ecoinformazioni on air/ la propaganda fascista profana la memoria
Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 19,45 dell’11 dicembre di Metroregione di Radio popolare. Stanotte a Como il Monumento ai Caduti è stato usato come palco per un’azione del cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista”: fumogeni, torce e uno striscione con una sola parole “remigrazione”.
Il gruppo – che riunisce movimenti dell’estrema destra comasca – rivendica l’azione e annuncia una campagna nazionale, con raccolta firme e nuove iniziative “per portare il tema al centro del dibattito”, sostenendo che rappresenterebbe “una svolta per la Nazione e per l’Europa” per “difendere il futuro delle prossime generazioni”.
La parola “remigrazione” non è un concetto astratto ma un pilastro della propaganda dell’estrema destra europea, che vuole far passare come soluzione tecnica un progetto di deportazione, che nasconde la stessa logica razzista e securitaria dei decreti sicurezza, dei centri di rimpatrio costruiti in Albania, di una società che cancella diritti delle persone straniere che vivono lavorano e studiano in Italia.
«Non è goliardia, non è folklore: è propaganda razzista», affermano Cgil, Cisl e Uil, ricordando che il Monumento ai Caduti è un luogo dedicato alla memoria delle vittime delle guerre e delle dittature, non un palco per messaggi di esclusione, totalmente incompatibile con i valori costituzionali. Le tensioni – sottolineano i sindacati – non nascono dalla presenza dei migranti, ma dall’assenza di politiche serie su casa, scuola, integrazione e lavoro. Si chiede un intervento immediato di Comune, Prefettura e Questura: vigilanza sui luoghi simbolici, accertamento delle responsabilità e misure preventive per evitare nuovi episodi. «Como deve scegliere che città vuole essere: una comunità che affronta i problemi con responsabilità e coesione sociale, oppure un terreno fertile per messaggi d’odio». [Camilla Pizzi, ecoinformazioni]

