo di Guseppe Frangi “Lino” e Giovanni Negrini, alla presenza di una quindicina di cittadine e cittadini. Presente anche una rappresentanza del circolo Olgiatese del Prc. Assente invece quest’anno l’amministrazione comunale.
Ad Albate alle ore 11, un folto gruppo di persone si è ritrovato sotto la lapide di Perugino Perugini, partigiano, per anni colonna portante dell’Anpi a cui la sezione di Como è dedicata. Dopo i saluti del presidente Nicola Tirapelle, la sezione ha ha tenuto un breve discorso per voce di Elonora Figini (leggi qui il discorso). La parola è poi passata a Renzo Pigni e per ultimo all’assessore Marcello Iantorno a nome dell’amministrazione comunale. Presenti oltre alla figlia di Perugino, Laura, il partigiano combattente Elio Marzorati, i consiglieri comunali Luigi Nessi e Celeste Grossi e rappresentanze dell’Associazione di amicizia Italia Cuba, Arci, Associazione Lissi, Partito Socialista e Sinistra Italiana.
Prima di salutarsi, i partecipanti hanno portato un saluto ed un omaggio floreale simbolico anche a tutti gli altri partigiani e staffette che riposano ad Albate, di cui erano presenti alla celebrazione alcuni famigliari: Luigi Ballerini, Libero Fumagalli, Annibale Arnaboldi, Marco Bossi, Ezio Montorfano, Angelo Molteni, Clara Peduzzi e Luigi Bianchi .
Gli appuntamenti promossi dalla sezione dell’Anpi in occasione del 25 Aprile proseguono martedì 25 e mercoledì 26. Qui tutto il programma.
[jl, ecoinformazioni]
Già on line sul canale di ecoinformazioni i video degli interventi ad Albate.




Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video degli interventi ad Albate.
La quattordicesima marcia di Csf, dedicata a Gabriele Del Grande, si è chiusa con Bella ciao
Un bel gruppo di persone ha dato corpo alla quattordicesima marcia per i desaparecidos di Como senza frontiere il 22 marzo in piazza della Pace (già nota come piazza Vittoria). Ester Francescato ha letto un documento di denuncia delle illegalità commesse dal governo turco, di richiesta alle autorità italiane di un impegno reale per la liberazione di Gabriele Del grande ingiustamente detenuto, di invito al governo italiano a non sottoscrivere con la dittatura di Erdogan accordi commerciali. La manifestazione ha nuovamente denunciato l’attacco ai poveri decretato dai provvedimenti ingiusti e illiberali di Minniti-Orlando e ha soprattutto ribadito l’orrore verso politiche che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero marino. La manifestazione si è conclusa con Bella ciao. [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]
Inverigo/ Relazioni di Liberazione
Si è aperto venerdì sera il programma delle iniziative previste a Inverigo in occasione della Festa della Liberazione 2017. Una serata in cui protagonista è stato Filippo Meda, che ha narrato con lucidità e precisione vicende vissute in prima persona da adolescente, durante il periodo della Resistenza e i giorni della Liberazione.

Dopo l’introduzione dell’assessora Alessandra Trevisani, è stato il professor Daniele Corbetta, studioso e profondo conoscitore di episodi noti e meno noti, a guidare l’avvocato Meda attraverso un percorso che, tra aneddoti, ricordi personali, riferimenti storici, ha spaziato dall’avvento del fascismo fino alla Liberazione e oltre, avendo come filo conduttore la storia del padre Luigi Meda, presidente del CLN di Milano.
Un percorso in cui si sono intrecciate altre storie, di persone più o meno celebri, a volte strettamente legate alla famiglia Meda, altre volte solo casualmente incontrate, da Giancarlo Puecher, a Mike Bongiorno, a don Gnocchi. Di Puecher in particolare, data l’amicizia tra le rispettive famiglie e la profonda frequentazione, Meda ha potuto tratteggiare il carattere maturo e consapevole, oltre che ricordare episodi interessanti e significativi.

Meno note al grande pubblico ma non meno significative dal punto di vista simbolico, oltre che per la storia locale, sono state altre vicende di cui si è potuto parlare nel corso della serata, anche grazie all’apporto di testimoni o parenti presenti, in particolare di due persone a cui l’amministrazione comunale sta studiando la possibilità di intitolare un luogo pubblico ancora da definire; si tratta dello scultore Angelo Casati e di Bruno Ballabio; commovente il racconto dell’epilogo della vita di quest’ultimo, partigiano poco più che ventenne in Val d’Ossola, dove per oltre vent’anni è rimasto l’eroe “Bruno ignoto”, sacrificatosi per salvare un compagno tenendo testa per mezz’ora a trenta nazifascisti («tengo io, salvati» le ultime parole rivolte al compagno nella sparatoria del Corpus Domini ’44 raccontata anche sul sito dell’ANPI locale http://novara.anpi.it/storia/giugno.html#corpus); solo casualmente alcuni decenni dopo si arrivò a dare un cognome a quello che in Val D’Ossola era un mito conosciuto solo come Bruno.
Una serata coinvolgente ed appassionante, dove la storia dei grandi personaggi si è mischiata a quella di sconosciuti piccoli eroi o persone comuni, che nel momento del bisogno non hanno rinunciato ad alzare la testa, come quel Fumagalli che si oppose all’arresto e successiva deportazione degli anziani nonni di Liliana Segre, avvenuto a Bigoncio.
Episodi che vale la pena conoscere (come quelli raccontati nella pubblicazione, sebbene non a carattere locale, di un altro studioso nato a Cermenate, Raffaele Mantegazza, che nel suo Nelle crepe della storia rievoca – e sottolinea l’importanza -dei piccoli gesti di resistenza quotidiana).
A questo si collega anche l’intervento di Alessandra Trevisani, che ha rimarcato lo spessore di figure come Puecher o Ballabio che, pur molto giovani e senza aver quindi potuto vivere direttamente in un paese libero, seppero discernere tra ciò che era bene e ciò che non lo era, e scegliere la via giusta ancorché angusta
In questo contesto, si è inserito con naturalezza anche l’intervento di Fabio Cani che, sollecitato a dare un parere sulle relazioni tra paesaggio e memoria della Resistenza, ha posto l’accento sull’importanza di coltivare relazioni all’interno di una comunità, per tramandare il ricordo di ciò che è stato. Coltivare relazioni che è stato esattamente ciò che ha guidato l’amministrazione comunale nella organizzazione di questa e delle prossime iniziative legate al 25 aprile, realizzate con il coinvolgimento attivo di associazioni del territorio (cui esponenti hanno partecipato e sono intervenuti alla serata), da quelle più presenti quando si parla di Resistenza (ANPI), a quelle dedite ad altre attività ma che sanno esserci quando si tratta di contribuire a creare relazioni (CAI, Circolo Fotografico, APAI, solo per citarne alcune). [Federico Brugnani, ecoinformazioni]
Cinegiornale ecoinformazioni 22 aprile
Il Cinegiornale del 22 aprile, in proiezione allo Spazio Gloria, propone Connessioni controcorrente, il progetto realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo da Arci Xanadù, TeatroGruppo popolare e ecoinformazioni che presenta il 25 e 26 due importanti appuntamenti. Nel Cinegiornale anche l’adesione dell’Arci alla campagna #iostocongabriele e alla manifestazione a Milano del 25 aprile.

