Assalam/ Giustizia sospesa
Sono giorni difficili per i diritti. Mentre si assolve Salvini perché il diritto al soccorso per qualcuno è reato, il Consiglio di stato blocca la sentenza del Tar che aveva ristabilito il diritto della comunità islamica canturina a pregare. Sulla seconda questione riportiamo il parere di Vincenzo Latorraca legale dell’associazione Assalam. Nulla è ancora perduto, si tratta solo di una sospensione in attesa di un nuovo pronunciamento, ma i commenti positivi della Lega fanno pensare all’ipotesi che la giustizia venga tradita.
“Il Consiglio di Stato ha depositato oggi, 23 dicembre, le due ordinanze che attendevamo.
Con la prima, concernente la domanda di sospensione della sentenza del TAR Milano n. 483/2024 (la sentenza che ha annullato il secondo diniego di permesso di costruire), il Collegio ha ritenuto di sospendere “al fine di pervenire alla fase di merito del giudizio re adhuc integra” ritenendo che le questioni articolate non siano “suscettibili di risoluzione in sede di delibazione sommaria propria della fase cautelare” con necessità di fissare in tempi brevi l’udienza pubblica.
In sostanza, il Consiglio di Stato, ritenendo la questione complessa, ha inteso anticipare l’udienza di merito e, nel frattempo, sospendere l’esecutività della sentenza di primo grado, senza però esprimersi nel merito che sarà oggetto discussione all’udienza pubblica del 13 marzo 2025.
La seconda ordinanza, concernente il giudizio in sede di ottemperanza, segue la precedente, nel senso che, avendo disposto la sospensione in attesa del merito, non poteva che essere sospesa anche l’ottemperanza.
Confidiamo che nel giudizio fissato a breve emergano le ragioni e i diritti dell’Associazione che, da oltre dieci anni, lotta per poter avere finalmente un luogo in cui riunirsi e pregare”. [Vincenzo Latorraca]

