Elezioni/ Le percentuali sono numeri non persone

Le percentuali sono fuorvianti perché non tengono conto della crescita dell’astensione (ha votato solo metà di elettrici e elettori aventi diritto). Così il peso di chi vota diventa molto più rilevante, snaturando la rappresentanza. Crescono le disuguaglianze e aumenta l’astensione che fa comodo alle destre che vedono nella partecipazione un fastidio. Si alimenta irresponsabilmente la distanza tra chi governa e i “sudditi”. Elettrici e elettori vengono irresponsabilmente trasformati in pubblico.

Confronto tra i numeri assoluti dei voti alla Camera (2022) e quelli espressi alle Europee (2024)

Fratelli d’Italia passa dai 7.300.000 del 2022 ai 6.628.587, con un calo di quasi 700.000 voti.

Pd passa dai 5.300.000 ai 5.531.108, con un aumento di 200.000 voti.

Lega passa da 2,5 milioni a 2 milioni, con una perdita di 500.000 voti.

Forza Italia ha preso gli stessi voti: 2.200.000, alle Europee era unita con Noi Moderati, che alla Camera nel 2022 si era presentata con una propria lista prendendo 255.000 voti. Quindi Forza Italia ha perso 255.000 voti.

M5s passa da 4.300.000 a 2.200.000, con 2.100.000 voti in meno.

Alleanza Verdi Sinistra passa da 1.000.000 di voti a 1.500.000, con un aumento di 500.000 voti.

Stati Uniti d’Europa e Azione avevano preso, sommando i voti alle politiche di Bonino, con quelli di Calenda e Renzi, 2.880.000 che diventano, in due liste, 1.651.000, con un perdita di 1.360.000 voti.

Pace Terra e Dignità alle Europee ha disperso 512.000 voti, non avendo superato lo sbarramento del 4%. L’unico confronto che si può azzardare è quello con Unione Popolare che alla Camera aveva disperso 400.000 voti. Dunque i voti dispersi sono aumentati di 112.000. [Celeste Grossi, ecoinformazioni]

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