Mese: Giugno 2017

Como/ Meno votanti: 36,69 per cento alle 19

Meno votanti alle elezioni a Como rispetto alla stessa ora del 2012. Alle 19 di domenica 11 giugno ha votato il 36,69 per cento,  il 2,36 per cento in meno del 2012 quando alle 19 avevano già votato il 39,05 per cento. Affluenza in calo quindi e si deve inoltre tenere conto che nel 2012 si votò anche il lunedì mattina mentre oggi i seggi chiudono alle 23. 

 

Elezioni/ Su ecoinformazioni i risultati dalle 23,30

Continuando la tradizione delle precedenti tornate elettorali, anche per le elezioni amministrative di domenica 11 giugno ecoinformazioni fornirà a partire dalle 23.30 di domenica, sul blog, elaborazioni da dati raccolti in seggi campione a Como. (altro…)

9 giugno/ Aspettando Parolario con Alessandro Di Falco

Per il ciclo Aspettando Parolario, venerdì 9 giugno dalle 18.30 alla Cooperativa moltrasina Alessandro Di Falco presenterà Fondali, sua prima opera dell’autore e raccolta di poesie che esprimono una tensione irrisolta tra basso e alto, disperazione e fiducia, illustrate con acquerelli di Franco Spazzi, che saranno in mostra per l’occasione.

A dialogare con il giovane poeta Milanese ci sarà Bruno Perlasca, secondo il quale «Di Falco dimostra una notevole sapienza compositiva, una saldezza di stile, una felicità e grazia nel registro emotivo, che contribuiscono a individuare una voce già riconoscibile, aperta a molteplici suggestioni e modulazioni espressive e tuttavia sorretta da una dimensione filosofica ben definita».

Ingresso libero.

A seguire cena a cura della Trattoria Moltrasina; per maggiori informazioni e prenotazioni: 031.290316

 

[L.B., ecoinformazioni]

11 giugno/ Si vota: tutte le informazioni necessarie

Domenica 11 giugno dalle ore 7 alle ore 23 si vota per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. L’eventuale ballottaggio avrà luogo domenica 25 giugno, sempre dalle ore 7 alle ore 23. Le operazioni di scrutinio avranno inizio al termine delle operazioni di voto e quindi dalle ore 23 di domenica 11 giugno ed eventualmente dalle ore 23 del 25 giugno. (altro…)

La guerra a scuola: Il sangue dietro

Nella serata di mercoledì 7 giugno al teatro Il centro di Desio i ragazzi del laboratorio teatrale del Liceo Majorana di Desio, preparati  da Francesca Contini e Mattia Pozzi, hanno messo in scena Il sangue dietro, una riflessione sulla guerra, sui suoi mandanti e sulle sue vittime.
La tematica, certo non delle più leggere, è stata sviluppata alternando la visione dei conflitti data dagli Stati a quella che ne hanno le popolazioni delle zone di guerra, tramite un’allegoria universalmente valida e non riferita a nessun paese in particolare.
Il presidente della nazione, nel corso di una partita a bandiera organizzata per il suo compleanno, chiama il popolo al grido di «Chiama (o «Chi ama?») la bandiera! La bandiera chiama…».
Alla categoria di persone chiamate, siano esse persone che amano viaggiare, cantare o giocare, corrisponde una situazione diversa nelle zone di conflitto. Si passa così da un gruppo di ragazzi che assistono alla messa a fuoco della propria città a interrogatori spietati in cui non conta il vero ma è la realtà ad essere creata a seconda degli interessi delle dittature, dai tentativi di varcare i confini serrati ai giochi di poteri intestini ai regimi stessi.
Alla fine, appare chiaro che la guerra è distruzione: chi è stato chiamato nel gioco è morto in guerra, e i cadaveri di carnefici e vittime non si distinguono, uniti dalla violenza che li ha visti cadere per un qualcosa indipendente da loro, ma nel quale si sono trovati tutti. Come invasori o invasi, tutti hanno lo stesso destino scritto.
Proprio su questo aspetto si concentra il testo apparso sul volantino in sala: la guerra è combattuta da uomini piccoli, messi in gioco come pedine, o come giocatori di Bandiera se si preferisce, da mandanti potenti, che hanno interesse a vendere armi e spargere distruzione e che è imperativo boicottare. Siamo tutti responsabili:
«Guerra.
È uno strumento della politica, della violenza e di molto altro…
È portatrice di distruzione…
Guerra. Guerra. Guerra.
Questa parola ci riempie la bocca, anima i nostri discorsi. Ne chiacchieriamo continuamente, ma cosa sappiamo veramente? Ci sentiamo lontani o vicini?
Siamo spettatori spaventati di fronte al teatrino della disumanità o attori occulti?
Nell’ultimo anno, è triplicata la vendita di armi italiane all’estero e sono aumentate le forniture verso i paesi coinvolti direttamente in un conflitto.
Chi vende? Finmeccanica, Fincantieri, Beretta in primis.
Molte banche finanziano i produttori di armi con i nostri risparmi.
Quali? Unicredit, Intesa San Paolo, Internazionale Bnl, Ubi banca, molte Banche popolari; persino Poste italiane.
Quando chiaccheriamo della guerra pensiamo a quel soldato in Yemen, Algeria, Azerbaijan, Egitto, Iran, Iraq, Libano, Tagikistan, che toglie la vita per mezzo di un fucile con la scritta “Made in Italy”?
Pensiamo a quella famiglia in lutto per colpa delle bombe che l’Italia ha portato o venduto in Palestina, Pakistan, Siria, Sudan e Afghanistan quest’anno?
Guerra.
Smettiamo di chiacchierare e pensiamo. In silenzio.
Forse siamo coinvolti.»
[Pietro Caresana, ecoinformazioni – fotografie di Giampietro Chiastra]

Mostre/ La rabbia e la fame di Pantaleo

La più recente esposizione di Pantaleo Cretì, visibile allo spazio San Pietro in Atrio fino al 27 giugno, è a tema: i cani. E sembra un tema facile. Ma non è così, come si capisce facilmente dal titolo: La rabbia e la fame.

Le sculture, la maggior parte riunite al centro dello spazio espositivo, in una sorta di installazione con colori e materiali vari, e i dipinti, sulle pareti circostanti, rappresentano infatti una realtà tutt’altro che ridotta al facile luogo comune del “migliore amico dell’uomo” o anche a quello, solo leggermente più complicato, di una animalità specchio dell’umanità. Questi cani, per quanto di bronzo e di colori, sono cani veri, capaci di raccontare delle storie, tutte inevitabilmente diverse e tutte difficilmente riducibili a stereotipi. Certo, non è semplice sottrarsi al richiamo della metafora, e anche a quello dello stile (come non pensare all’espressionismo, sia quello storico che quello più recente?), ma il modo migliore di fruire dell’esposizione è di abbandonarsi a quello che questi cani sono capaci di raccontare, guardandoli, per quanto possibile, per quello che sono.

Opere elaborate in un periodo relativamente breve (dal 2014 al 2017), sculture e dipinti delineano comunque un’evoluzione e un’ampia diversità di atteggiamenti e di tecniche, in cui il pubblico potrà trovare maggiori affinità o difficoltà. Come nella realtà.

Le poche figure umane fanno, per una volta, da contorno, in un mondo non innocente, ma forse diverso.

La mostra di Pantaleo Cretì, artista di origini e studi pugliesi (è nato in provincia di Lecce e ha studiato all’Istituto d’Arte di Galatina), ma da molti anni acclimatato sulle sponde del Lario (ha insegnato sia al Liceo Paolo Giovio che a quello Teresa Ciceri), è un buon esempio di presentazione del contesto culturale del territorio, con misura e sincerità.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

La rabbia e la fame

Pittura e scultura di Pantaleo Cretì

2 – 27 giugno 2017

Como, San Pietro in Atrio, via Odescalchi 3

Orari: martedì-domenica 10.30-19; chiuso lunedì

Ingresso libero

 

9 giugno/ L’inferno dei viventi in scena al Volta

Il gruppo di teatro del liceo classico e scientifico Alessandro Volta coordinato dalla docente Ornella Marelli mette in scena una rappresentazione delle tormentate storie dei matti dell’ex manicomio San Martino, con regia di Giuseppe di Bello. L’esibizione avrà luogo nel cortile dell’istituto alle 20 e coinvolgerà oltre agli studenti attori e attrici del corso di recitazione tenuto dal regista al teatro Sociale. L’Inferno di Dante gioca nell’immaginario dell’azione teatrale un ruolo fondamentale, con ampi richiami al testo e soprattutto alle figure espressive che questo evoca. L’ingresso è gratuito. [Tommaso Grisoni, Leonardo Ruggeri – ecoinformazioni]

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