Luigi Nessi/ Berlinguer, bei tempi

Sono stato sollecitato a ricordare il più amato segretario del Pci da Rosalba Benzoni, nota e positiva figura politica comasca, impegnata nella Fondazione Avvenire che il 19 ottobre ha organizzato a Villa Gallia per Le notti rosse la presentazione del libro di Alexander Hobel Enrico Berlinguer La pace al primo posto. Vorrei rendere omaggio a Berlinguer, a quarant’anni dalla sua famosa visita ad Assisi ai Frati di San Francesco, al termine di una manifestazione molto partecipata per la Pace, che il Partito comunista aveva organizzato in quei primi giorni di ottobre.

Erano i momenti in cui si voleva installare i missili con testate nucleari a Comiso sostenendo di voler creare, con questi mezzi di distruzione, un equilibrio tra la Nato e Patto di Varsavia. Equilibrio che si voleva determinare con le armi e non con il dialogo costruttivo, rinunciando all’incontro, rinunciando a promuovere lo sviluppo dei popoli.

Anche allora gli armamenti erano ritenuti dai due blocchi l’unico deterrente possibile.

Le idee di Berlingiuer, il suo saper fare politica, mi ha accompagnato per anni. Erano i tempi di una Chiesa che si apriva sempre di più al mondo, con fatica, dopo il Concilio; erano i tempi nei quali le masse popolari chiedevano partecipazione, erano i tempi  delle lettere tra Berlinguer e monsignor Bettazzi, il vescovo di Ivrea scomparso pochi mesi fa, che aveva avallato la  scelta di molti cattolici, come me, di impegnarsi e sostenere il Partito comunista. Pensate a quei cattolici che si presentarono come indipendenti nelle liste del Pci, un nome per tutti Raniero La Valle. Questa scelta spinta dal rinnovamento  che Berlinguer aveva voluto del partito aveva portato alla critica del modello di società che i governi realizzavano procurando disuguaglianza e ingiustizia sociale.

La sua presenza, che in tanti contestarono, ai cancelli della Fiat, era a sostegno dei diritti della classe operaia, persone che il suo partito rappresentava, allora, quasi totalmente.

La  sua idea, qualche tempo dopo,  direi, permettetemelo, quasi evangelica era una politica tesa all’austerità, capace di far riflettere la società sugli  eccessi consumistici che venivano sempre più favoriti, e già favorivano, l’aumento delle povertà e dell’ingiustizia sociale.  

Se quell’idea fosse stata sostenuta  e realizzata, tante ingiustizie in meno ci sarebbero compiute nella storia della nostra Repubblica.

Quindi Berlinguer, pensatore politico con la P maiuscola. Riflettiamo su tutte  quelle idee e su quelle proposte che la sua segreteria elaborò per anni per il bene di tutti: per le persone, per la classe operaia, per le donne, per la scuola, per l’Italia intera.

Idee per l’Europa, l’Europa dei popoli, della gente, i suoi incontri per un eurosocialismo, inteso come proposta di vita positiva per tutti, di lavoro, contro le guerre e i nazionalismi, contro lo sfruttamento dei popoli da parte delle potenze mondiali, l’idea del compromesso storico, con l’apertura all’altro partito popolare, la Dc di Aldo Moro. L’idea di un’Africa protagonista, il portare sempre avanti l’idea della Pace.

Allora la politica c’era, era una cosa bella e buona, era “servizio”, era costruttiva, era condivisione, era eliminazione delle ingiustizie, è stata per molti massima forma di carità.

Spero che le due grandi idee, quella socialista e quella cristiana, tornino ad essere insieme protagoniste e condivise dalle persone. Solo così si riaccenderà la speranza.

Enrico Berlinguer quella speranza la proposero sempre.

Cara Rosalba, non è vero che tutti l’hanno dimenticato. Molti, ne sono sicuro, lo ricordano ancora.

Bei tempi, tempi meravigliosi. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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1 pensato su “Luigi Nessi/ Berlinguer, bei tempi

  1. Bravo Luigino, tu da cattolico ed io da ateo abbiamo condiviso quella bellissima esperienza, e con noi tanti amici e compagni. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo quando era segretario nazionale della federazione giovanile comunista, era già così. Ti incantava, ti coinvolgeva. Condivido in pieno il tuo ricordo e, coma tanti di noi, rimpiango la POLITICA di allora, quella vera. Ciao, un abbraccio. Guglielmo

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