GRAZIE
Ci sono tre persone, Jlenia Luraschi, Dario Onofrio, Sara Sostini, che hanno dato un contributo determinante alle nostre giornate della Festa dei Circoli della provincia di Como costruendola e attuandola e rendendo possibile il contemporaneo incontro internazionale Rebbio 4 delle organizzazioni dei movimenti impegnati per la libera circolazione delle persone. La sintesi dei due “eventi” (parola altisonante che usiamo raramente, ma quando ci vuole ci vuole!) è la rappresentazione sperimentale della scelta più volte indicata dalla nostra presidente Luciana Castellina: «Fare la rivoluzione ballando».
Era difficile scommettere sulla perfetta riuscita di entrambe le iniziative e ci tremavano i polsi quando le abbiamo progettate. Le ragioni di un successo corale sono insite nella natura stessa dell’Arci di Como che intreccia generazioni e territori, un’associazione nella quale tutte e tutti sono indispensabili. Così l’impegno di Enzo D’Antuono che ha coordinato il gruppo di lavoro di Starci si è sviluppato con la forza e le competenze di tutt3 i/ le dirigent3 attiv3 in ogni fase della tre giorni in ogni ruolo (dal teatro alla comunicazione, dalla cucina all’allestimento, dal cinema alle casse, al bar a tutto il resto, insieme a un numero davvero straordinario di attivist3 dei circoli. Al loro impegno si è aggiunto l’indispensabile contributo dato dai3 servizio civilist3 Livia Corti, Matteo Ferrario, Abramo Francescato sempre disponibili e attivi perché pienamente parte del progetto politico dell’Arci e quello delle band che hanno dato voce, calore e colori alla festa. La sera del 30 il cortocircuito tra i due eventi con la presenza di Andrea Costa tra gli ideatori di Puntini e di Graziano Fortunato di Arci Milano è stato elettrizzante. Lo sfondo di tutto: la mostra Falastin hurra con Handala a ricordarci che la nostra scelta di non voltare le spalle alla realtà e lottare per la liberazione della Palestina è doverosa, giusta e feconda. [Gianpaolo Rosso, Arci] [Foto Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]

