Legambiente/ Villa Giovio luogo del cuore

«È un vero gioiello la residenza per villeggiatura di una delle più importanti famiglie comasche e il
suo parco circostante denominata villa Giovio in Breccia. La stessa, ideata verso la fine del XVIII
secolo dall’architetto Simone Cantoni, già progettista della villa Olmo di Borgovico, si presenta in
forme neoclassiche, con un imponente viale d’accesso.

Una facciata principale dotata di un ampio basamento lapideo bicromatico, sul quale si articolano le rampe di scale di accesso contrapposte; tre piani fuori terra scanditi all’esterno da eleganti semicolonne binate, culminanti nel piccolo timpano che chiude la facciata della parte più avanzata dell’edifico. All’interno un notevole salone al pianterreno ed un altro salone affrescato al primo piano, oltre a parecchie decorazioni diffuse ed anche una piccola chiesetta. La villa, di proprietà dell’Inail, risulta da diversi anni inutilizzata, così come è inibita la fruizione del parco attestato su via Varesina alta.
Nel 2009 una petizione sottoscritta da centinaia di cittadini proponeva di riaprire al pubblico la porzione a verde compresa tra la via Giovio e via Varesina, dove è presente peraltro lo splendido e scenografico viale alberato che adduce alla villa. Successivamente il Consiglio Comunale nel 2013 approvò una delibera di indirizzo su proposta della minoranza, la quale invitava la Giunta ad accordarsi con la proprietà per la restituzione alla fruizione collettiva di detto spazio attiguo all’edificio storico, che purtroppo rimase lettera morta. In seguito si è assistito alla “valorizzazione” dell’immobile e dell’ampia superficie a parco circostante, con diversi tentativi infruttuosi di messa all’asta; le ventilate possibilità di una sua riqualificazione come centro europeo per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, come lussuoso hotel, come residenza privata; tuttavia il risultato dopo trentacinque anni di oblio è la incipiente decadenza e lo stato di abbandono generalizzato.
Recentemente la proposta di inserire villa Giovio tra i “luoghi del cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano), una sorta di censimento delle bellezze da non dimenticare, ha riportato all’attenzione pubblica la necessità di non consegnare al degrado questa nostra autentica preziosità.
Come Legambiente Como non possiamo che sostenere tutte quelle azioni che consentano di valorizzare, soprattutto in una dimensione collettiva, il patrimonio storico-architettonico ed ambientale, ed in particolare la villa Giovio di Breccia, che a nostro parere ben si presta a funzioni di alto livello quali quelle afferenti alla ricerca accademica o all’insegnamento musicale, alla sanità, alla ricettività congressuale e residenziale residuale di tipo particolare (studentato, modalità alberghiera per affari). Auspichiamo però l’apertura immediata alla fruizione pubblica della porzione di parco comprendente il viale alberato, in attesa di una mobilitazione delle forze cittadine, private e pubbliche, in primis dell’amministrazione comunale che invitiamo caldamente a pronunciarsi in merito, che ne consenta una rifunzionalizzazione in grado di esaltarne il suo valore.
Ben venga quindi anche la richiesta di inserire villa Giovio e il suo parco tra i “luoghi del cuore” del FAI, se può servire a far conoscere e sottolineare il grande valore storico, architettonico, culturale e ambientale di questo luogo e impedirne così il degrado. Invitiamo quindi a votare sull’apposita pagina Internet del Fai». [Andrea Rinaldo, direttivo Legambiente Como]

[foto di copertina Fabio Cani, ecoinformazioni, in questa pagina Andrea Rosso, ecoinformazioni]

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