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Autodeterminazione e 194 libera, sicura e accessibile

La 194 è una legge entro le cui maglie si è concordi sia ancora necessario lavorare, riscrivere. Data la appena trascorsa ricorrenza dalla sua entrata in vigore il 22 maggio del 1978, si è altrettanto consapevoli che essa sia stata fondamento di un cambiamento radicale in tema di diritti ad esattamente quarantotto anni di distanza, nella sala Stefano Kovac a Milano, in un incontro organizzato da Avs che è stato capace di mettere in luce, ancora una volta, la necessità di continuare a vigilare sul diritto di autodeterminazione delle donne.

Sempre nel 1978, entrarono in vigore la Legge Basaglia, con provvedimenti più dignitosi in materia di salute mentale, e la Legge n. 833 con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, come ricordato anche da Alessandra Fuccillo (assessora alle pari opportunità del comune di Pavia) in apertura di incontro.
Là dove i movimenti riuscivano anno dopo anno a ottenere diritti fondamentali, oggi assistiamo a uno sgretolamento dei diritti tutti in questo clima che Celeste Grossi, responsabile Arci Politiche di genere, ricorda, nel video di seguito, essere infuso da logiche belliciste che si ripercuotono anche e soprattutto sulle donne e sui loro corpi.

Lottare contro gli ostacoli in difesa della 194 è riconoscerne la preziosissima esistenza, con la quale è doveroso, tuttavia, ripartire per dare seguito al principio di autodeterminazione, ricorda Elena Lattuada, delegata pari opportunità comune di Milano.
La questione si fa politica, lo scontro si è sempre consumato su questo piano, motivo per cui è assai difficile operare sulle politiche regionali con un impatto tale da essere in grado di scalfirle, qualora queste fossero contrarie alle linee guida ministeriali e/o ostruzioniste nel fare del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza una priorità (e soprattutto, come ricorda nel suo intervento Daniela Fantini, ginecologa parte della Rete Pro Choice, mettendo in primo piano la salute delle pazienti che richiedono la procedura).

Persiste inoltre un sottofondo clericale, capace di influenzare il senso dato alla famiglia, così come alla violenza, quella stessa agita sul corpo di troppe donne, e che tuttavia si fa ancora terribilmente fatica a significare in relazione alla mancata libertà di scelta, quella di decidere per il proprio corpo, come ricorda anche Donatella De Grande del circolo Uaar di Milano, di cui è riportato l’intervento in video di seguito:



L’aborto così come l’autodeterminazione, continua Elena Lattuada, devono potersi accompagnare a un movimento femminista.

D’altra parte, i cosiddetti movimenti pro-vita generano piuttosto scenari di morte, suggerisce con grande enfasi Benedetta Scuderi, europarlamentare Avs. Sul piano europeo l’Italia è divenuta un caso, non troppo distante dalla Polonia che sappiamo avere una tra le leggi più restrittive d’Europa a questo proposito. Al tempo stesso, la commissione europea tergiversa nonostante le pressioni della campagna My Voice, My Choice, permettendo di accedere a dei fondi europei preesistenti, destinati al sociale, senza tuttavia stanziare un vero e proprio fondo come richiesto dall3 attivist3 della campagna, ciò che ci si aspetterebbe nel pieno riconoscimento dell’aborto come diritto sanitario fondamentale.

Quando si dice che la 194 va interpretata, abbiamo, a mio avviso, due principali letture: la prima cavalca una conseguenza paradossale, secondo la quale la legge è divenuta intoccabile per tutt3. Per via di passaggi che potremmo definire ambigui o quanto meno opachi, essa lascia spazio sia a chi vuole ricorrere all’aborto, secondo le possibilità previste dalla legge, sia a coloro che tramite una logica di accreditamento costituiscono un saldo fronte antiabortista pro-vita.

L’altra possibile lettura è decisamente più propositiva e proviene dalle avvocate Anna Urbani e Chiara Angiolini, dello studio legale Angiolini e Ass., secondo le quali il primo intervento sulla 194 deve poter provenire delle cittadine e dai cittadini attraverso un cambio radicale di prospettiva: come cittadina devo pormi la domanda del perché sorga necessario per un consultorio avvalersi di una convenzione con un’attività integrativa laddove la stessa struttura è già completa di tutte le professionalità richieste.
Non solo, che tali professionalità non possono essere sostituite, e nemmeno integrate, da non idonee formazioni sociali di base, prive di strumenti adeguati a quel sostegno psicologico che la 194 menziona all’articolo 2 in riferimento a maternità difficili dopo la nascita, e che pertanto agiscono al solo scopo di orientare e condizionare la scelta.

Due i principali impegni tangibili con i quali ci si è lasciate a seguito di questo proficuo tavolo di lavoro e discussione: il primo è quello manifestato da Donatella Albini, segreteria nazionale SI, che in qualità di ginecologa e professionista del servizio sanitario, non ha mancato dal sottolineare l’importanza di entrare in un colloquio paritario con le donne, affinché la libertà di scelta, l’autodeterminazione e il desiderio entrino in maniera chiara nel linguaggio politico, come si può ascoltare di seguito.


Contemporaneamente, le avvocate Chiara Angiolini e Anna Urbani, sulla base del lavoro su due diversi casi giudiziari, stanno cercando di costruire una strategia giudiziaria basata su precedenti favorevoli per sostenere strutture sanitarie libere da certe convenzioni: il primo, vinto a Torino ma recentemente riaperto, ed il secondo, ancora in corso, che riguarda l’Ospedale S. Antonio Abate a Cantù, e i rapporti tra Asst Lariana ed il Centro aiuto alla vita all’interno della struttura ospedaliera (unica nel territorio ad effettuare le interruzioni volontarie di gravidanza), decisione contestata da Cgil, Arci, Arcigay, Medicina democratica (con il supporto della rete Intrecciat3), che hanno fatto ricorso al Tar.
L’obiettivo è restituire uno spazio sanitario libero a tutte le donne che vivono a Como e provincia, sull’esempio di quanto avvenuto a Torino. [Articolo di Giulia Rho, ecoinformazioni; Foto e video di Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Guarda la playlist completa con tutti i video dell’incontro:

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