A Asylum tra attenzione alla lettera del quesito referendario e analisi degli effetti della riforma costituzionale
Il 10 marzo serata di confronto nel salone dell’associazione Asylum di Camerlata, centrata sul referendum costituzionale sulla giustizia. A pochi giorni dal voto ciò che è verità lampante è che ad una gran parte dei cittadini quel che sta scritto nella riforma del governo non è davvero chiaro.
La scarsa conoscenza e la difficoltà per i cittadini nel comprendere appieno questa riforma è anche la motivazione dell’organizzazione di tutti gli incontri effettuati fino ad oggi per affrontarne il tema; incontri spesso di parte, ma anche incontri come quello di questa sera che ha visto un vero e proprio dibattito, a tratti anche incandescente, tra Maria Luisa Lo Gatto, magistrata esperta in Giustizia riparativa, Antonio Lamarucciola, avvocato civilista e Vincenzo Latorraca, avvocato esperto di Diritto amministrativo.
L’incontro parte rispondendo alle domande del pubblico, tra le quali predominano per abbondanza questioni sul perché dovranno essere i cittadini a votare per decisioni così tecniche, ma anche domande riferite all’effettiva gravità e pericolosità di questa riforma.
L’avvocato Vincenzo Latorraca si mostra saldo sulla posizione di non voler prendere in considerazione eventuali interpretazioni dei testi, ma ribadisce l’importanza di leggere nero su bianco la riforma, volta ad avere una nuova modalità di scelta su chi dovrà avanzare in carriera, concetto per il quale, a sua detta, dovrebbe essere utile ad eliminare le correnti, dice «non possiamo permetterci di avere un comitato che faccia avanzare in carriera solo dei magistrati che dovranno poi rendere il favore». Al contrario, la magistrata Lo Gatto e l’avvocato Lamarucciola mostrano in dall’inizio un forte timore riguardo questa riforma, la quale è stata si votata in Parlamento, ma voluta e votata solamente dalla maggioranza del Governo, aumenterebbe il rischio di un’effettiva influenza politica sul Pubblico Ministero, andando ad intaccare quelle decisioni fragili di cui già si occupa e portando ad un potere del governo sempre più saldo, soprattutto in questioni che dovrebbero essere totalmente prive di influenza politica. Anche perché, citano i sostenitori del no al referendum, non a tutti è chiaro che il sorteggio non sarà puro, ma solamente successivo ad una precedente selezione dei magistrati da parte del parlamento e quindi dalla maggioranza. La magistrata Lo Gatto è chiara sulla questione, «è una referendum che intende introdurre un nuovo equilibrio tra i tre poteri dello Stato la storia europea ci racconta come questo porti ad avere un controllo politico sui PM»; la nostra Costituizione e la nostra Giustizia è, a detta di molti, da prendere d’esempio, non possiamo correre il rischio di incorrere nelle conseguenze che hanno visto la fine di molti altri stati. Soprattutto, aggiunge il presidente di Asylum Italo Nessi, la situazione mondiale è un vivido campanello di allarme che ci indica di prestare attenzione a queste questioni proposte da un governo che tende sempre più ad abusare del proprio potere.
Insomma, si tratta di una questione molto tecnica, probabilmente di difficile comprensione, anche agli esperti del settore, come evidenzia l’avvocato Lamarucciola, complicata da decifrare. Serve essere obiettivi, ma con un occhio di riguardo alle conseguenze future dovute a queste scelte. In conclusione, citando la magistrata Lo Gatto, come direbbero i siciliani «pessì e pennò, io voto NO». [Video e testi di Matteo Gioia, ecoinformazioni]









