Arci/ No accoglienza, no turismo
L’Arci di Como, con tutta la forza della nonviolenza è impegnata nella difesa di don Giusto Della Valle nuovamente attaccato per la sua umanità, per l’acume della sua visione politica, per la capacità di unire la parte sana della città, tamponando le metastasi di intolleranza generate dalle cattive e stupide politiche delle destre. L’Arci di Como non è solo solidale con il parroco di Rebbio, si onora di essere parte della sua scelta unitaria di civiltà che cresce a Como, nonostante le provocazioni fasciste e dell’estrema desta civica di Palazzo Cernezzi e condanna gli ingiustificabili sgomberi di persone costrette dalle Istituzioni a vivere in rifugi di fortuna in una delle città più ricche del pianeta che non mette a disposizione centinaia di alloggi pubblici inutilizzati.
L’Arci è pronta a organizzare iniziative in città che si rivolgano esplicitamente anche ai turisti per invitarli a non venire a Como fino a che non saranno ristabiliti i valori minimi di civiltà e di solidarietà che possano farla essere città aperta all’accoglienza delle persone migranti come de3 vacanzier3. Valuteremo con le altre organizzazioni democratiche della città la possibilità di indire a Como una manifestazione nazionale a settembre contro l’inumanità delle scelte delle destre contro la Parrocchia di Rebbio che pure riceve attestati e onorificenze internazionali dando lustro alla città, umiliata anche nel suo prestigio morale. L’Arci intensificherà la lotta per il rilancio di quello che resta della “Bella Como” oppressa dalla cecità politica di chi la governa, ma anche dall’indifferenza dei tant3 che, non solo con il voto, hanno determinato con superficialità – non per questo meno colpevole – che una città ancora, almeno formalmente, Messaggera di Pace nel mondo cadesse nell’osceno baratro dell’indifferenza affaristica e egoista. [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]

