Prc/ Malagestione Lipomo/ Azzerati vertici Cri

«Apprendiamo dalla stampa locale di un nuovo Commissariamento che ha interessato il Comitato di Como della Croce Rossa Italiana avvenuto per via di «gravi violazioni delle norme in materia di sicurezza e della dignità delle persone» all’interno del centro di accoglienza di Lipomo (CO) gestito dallo stesso ente.

La struttura nazionale della CRI ha preso questa decisione – si legge nella delibera – una volta preso atto delle «evidenziate e documentate gravissime irregolarità» nella gestione del centro e nella tutela della salute, sicurezza e dignità delle persone ospitate.

Ancora una volta la mala gestione di alcuni enti la pagano le ultime e gli ultimi. A Como non è una grande novità, purtroppo, noi ricordiamo bene cosa accadde alla fine dell’estate 2016 quando venne allestito il Campo di accoglienza temporanea di Via Regina Teodolinda – gestito da Prefettura e Croce Rossa. Allora, per spingere le volontarie e i volontari – che per tre mesi avevano seguito le persone migranti bloccate nel parco antistante la stazione di Como San Giovanni – a convincere i migranti ad accedere al Campo era stato garantito che, quello stesso campo, avrebbe rappresentato una “sperimentazione di eccellenza” garantendo la possibilità per le associazioni solidali di accedervi e continuare le attività svolte fino a quel punto. Una volta aperto e, una volta che le persone vi fecero accesso, quell’eccellenza scomparve e il campo di via regina restò per tutta la sua permanenza a Como nulla di più di un CAS – con tutte le problematiche per le persone che vi vivevano che ciò comporta.

Ancora una volta ci troviamo davanti ad una notizia che mette in evidenza quanto la gestione italiana ed europea del fenomeno delle migrazioni sia fallimentare e le conseguenze ricadano sulle persone che, con ogni ragione, rivendicano il proprio diritto di movimento.

Gli interventi necessari sono molteplici, a partire dal passare da una gestione securitaria e repressiva ad una gestione inclusiva e solidale del fenomeno e, lo diciamo da anni, servono: libera circolazione delle persone, canali sicuri e legali di accesso, superamento vero del regolamento di Dublino e ripristino del sistema di accoglienza diffusa, lo SPRAR, che permetteva, sul modello Riace, di strutturare tanti piccoli luoghi dell’accoglienza gestiti dai Comuni. Luoghi che permettevano di superare almeno in parte il sistema dei grandi “campi ghetto” che ledono, ed è chiaro, la dignità delle persone che vi accedono. [Fabrizio Baggi, Direzione nazionale, Pierluigi Tavecchio, segretario provinciale Como Prc- Se]

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