Nessi/ Al Bassone serve attivismo del Terzo settore e cuore

La visita di un deputato e un senatore di Alleanza Verdi e Sinistra al Carcere del Bassone il 7 giugno ha riportato alla luce le problematiche di quel luogo: sovraffollamento, mancanza di organico nella Polizia penitenziaria, carenze a livello sanitario, e soprattutto la scarsità di personale educativo. Questo personale dovrebbe impegnarsi affinché le persone recluse, come stabilito dalla nostra Costituzione, possano rientrare nella società dopo aver scontato la propria pena. Nonostante queste criticità, l’impegno continuo di chi lavora in queste condizioni non viene mai meno.

Oltre alle questioni evidenziate durante l’ispezione parlamentare che la politica, in particolare quella nazionale, dovrebbe risolvere, vorrei segnalare una mancanza di impegno della città e della sua società civile verso il Bassone. Su questo vorrei aprire un dibattito.

Per esempio, poche sono le proposte di lavoro offerte ai detenuti dall’esterno, cosa che in molte altre città avviene con maggiore frequenza. Anche il coinvolgimento delle associazioni sportive e culturali è insufficiente. Inoltre, chi esce dal carcere spesso non trova un luogo di accoglienza o una casa, specialmente se non ha una famiglia che lo aspetta. Le amministrazioni potrebbero proporre lavori socialmente utili, ma anche qui l’impegno è scarso, così come il volontariato.

Queste mancanze evidenziano politiche inadeguate, ma anche una scarsa attenzione da parte della società civile e della città. Tali riflessioni sul carcere sono collegabili a molte altre situazioni che dovrebbero interpellare la politica, la nostra città e il nostro cuore. Situazioni che dovrebbero sempre farci riflettere e pensare.

La mancanza di un dormitorio aperto tutto l’anno, la poca attenzione ai minori stranieri non accompagnati e ai senza dimora sono problemi reali. Come si può sopportare la visione quotidiana di colazioni all’aperto sotto una tettoia quando piove, o in altri giorni all’inizio di via Napoleona? Tante persone vagano per strada tutto il giorno con poche prospettive, dormono sotto i portici delle chiese. Le fragilità della nostra città sono tante, come ci comportiamo con le solitudini di molti anziani sia nel centro che nelle periferie?

E la recente lettera aperta di una persona con disabilità ha fatto riflettere su altre tematiche importanti. Diritti, tutti diritti, che troppo spesso vengono dimenticati.

Per la Città nuova, oltre alla politica, ci vuole anche il cuore. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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