Fascisti a Dongo/ Tino Magni, Avs, interroga Piantedosi

Il senatore di Avs Tino Magni ha depositato il 7 aprile al Senato l’interrogazione a risposta scritta nella quale chiede al ministro Piantedosi, riguardo al raduno fascista del 26 aprile a Dongo, “quali iniziative urgenti intenda intraprendere per impedirlo e, più in generale, per contrastare efficacemente la diffusione di idee violente e razziste da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti”.

MAGNI- Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’Interno

Premesso che:

da diversi anni stiano riemergendo movimenti di ispirazione fascista, circostanza inquietante e intollerabile per la Repubblica;

l’interrogante, in data 3 maggio 2023 e 30 aprile 2024, ha presentato due atti di sindacato ispettivo (n. 4-00428 e n. 4-01177), ad oggi ancora senza risposta, in merito al raduno che ogni anno, e ormai da tempo, gruppi neo-fascisti organizzano, sul lago di Como, in prossimità dell’anniversario della Liberazione e del giorno della fucilazione di Mussolini, precisamente a Dongo e in località Giulino di Mezzegra;

tali gruppi si radunano in forma organizzata, in divisa di camicie nere, per commemorare con riti e cortei,saluti romani e la chiamata del “presente”, l’esecuzione di Mussolini e dei gerarchi,in tal modo,esprimendo, senza equivoci – a parere dell’interrogante- la volontà di propaganda del fascismo;

la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione vietaesplicitamente “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”;

l’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall’articolo 4 della cd.“legge Scelba” (legge n. 645 del 1952);

il seguente articolo 5 stabilisce che “Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire.”;

dopo anni di incertezze giurisprudenziali, la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione 16153, pubblicata il 17 aprile 2024, ha definitivamente stabilito che «La condotta tenuta nel corso di una pubblica manifestazione consistente nella risposta alla “chiamata del presente” e nel c.d. “saluto romano”, rituali entrambi evocativi della gestualità propria del disciolto partito fascista, integra il delitto previsto dall’art. 5 della legge 20 giugno 1952 n. 645, ove, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, sia idonea a integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista, vietata dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione. A determinate condizioni può configurarsi anche il delitto previsto dall’art. 2 del decreto-legge 26 aprile 1983, convertito, con modificazioni, nella legge 25 giugno 1993 n. 205 che vieta il compimento di manifestazioni esteriori proprie o usuali di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno, tra i propri scopi, l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Tra i due delitti non sussiste rapporto di specialità. I due delitti possono concorrere sia materialmente, sia formalmente in presenza dei presupposti di legge.”;

il 25 ottobre 2018 anche il Parlamento europeo ha approvato uno specifico orientamento in merito, attraverso la risoluzione 2018/2869 (RSP); tale documento, riconoscendo nell’impunità di cui godono tali gruppi una delle principali ragioni dell’aumento delle azioni violente da parte loro, ha richiesto all’Unione europea e agli Stati membri di garantire che fossero effettivamente bandite le organizzazioni neonaziste e neofasciste e qualsiasi tipo di fondazione e associazione che glorifichi il fascismo e il nazismo;

il prossimo 26 aprile,a 81 anni dalla fine della guerra e dalla Liberazione dal nazifascismo,a Dongo, l’Anpi, le associazioni, i sindacati, le forze politiche ei movimenti ne celebrano la Memoria pacificamente con un impegno costante nella Resistenza in difesa dei valori di libertà, democrazia e Paceper impedire che, anche quest’anno, sia disonorata dall’ illegale provocazione delle camicie nere e dei saluti romani di quel fascismo, crimine contro l’umanità;

iniziative promosse da organizzazioni neofasciste e neonaziste, oltre ad offendere la coscienza civile e democratica dell’Italia, la memoria comune e i valori fondamentali della Costituzione, non possono che rappresentare unfattore di grave turbamento per l’ordine pubblico in tutto il Paese,

Per sapere:

le informazioni del Ministro in indirizzo rispetto al periodico raduno fascista di Dongo;

quali iniziative urgenti intenda intraprendere per impedirlo e, più in generale, per contrastare efficacemente la diffusione di idee violente e razziste da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti. [senatore Tino Magni, Avs]

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