Lario fuori dalla fogna

Gitanti privi di qualsiasi consapevolezza dei rischi determinati da acque infestate da popolazioni di batteri patogeni, un’amministrazione comunale troppo impegnata nell’autocelebrazione, alla lotta ai poveri, agli asili nido, al contrasto alla musica in strada e custode della salute non dei cittadini ma delle loro automobili cui assicurare scarsezza di aree a 30 e sempre più parcheggi, costituiscono l’humus nel quale la scelta di fare il bagno in acque pericolose diventa diffusa e non adeguatamente contrastata dalla polizia locale. Ma da Legambiente viene una speranza, forse solo un sogno senza il necessario cambio politico, ma c’è. “Guardando le immagini dei tanti turisti a mollo davanti al Tempio Voltiano in un brodo di enterococchi ed escherichia coli, qualcuno si è chiesto se un giorno sarà mai possibile dichiarare balneabile questo lembo di costa davanti ai Giardini a Lago”.

La risposta a questa domanda è a nostro avviso positiva e proviamo a farlo con questa breve nota.

Una provocazione perché certamente non auspichiamo  la realizzazione di un affollato lido pieno di ombrelloni davanti al Tempio Voltiano e il Monumento ai Caduti, ma ci piacerebbe che a distanza di 48 anni dall’emanazione della Legge Merli (n 319 del 10 maggio 1976) “Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento” non ci siano più scarichi fognari scarsamente depurati o addirittura non depurati nel lago.

Cose già dette e ridette ma purtroppo  inascoltate da chi dovrebbe prendere decisioni”. [Enzo Tiso, presidente Circolo Angelo Vassallo Legambiente Como]

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