Squarci dal mare di morti

Nell’Oratorio di Rebbio il 2 febbraio in memoria della strage che l’Europa ha compiuto abbandonando e uccidendo persone anche durante l’uragano Henry. Gli interventi, i video e alla fine un momento di preghiera e la proposta di don Giusto di andare nei paesi dove il denaro euopeo viene utilizzato per la mattanza di diritti e persone per rendersi conto e informare per fermare la strage.

Tunisia l’inferno dei profughi documentario di Davide Mattei e Julien Goudichaud Rsi.

Le fuggitive di Kabul

Agosto 2021, i talebani riconquistano Kabul. Alle donne viene vietato l’uso della bicicletta e la squadra nazionale femminile è in pericolo. In una fuga degna di un film di spionaggio le cicliste fuggono dall’Afghanistan e raggiungono l’Europa

Nell’agosto 2021 i talebani entrano vittoriosi a Kabul dopo 20 anni di guerra e la popolazione afghana, che stava iniziando a emanciparsi, deve affrontare il ritorno della repressione. Questa minaccia è particolarmente forte per le donne e gli sportivi, e la squadra femminile di ciclismo, creata nel 2010 e chiamata a partecipare a competizioni internazionali, è in pericolo. Consapevole dell’urgenza della situazione di queste donne per le quali andare in bicicletta è peccato e punibile con la morte, un miliardario e filantropo canadese-israeliano appassionato di ciclismo insieme a un gruppo di attivisti influenti e sul campo mette segretamente a punto un piano di evacuazione per aiutare le cicliste professioniste a fuggire dall’Afghanistan. L’operazione di esfiltrazione immergerà le atlete e le loro famiglie in un’avventura ad alto rischio. Un documentario di Matteo Born e Alain Rimbert.

61 min

Disponibile fino a 21.08.2026

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Le fuggitive di Kabul – Storie – Play RSIrsi.ch

Falò – RSI

Senza nome

di Anna Bernasconi

A quasi quattro anni dall’invasione russa in Ucraina (24 febbraio 2022), Falò propone un reportage negli spazi invisibili della guerra, dove decine di migliaia di soldati risultano dispersi, senza un nome e senza un corpo. Tra il Donbass e Odessa, questo documento raro rompe il silenzio sulle perdite umane taciute da entrambi i fronti. Le voci di madri, figli, medici e volontari raccontano il prezzo più alto del conflitto: l’attesa senza risposta.

28 min

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Senza nome – Falò – Play RSIrsi.ch

Senza nome – Gaza, condannati a restare

di Anna Bernasconi – di Emiliano Bos

Senza nome di Anna Bernasconi Decine di migliaia di soldati risultano dispersi nella guerra in Ucraina: senza un corpo, senza un nome né una conferma ufficiale di morte. Nel Centro di raccolta di Odessa, i corpi dei soldati ucraini, uomini e donne ancora senza identità, sono così tanti che vengono utilizzati vagoni dei treni per contenerli. In una guerra dove le informazioni sui morti sono tenute segrete, il reportage è un documento raro sulle enormi perdite umane di entrambi i fronti, russo e ucraino. Dal fronte del Donbass all’ovest del Paese, attraverso le testimonianze di madri e figli in attesa, medici forensi e volontari che mettono a rischio la vita per recuperare i corpi abbandonati sui campi di battaglia, emerge il costo umano di una guerra di logoramento che continua a lasciare intere famiglie senza risposta. Gaza, condannati a restare                            di Emiliano Bos  Porte chiuse per i malati, inclusi quelli di tumore. E inclusi persino i bambini affetti dal cancro. Oltre 18mila pazienti palestinesi attendono di poter lasciare la Striscia di Gaza per ricevere cure sanitarie che le devastate strutture locali non possono offrire dopo due anni di guerra. La riapertura parziale e limitata del valico di Rafah con l’Egitto da pochi giorni non consente di far fronte alle urgenze. Israele ha autorizzato finora solo poche decine di civili finora ad uscire, con una procedura lenta e complessa. Eppure a Gerusalemme c’è un ospedale pronto ad accogliere i pazienti oncologici da Gaza, dove già in passato venivano curati qui. Da oltre due anni non ne sono più arrivati. Falò ha raccolto le testimonianze dentro e fuori la Striscia di chi chiede cure e di chi è in grado di offrirle ma non viene autorizzato. I malati di Gaza per ora sono condannati a restare. Per molti, è una condanna a morte.  

17.02.2026

74 min

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3474247

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