Mese: Giugno 2017

2012-2017: La prima e l’ultima giunta di Como

Il 30 maggio 2012, per una serie di coincidenze, mi è capitato di ritrarre in fotografia la prima riunione della nuova giunta del Comune di Como, appena annunciata alla cittadinanza, e riunita al gran completo nell’ufficio del sindaco.

A distanza di cinque anni l’assessore uscente Lorenzo Spallino mi ha chiesto di ripetere quello stesso scatto, con tutti i cambiamenti e le fatiche intercorse. Cosa che ho fatto volentieri, come segno di amicizia.

Ecco quindi la prima e l’ultima giunta, il 7 giugno 2017.

[Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Pippo Civati con Bruno Magatti

Nella sala della Circoscrizione 7 a Como lunedì 5 giugno Pippo Civati leader di Possibile è venuto a dare sostegno alla lista Civitas che candida Bruno Magatti a sindaco di Como. Guarda sul canale di ecoinformazioni i video di Tommaso Grisoni degli interventi di Paolo Sinigaglia, di Civati e di Bruno Magatti.

Elezioni amministrative/ Dalle Acli cinque proposte concrete

In vista delle elezioni amministrative di domenica 11 giugno, le Acli chiedono alla prossima amministrazione un’attenzione particolare alla vivibilità della città per uno sviluppo sociale ed economico che riesca a coniugare competitività e solidarietà.

Cinque le proposte concrete:

– recupero degli alloggi comunali inabitabili al fine di rimetterli sul mercato dell’affitto;

– individuazione di una struttura comunale da adibire ad alloggio permanente per le persone migranti;

– ricerca di uno spazio comunale che possa diventare una Casa delle associazioni;

– individuazione di strumenti che rendano possibile una partecipazione attiva alla vita democratica per le persone migranti con almeno cinque anni di residenza continuativa in città;

– incremento di interventi per favorire un turismo residenziale e per progettare proposte turistiche rivolte ai giovani.

Le proposte sono integrate in un più ampio obiettivo di integrazione di tutti i soggetti cittadini nella vita civica; le organizzazioni del laicato comasco si pongono infatti come futuri interlocutori dell’amministrazione sui temi giovani, frontalieri, fasce bisognose e associazionismo, cooperazione e volontariato.

7 giugno/ XXCO a Lenno: l’architettura del Novecento sul lago

Mercoledì 7 giugno, alle ore 21, presso la Biblioteca civica “Antonini” di Lenno, in via del Soccorso, vengono presentati i due volumi di XXCO, l’opera dedicata all’architettura nel Novecento in provincia di Como e pubblicata quotidianamente durante il 2016 con 366 schede pubblicate online su https://xxcoecoinformazioni.wordpress.com.

Con l’autore, Fabio Cani, ci sarà l’architetto Marco Leoni, direttore del nuovo Museo del paesaggio del Lago di Como, per parlare soprattutto delle architetture moderne del lago. Sarà quindi un’occasione per un’ulteriore verifica sul campo (del resto la presentazione si svolge proprio in un edificio inserito tra le schede dei volumi), uscendo dal capoluogo e dai confini dei “capolavori” più celebrati, per capire quanto e come sono cambiate le sponde del Lario nei decenni più recenti (non sempre male…).

Prospettiva musica: scenari, strategie, visioni

Venerdì 2 giugno nel Centro Civico di via Collegio dei Dottori si è tenuto un incontro, organizzato dall’associazione Casa della musica,  con le candidate e i candidati alle prossime elezioni amministrative comunali per discutere insieme dei problemi relativi al patrimonio culturale, e in particolar modo musicale, di Como e delle possibili iniziative che gli e le aspiranti sindaco adotteranno in caso di vittoria.

L’incontro, cui ha partecipato un folto pubblico, è stato condotto da Bruno Dal Bon, uno degli animatori della Casa della musica, e ha coinvolto Bruno Magatti, Celeste Grossi, Maurizio Traglio, Alessandro Rapinese, nonché Roberta Di Febo (delegata per Mario Landriscina) e Doriam Battaglia (delegato per Fabio Aleotti), assente Francesco Scopelliti.

Il dibattito, aperto con una citazione all’opera La filosofia della musica di Giuseppe Mazzini anche per ricordare la festa della Repubblica, è centrato intorno al ruolo dell’iniziativa dell’ente pubblico in campo culturale e musicale, tenendo conto delle realtà – alcune molto importanti – già presenti sul territorio (Dal Bon cita, tra le altre, Conservatorio e Teatro Sociale) e della proposta di mettere a disposizione della città un vero e proprio spazio pubblico (una “casa della musica” appunto), capace di promuovere un’attività non solo di “eventi”, ma di promozione sociale.

Il primo ad avere la parola è Rapinese che risponde con un sì pieno alla creazione di ambienti pubblici dedicati alla musica e sostiene che la mancanza di comunicazione tra associazioni e politica sia stata causata dalla decisione delle amministrazioni precedenti di non prendere in considerazione queste ultime.

Anche Traglio è convinto della grande importanza alle associazioni che riportano all’amministrazione i bisogni dei cittadini e sostiene che l’amministrazione deve saper dare risposte certe. Lui stesso si chiede come valorizzare le grandi competenze della città, ora alle prese  con problemi di spazio (come per il Conservatorio, con un auditorium troppo piccolo), trovando fondi adeguati e spazi effettivamente utilizzabili.

Tocca poi a Celeste Grossi che, oltre a ribadire come gli altri prima di lei la presenza degli spazi necessari, fa notare come nel suo programma un punto specifico si basi proprio sulla creazione di centri civici, dedicati alla cultura e alla musica; aggiunge inoltre l’impellente bisogno di rivitalizzare gli ambienti esistenti, e ribadisce che le risorse utilizzate in campo culturale devono essere considerate un investimento per il benessere e la coesione dei cittadini.

Interviene poi Magatti che parte da una riflessione sul termine cultura, che dev’essere ben distinto dai semplici eventi, e sul fatto che i contributi occasionali, al di fuori di progetti organici, non portano gran bene della comunità. La cultura è generativa e alta e profonda e quella che Como si merita è diversa da quella attualmente presente, considerata troppo povera. Per lui è essenziale aumentarne il valore e sitratta di cambiare non tanto i programmi quanto gli atteggiamenti.

Roberta Di Febo, a nome di Landriscina, interviene per  chiedere a chiunque sarà il prossimo sindaco di impegnarsi per trovare una soluzione al problema degli spazi, e sottolineando l’importanza, in campo musicale, della formazione di studenti e del pubblico, mettendo in evidenza l’importanza delle relazioni tra pubblico e privato.

Per ultimo risponde alla domanda Doriam Battaglia, che richiama, tra i punti programmatici di Fabio Aleotti, il recupero dello spazio del Politeama e il collegamento tra i vari enti per consentire formazioni di alto livello a partire dai ragazzi, citando le scuole medie ad indirizzo musicale che già si occupano della questione.

Tra i punti ulteriormente approfonditi nel seguito del dibattito, sono da mettere in evidenza quelli relativi alle consulte (fortemente sostenute da Magatti e invece criticate assai rudemente da Rapinese), alla costruzione a Como di un polo di alta formazione (che Traglio propone nell’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi), delle “eccellenze” già presenti in città (il direttore del Conservatorio, Balzaretti, ricorda che Como è ormai una meta ambita anche da molto lontano, come dalla Cina), della inutile contrapposizione tra “eventi” e “programmi culturali” (Barbara Minghetti del Teatro Sociale e candidata con Traglio mette in evidenza come da tempo anche i singoli eventi siano inseriti in un processo di “partecipazione”), della rete di case civiche delle arti (una proposta che la lista La prossima Como ha inserito con molta evidenza nel proprio programma), del ruolo della comunicazione tra città e amministrazione (sollevata da Paola Re, candidata consigliere con Rapinese), dell’importanza di ragionare su periodi più lunghi dei semplici cinque anni di un’amministrazione (come ha ricordato Luca Verneri di lista Civitas).

Qualche ulteriore battuta è dedicata al Politeama, tra chi ritiene che sia possibile il suo recupero, chi fa balenare la possibilità che sia cosa “già fatta” e chi ritiene inutile porsi il problema, dati i limiti dell’agire pubblico.

Simbolicamente, si potrebbe dire, l’incontro su chiude con l’intervento proprio di una ragazza cinese, Lu Je, allieva al Conservatorio di Como, che ricorda a tutti l’importanza che la cultura di una nazione ha per se stessa e anche per le nazioni straniere. [Leonardo Ruggeri – Fabio Cani, ecoinformazioni]

3 giugno/ “Luci della città” di Charlie Chaplin

Il Circolo Olmo, nato recentemente da un gruppo di giovani di Como interessati a temi culturali, artistici e politici, propone alle 20 di sabato 3 giugno la visione del celebre film muto Luci della città di Charlie Chaplin in piazza Cacciatori delle Alpi, con la partecipazione del Teatro Sociale. La proiezione sarà accompagnata dalla colonna sonora dal vivo, curata dal Conservatorio. Il neonato circolo ha lo scopo di portare l’attenzione della città sullo storico teatro Politeama, da anni in disuso. L’iniziativa è aperta a tutti. [T.G., ecoinformazioni]

2 giugno/ Prospettiva musica

La Casa della musica di Como organizza per venerdì 2 giugno 2017 alle ore 18, presso il Centro civico di via Collegio dei Dottori 9, un incontro con le candidate e i candidati alle prossime elezioni amministrative per discutere di scenari, strategie e visioni, cioè del ruolo della musica in città.

 

Stelle e palloni per un quartiere

Come racconta un passaggio della biografia di Francesco Anzani, la sera del suo trentaduesimo compleanno nel 1841, il patriota italiano, nativo di Alzate Brianza, esule oltre oceano, osservò a lungo il cielo dell’Uruguay, paese dove si trovava durante la guerra civile. Nel giardino comasco, a fianco della via che oggi porta il suo nome, si è svolta nel pomeriggio del 31 maggio un’iniziativa per dare nuova dignità all’area, da anni piuttosto malmessa.

Il progetto si collega a una più ampia attività svolta negli anni scorsi per promuovere la cittadinanza attiva e la riqualificazione del quartiere meridionale della convalle comasca: il progetto Radici e ali ha poi incontrato la collaborazione di Artificio, altro progetto attivo per la promozione delle attività artistiche e di spettacolo, e della Fondazione Antonio Ratti, da molti anni promotrice del ruolo in città dell’arte contemporanea.

In questo quadro l’artista Matteo Rubbi ha progettato e dipinto il pavimento dell’area di cemento al centro del parco (recentemente dedicato a Giordano Azzi, socialista comasco, ingegnere e a lungo docente al Setificio), con la rappresentazione delle costellazioni uruguayane che Anzani poté osservare in quella notte del 1841.

Come spiega Anna Castelli, della Fondazione Antonio Ratti, l’idea è appunto che quest’opera non sia solo decorativa ma soprattutto partecipata, ovvero contribuisca a dare nuova vita al parco per far sì che torni a essere vissuto da tutti, e per questo è stato deciso di utilizzare la parte pavimentata del parco facendole cambiare connotazione, da zona grigia e trascurata a decorazione nuova e più energica. Per far questo oltre a coinvolgere Matteo Rubbi, legato alla Fondazione Antonio Ratti grazie a un workshop di alta formazione di arte contemporanea che aveva frequentato precedentemente, sono stati chiamati in causa anche un piccolo gruppo di studenti superiori del Setificio e del Pessina e alcune classi della scuola elementare Severino Gobbi che – sotto la supervisione di Anna Buttarelli (Artificio) e di Stefano Martinelli (Radici e ali) – hanno ricreato, durante l’inaugurazione, attraverso il movimento fisico prima il sistema solare e successivamente dei sistemi planetari inventati da loro stessi con caratteristiche proprie all’interno della costellazione di Anzani.

Ragazzi e ragazze degli istituti Paolo Carcano e Gaetano Pessina si sono offerti di realizzare insieme ai bambini delle scuole elementari Stefano Gobbi una messa in scena giocosa del nostro sistema solare e di altri sistemi stellari di fantasia, che si è svolta sotto la supervisione della rappresentante di Artificio di Radici e Ali. Ad ogni bambino/a è stato chiesto di inventare il nome del suo personale pianeta, di caratterizzarlo e di pensare ad un modo di muoversi nello spazio, in modo che a turno gli altri e le altre potessero imitarli mentre giravano intorno al sole.

«Il mio pianeta si chiama Eminem, e tutti parlano solo con il rap» ci dice Stefano della classe Vb, mentre Kevin immagina un mondo dove le persone girano su loro stesse.  Inoltre i ragazzi hanno voluto precisare l’importanza dell’ambiente circostante, composto da 15 diverse specie di alberi, come legame tra diverse “etnie vegetali” e per questo da non trascurare. Tra pianeti di acqua e ghiaccio dove tutti vivono felici e complesse coreografie, la rappresentazione lascia il posto al buffet, offerto dal vicino Asilo Sant’Elia.

È seguita poi la Partita della legalità, organizzata dal professore Alfonso Russo, che si è impegnato a unire i ragazzi delle medie di Lora e Lipomo e dell’associazione La Zona, impegnata nell’area delle Caserme a sostegno dei minori e nella mediazione culturale, in una partitella di calcio a sette al campo Johan Cruijff in via Leone Leoni, all’insegna dei valori della convivenza civile e della legalità. Le due squadre sono miste tra maschi e femmine. La squadra di Lora è recentemente salita sul podio al terzo posto in un torneo regionale a tema legalità, su ispirazione del quale si è deciso di organizzare anche questo incontro. La giornata si conclude con l’immagine del dono di alcuni palloni ai ragazzi e alle ragazze dell’associazione da parte del plesso delle scuole, segno di solidarietà e di aiuto ad un quartiere che presenta problematiche maggiori di altri.

Al quartiere di Como Borghi, e all’intera città di Como, è stato così consegnato, nel modo migliore, un luogo colorato, allegro, curato, che possa accogliere molte persone, ma soprattutto i bambini e le bambine di questa e delle future generazioni.

[Tommaso Grisoni, Davide Pina, Leonardo Ruggeri – foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Luca Bedetti dell’iniziativa.

Matteo Rubbi con le ragazze e i ragazzi delle scuole che anni collaborato.

Anna Buttarelli e Stefano Martinelli.

 

Guarda sul canale di ecoinformazioni i video di Luca Bedetti dell’iniziativa.

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