ComoAccoglie: sull’accoglienza e il sindaco
Le recenti esternazioni dei sindaco di Como su accoglienza, migranti e senza dimora sono commentate da ComoAccoglie in un comunicato che riportiamo integralmente:
«Abbiamo letto l’intervento del primo cittadino comasco e ci vien da dire che:
Le persone senza dimora non sono necessariamente migranti . Ci sono anche diversi italiani senza casa Non sono necessariamente delinquenti ma è evidente che spesso hanno fragilità /dipendenze o le sviluppano trovandosi a vivere in strada.
Scacciarle in meandri sempre più remoti della città, privandole di coperte, risorse e dignità, non tutela né la nostra sicurezza né la nostra umanità. Semplicemente le nasconde agli occhi delicati della città ma, al contrario di ciò che si vorrebbe, è evidente che misure sempre più repressive e sempre meno inclusive esasperano le tensioni e aumentano il senso di insicurezza, senza nessun effetto positivo .
I volontari o cittadini attivi (come noi preferiamo definirci) non sono la causa del disagio percepito, bensì una risorsa: la nostra attività di prossimità con le persone senza dimora – tralasciando il valore dell’aspetto umano, per noi imprescindibile – fa da cuscinetto tra cittadini “normali” e soggetti “evidentemente problematici” (nel senso che hanno “evidenti problemi di sopravvivenza e di vita dignitosa”), intercettando le fragilità dei singoli individui e cercando, con altre realtà del terzo settore presenti sul territorio, di trovare soluzioni.
Nel nostro piccolo noi di Como Accoglie cerchiamo inoltre di dare risposta, attraverso i nostri “progetti casa”, al grave problema abitativo che tocca tutti i cittadini del nostro territorio, con particolare grave svantaggio per gli stranieri (per i quali anche a fronte di documenti in regola e contratto di lavoro a tempo indeterminato) trovare un alloggio è pressoché impossibile, mentre il patrimonio immobiliare del comune vede troppi appartamenti sfitti e in disuso.
Il contributo nostro e dei tanti volontari (di San Rocco, Incroci, Legami etc….) andrebbe riconosciuto, apprezzato, sostenuto e valorizzato e non dileggiato. Sarebbe sicuramente più utile e dignitoso se chi ha scelto di amministrare il territorio (perché nessuno l’ha obbligato) si sforzasse di trovare le migliori soluzioni a vantaggio di tutti.
Ps: essere migrante non significa essere senza dimora, nullafacente, e tanto meno delinquente. Si tratta per la maggioranza di persone oneste, che lavorano – molte nel settore del turismo -, a volte abitando per strada perché non trovano casa…ma non fanno notizia» [ComoAccoglie]

