La “tregua” a Gaza determinata anche dalle moltitudini nelle piazze

La sera del 20 ottobre, all’Oratorio di Rebbio, si è svolto un incontro di riflessioni e confronto fra attivist3 per aumentare l’efficacia della mobilitazione a sostegno della causa palestinese. La discussione aperta e moderata da Nicola Casale, di Como per la Palestina, è partita dalla valutazione di ciò che è stato fatto e ottenuto, sottolineando che lo straordinario movimento che ha coinvolto molte piazze a livello mondiale ha contribuito alla momentanea “tregua” a Gaza. 

I e le partecipanti di varie organizzazioni e associazioni del territorio hanno espresso opinioni e fornito proposte concrete per continuare a contrastare il colonialismo d’insediamento sionista e il genocidio del popolo palestinese. Boicottaggio mirato di prodotti israeliani, coinvolgimento di scuole e università, azioni contro la fornitura di armi anche da aziende del nostro territorio, attivazione di laboratori e tavoli di lavoro (già da questo giovedì, presso lo stesso Oratorio di Rebbio), creazione di un presidio fisso e permanente. L’intento è quello di non disperdere la marea dell’ultimo mese, non disperdere la consapevolezza che si è diffusa nella società  civile, portare ancora la gente nelle piazze per continuare la pressione contro il nostro governo complice, vigilare costantemente la situazione ancora molto incerta della tregua a Gaza e cercando di remare tutti nella stessa direzione con un unico obiettivo. [Simone Tognacchini, per ecoinformazioni]

[Foto Massimo Borri, ecoinformazioni]

[La foto di copertina è di Simone Tagnacchini, per ecoinformazioni]

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